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 Oggetto del messaggio: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 4:13 pm 
Schiavo
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Roma, 28 nov. (TMNews) - Riforme sul mercato del lavoro, con più flessibilità e moderazione salariale, a cominciare dalle buste paga della pubblica amministrazione che vanno tagliate e differenziate su base regionale. Sono le prime tra le priorità indicate dall'Ocse per le riforme strutturali nel Belpaese. Perché se il nuovo governo dell'Italia deve "attuare pienamente" il programma di risanamento dei conti che era stato approntato dal precedente esecutivi, parallelamente deve anche portare avanti "importanti riforme strutturali" per sostenere la crescita. Vanno avviate "il prima possibile", dice l'Ocse nella scheda sull'Italia del suo ultimo Economic Outlook, che tra i primi settori di intervento indica la necessità di intervenire sulle "tutele al lavoro" nelle parti di mercato "maggiormente rigide". Secondo l'Ocse è "imperativo" poi avere "moderazione" sui salari, cominciando da quelli della pubblica amministrazione che devono essere "tagliati" a livello nominale e devono potersi differenziale su base regionale. Bisogna inoltre puntare a maggiore concorrenza sui mercati dei prodotti e ridurre regolamentazioni e barriere all'ingresso di nuovi operatori, specialmente nelle professioni e nei settori dei servizi. L'Ocse chiede anche di privatizzare le aziende che forniscono servizi pubblici locali.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... gioni.aspx

Finisce che l'OCSE riuscira ad imporre per vie traverse ciò che la Lega non ha mai osato fare.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 4:17 pm 
Schiavo
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Per quanto mi riguarda il messaggio può essere rispedito al mittente, insieme all’altro che diceva di privatizzare i servizi idrici.


Peraltro si sappa l’OCSE spesso subisce pressioni dagli stessi governi per garantire una legittimazione ‘tecnica’ alle politiche sgradite all’opinione pubblica che vogliono prendere.
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 4:24 pm 
Schiavo
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frankytop @ ha scritto:
Roma, 28 nov. (TMNews) - Riforme sul mercato del lavoro, con più flessibilità e moderazione salariale, a cominciare dalle buste paga della pubblica amministrazione che vanno tagliate e differenziate su base regionale. Sono le prime tra le priorità indicate dall'Ocse per le riforme strutturali nel Belpaese. Perché se il nuovo governo dell'Italia deve "attuare pienamente" il programma di risanamento dei conti che era stato approntato dal precedente esecutivi, parallelamente deve anche portare avanti "importanti riforme strutturali" per sostenere la crescita. Vanno avviate "il prima possibile", dice l'Ocse nella scheda sull'Italia del suo ultimo Economic Outlook, che tra i primi settori di intervento indica la necessità di intervenire sulle "tutele al lavoro" nelle parti di mercato "maggiormente rigide". Secondo l'Ocse è "imperativo" poi avere "moderazione" sui salari, cominciando da quelli della pubblica amministrazione che devono essere "tagliati" a livello nominale e devono potersi differenziale su base regionale. Bisogna inoltre puntare a maggiore concorrenza sui mercati dei prodotti e ridurre regolamentazioni e barriere all'ingresso di nuovi operatori, specialmente nelle professioni e nei settori dei servizi. L'Ocse chiede anche di privatizzare le aziende che forniscono servizi pubblici locali.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... gioni.aspx

Finisce che l'OCSE riuscira ad imporre per vie traverse ciò che la Lega non ha mai osato fare.


popolo di incapaci
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 4:35 pm 
Schiavo
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Favorevolissimo ad una differenziazione in base al comune (e NON alla regione) di residenza: il salario va sempre considerato nel contesto economico, 1000 euro o 10000 euro di per sè non vogliono dir nulla, sono solo numeri.
1500 euro a Siracusa sono un terno al lotto, le stesse 1500 euro a Milano (o a Roma) sono uno stipendio medio e ci paghi poco più di un affitto.
E tra l'altro probabilmente si arginerebbe anche la corsa al posto pubblico, tanto in voga nelle aree più povere del paese.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:04 pm 
Schiavo
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yorkeiser @ ha scritto:
Favorevolissimo ad una differenziazione in base al comune (e NON alla regione) di residenza: il salario va sempre considerato nel contesto economico, 1000 euro o 10000 euro di per sè non vogliono dir nulla, sono solo numeri.
1500 euro a Siracusa sono un terno al lotto, le stesse 1500 euro a Milano (o a Roma) sono uno stipendio medio e ci paghi poco più di un affitto.
E tra l'altro probabilmente si arginerebbe anche la corsa al posto pubblico, tanto in voga nelle aree più povere del paese.

