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 Oggetto del messaggio: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: mer ott 13, 2010 10:54 pm 
Schiavo
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Lavoratori precari, un futuro senza pensione

Il direttore dell'Inps dice che l'istituto non permetterà a chi è iscritto alla “gestione separata” di poter fare online una “simulazione” della propria pensione: "Si rischierebbe un sommovimento sociale". Rivolta in Rete dei precari, ma i sindacati rimangono in un imbarazzante silenzio

Precari in allarme, un futuro senza pensione. E i sindacati che fanno? Tacciono. Nei giorni in cui su Internet si moltiplica il tam tam intorno al destino dei parasubordinati, i confederali sono impegnati a esprimere solidarietà e sdegno nei confronti degli attacchi con uova e vernice alle sedi della Cisl di Terni e Roma. Ma non sono loro che devono difendere i lavoratori? Se lo domandano i giovani che in Rete hanno dato il via al passaparola della dichiarazione di Antonio Mastrapasqua, direttore dell’Inps, che lo scorso 6 ottobre sulle pagine del Corriere della Sera ha chiosato al convegno dell’Ania e Consumatori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. Questo significa che, mentre i lavoratori che entro 12 mesi raggiungono il diritto al pensionamento possono consultare online quanto riscuoteranno, per i precari l’incertezza sulle cifre è assoluta. I contributi che pagano oggi, ovvero il 26% del loro stipendio, finisce nelle casse dell’istituto di previdenza per pagare nonni e genitori. Non certo il loro futuro.

La notizia passa in sordina sui media tradizionali ma viene rilanciata in rete, da Agoravox a Beppe Grillo, e su Facebook sono in decine di migliaia a condividere questo post di Blogosfere. La protesta sale su Internet, ma non trova una reazione adeguata dei sindacati che glissano sulla “battuta” del presidente dell’Inps. Nei commenti sui social network emerge un dato certo: i sindacati rappresentano solo i loro tesserati, ovvero chi è in procinto o già in pensione.

E i giovani pensano a due alternative plausibili: lavorare in nero ed evitare di pagare i contributi. Insomma, sì all’illegalità e ai soldi sotto il materasso piuttosto di un versamento iniquo, peraltro a favore di chi ha già goduto di maggiori garanzie e tutele. Ilaria Lani, reponsabile coordinatrice politiche giovanili Cgil nazionale è imbarazzata: “Il timore è che questa dichiarazione abbia paradossalmente incentivato il lavoro nero, mentre i giovani dovrebbero essere più interessati a conoscere la loro realtà contributiva”. La Cgil tergiversa così sul vero problema: non è una scarsa diligenza dei contribuenti in tema di gestione separata, piuttosto è la consapevolezza radicata che ciò che oggi versano all’Inps non confluirà nella loro pensione. E ci sono anche altri problemi: “Certo, è evidente il nodo della sostenibilità intergerazionale ed è necessario sensibilizzare anche sulla pensione integrativa”. Ma quali precari, oggi, possono permettersi di pagarla? Pochissimi perché i soldi in busta paga sono ancor meno. Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl, spiega che il sindacato non era nemmeno a conoscenza della dichiarazione di Mastrapasqua: “Apprendo ora della notizia e credo che Mastrapasqua sia stato incauto. In questa situazione è preferibile una maggiore responsabilità alle dichiarazioni inopportune”. Anche se la situazione è drammatica.

“Intendiamoci, l’allarme non è di oggi. Per questo chiediamo da tempo la riduzione della forbice tra lavoro standard e parasubordinato, perché la forte differenza in termini contributivi si ripercuoterà sulla pensione”. Se il sindacato fosse così propositivo, sarebbero incomprensibili le ragioni dei precari, ma Petriccioli è convinto che la Cisl sia sulla strada giusta: “Non credo che ci sia un buco di rappresentanza. Certo, dobbiamo migliorare ed è necessaria anche la volontà politica di farlo. Se Mastrapasqua dice così deve anche fornire una soluzione”. Sorprende in ogni caso che la Cisl sia concentrata sul lancio di uova e vernice e non abbia né visto né commentato la dichiarazione del Presidente dell’Inps. “E’ legittimo che in casi di violenza così eclatante si manifesti solidarietà. Non si tratta di un complotto. Noi di precari ci siamo sempre occupati”. L’unico a emettere un comunicato all’indomani della dichiarazione contestata è stato NidiL – Cgil, che si occupa di lavoratori atipici. “Il problema è reale”, spiega la segretaria generale Filomena Trizio. “Non so quali stime abbia Mastrapasqua e la recessione di oggi è un’aggravante sul maturato pensionistico. Il mondo del lavoro ha creato condizioni individualizzate, ma i precari devono ancora credere nei sindacati e rivolgersi a loro con più forza”. Domenico Proietti, segretario confederale Uil con la delega ai temi della previdenza elenca i successi del lavoro sindacale: “Siamo impegnati per trasformare la flessibilità in stabilità aumentando anche la contribuzione”.

