Lo scandalo Olympus è scoppiato quando alcune settimane fa il primo ceo straniero della storia della società, il britannico Michael Woodford, ha chiesto conto di 1,4 miliardi di commissioni pagate a presunti mediatori domiciliati in paradisi fiscali ed è stato licenziato in tronco.
MILANO - Il gruppo giapponese di macchine fotografiche Olympus, impantanato da mesi nello scandalo per l'occultamento delle perdite finanziarie, ha reso noto che intende pubblicare la sua semestrale per il periodo 2011-2012 entro il 14 dicembre, data ultima concessa dalla borsa. Se Olympus non rispettasse tale termine, i suoi titoli, attualmente sotto controllo, saranno cancellati dalla Borsa, una sanzione che l'azienda spera di evitare, presentando al più presto il suo bilancio sulla base dei risultati dell'inchiesta condotta da una commissione indipendente sulle passività camuffate.
Un'indagine quest'ultima che ha assestato un ulteriore pesante colpo all'immagine della società giapponese, definendo il suo top management "marcio fino all'osso" al punto da corrompere anche gli altri livelli di comando più bassi. Il panel esterno sta cercando di far luce sui meccanismi che hanno reso possibile la creazione nel corso di decenni di una voragine di 1,7 miliardi di dollari provocata da perdite e commissioni pagate a mediatori. Un disastro contabile reso possibile anche da evidenti complicità nel mondo bancario e dell'auditing.
L'occidente è il male e sta corrompendo anche l'oriente...non v'è dubbio.
Oddio, il Giappone e' sempre stato noto per avere un alto tasso di corruzione!