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 Oggetto del messaggio: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 1:51 pm 
Schiavo
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http://www.corriere.it/economia/11_dice ... ad1c.shtml
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A poche ore dal varo della manovra di bilancio, che forse vedrà la luce stasera stessa a mercati chiusi, c’è ancora incertezza sui contenuti. Tra le novità dell’ultima ora, in attesa però di conferma, ci sarebbe anche un inasprimento di due punti dell’aliquota Irpef del 43%, con un’escalation che finirebbe per aggiungersi all’incremento sostanzioso dell’imposizione immobiliare, ormai dato per sicuro. Appare invece tramontata l’ipotesi di una manovra di analoga entità anche sullo scaglione inferiore, quello del 41% che riguarda i redditi tra i 55 e i 75 mila euro. Una scelta probabilmente indotta da considerazioni di buon senso: un reddito imponibile da 75 mila euro lordi in apparenza farebbe pensare alla possibilità di un tenore di vita da benestante, ma già con gli scaglioni attuali in una città come Roma, tenendo conto delle addizionali comunale e regionale, comporta il pagamento di circa 27.200 euro di imposte. Significa che al netto di euro ne rimangono meno di 48 mila: se si ha famiglia e un affitto da pagare si tira avanti decorosamente ma certo non si può fare una vita da nababbi. Se poi non si è in affitto ma si è proprietari di una casa per cui si paga il mutuo peggio ancora: dalla cifra netta che rimane dopo le tasse e dopo le rate del finanziamento bisognerà decurtare anche il costo dell’Ici in arrivo. Nelle nostre tabelle abbiamo cercato di calcolare che cosa potrebbe succedere ai bilanci familiari con l’aumento delle rendite catastali, il ritorno dell’Ici sulla prima casa e un aumento Irpef limitato allo scaglione oltre i 75 mila euro. Per quanto riguarda le rendite abbiamo presupposto un incremento secco del 15% sugli estimi in vigore mentre per l’Ici abbiamo, forse prudenzialmente, ipotizzato che sulla prima casa venga applicata un’aliquota pari alla metà di quella prevista per l’Imu (l’Imposta municipale unica che entrerà in vigore nel 2013) e per le seconde case invece l’aliquota intera, pari, salvo possibilità di aggiustamenti a livello municipale, al 7,6 per mille sul valore catastale. Abbiamo considerato cinque profili di contribuente e cercato di calcolare di quanto bisognerà diminuire il Pil familiare per far crescere le entrate dello Stato. Nel computo delle tasse di Milano abbiamo tenuto conto dell’addizionale comunale dello 0,2%, che sarà introdotta a partire dal prossimo anno. Partendo dal primo caso dei nostri esempi, dove si prevede un contribuente con 60 mila euro lordi e una sola casa, il maggiore esborso annuo sarebbe ipotizzabile in 537 euro a Roma e 557 a Milano, in termini reali, cioè di disponibilità effettiva di reddito spendibile, significa perdere l’1,3% a Milano e l’1,1% a Roma, questo perché al netto delle tasse con le regole in vigore oggi 60 mila euro diventano 41.055 netti nella metropoli lombarda e 40.242 nella Capitale. Se si introducessero le aliquote della nostra simulazione il reddito netto scenderebbe rispettivamente a 40.498 e a 39.805 euro. Seguendo la stessa metodologia di calcolo, nel secondo esempio, che presuppone un reddito lordo da 80 mila euro e il possesso di una seconda casa, il maggior carico fiscale si tradurrebbe in una diminuzione di reddito di 1.046 euro nella metropoli