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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 3:06 pm 
Schiavo
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Iscritto il: sab ago 07, 2010 9:32 pm
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Chi sfrutta davvero i disoccupati?

Dall’Alfa di Arese ad Alitalia: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini, dice Libero

La Cassa Integrazione mantiene in vita aziende decotte a spese dei cittadini e basta? Così dice Libero, e con molta fantasia per lo meno nell’accusare nel titolo, visto che i soldi della Cig provengono da imprese e lavoratori, non certo dai semplici cittadini (tranne che per la Cig in deroga, come si spiega nell’articolo). Ma quello che racconta è comunque interessante:

Arese, a pochi chilometri da Milano. Negli anni ’70 qui c’era la fabbrica ideale. Circa 20 mila occupati, automobili (l’Alfa) di qualità e tensioni sociali (per dirla alla Camusso) ai minimi storici. E certo, garantiva Pantalone, cioè lo Stato (l’Iri), che quando serviva ripianava il rosso. Anni’ 80, il clima cambia. L’Alfa Romeo va sempre peggio e lo stabilimento viene ceduto per 1.700 miliardi di lire alla Fiat (nonostante vi fosse un’offerta migliore della Ford). Per garantire la sopravvivenza del sito è necessario ridurre i ranghi. È il 1986 e 6mila dipendenti su 20mila si ritrovano in cassa integrazione a zero ore. Dieci anni dopo, 1997, l’organi – co non supera le 4mila unità, il resto della truppa è smaltito tra prepensionamenti, contratti di solidarietà e ovviamente la solita Cig.

Si dirà, ma perché non hanno pensato a riconvertire l’area?

Siamo nel fulcro produttivo del Paese e non dovrebbero esserci difficoltà. E in effetti le offerte non mancavano. C’erano gli statunitensi della Aig-Lincoln che volevano creare un grande centro logistico oppure la stessa Fiat che si era impegnata a rioccupare gli addetti di Arese in altre aziende, ma niente da fare. Ogni santa volta che si apriva una porta, sindacati e cassaintegrati la sbattevano in faccia ai potenziali salvatori perché ad Arese bisognava produrre automobili. Tanto che c’importa, intanto campiamo di Cig. È il caso limite, ma negli anni i cattivi emulatori non sono mancati. Dai più grandi, Alitalia (sette anni di cassa integrazione per centinaia di dipendenti) e Termini Imerese (due anni per 1.500), alle piccole e medie imprese, come la Marzoli, macchinari per l’industria tessile che vive da decenni facendo ricorso continuo alla cassa, e l’ex Ocean (oggi Brandt- Italia nel bresciano) dove ormai per prassi la cassa in deroga viene concessa sulla base di programmi di riconversione alquanto fantasiosi (ricostruzione delle unghie, apprendere l’arte dei massaggi).

Comunque la si metta la domanda non cambia:

Perché si continua a drogare il mercato mantenendo in vita (spesso con i soldi dello Stato) aziende ormai decotte e non si pensa invece a un sistema di sussidi e formazione che consenta ai lavoratori di ricollocarsi? Al ministro Fornero l’ardua risposta. Del resto le pecche della cassa integrazione sono arcinote. Basta analizzare il sistema per capire il ruolo centrale dei sindacati. Funziona così: l’impre – sa in difficoltà si accorda con le parti sociali e ne fa richiesta al ministero del Lavoro. Per le aziende di medie dimensioni il via libera spetta alle direzioni provinciali del ministero, mentre per le grandi crisi la decisione viene presa nei tavoli governativi. A oggi ne sono aperti 230 e in tutte le vertenze Cgil, Cisl, e Uil fanno valere la loro forza contrattuale con l’esecu – tivo di turno.

Ed ecco le differenze:

Per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria (l’im – porto varia tra il 50 e l’80% dello stipendio) i soldi arrivano dai contributi versati dagli stessi lavoratori alle imprese, ma con il sopraggiungere della crisi (a partire dall’onda lunga dei subprime) ha preso corpo la cig in deroga che aiuta soprattutto le categorie che prima non ne avevano diritto (in primis imprese artigiane, commercio e turismo). Qui il meccanismo è diverso, paga lo Stato, mentre non cambia il ruolo determinante di Cgil, Cisl e Uil. Spesso, infatti, la domanda viene presentata dai singoli lavoratori attraverso i patronati direttamente all’Inps. L’istituto di previdenza valuta l’esistenza dei requisiti necessari e poi paga. I numeri dicono che sugli otto miliardi di cig in deroga stanziati dal 2009, 5,5 li ha garantiti lo Stato e 2,5 le Regioni. Tanto per dare un’idea sul totale: negli ultimi trentasei mesi, quelli del boom degli ammortizzatori sociali, circa un terzo delle ore di cassa integrazione sono state autorizzate in deroga. Cioè, le abbiamo pagate noi, per la felicità dei sindacati.