Come è possibile che la Uil non si sia pronunciata a fronte di una dichiarazione simile? Non sarà forse che è lontana da chi pretende di rappresentare? “Commentiamo le notizie solo quando veniamo sollecitati”, puntualizza Proietti. “I precari sanno che siamo dalla loro parte e non parliamo solo con le parole di Mastrapasqua, che ha confermato quanto il futuro delle giovani generazioni sia segnato al ribasso. E ai parasubordinati, adesso, manca davvero qualcuno che, fuori dalla piazza virtuale, porti avanti i loro diritti.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10 ... one/71475/
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: mer ott 13, 2010 11:02 pm 
Schiavo
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 8:55 am 
Schiavo
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Giovani e precari in ascolto: VI PREGO REAGITE!!!

Pensioni: vent’anni di riforme sulle spalle del precari

“Se dovessimo dare la simulazione della pensione
ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”
Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps


Cita:
Retributivo, contributivo, coefficienti, gestione separata, previdenza integrativa . È una selva oscura quella delle pensioni, dove non c’è nessun Virgilio che prenda per mano il precario e lo conduce tra i gironi infernali della previdenza del terzo millennio. Anche se una verità in fondo al tunnel c’è già: come ora ammette indirettamente anche l’Inps, i “giovani” una vera pensione se la possono dimenticare.

Sono passati quasi vent’anni dalla prima riforma – quella di Giuliano Amato nel 1992 – che ha completamente rivisto il sistema delle pensioni in Italia. Fino ad allora lo Stato era stato molto generoso con i suoi cittadini: tanti ricordano ancora le famose pensioni dei lavoratori pubblici (baby pensioni) che potevano godersi il “guadagnato” riposo dopo 19 anni sei mesi e un giorno di lavoro.

Ma è Lamberto Dini nel 1995, a capo di un governo tecnico appoggiato anche dal Pds, che dà il taglio maggiore al sistema della previdenza italiano. Fino ad allora era in vigore per i lavoratori il sistema “retributivo”: il calcolo della pensione avveniva in percentuale – spesso almeno l’ottanta per cento – rispetto alle ultime retribuzioni percepite. Ciò significava che, una volta lavorato gli anni sufficienti a ritirarsi (35 di contributi versati, o 57 di età anagrafica), faceva fede lo stipendio di fine carriera per il calcolo della pensione.

Dini inverte la rotta. E inaugura un nuovo corso scaricandolo interamente sulle spalle delle nuove generazioni. Si passa infatti al sistema “contributivo” nel quale la pensione è calcolata in base ai contributi effettivamente versati dal singolo lavoratore: la pensione diventa un investimento che il lavoratore si costruisce negli anni. Il meccanismo inoltre è aggiustato (al ribasso) da un meccanismo di coefficienti che, rivisti ogni dieci anni, adeguano le pensioni alle aspettative di vita: se è previsto che si riceva la pensione per più anni, rimanendo gli stessi i contributi versati, minore è l’assegno che si riceve. Si apre anche la possibilità di una “pensione integrativa”. Ovvero il giovane lavoratore possa pagarsi da solo una vera e propria assicurazione privata che gli garantisca un secondo assegno quando verrà l’età della pensione (o volendo, può garantirsi questa “seconda pensione” sacrificando il TFR, la liquidazione).

Ma non è solo questo il punto. Perchè repentino cambiamento imposto dalla riforma Dini non vale per tutti: chi nel 1996 può vantare almeno 18 anni di contributi, rimane al vecchio sistema retributivo (quello conveniente). Chi ha meno di 18 di contributi, entra in un sistema misto, per tutti gli altri, vale il nuovo sistema contributivo (quello meno conveniente).

