
Pesaro, 2 ottobre 2011 - SE FOSSE stato per lei, avrebbe usato più il sidecar che l’automobile. E perché allora rinunciarci proprio adesso? Hanno pensato questo i nipoti di nonna Anita, casalinga e contadina, lucidissima come un professore di matematica, residente a Villa Ceccolini, in via Torcivia 15. Il quattro ottobre compirà 95 anni, ma la forza e lo spirito sono quelli di sempre anche dopo aver visto e sofferto due guerre e il lavoro duro dei campi. Nonna Anita in tanti anni non ha mai rinunciato ai suoi sogni. Uno di questi era il sidecar del suo caro marito, che non c’è più ormai da tempo. E allora, per il suo compleanno della nonna, alcuni nipoti (Romina, Christian e Francesco) hanno pensato di regalarle una giornata speciale. Per l’occasione, hanno chiesto aiuto al proprietario di un sidecar Benelli 500 di eccezionale livello, che ha accettato di slancio di fare un «viaggio» con Anita caricandola a lato come si conviene, dopo averla avvolta con una coperta d’ordinanza. «Noi nipoti ci ricordiamo molto bene della passione della nonna: per lei viaggiare significava salire sul sidecar del nonno. Le loro passeggiate erano bellissime. Arrivavano su quella moto verde così particolare, a quel tempo avevano una moto Guzzi. Il foulard legato intorno al collo, gli occhialoni per ripararsi dal vento, e il sorriso sempre acceso. Adesso per i suoi 95 anni, dopo tanto tempo, abbiamo pensato di fare alla nonna un regalo particolare: un bel viaggio in sidecar, ma questa volta in sella ad una Benelli rosso fuoco. Alla nostra nonna tantissimi auguri».
PER l’occasione, seguita da telecamere e ammiratori, Anita è partita da Villa Fastiggi ed è arrivata sulle colline di Gabicce monte per guardare il mare come lo ricordava lei. Il viaggio è stato entusiasmante, con la nonna che lo ha affrontato a «viso aperto». Non ha voluto il casco perché era troppo largo. E poi lei non l’aveva mai portato e non sapeva se era il caso di fidarsi. A lei bastava un bel paio di occhiali e il sapore dei ricordi che non si cancellano più. Auguri nonna Anita anche dalla redazione del «Carlino».