Nella filiale mangialumache della società di consulenza per la quale ho lavorato fino al 2005, i compensi per i non-soci erano differenziati (oltre che per i premi) in base al luogo di lavoro: Parigi/resto della Francia.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:14 pm 
Schiavo
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harbinger ha scritto:
Nella filiale mangialumache della società di consulenza per la quale ho lavorato fino al 2005, i compensi per i non-soci erano differenziati (oltre che per i premi) in base al luogo di lavoro: Parigi/resto della Francia.


Aggiungo: in qualsiasi multinazionale, da quel che ho visto e ho sperimentato sulla mia pelle, i dipendenti sono pagati in base alla nazione di appartenenza. Il che implica che un mio collega svizzero attualmente abbia una RAL molto superiore alla mia, a parità di livello aziendale, mentre un ungherese prende molto meno. Parlo di RAL, non di netto, che ovviamente varia anche in base alla tassazione ed in generale alla legislazione.
A me pare che non ci sia nulla da eccepire.
Sinceramente, non vedo perchè non si debba replicare la stessa strategia a livello nazionale, almeno nel pubblico. I privati poi facciano come vogliono, ma già attualmente nel privato c'è una forte differenziazione dei salari in base al territorio, mercato docet.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:21 pm 
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si concordo anche io ...



C.àòsò.d,ldmkldkmd
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Ma anche un po' di gnocca non guasterebbe ogni tanto ...
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:23 pm 
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Non vedo perché si dovrebbe pagare diversamente chi fa lo stesso lavoro.
E finché vigono i contratti collettivi nazionali i salari minimi sono allineati in tutto il Paese.

Calcolare il costo della vita a livello locale è complicato: il fatto che si abbia la residenza in un posto con un costo della vita piú basso non implica che si abbiano sempre minori spese: le persone si spostano, e di solito le zone che hanno un minor costo della vita devono sopportare altri disagi che andrebbero adeguatamente remunerati.

I contratti nazionali garantiscono un salario minimo, poi se un ente locale vuole aumentare lo stipendio dei dipendenti pubblici della sua zona lo faccia pure, ma qui si vuole fare la solita differenziazione verso il basso (è ovvio che frantumando l’unità dei lavoratori diminuisca il loro potere contrattuale).
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:29 pm 
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Chairon @ ha scritto:
Non vedo perché si dovrebbe pagare diversamente chi fa lo stesso lavoro.
E finché vigono i contratti collettivi nazionali i salari minimi sono allineati in tutto il Paese.

Calcolare il costo della vita a livello locale è complicato: il fatto che si abbia la residenza in un posto con un costo della vita piú basso non implica che si abbiano sempre minori spese: le persone si spostano, e di solito le zone che hanno un minor costo della vita devono sopportare altri disagi che andrebbero adeguatamente remunerati.

I contratti nazionali garantiscono un salario minimo, poi se un ente locale vuole aumentare lo stipendio dei dipendenti pubblici della sua zona lo faccia pure, ma qui si vuole fare la solita differenziazione verso il basso (è ovvio che frantumando l’unità dei lavoratori diminuisca il loro potere contrattuale).



Sul costo della vita ci sono opportune statistiche. Ovviamente fatte da capitalisti sfruttaoperai pro legalizzazione dello schiavismo minorile perchè i bambini hanno le dita piccole e cuciono meglio i palloni e le scarpe.

Quelle statistiche dicono che col contratto collettivo un impiegato a Catania prende uguale uguale a uno di Milano.
Solo che quello di Catania magari (anche a fatica) alla fine del mese ci arriva.
Quello di Milano non arriva alla fine della seconda settimana.

