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Genova, il bagno d'oro del prefetto
centomila euro per ristrutturarlo
Marmi, hammam e idromassaggio. "Cifra alta, ma non è una casa popolare". I lavori dopo l'insediamento di Musolino a palazzo Spinola: "Ma non li ho chiesti io"
di Michela Bompani
Bagno turco con illuminazione per la cromoterapia, vasca idromassaggio, rivestimento in marmo verde e bianco, sanitari "serie lusso": la ristrutturazione della stanza da bagno nell'appartamento del prefetto di Genova, terminata qualche mese fa, è costata complessivamente 105.564,17 euro.
A pagare tutto questo è stato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sul cui bilancio il direttore generale del Provveditorato interregionale delle opere pubbliche della Lombardia e della Liguria, Francesco Errichiello, ha impegnato la somma complessiva: capitolo 7341 per l'esercizio finanziario 2010, destinato alla "ristrutturazione locali igienici e demolizione pensilina nell'alloggio del signor Prefetto, presso la Prefettura di Genova".
"Chiederò spiegazioni al Provveditorato alle opere pubbliche: se avessi saputo che l'importo degli interventi si aggirava intorno ai centomila euro, avrei escluso l'esecuzione dei lavori, mi pare davvero esagerata - si stupisce il prefetto Francesco Musolino - I servizi igienici, è vero, andavano rifatti: da trent'anni nessuno li aveva mai ristrutturati e ho dato indicazioni perché questo avvenisse. Altri, però, si sono poi occupati di farli realizzare".
I lavori, affidati dopo una gara e con un atto di cottimo all'impresa Enrico Bertoni srl, hanno fatto registrare diversi aumenti di spesa, dovuti proprio alla complessità delle soluzioni che l'impresa doveva eseguire secondo il progetto. E hanno implicato l'impegno ulteriore di operai specializzati, oppure sovrapprezzi per la fornitura dei sanitari o delle rubinetterie "per la particolarità dei pezzi scelti", dal 20 al 30% a pezzo, in alcuni casi.
"La cifra esatta di spesa è di 94.000 euro, non supera i centomila. E poi i lavori eseguiti non hanno coinvolto soltanto un bagno, ma diversi locali nell'appartamento del signor prefetto", mette in chiaro l'ingegner Alessandro Pettinalli, dirigente tecnico, in Liguria, del Provveditorato alle opere pubbliche.
È costato 9.538 euro il bagno turco che, come indica l'elenco dei prezzi, firmato dal responsabile del procedimento per il Provveditorato alle opere pubbliche, e "composto da porta attrezzata con pannello di controllo, diffusore e plafoniera di illuminazione per la cromoterapia, completo di generatore di vapore, kit di coibentazione e vetrata aggiuntiva, finitura cromata". Altri 5.519 euro sono serviti per il rivestimento del bagno turco-doccia. Per la "vasca idromassaggio asimmetrica di 170 centimetri per 90 per 59 circa, completa di rubinetteria, motori, pannello di comando, diffusori, ecc", sono stati impegnati 8.577 euro. Quasi 12mila euro si sono resi necessari, poi, per rivestire i muri del bagno con marmo verde e bianco. Il mobile del lavabo, "come da progetto", è costato oltre quattromila euro.
"Si tratta di un appartamento di rappresentanza, collocato in un edificio di grande pregio, non di un alloggio popolare - aggiunge il prefetto Musolino - ma ribadisco che la cifra mi pare esorbitante". Il palazzo della Prefettura di Genova è patrimonio dell'umanità dell'Unesco: l'edificio Doria Spinola, costruito a metà del Cinquecento, venne documentato dal grande pittore fiammingo Peter Paul Rubens quando realizzò la serie dei "Palazzi di Genova", ritraendo le più straordinarie dimore della Superba. L'appartamento di rappresentanza del Prefetto, però si trova all'ultimo piano, in una zona sopraelevata nel secolo scorso. "Mi avevano indicato altri lavori urgenti nell'appartamento, ma ho suggerito di dare una buona passata di aspirapolvere, per risparmiare, figuriamoci se posso concepire una spesa del genere per un bagno", conclude il prefetto.
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Giardino d'inverno da 100 mila euro
e il bagno choc mobilita due ministri
Maroni e Matteoli inviano ispettori. La Corte dei Conti indaga. Nuova ristrutturazione per centomila euro all'interno di Palazzo Spinola
di Michela Bompani
C'è anche un nuovo giardino d'inverno, nell'appartamento di rappresentanza del prefetto di Genova, rispetto a qualche mese fa. Una veranda costruita ex novo sulla terrazza dell'alloggio di rappresentanza, sul tetto del Palazzo Doria Spinola.
