Sono presenti le mafie in Lombardia? Certo che sì, e da molto tempo. Da quando, per dire, Luciano Liggio venne arrestato a Milano in un appartamento di via Ripamonti (era il maggio del 1974, l'epoca della Strage di Brescia). O da quando, nei medesimi anni, le cronache segnalavano una forte presenza mafiosa a Trezzano sul Naviglio, 11 chilometri dal capoluogo. Come fanno da sempre, le mafie cercano di infiltrarsi nella politica col solito sistema: voti in cambio di complicità. Qualche volta ci riescono.
Questo vuol dire che Milano è uguale a Platì? Anzi peggio, considerato che gli affari e i denari girano molto più al Nord? Assolutamente no.
E' sbagliato quello che alcuni meridionalisti auto-consolatori, compreso Roberto Saviano, mostrano di credere: che camorra, mafia e 'ndrangheta dominino al Nord quanto e forse più che al Sud.Intendiamoci, le mafie sono dappertutto. Ma bisogna distinguere tra la presenza, l'infiltrazione, l'infezione che può raggiungere i luoghi più impensati - ricordiamo la strage di Duisburg del 2007, la mattanza tra uomini delle 'ndrine nel cuore di una insospettabile Germania? - e il dominio territoriale. Cosa Nostra era forte negli anni Venti e Trenta a Chicago e New York, ma le metropoli americane non erano Corleone: infatti Cosa Nostra negli USA oggi è materia ai letteratura e film hollywoodinai. Altrettanto vale, finora, per la Lombardia. Che non è indenne da contaminazioni, ma nemmeno è soggetta al controllo delle cosche. Chiedete a un industriale se si sente più sereno a Paderno Dugnano o a Taurianova; a un imprenditore edile se è agevole costruire autostrade a Gioia Tauro quanto a Bergamo.
Nelle culle delle mafie non si tratta di guarire da un'infezione, ma di rivoltare tutta la società perché risponda più alla legge che alla criminalità. Un'opera difficilissima, alla quale lavorano rischiando i cittadini onesti del Sud. Saviano li incita, e fa bene. In Sicilia stanno facendo grandi progressi; in Calabria e Campania un po' meno, ma l'importante è che la battaglia sia in corso. Zoomare sul Nord non deve servire a togliere l'obiettivo dal Sud: senza i suoi santuari la 'ndrangheta non potrebbe colpire né a Duisburg né a Milano. Al buio tutte le vacche sono nere, e i gatti grigi. Serve la luce per capire, distinguere, e prendere i problemi per le corna. Se qualcuno immagina che Milano = Platì = Casal di Principe, beh quel qualcuno è fuori strada.
http://www.affaritaliani.it/Rubriche/Co ... 110_1.htmlI soliti meridionalisti del menga la smettano di scassare con la storiella della mafia al nord nel patetico tentativo di accomunare la mentalità del nord con quella del sud,visto che la mafia ha prima di tutto una base culturale fatta di abitudini,comportamenti,strutture sociali e familiari,mentalità e modi che ci sono del tutto allieni.
Solo i piagnoni scassa minchia alla Saviano hanno interesse a pontificare su una presunta condivisione omogenea di mentalità. Patetetici.
I meridionali dovrebbero farla finita di fare sempre le vittime e aspettarsi che gli altri gli risolvano i problemi attribuendo sempre le colpe agli altri.
...e aggiungerei ebbbbbbbastaaa: qualunque atto criminale adesso viene dipinto come mafioso..fosse anche rubare un pacchetto di caramelle.