Quindi o portiamo lo stipendio minimo al livello che serve ad un Milanese per arrivare alla fine del mese (ma il catanese poi fa il nababbo o quasi), o come sopra ma aumentiamo il costo della vita anche ai Catanesi (ma anche no), o foziamo i cattivi negozianti, proprietari di case e via dicendo milanesi ad abbassare il costo della vita (in b4 esproprio proletario) o qualcuno, tipo te, mi deve spiegare perchè dato un minimo nazionale un datore di lavoro dovrebbe accontentare il lavoratore alzando lo stipendio ben al di sopra del minimo quando non è obbligatoa farlo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:32 pm 
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perchè te lo dice chairon, no :patpat: ?
lui sa ciò che è meglio per tutti.
ora torna a produrre qualcosa che poi si possa tassare e redistribuire
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
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Chairon ha scritto:
Non vedo perché si dovrebbe pagare diversamente chi fa lo stesso lavoro.
E finché vigono i contratti collettivi nazionali i salari minimi sono allineati in tutto il Paese.

Semplicemente perchè la retribuzione va adeguata al potere d'acquisto. Dal mio punto di vista è corretto che, a parità di mansioni svolte, due persone debbano avere lo stesso potere d'acquisto. Con il mio stipendio un pm indiano farebbe una vita da nababbo, mentre io ho una vita media a Milano: stesso sforzo, stesse responsabilità, retribuzione diversa. Non mi pare molto equo.

Chairon ha scritto:
Calcolare il costo della vita a livello locale è complicato: il fatto che si abbia la residenza in un posto con un costo della vita piú basso non implica che si abbiano sempre minori spese

Ma è sicuramente possibile, basta scegliere un paniere intelligente.

Chairon ha scritto:
le persone si spostano, e di solito le zone che hanno un minor costo della vita devono sopportare altri disagi che andrebbero adeguatamente remunerati.

Le persone si spostano a Milano come a Lecce. Al massimo si può prevedere un rimborso spese, come già avviene in molte realtà private.
Ma oltre a spostarsi le persone devono abitare, voce molto più pesante su un bilancio familiare, e lì ci sono grosse differenze, sia sulla proprietà che sull'affitto.

Chairon ha scritto:
I contratti nazionali garantiscono un salario minimo, poi se un ente locale vuole aumentare lo stipendio dei dipendenti pubblici della sua zona lo faccia pure, ma qui si vuole fare la solita differenziazione verso il basso (è ovvio che frantumando l’unità dei lavoratori diminuisca il loro potere contrattuale).

In periodi di crisi (e quindi di tagli) ci sono due opportunità: o tagliare a tutti, penalizzando meggiormente coloro che vivono in zone più costose, o spalmare equamente tali tagli modulandoli sul costo della vita.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
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Caldco @ ha scritto:
perchè te lo dice chairon, no :patpat: ?
lui sa ciò che è meglio per tutti.
ora torna a produrre qualcosa che poi si possa tassare e redistribuire

:okay:

Se sapesti quanto pago io di tasse sul RIMBORSO SPESE DI UN TIROCINIO (porcatroialadraputtanaincalorefigliadiunamignottameretricegeneratadaunaprostitutasieropositivaeunclientesifiliticoall'ultimostadioincancrenito) capiresti perchè sparerei a vista tutti sti figli di papà che voglion campare sulle tasse altrui :whistler:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
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Ile @ ha scritto:
Caldco @ ha scritto:
perchè te lo dice chairon, no :patpat: ?
lui sa ciò che è meglio per tutti.
ora torna a produrre qualcosa che poi si possa tassare e redistribuire

:okay:

Se sapesti quanto pago io di tasse sul RIMBORSO SPESE DI UN TIROCINIO (porcatroialadraputtanaincalorefigliadiunamignottameretricegeneratadaunaprostitutasieropositivaeunclientesifiliticoall'ultimostadioincancrenito) capiresti perchè sparerei a vista tutti sti figli di papà che voglion campare sulle tasse altrui :whistler:

Aspetta che quel "rimborso spese" diventi uno stipendio un po' consistente e poi davvero potresti dare di matto. La cosa peggiorerà decisamente il giorno che "scoprirai" il costo per l'azienda, per diventare preoccupazione (se sei una persona seria) quando avrai dei dipendenti.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
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Schiavo
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harbinger @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:

:okay:

Se sapesti quanto pago io di tasse sul RIMBORSO SPESE DI UN TIROCINIO (porcatroialadraputtanaincalorefigliadiunamignottameretricegeneratadaunaprostitutasieropositivaeunclientesifiliticoall'ultimostadioincancrenito) capiresti perchè sparerei a vista tutti sti figli di papà che voglion campare sulle tasse altrui :whistler:

Aspetta che quel "rimborso spese" diventi uno stipendio un po' consistente e poi davvero potresti dare di matto. La cosa peggiorerà decisamente il giorno che "scoprirai" il costo per l'azienda, per diventare preoccupazione (se sei una persona seria) quando avrai dei dipendenti.