http://www.giornalettismo.com/archives/ ... soccupati/
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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 3:17 pm 
Schiavo
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Io mi chiedo se una cosa mostruosa come la nostra cig esista da qualche altra parte.
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[...]It appeared that there had even been demonstrations to thank Big Brother for raising the chocolate ration to twenty grammes a week. And only yesterday, he reflected, it had been announced that the ration was to be reduced to twenty grammes a week. Was it possible that they could swallow that, after only twenty-four hours? Yes, they swallowed it. Parsons swallowed it easily, with the stupidity of an animal.[...]
Milano 22 gennaio 2012
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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 3:25 pm 
Schiavo
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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 3:47 pm 
Schiavo
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noone @ ha scritto:
Io mi chiedo se una cosa mostruosa come la nostra cig esista da qualche altra parte.


credo di no. cioè non credo esista a questi livelli.

se un azienda per decenni fa ricorso a cig significa che ha assunto troppi dipendenti per il suo giro d'affari, io penso che molto probabilmente esiste un accordo occulto tra politica e imprenditoria con il quale si garantisce il piatto caldo ai lavoratori e il caviale agli imprenditori in cambio del voto....
certo è che sarebbe controproducente non erogare cig ai lavoratori altrimenti quei lavoratori non riuscirebbero a alimentare la richiesta di beni e servizi.
il guadagno di una azienda deve essere generato dal prodotto venduto, se il prodotto è scarso, non concorrenziale ecc non ha senso che quell'azienda esista.
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 3:58 pm 
Schiavo
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dalla regia mi dicono che a pomigliano anche quando la fiat era in + c'era gente in cig... :look:
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u mad. @ ha scritto:
u mad.
se ti fai un forum, accetti i rompiglioni, imbecille.
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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 4:08 pm 
Schiavo
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a pomigliano la fiat è stata pagata per aprire uno stabilimento lì. senza i finanziamenti e regalie occulti nessuno avrebbe buttato i soldi in qualcosa di antieconomico.
è una scelta politica, non da imprenditore, a pomigliano l'imprenditore is è riempito il portafoglio grazie all'aiuto di stato non al prodottto venduto.
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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 4:15 pm 
Schiavo
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scalor @ ha scritto:
a pomigliano la fiat è stata pagata per aprire uno stabilimento lì. senza i finanziamenti e regalie occulti nessuno avrebbe buttato i soldi in qualcosa di antieconomico.
è una scelta politica, non da imprenditore, a pomigliano l'imprenditore is è riempito il portafoglio grazie all'aiuto di stato non al prodottto venduto.


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 Oggetto del messaggio: Re: la Cig mantiene in vita le aziende a spese dei cittadini....
MessaggioInviato: mer gen 04, 2012 5:13 pm 
Schiavo
Iscritto il: mer gen 12, 2011 10:14 pm
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noone @ ha scritto:
Io mi chiedo se una cosa mostruosa come la nostra cig esista da qualche altra parte.


mostruosa per come viene usata, se venisse usata nel giusto modo , cioè come ammortizzatore sociale a favore dei lavoratori, e non per fare un favore alle aziende, sarebbe uno strumento ottimo in attesa del ricollocamento del lavoratore in altre sedi.
ma siccome in italia, non c'è l'impegno politico per farlo, sia per convinioni astruse ("lo stato si deve limitare ad osservare, non deve intervenire direttamente nell'economia") che per menefreghismo totale , eccola lì.
in italia c'è chi vorrebbe licenziare liberamente, ma allo stesso tempo non vorrebbe pagare i costi per sussidi di dicossupazione, riconversione lavorativa, ecc (in pratica l'ex lavoratore dovrebbe essere lasciato a se stesso (come effettivamente avviene per i lavoratori delle piccole imprese)). allo stesso tempo, però, ci si lamenta che i consumi calano, che la gente non spende, non compra, ecc.
Si licenzia, e poi ci si lamenta che non vengono comprati i prodotti, che aumenta il disagio sociale, ecc. ovviamente se aumenta il disagio sociale, aumentano le spese per la pubblica sicurezza, ma no, non devono perchè poi le tasse aumentano.
dovrebbe essere lo stato a mediare tra i vari "egoismi", a cercare di dare una direzione al tutto.
in b4 faccinedelcazzodimerdco :cereal: :cereal: :cereal: :xgusta: :xgusta: :yuno: :yuno: :alone: :alone: :alone: :nigger: :nigger: :nigger: :nigger: :nigger: :nigger: :nigger: :okay: :okay: :trollface: :LOL: :better: :better: :better: :pcosodance:
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