Quelle statistiche dicono che col contratto collettivo un impiegato a Catania prende uguale uguale a uno di Milano.
Solo che quello di Catania magari (anche a fatica) alla fine del mese ci arriva.
Quello di Milano non arriva alla fine della seconda settimana.
Quindi o portiamo lo stipendio minimo al livello che serve ad un Milanese per arrivare alla fine del mese (ma il catanese poi fa il nababbo o quasi), o come sopra ma aumentiamo il costo della vita anche ai Catanesi (ma anche no), o foziamo i cattivi negozianti, proprietari di case e via dicendo milanesi ad abbassare il costo della vita (in b4 esproprio proletario) o qualcuno, tipo te, mi deve spiegare perchè dato un minimo nazionale un datore di lavoro dovrebbe accontentare il lavoratore alzando lo stipendio ben al di sopra del minimo quando non è obbligatoa farlo.
Guarda che i contratti integrativi a livello di distretto o aziendale solo una realtà, quindi non è che ti devo spiegare un progetto che al momento abbia forma meramente teorica, basta che vai in un’azienda dove questo già esiste per constatare che ciò che dico già esiste.
Peraltro abbassare il costo degli alloggi dovrebbe essere una delle priorità di uno stato civile, visto che l’alloggio è un diritto cui tutti devono poter accedere.
E per garantire questo diritto non serve alcun esproprio, ma una politica seria che coniughi un’adeguata tassazione degli appartamenti sfitti, e il recupero e restauro di edifici già presenti in abbondanza per adibirli ad alloggi pubblici.
L’edilizia pubblica è normalmente una voce rilevante dello Stato sociale, ed è proprio la carenza di essa in Italia (l’edilizia pubblica è stata pressoché limitata agli emarginati sociali, con la creazione di quartieri ghetto in cui concentrarli, sicché diventano un servizio poco desiderabile), che ha permesso l’esplosione dei prezzi ad un livello assolutamente insostenibile per le persone normali.
Semplicemente perchè la retribuzione va adeguata al potere d'acquisto. Dal mio punto di vista è corretto che, a parità di mansioni svolte, due persone debbano avere lo stesso potere d'acquisto. Con il mio stipendio un pm indiano farebbe una vita da nababbo, mentre io ho una vita media a Milano: stesso sforzo, stesse responsabilità, retribuzione diversa. Non mi pare molto equo.
Stiamo parlando di Italia, non di India.
Se pensi che a Palermo siano privilegiati nulla ti vieta di trasferirti eh!
Cita:
Ma è sicuramente possibile, basta scegliere un paniere intelligente.
Le persone si spostano a Milano come a Lecce. Al massimo si può prevedere un rimborso spese, come già avviene in molte realtà private.
Non sto parlando di spese di lavoro che siano rimborsabili.
Un computer costa eguale a Milano e a Palermo, cosí come moltissime altre cose.
Cita:
In periodi di crisi (e quindi di tagli) ci sono due opportunità: o tagliare a tutti, penalizzando meggiormente coloro che vivono in zone più costose, o spalmare equamente tali tagli modulandoli sul costo della vita.
Io parto dal presupposto che gli unici tagli che si debbano fare siano agli sprechi, ai furti, e agli evasori.
Tagli di altro tipo, comprimendo il potere d’acquisto dei lavoratori, innescano una spirale depressiva, come la Grecia dimostra, e anche non lo facessero sarebbe inaccettabile peggiorare la qualità della vita a chi a stento arriva alla fine del mese, considerando le enormi ricchezze che tuttora esistono in Italia.