Ah no lo so benissimo.


(comunque al momento mi trovo così bene da dipendente che proprio di mettermi in proprio e addirittura di avere dei dipendenti, manco avessi le possibilità economiche e di sbuzzo imprenditoriale, ma manco morta, soprattutto in questo Paese, non sono mica una votata al martirio :pua: )
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 5:56 pm 
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Ile @ ha scritto:
Chairon @ ha scritto:
Quelle statistiche dicono che col contratto collettivo un impiegato a Catania prende uguale uguale a uno di Milano.
Solo che quello di Catania magari (anche a fatica) alla fine del mese ci arriva.
Quello di Milano non arriva alla fine della seconda settimana.
Quindi o portiamo lo stipendio minimo al livello che serve ad un Milanese per arrivare alla fine del mese (ma il catanese poi fa il nababbo o quasi), o come sopra ma aumentiamo il costo della vita anche ai Catanesi (ma anche no), o foziamo i cattivi negozianti, proprietari di case e via dicendo milanesi ad abbassare il costo della vita (in b4 esproprio proletario) o qualcuno, tipo te, mi deve spiegare perchè dato un minimo nazionale un datore di lavoro dovrebbe accontentare il lavoratore alzando lo stipendio ben al di sopra del minimo quando non è obbligatoa farlo.

Guarda che i contratti integrativi a livello di distretto o aziendale solo una realtà, quindi non è che ti devo spiegare un progetto che al momento abbia forma meramente teorica, basta che vai in un’azienda dove questo già esiste per constatare che ciò che dico già esiste.

Peraltro abbassare il costo degli alloggi dovrebbe essere una delle priorità di uno stato civile, visto che l’alloggio è un diritto cui tutti devono poter accedere.
E per garantire questo diritto non serve alcun esproprio, ma una politica seria che coniughi un’adeguata tassazione degli appartamenti sfitti, e il recupero e restauro di edifici già presenti in abbondanza per adibirli ad alloggi pubblici.
L’edilizia pubblica è normalmente una voce rilevante dello Stato sociale, ed è proprio la carenza di essa in Italia (l’edilizia pubblica è stata pressoché limitata agli emarginati sociali, con la creazione di quartieri ghetto in cui concentrarli, sicché diventano un servizio poco desiderabile), che ha permesso l’esplosione dei prezzi ad un livello assolutamente insostenibile per le persone normali.

yorkeiser @ ha scritto:
Semplicemente perchè la retribuzione va adeguata al potere d'acquisto. Dal mio punto di vista è corretto che, a parità di mansioni svolte, due persone debbano avere lo stesso potere d'acquisto. Con il mio stipendio un pm indiano farebbe una vita da nababbo, mentre io ho una vita media a Milano: stesso sforzo, stesse responsabilità, retribuzione diversa. Non mi pare molto equo.

Stiamo parlando di Italia, non di India.
Se pensi che a Palermo siano privilegiati nulla ti vieta di trasferirti eh!

Cita:
Ma è sicuramente possibile, basta scegliere un paniere intelligente.
Le persone si spostano a Milano come a Lecce. Al massimo si può prevedere un rimborso spese, come già avviene in molte realtà private.

Non sto parlando di spese di lavoro che siano rimborsabili.
Un computer costa eguale a Milano e a Palermo, cosí come moltissime altre cose.

Cita:
In periodi di crisi (e quindi di tagli) ci sono due opportunità: o tagliare a tutti, penalizzando meggiormente coloro che vivono in zone più costose, o spalmare equamente tali tagli modulandoli sul costo della vita.