lombarda e di 884 nella Capitale. Rispetto al 2011 le disponibilità in termini reali scenderebbero del 2,1% e dell’1,8%. I medesimi calcoli effettuati sulle altre ipotesi che abbiamo fatto danno come risultato una diminuzione media di circa il 2% (2,2% a Milano, 1,9% a Roma) nel caso del pensionato con 50 mila euro di reddito e una seconda casa mentre sul reddito da 30 mila euro del quarto scenario il calo è limitato all’1,1% in entrambe le città ed è tutto dovuto al peso dell’Ici. Il quinto esempio grafico merita un discorso a parte: abbiamo ipotizzato un contribuente con 150 mila euro di reddito dichiarato e due belle case oltre a una barca di 12 metri, un bene che potrebbe rientrare tra quelli su cui saranno introdotte nuove tasse. Qui la percentuale di perdita di reddito tocca il 4,8% a Milano e a Roma il 4,7% ma in realtà è molto più sopportabile perché non intacca in termini sostanziali il tenore di vita. Il nostro calcolo dell’imposta sulla barca in assenza di elementi certi è arbitrario e potrebbe risultare molto diverso dalla realtà, ma la cifra che abbiamo ipotizzato non è messa a caso: per quanto è dato sapere il nuovo tributo sulla nautica non dovrebbe colpire la barca in sé ma il suo stazionamento. Fino al 2000 esisteva un’apposita imposta, tarata sulla lunghezza del natante; abbiamo preso i valori in vigore fino all’abolizione e li abbiamo incrementati del 26%, pari all’inflazione di periodo. Non abbiamo invece considerato nella nostra analisi, per l’impossibilità di dare numeri sostenibili, un altro aggravio che colpirà presumibilmente le famiglie: i nuovi ticket sanitari. Si è fatta l’ipotesi ad esempio di introdurre un tributo sui ricoveri (le ipotesi sono di 10 euro al giorno) e di incrementare quelli sulle prestazioni ambulatoriali, di pronto soccorso e farmaceutiche, che peraltro le Regioni in ordine sparso hanno già provveduto a inasprire sostanziosamente nell’ultimo anno. In questo caso la stangata finirebbe per colpire soprattutto chi non ha un reddito tanto basso per avere diritto all’esenzione né tanto alto da poter fare fronte senza problemi a nuovi balzelli. O bypassarli, rivolgendosi ai privati. ] A poche ore dal varo della manovra di bilancio, che forse vedrà la luce stasera stessa a mercati chiusi, c'è ancora incertezza sui contenuti. Tra le novità dell'ultima ora, in attesa però di conferma, ci sarebbe anche un inasprimento di due punti dell'aliquota Irpef del 43%, con un'escalation che finirebbe per aggiungersi all'incremento sostanzioso dell'imposizione immobiliare, ormai dato per sicuro. Appare invece tramontata l'ipotesi di una manovra di analoga entità anche sullo scaglione inferiore, quello del 41% che riguarda i redditi tra i 55 e i 75 mila euro. Una scelta probabilmente indotta da considerazioni di buon senso: un reddito imponibile da 75 mila euro lordi in apparenza farebbe pensare alla possibilità di un tenore di vita da benestante, ma già con gli scaglioni attuali in una città come Roma, tenendo conto delle addizionali comunale e regionale, comporta il pagamento di circa 27.200 euro di imposte. Significa che al netto di euro ne rimangono meno di 48 mila: se si ha famiglia e un affitto da pagare si tira avanti decorosamente ma certo non si può fare una vita da nababbi. Se poi non si è in affitto ma si è proprietari di una casa per cui si paga il mutuo peggio ancora: dalla cifra netta che rimane dopo le tasse e dopo le rate del finanziamento bisognerà decurtare anche il costo dell'Ici in arrivo.