Da notare che ai tempi sono molti gli interventi critici della riforma. Un noto giornalista moderato come Ferruccio De Bortoli, per esempio, nell’aprile del 1995, all’indomani dell’approvazione della riforma Dini, parla sul Corriere della Sera di “dittatura generazionale”: ”Non possiamo ingannare gli italiani – scrive – facendo credere loro che fra vent’anni avranno ancora una pensione. Avanti così non avranno nulla. Rimarrà solo il rancore di essere stati sacrificati dai loro genitori e di essere rimasti vittime di una involontaria, ma spietata, dittatura generazionale“.

E dire che nel 1995 i contratti a termine, i co. pro., le finte partite Iva erano ancora a di là da venire. In tutti gli anni che seguono attraverso il “pacchetto Treu” del centrosinistra, poi la “Legge 30” o “Legge Biagi” del centrodestra, la precarietà in Italia diventa regola per i più giovani; inoltre non viene mai attuata la “seconda fase” prevista sia da Treu che da Biagi: adeguare lo stato sociale – tutto incentrato sui lavoratori del novecento con lavori fissi e contributi assicurati – ai nuovi lavorati precari.

Negli anni si susseguono altri aggiustamenti che peggiorano ulteriormente la situazione. Nel 2004 interviene l’allora ministro del welfare Roberto Maroni: il famoso “scalone” di Maroni stabilisce che non è più possibile andare in pensione a 57 anni, ma che ce ne vogliono almeno 60. Questo cambiamento avviene in un colpo solo – con uno scalone appunto – a seconda che si fossero o meno maturati i diritti entro il 31 dicembre 2007. Questo meccanismo viene poi diluito in più anni con il “Protocollo Welfare” del governo Prodi. Con questo intervento – che secondo molti calcoli riguarda appena 150 mila lavoratori, per giunta pronti ad andare in pensione con il metodo retributivo, quello più conveniente – viene speso quasi integralmente il famoso “Tesoretto” che Prodi ha a disposizione: ben dieci miliardi di euro con cui si sarebbe potuta attuare una riforma dello stato sociale che garantisse anche i precari (tra l’altro è sempre Tommaso Padoa Schioppa, superministro economico di Prodi a definire “Bamboccioni” i giovani italiani).

Questo il lungo percorso che ci ha portato fino ad oggi. La spirale sociale della previdenza la conosciamo tutti: si comincia a lavorare tardi, in nero o con contratti precari. Spesso, per chi si è affacciato sul mondo del lavoro negli Anni Zero, ci sono voluti almeno dieci anni per riuscire a strappare un contratto che garantisca il pieno pagamento dei contributi. E molti, inoltre, rimangono nel limbo dei contratti a progetto e della contribuzione separata.

Ora si scopre che l’Inps non permetterà a chi è iscritto alla “gestione separata” di poter fare online una “simulazione” della sua pensione. “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale” ha dichiarato appunto il presidente dell’Inps Antonio Mastropasqua. Cionostante i precari ormai hanno capito bene che una vera pensione non la vedranno mai. E che, forse, è ora di farsi sentire.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10 ... ari/71453/
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 8:58 am 
Schiavo
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luxorl ha scritto:
Ora si scopre che l’Inps non permetterà a chi è iscritto alla “gestione separata” di poter fare online una “simulazione” della sua pensione. “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale” ha dichiarato appunto il presidente dell’Inps Antonio Mastropasqua. Cionostante i precari ormai hanno capito bene che una vera pensione non la vedranno mai. E che, forse, è ora di farsi sentire.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10 ... ari/71453/


Non l'ha detto.

Cita:
Per l'Inps, il fatto che non si possa calcolare la pensione dei parasubordinati sul sito, in realtà non è riconducibile ad alcuna censura. Il presidente Antonio Mastrapasqua, che abbiamo raggiunto telefonicamente per comprendere meglio quello che sta succedendo, ci ha riposto che "attualmente sul sito dell'istituto possono calcolare i valori ufficiali solo le persone che entro i dodici mesi successivi raggiungono il diritto al pensionamento. Questo è l'unico servizio che l'istituto fa." Di fatto, quindi, neppure un dipendente a tempo indeterminato che lavora da quindici anni può, sul sito dell'Inps, calcolare la propria pensione.
E quando gli chiediamo del perché di quella frase, Mastrapasqua risponde: "Io ho difficoltà a commentare quello che non ho detto. In un convegno dove ci sono domande e risposte articolate, bisogna capire come vengono dette le cose. L'Inps è un'istituzione del Paese dove 25 milioni di italiani versano contributi, non si devono dire cose che possano generare false idee. I conti dell'Istituto da tre anni sono più che in attivo. "
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 9:53 am 
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gugoXX ha scritto:
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Non l'ha detto.