Io parto dal presupposto che gli unici tagli che si debbano fare siano agli sprechi, ai furti, e agli evasori.
Tagli di altro tipo, comprimendo il potere d’acquisto dei lavoratori, innescano una spirale depressiva, come la Grecia dimostra, e anche non lo facessero sarebbe inaccettabile peggiorare la qualità della vita a chi a stento arriva alla fine del mese, considerando le enormi ricchezze che tuttora esistono in Italia.
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Ile @ ha scritto:
Caldco @ ha scritto:
perchè te lo dice chairon, no :patpat: ?
lui sa ciò che è meglio per tutti.
ora torna a produrre qualcosa che poi si possa tassare e redistribuire

:okay:

Se sapesti quanto pago io di tasse sul RIMBORSO SPESE DI UN TIROCINIO (porcatroialadraputtanaincalorefigliadiunamignottameretricegeneratadaunaprostitutasieropositivaeunclientesifiliticoall'ultimostadioincancrenito) capiresti perchè sparerei a vista tutti sti figli di papà che voglion campare sulle tasse altrui :whistler:


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Chairon ha scritto:
Stiamo parlando di Italia, non di India.
Se pensi che a Palermo siano privilegiati nulla ti vieta di trasferirti eh!

Italia o India cambiano i numeri, ma non il concetto: se a Palermo la vita costa meno, è corretto che un dipendente PUBBLICO prenda meno.
Personalmente se avessi avuto la possibilità di un posto statale nella mia terra (sono abruzzese) sarei rimasto più che volentieri e, a queste condizioni, sarai stato, sì, privilegiato.
Purtroppo mi mancavano... ehm... le spintarelle :asd:

Chairon ha scritto:
Non sto parlando di spese di lavoro che siano rimborsabili.
Un computer costa eguale a Milano e a Palermo, cosí come moltissime altre cose.

Benissimo, nel paniere di cui portavo l'esempio, tale oggetto ridurrà la differenza di salario tra zone ricche e zone povere, così come l'automobile o altri beni che hanno listini prefissati.

Chairon ha scritto:
Io parto dal presupposto che gli unici tagli che si debbano fare siano agli sprechi, ai furti, e agli evasori.
Tagli di altro tipo, comprimendo il potere d’acquisto dei lavoratori, innescano una spirale depressiva, come la Grecia dimostra, e anche non lo facessero sarebbe inaccettabile peggiorare la qualità della vita a chi a stento arriva alla fine del mese, considerando le enormi ricchezze che tuttora esistono in Italia.

Corretto, però ammetterai che ognuno ha il suo concetto di spreco (mentre furto e evasione vanno perseguite fino alla morte, e su quello non ci piove).
Secondo me, se da un paniere equo risulta che nella terra X si spendono mediamente 1000 euro al mese, e nella terra Y 700 euro al mese, pagare ugualmente il dipendente della terra X e della terra Y è uno spreco, per cui va corretto. Al pari dei miliardi di altri sprechi, sia ben inteso.
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Non esiste che ti paghino in base a dove stai, eh.
Almeno io la vedo così, uno ti paga in base a quello che fai e per quanto sei utile a chi ti dà lavoro non a come spendi tu i tuoi soldi.
Tra l'altro questo è un incentivo al reclutamento di personale proveniente da zone "povere" e a rischio sfruttamento.
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Caldco @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:

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Se sapesti quanto pago io di tasse sul RIMBORSO SPESE DI UN TIROCINIO (porcatroialadraputtanaincalorefigliadiunamignottameretricegeneratadaunaprostitutasieropositivaeunclientesifiliticoall'ultimostadioincancrenito) capiresti perchè sparerei a vista tutti sti figli di papà che voglion campare sulle tasse altrui :whistler:


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Chiedo venia.
Di tanto in tanto la parte bolognese prende il sopravvento e mi dimentico l'italiano :okay:
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ilguercio @ ha scritto:
Non esiste che ti paghino in base a dove stai, eh.
Almeno io la vedo così, uno ti paga in base a quello che fai e per quanto sei utile a chi ti dà lavoro non a come spendi tu i tuoi soldi.
Tra l'altro questo è un incentivo al reclutamento di personale proveniente da zone "povere" e a rischio sfruttamento.