Nelle nostre tabelle abbiamo cercato di calcolare che cosa potrebbe succedere ai bilanci familiari con l'aumento delle rendite catastali, il ritorno dell'Ici sulla prima casa e un aumento Irpef limitato allo scaglione oltre i 75 mila euro. Per quanto riguarda le rendite abbiamo presupposto un incremento secco del 15% sugli estimi in vigore mentre per l'Ici abbiamo, forse prudenzialmente, ipotizzato che sulla prima casa venga applicata un'aliquota pari alla metà di quella prevista per l'Imu (l'Imposta municipale unica che entrerà in vigore nel 2013) e per le seconde case invece l'aliquota intera, pari, salvo possibilità di aggiustamenti a livello municipale, al 7,6 per mille sul valore catastale.

Abbiamo considerato cinque profili di contribuente e cercato di calcolare di quanto bisognerà diminuire il Pil familiare per far crescere le entrate dello Stato. Nel computo delle tasse di Milano abbiamo tenuto conto dell'addizionale comunale dello 0,2%, che sarà introdotta a partire dal prossimo anno.

Partendo dal primo caso dei nostri esempi, dove si prevede un contribuente con 60 mila euro lordi e una sola casa, il maggiore esborso annuo sarebbe ipotizzabile in 537 euro a Roma e 557 a Milano, in termini reali, cioè di disponibilità effettiva di reddito spendibile, significa perdere l'1,3% a Milano e l'1,1% a Roma, questo perché al netto delle tasse con le regole in vigore oggi 60 mila euro diventano 41.055 netti nella metropoli lombarda e 40.242 nella Capitale. Se si introducessero le aliquote della nostra simulazione il reddito netto scenderebbe rispettivamente a 40.498 e a 39.805 euro.

Seguendo la stessa metodologia di calcolo, nel secondo esempio, che presuppone un reddito lordo da 80 mila euro e il possesso di una seconda casa, il maggior carico fiscale si tradurrebbe in una diminuzione di reddito di 1.046 euro nella metropoli lombarda e di 884 nella Capitale. Rispetto al 2011 le disponibilità in termini reali scenderebbero del 2,1% e dell'1,8%. I medesimi calcoli effettuati sulle altre ipotesi che abbiamo fatto danno come risultato una diminuzione media di circa il 2% (2,2% a Milano, 1,9% a Roma) nel caso del pensionato con 50 mila euro di reddito e una seconda casa mentre sul reddito da 30 mila euro del quarto scenario il calo è limitato all'1,1% in entrambe le città ed è tutto dovuto al peso dell'Ici.

Il quinto esempio grafico merita un discorso a parte: abbiamo ipotizzato un contribuente con 150 mila euro di reddito dichiarato e due belle case oltre a una barca di 12 metri, un bene che potrebbe rientrare tra quelli su cui saranno introdotte nuove tasse. Qui la percentuale di perdita di reddito tocca il 4,8% a Milano e a Roma il 4,7% ma in realtà è molto più sopportabile perché non intacca in termini sostanziali il tenore di vita.

Il nostro calcolo dell'imposta sulla barca in assenza di elementi certi è arbitrario e potrebbe risultare molto diverso dalla realtà, ma la cifra che abbiamo ipotizzato non è messa a caso: per quanto è dato sapere il nuovo tributo sulla nautica non dovrebbe colpire la barca in sé ma il suo stazionamento. Fino al 2000 esisteva un'apposita imposta, tarata sulla lunghezza del natante; abbiamo preso i valori in vigore fino all'abolizione e li abbiamo incrementati del 26%, pari all'inflazione di periodo.

Non abbiamo invece considerato nella nostra analisi, per l'impossibilità di dare numeri sostenibili, un altro aggravio che colpirà presumibilmente le famiglie: i nuovi ticket sanitari. Si è fatta l'ipotesi ad esempio di introdurre un tributo sui ricoveri (le ipotesi sono di 10 euro al giorno) e di incrementare quelli sulle prestazioni ambulatoriali, di pronto soccorso e farmaceutiche, che peraltro le Regioni in ordine sparso hanno già provveduto a inasprire sostanziosamente nell'ultimo anno. In questo caso la stangata finirebbe per colpire soprattutto chi non ha un reddito tanto basso per avere diritto all'esenzione né tanto alto da poter fare fronte senza problemi a nuovi balzelli. O bypassarli, rivolgendosi ai privati.