Non si ferma al solo bagno, e ad altri locali annessi, il caso delle ristrutturazioni, ancora in corso, nell'alloggio della prefettura di Genova: ci sarebbe un altro investimento, di circa 100.000 euro, per la realizzazione di una veranda, annessa all'appartamento del prefetto, realizzata su parte della superficie del terrazzo.
E ieri la Corte dei Conti della Liguria ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Il procuratore generale della Corte dei Conti della Liguria ha acquisito l'articolo di Repubblica, in cui si raccontava della ristrutturazione della stanza da bagno a Palazzo Doria Spinola, che pesa sul bilancio 2010 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per 105.564,17 euro. Attrezzato con bagno turco, idromassaggio e coperture marmoree. Nei prossimi giorni cominceranno accertamenti e verifiche, per capire se la spesa sostenuta possa costituire un danno erariale, cioè sia stata una spesa immotivata di denaro pubblico.
Anche il governo si è fatto avanti sulla vicenda: il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha disposto un'ispezione a Genova del capo dell'Ispettorato generale dell'amministrazione, il prefetto Mario Ciclosi, e ha chiesto una relazione dettagliata entro la prossima settimana. Anche Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che economicamente sostiene la spesa degli interventi, ha chiesto al direttore generale del Provveditorato alle opere pubbliche Lombardia-Liguria, Francesco Errichiello, una dettagliata relazione sulle spese sostenute per la ristrutturazione della stanza da bagno.
Proprio il direttore generale Errichiello, che ieri era a Genova proprio negli uffici del provveditorato alle opere pubbliche, è intervenuto sulla vicenda: "Al momento non mi risultano abusi - ha spiegato - ovviamente stiamo facendo accertamenti. Sono stato in quel palazzo una sola volta e prima dell'inizio dei lavori, credo che tutto sia avvenuto rispettando le procedure, dalla perizia di spesa alle autorizzazioni necessarie. Ricordiamoci però che si tratta di un palazzo storico, destinato anche a residenza di rappresentanza, quindi gli interventi dovevano essere consoni al resto dell'edificio". Si aggiungono altre carte, alla vicenda: anche la soprintendenza, che comunque doveva esprimere solo un parere di conformità degli interventi rispetto alla salvaguardia dell'edificio, aveva dato l'ok ai lavori di ristrutturazione
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Bagno d'oro del prefetto
Il governo ordina un'ispezione
Ispettori del ministero dell'Interno e delle Infrastrutture verificheranno la congruità della spesa - 105mila euro - per la ristrutturazione della stanza. Maroni e Matteoli: "Vogliamo una relazione dettagliata entro la prossima settimana". Il Provveditorato ammette: "Si può discutere sulla scelta fatta dei materiali. Potevamo sceglierne di livello basso, ma non ci sembrava opportuno"
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha incaricato il capo dell'Ispettorato generale di amministrazione, Mario Ciclosi, di svolgere un'ispezione sulle spese per l'appartamento di rappresentanza del prefetto di Genova, Francesco Musolino. Il ministro, insieme al collega Altero Matteoli alle Infrastrutture, hanno chiesto sulla vicenda una relazione dettagliata per la prossima settimana.
E' stata la Repubblica a parlare di una spesa di circa 105mila euro per la ristrutturazione del bagno dell'appartamento: sanitari di lusso, una vasca idromassaggio e un bagno turco con luci per la cromoterapia.
Alessandro Pentinalli, dirigente del Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria, travolto da decine di richieste di chiarimenti, ci tiene a precisare che "i lavori di ristrutturazione nell'appartamento del prefetto non sono costati 105mila euro, ma circa 94mila, e coprivano non solo il bagno ma anche la rimozione di una pensilina e lavori di manutenzione ordinaria per altri locali".
Ammette però che "si può discutere sulla scelta fatta dei materiali. Potevamo sceglierne di livello basso, ma non mi sembrava opportuno". D'altronde, spiega ancora il dirigente del Provveditorato, "la richiesta dei lavori è partita dal prefetto che non riteneva idoneo lo stato del bagno, richiesta che noi tecnici, abbiamo avvallato ritenendo che i locali fossero tali da giustificare un intervento di alto livello".