Quindi spiegami: multinazionale con due sedi in Italia, una a Catania e una a Milano.
Operaio Tizio e operaio Caio.
Tizio risiede a Catanzaro, Caio a Bologna.
Tizio e Caio hanno la stessa mansione.
Il Contratto Collettivo Nazionale prevede 1000€ di stipendio minimo.
Entrambi sono in affitto in un appartamento in periferia di 55mq.
Quello di Catanzaro lo paga 350€/mese, quello di Bologna lo paga 650€/mese.
E' giusto che entrambi prendano 1000€? :cereal:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 6:18 pm 
Schiavo
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ilguercio @ ha scritto:
Non esiste che ti paghino in base a dove stai, eh.
Almeno io la vedo così, uno ti paga in base a quello che fai e per quanto sei utile a chi ti dà lavoro non a come spendi tu i tuoi soldi.
Tra l'altro questo è un incentivo al reclutamento di personale proveniente da zone "povere" e a rischio sfruttamento.

E' già così, solo qualcuno non lo vuole ammettere. La manodopera, materiale o intellettuale che sia, ha differenze di prezzo in base al luogo di prestazione.
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…and I'll look down and whisper “No”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 6:19 pm 
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Caldco @ ha scritto:
perchè te lo dice chairon, no :patpat: ?
lui sa ciò che è meglio per tutti.
ora torna a produrre qualcosa che poi si possa tassare e redistribuire


*

ilguercio ha scritto:
Non esiste che ti paghino in base a dove stai, eh.
Almeno io la vedo così, uno ti paga in base a quello che fai e per quanto sei utile a chi ti dà lavoro non a come spendi tu i tuoi soldi.
Tra l'altro questo è un incentivo al reclutamento di personale proveniente da zone "povere" e a rischio sfruttamento.


nel mondo dei sogni andrebbe anche bene.

ma siccome è un dato di fatto che in italia il costo della vita varia MOLTISSIMO da un posto all'altro, altrochè se è legit.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 6:20 pm 
Schiavo
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Ti piace vivere a Bologna?
:wink:
E' tanto bello il nord, sicuramente saprai come viverci con il mio stesso stipendio.
Se lo alzano anche a te lo alzano anche a me, mi pare ovvio, altrimenti pare proprio che ci siano le basi per discriminare.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 6:22 pm 
Schiavo
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yorkeiser @ ha scritto:
Corretto, però ammetterai che ognuno ha il suo concetto di spreco (mentre furto e evasione vanno perseguite fino alla morte, e su quello non ci piove).

Spreco è spendere piú soldi per fare una cosa che ne richiederebbe meno.
Ci saranno casi in cui la cosa è controversa, ma se già ci occupiamo di quell’80% dei casi in cui non lo è, si fa un grande passo avanti.

Cita:
Secondo me, se da un paniere equo risulta che nella terra X si spendono mediamente 1000 euro al mese, e nella terra Y 700 euro al mese, pagare ugualmente il dipendente della terra X e della terra Y è uno spreco, per cui va corretto. Al pari dei miliardi di altri sprechi, sia ben inteso.

Ecco, questo fa parte del 20% controverso :asd:.
Per me gli stipendi sono uno spreco molto raramente, se si assumono persone qualificate gli stipendi erogati dallo stato mediamente non sono elevati. Lo sono solo in poche situazioni.
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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 Oggetto del messaggio: Re: Ocse/ Italia tagli salari statali, e devono variare tra regioni
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 6:23 pm 
Schiavo
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ilguercio @ ha scritto:
Non esiste che ti paghino in base a dove stai, eh.
Almeno io la vedo così, uno ti paga in base a quello che fai e per quanto sei utile a chi ti dà lavoro non a come spendi tu i tuoi soldi.
Tra l'altro questo è un incentivo al reclutamento di personale proveniente da zone "povere" e a rischio sfruttamento.


Secondo me non è difficile comprendere il concetto che la paga di per sè non vuol dire nulla, è un numero: quello che conta è il potere d'acquisto della terra in cui vivi. A mio avviso è giusto che due impiegati di pari grado, e di pari produttività, ricevano in cambio una paga che gli consenta lo stesso potere d'acquisto.
Il personale proveniente da zone povere può sempre firmare un contratto d'affitto o comprare casa nella zona ricca, prendervi la residenza ed adeguarsi alla tariffa della zona. Se preferisci puoi essere pagato sulla tariffa calcolata sulla zona dove si trova l'ufficio in cui presti servizio, piuttosto che sulla residenza, ma il concetto secondo me resta quello: il potere d'acquisto, a parità di mansioni, non deve variare.
Nella mia regione (Abruzzo), che è piuttosto povera e quindi ha minore costo della vita, c'è la corsa al posto pubblico, ci sarà anche un motivo...
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