:pecorina: Buon Natale :xrage:
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:00 pm 
Schiavo
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Irpef, Ici, mini patrimoniale e pensioni. La quinta manovra di correzione dei conti pubblici di questo terribile 2011 è quasi pronta. Il Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato oggi stesso dal presidente del Consiglio Mario Monti, per il varo del decreto con la correzione dei conti pubblici e le prime misure per lo sviluppo. Il pacchetto complessivo vale tra 24 e 25 miliardi di euro, e assorbe i 4 miliardi che si sarebbero dovuti trovare nel 2012 dalla riforma di assistenza e invalidità: la gran patre della somma complessivamente recuperata, circa 20 miliardi di euro, servirebbe alla riduzione del deficit pubblico, fuori linea rispetto agli obiettivi concordati con la Ue a causa della minor crescita dell’economia e di una maggior spesa per gli interessi sul debito pubblico. Più Irpef sui redditi alti L’aumento delle imposte sui redditi per i redditi più alti, alla fine, ci sarà: l’aliquota Irpef più alta, quella che si applica ai redditi superiori ai 75 mila euro annui lordi, e che riguarda poco più di 780 mila contribuenti, salirà di 2 o più probabilmente 3 punti percentuali. Dato per certo fino a due giorni fa, ieri l’aggravio dell’Irpef è tornato in discussione: l’intervento risulta assai indigesto al Pdl, ma non piace neanche ad alcuni esponenti dell’esecutivo, a cominciare dal super ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Tuttavia l’aumento delle tasse per i più ricchi ci sarà, non tanto per ragioni di cassa, perché da lì dovrebbe arrivare circa un miliardo di euro, ma per ragioni di equità, e per risolvere un rischiosissimo contenzioso aperto alla Corte costituzionale dai contribuenti colpiti dalla manovra del governo Berlusconi dello scorso anno. I pensionati e i dipendenti pubblici che guadagnano oltre 90 mila euro lordi annui sono soggetti, da allora, a un contributo di solidarietà che finora non è stato richiesto agli autonomi e ai lavoratori dipendenti del settore privato. Così il governo sarebbe arrivato alla decisione di aumentare la sola aliquota del 43%, la più alta, evitando la maggiorazione dell’aliquota immediatamente inferiore, del 41%, che avrebbe comportato un aggravio delle tasse su tutti i redditi superiori ai 55 mila euro annui lordi (in tutto sarebbe stato colpito un milione e mezzo di contribuenti). L’aumento di tre punti dell’aliquota del 43% assorbirebbe anche il contributo di solidarietà attualmente pagato dai pensionati d’oro e dai dirigenti del settore pubblico, così da risolvere alla radice il problema con la Corte costituzionale. Da qualche giorno non se ne parla più, ma per compensare il minor gettito dovuto alla revisione della manovra ipotizzata in un primo momento sull’Irpef potrebbe essere rispolverato anche un leggero ulteriore ritocco dell’aliquota più alta dell’Iva, quella del 21% che colpisce tutti i generi che non sono di prima necessità. Confermata, nel decreto, l’introduzione di un nuovo limite a 500 euro per l’uso del denaro contante, e della fattura elettronica per gli affari tra le imprese, allo scopo di combattere l’evasione fiscale. La reintroduzione dell’Ici, l’imposta comunale sugli immobili, è confermata. Riguarderà anche la prima casa di abitazione, con un’aliquota che deve ancora essere stabilita e, naturalmente, seconde e terze case, con un livello di imposizione maggiorato. Per garantire la progressività dell’imposta, e dunque evitare che incida più pesantemente sui redditi bassi che su quelli più elevati, potrebbe essere introdotto un meccanismo di deducibilità dell’Ici dalla dichiarazione Irpef, scalettato in funzione dei redditi percepiti e del numero dei componenti del nucleo familiare. Il ritorno dell’Ici sarebbe accompagnato dalla rivalutazione delle rendite catastali delle unità immobiliari stabilite nel 1997. Le rendite, secondo le ultime ipotesi sulle quali sta lavorando il governo, potrebbero essere maggiorate addirittura del 30%. Ma non è tutto, perché le rendite catastali si calcolano a partire dagli estimi che sono stati effettuati dai Comuni seguendo criteri tutt’affatto omogenei nel territorio nazionale. Determinando situazioni paradossali, per cui un’immobile di pregio, nel centro storico di una grande città, vale di meno di un’abitazione, magari nuova, nell’estrema periferia di un altro capoluogo. Così, per evitare che la rivalutazione delle rendite al 30% (oggi la rivalutazione delle rendite del ’97 si fa al 5%) finisca per amplificare, se non ingigantire, le disparità esistenti, nel decreto ci sarebbe una delega per la revisione sistematica e puntuale degli estimi. E potrebbe esserci anche una nuova definizione del prelievo sui rifiuti solidi urbani, per uscire dalla confusione creata dal passaggio da imposta (la Tarsu) alla tariffa (la Tia, soggetta pure all’Iva). Dalla manovra sulla casa, nel complesso, arriverebbero almeno 5 o 6 miliardi di euro. La sola reintroduzione dell’Ici sulla prima casa vale 3,5 miliardi. Patrimoniale e Luxury tax La novità dell’ultima ora è un’altra tassa. Oltre alle nuove imposte sui beni immobili (l’Ici si applica anche a terreni, aree edificabili e capannoni industriali) il governo sta studiando l’introduzione di una tassa patrimoniale, definita ] ROMA — Irpef, Ici, mini patrimoniale e pensioni. La quinta manovra di correzione dei conti pubblici di questo terribile 2011 è quasi pronta. Il Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato oggi stesso dal presidente del Consiglio Mario Monti, per il varo del decreto con la correzione dei conti pubblici e le prime misure per lo sviluppo. Il pacchetto complessivo vale tra 24 e 25 miliardi di euro, e assorbe i 4 miliardi che si sarebbero dovuti trovare nel 2012 dalla riforma di assistenza e invalidità: la gran patre della somma complessivamente recuperata, circa 20 miliardi di euro, servirebbe alla riduzione del deficit pubblico, fuori linea rispetto agli obiettivi concordati con la Ue a causa della minor crescita dell'economia e di una maggior spesa per gli interessi sul debito pubblico.