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Per l'Inps, il fatto che non si possa calcolare la pensione dei parasubordinati sul sito, in realtà non è riconducibile ad alcuna censura. Il presidente Antonio Mastrapasqua, che abbiamo raggiunto telefonicamente per comprendere meglio quello che sta succedendo, ci ha riposto che "attualmente sul sito dell'istituto possono calcolare i valori ufficiali solo le persone che entro i dodici mesi successivi raggiungono il diritto al pensionamento. Questo è l'unico servizio che l'istituto fa." Di fatto, quindi, neppure un dipendente a tempo indeterminato che lavora da quindici anni può, sul sito dell'Inps, calcolare la propria pensione.
E quando gli chiediamo del perché di quella frase, Mastrapasqua risponde: "Io ho difficoltà a commentare quello che non ho detto. In un convegno dove ci sono domande e risposte articolate, bisogna capire come vengono dette le cose. L'Inps è un'istituzione del Paese dove 25 milioni di italiani versano contributi, non si devono dire cose che possano generare false idee. I conti dell'Istituto da tre anni sono più che in attivo. "


Sinceramente me ne sbatto. La realtà dei fatti resta invariata.
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 9:57 am 
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Mio padre mi aveva suggerito che c'era la possibilità di versare i contributi per gli anni di università per farli valere come anni lavorativi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 10:29 am 
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luxorl ha scritto:

Sinceramente me ne sbatto. La realtà dei fatti resta invariata.


La realta' e' che "I conti dell'Istituto da tre anni sono più che in attivo"
E anche che ciascuno ricevera' in modo proporzionale a quanto da lui versato.
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MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 10:40 am 
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 10:44 am 
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entanglement ha scritto:
ma nel PD di cosa parlano ?

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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 10:55 am 
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elect ha scritto:
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non è che c'è la possibilità DEVI versarli se non vuoi crepare sulla scrivania dell'ufficio !
se non li versi sbagli di grosso perchè facendo così in pensione ci vai 5 anni dopo !
la nostra generazione usa il metodo contributivo piu versi piu prendi.
una volta invece bastavano gli ultimi 10 ani di stipendio non a caso negli uffici c'era la corsa a farsi passare di grado verso la pensione...
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ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 12:35 pm 
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scalor ha scritto:
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Se li mangiano tutti, non mi tornerà più niente indietro..

Che senso ha? Tanto vale che li tengano e li investano in altro
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MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 12:40 pm 
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MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 1:19 pm 
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scalor ha scritto:
elect ha scritto:

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Tanto fra poco ci andranno tutti a quell'eta' li', se non ancora piu' tardi.
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MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 2:58 pm 
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scalor ha scritto:
elect ha scritto:
Mio padre mi aveva suggerito che c'era la possibilità di versare i contributi per gli anni di università per farli valere come anni lavorativi.

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Col cazzo, io di contributi non ne verso neanche un centesimo per farli dilapidare da 'sti mafiosi.


non è che c'è la possibilità DEVI versarli se non vuoi crepare sulla scrivania dell'ufficio !
se non li versi sbagli di grosso perchè facendo così in pensione ci vai 5 anni dopo !
la nostra generazione usa il metodo contributivo piu versi piu prendi.
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Beh, se devo dare cinquantamila euro per andare in pensione 5 anni prima... a fidarsi, preferisco investirli da qualche parte, o metterli nel mutuo sulla casa in modo da smettere di pagare il mutuo 10 anni prima.
Se li versi come contributi nessuno ti garantisce che una futura riforma delle pensioni, magari fra vent'anni, non ti parifichi comunque a chi non li ha versati.
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"Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi"
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: gio ott 14, 2010 6:42 pm 
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alexgatti ha scritto:
Beh, se devo dare cinquantamila euro per andare in pensione 5 anni prima... a fidarsi, preferisco investirli da qualche parte, o metterli nel mutuo sulla casa in modo da smettere di pagare il mutuo 10 anni prima.
Se li versi come contributi nessuno ti garantisce che una futura riforma delle pensioni, magari fra vent'anni, non ti parifichi comunque a chi non li ha versati.


difficile perchè il metodo è contributivo quindi piu versi piu prendi.
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MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 8:45 am 
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Il problema imho non è tanto "lavorare fino a 70 anni" (tanto lo si dovrà fare, se si vuole una pensione decente, oltre a risparmiare una quota notevole del proprio reddito già da "giovani" per investirlo nella pensione futura)..ma le interruzioni di chi è a T.D.
E poi se ti licenziano a 55 anni, che si fa?
:pua:
Chi ti riassume a quell'età?
Non tutti sono in grado di avviare un'attività in proprio.
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 8:59 am 
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thenormal ha scritto:
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Lavoratori precari, un futuro senza pensione
sommovimento sociale”. Questo significa che, mentre i lavoratori che entro 12 mesi raggiungono il diritto al pensionamento possono consultare online quanto riscuoteranno, per i precari l’incertezza sulle cifre è assoluta. I contributi che pagano oggi, ovvero il 26% del loro stipendio, finisce nelle casse dell’istituto di previdenza per pagare nonni e genitori. Non certo il loro futuro.

pero' poi c'e' gente che sciopera perche' non vuole andare in pensione due anni più tardi...
E' assurdo che nel 2010 l'età pensionabile sia pressappoco la stessa del 1950! 60 anni fa si campava 60 anni, a 65 anni si era vecchietti rincoglioniti. Oggi 80enni e 90enni hanno una vita attiva.
Che vogliamo fare, lavorare per il 30% della nostra vita e per il 70% restante vivere sulle spalle della società? Non è più realistico pensare di lavorare solo dall'età di 20 fino ai 60 anni; anche perche' come ben sappiamo, ormai si inizia a lavorare a 30 anni, prima fa piu' comodo stare a casa con mami e papi che ci preparano la cena e rifanno il letto, e fare lavoretti per pagarci la benzina e uscire con gli amici. 30 anni di lavoro su 80-90 di vita? Questo si chiama parassitismo...

Ci sono tre soluzioni possibili al problema delle pensioni: una è lavorare fino ai 70-75 anni.
I governi di tutto il mondo stanno provando a raggiungere questa eta', ma "il popolino" non glielo lascia fare, nemmeno gradualmente!

La seconda è che smettano di nascere bambini, per 10 o 20 anni.

La terza è smettere di curarsi per cercare di "vivere per sempre", e tornare a campare 60-65 anni.

Vedete un po' voi quale preferite.
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 9:07 am 
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jumpjack ha scritto:
30 anni di lavoro su 80-90 di vita?

sono pure troppi :O
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Addio Caro Leader :(
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 9:12 am 
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Jump ti faranno lavorare fino a 70 ANNI, in modo continuativo?
Al momento è una cosa che neanche lo stato italiano (il più grande datore di lavoro, con 3,5 ml di dipendenti) garantisce.


:pua:

Per il resto va anche bene, io infatti sono ancora incazzato per l'abolizione dello scalone Maroni a favore degli scalini (scherzetto che ci è costato 10mld di euro), misura che è andata a beneficio di chi maturerà la pensione con il metodo retributivo (e non contributivo).
Poi c'è da vedere quanto si avrà di pensione..perchè se si versano contributi per 40 anni e poi si hanno 2-300 euro in più della pensione di vecchiaia, a che cazzo serve versare i contributi?

Per la cronaca: io sono uno di quelli che ha ricevuto la letterina (ne hanno spedite 4 milioni) di Mastropasqua o come diavolo si chiama.. :pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 10:04 am 
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zerothehero ha scritto:
Il problema imho non è tanto "lavorare fino a 70 anni" (tanto lo si dovrà fare, se si vuole una pensione decente, oltre a risparmiare una quota notevole del proprio reddito già da "giovani" per investirlo nella pensione futura)..ma le interruzioni di chi è a T.D.
E poi se ti licenziano a 55 anni, che si fa?
:pua:
Chi ti riassume a quell'età?
Non tutti sono in grado di avviare un'attività in proprio.


"Devi venire incontro ai cambiamenti della società" :O
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 10:07 am 
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scalor ha scritto:
alexgatti ha scritto:
Beh, se devo dare cinquantamila euro per andare in pensione 5 anni prima... a fidarsi, preferisco investirli da qualche parte, o metterli nel mutuo sulla casa in modo da smettere di pagare il mutuo 10 anni prima.
Se li versi come contributi nessuno ti garantisce che una futura riforma delle pensioni, magari fra vent'anni, non ti parifichi comunque a chi non li ha versati.


difficile perchè il metodo è contributivo quindi piu versi piu prendi.


Tu dai per scontato che non ci siano altre riforme peggiorative del sistema pensionistico.
Io do per scontato che piu soldi mi tengo in saccoccia piu ne avro da spendere quando mi serviranno, magari perchè resto senza lavoro o perchè la pensione è bassa.
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 10:25 am 
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scalor ha scritto:
se vuoi andare in pensione a 70 anni...


alexgatti ha scritto:
Beh, se devo dare cinquantamila euro per andare in pensione 5 anni prima... a fidarsi, preferisco investirli da qualche parte, o metterli nel mutuo sulla casa in modo da smettere di pagare il mutuo 10 anni prima.
Se li versi come contributi nessuno ti garantisce che una futura riforma delle pensioni, magari fra vent'anni, non ti parifichi comunque a chi non li ha versati.



Il debito continua ad aumentare e l'Inps oscura i dati ed io secondo te avrei qualche speranza tra 50 anni (ora ne ho 24) di rivedere indietro i miei soldi?


Vogliono qualcosa tipo più di 12000€ per i primi 3 anni di università, per me il gioco non vale la candela
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 12:36 pm 
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gli obbiettivi dei giovani del 2010

1) raggiungere quota 700 per acquistare l'iphone
2) raggiungere quota 2000€ per una vacanza di una settimana ad agosto
3) raggiungere quota 200 per i vestiti fighi
4) fare almeno 20 euro per andare allo stadio a vedere al propria squadra del cuore

........ e se qualcosa non va facciamo una bella petizione su facebook ......o ci lamentiamo su dark side of hwupgrade :asd:

e se facciamo lo scipero un solo giorno e di venerdì così si fa ponte..........
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 12:47 pm 
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zerothehero ha scritto:
Jump ti faranno lavorare fino a 70 ANNI, in modo continuativo?
Al momento è una cosa che neanche lo stato italiano (il più grande datore di lavoro, con 3,5 ml di dipendenti) garantisce.

I posti di lavoro ci sono, mancano le persone che li vogliano occupare: per questo vengono tanti stranieri in Italia.
Conosco un tizio (che credo sia un esempio molto valido) che non ha mai avuto un lavoro fisso da quando si è diplomato 12 anni fa: quando gli hanno offerto di lavorare come giardiniere, come muratore o come "lavoratore a videoterminale", ha rifiutato i primi due perche' "ci sono le intemperie", ma siccome non sa usare il computer, ora sta seguendo un corso apposito... :roll:

Cita:
Poi c'è da vedere quanto si avrà di pensione..perchè se si versano contributi per 40 anni e poi si hanno 2-300 euro in più della pensione di vecchiaia, a che cazzo serve versare i contributi?

I contributi non vengono messi in un forziere che verrà aperto quando sarai vecchio per ridarteli indietro: vengono SPESI SUBITO, dandoli a chi è già in pensione. Quindi se tu vuoi avere una pensione, devi lasciare che aumentino l'età pensionabile fino a 70 anni, in modo che quanto TU avrai 80 anni, ALTRI staranno lavorando a 70 anni per pagarti la pensione. E prima finiranno di lavorare, meno soldi avrai.
Poi ovviamente arriverà anche il tuo turno di lavorare fino a 70 anni per mantenere bambini e novantenni.
Il mondo funziona così, bello o brutto che sia: la "quantità di lavoro prodotto" all'interno di una società deve essere pari alla quantità di lavoro "consumato" dagli individui per vivere: più individui ci sono (e piu' vecchi sono), più la società deve lavorare per mantenerli.

Se lo insegnassero già dalle elementari, poi non si arriverebbe a 60 anni convinti di subire una ingiustizia se si è "costretti" a lavorare per altri 10 anni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Se i giovani sapessero le verità sulle loro pensioni, si scatenerebbe una sommossa popolare
MessaggioInviato: ven ott 15, 2010 4:02 pm 
Schiavo
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Parlandone con un amico, la sua opinione è che non vede il motivo della protesta, anzi, i precari di oggi dovrebbero ringraziare che un minimo di contributi gli torneranno indietro come pensione; 10 anni fa i co.co.co non erano contemplati dall'inps quindi niente contributi e niente pensione. Anzichè protestare dovrebbero cercare di migliorare la loro condizione lavorativa.

Sono rimasto così: :wat:
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