Più Irpef sui redditi alti

L'aumento delle imposte sui redditi per i redditi più alti, alla fine, ci sarà: l'aliquota Irpef più alta, quella che si applica ai redditi superiori ai 75 mila euro annui lordi, e che riguarda poco più di 780 mila contribuenti, salirà di 2 o più probabilmente 3 punti percentuali. Dato per certo fino a due giorni fa, ieri l'aggravio dell'Irpef è tornato in discussione: l'intervento risulta assai indigesto al Pdl, ma non piace neanche ad alcuni esponenti dell'esecutivo, a cominciare dal super ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Tuttavia l'aumento delle tasse per i più ricchi ci sarà, non tanto per ragioni di cassa, perché da lì dovrebbe arrivare circa un miliardo di euro, ma per ragioni di equità, e per risolvere un rischiosissimo contenzioso aperto alla Corte costituzionale dai contribuenti colpiti dalla manovra del governo Berlusconi dello scorso anno. I pensionati e i dipendenti pubblici che guadagnano oltre 90 mila euro lordi annui sono soggetti, da allora, a un contributo di solidarietà che finora non è stato richiesto agli autonomi e ai lavoratori dipendenti del settore privato. Così il governo sarebbe arrivato alla decisione di aumentare la sola aliquota del 43%, la più alta, evitando la maggiorazione dell'aliquota immediatamente inferiore, del 41%, che avrebbe comportato un aggravio delle tasse su tutti i redditi superiori ai 55 mila euro annui lordi (in tutto sarebbe stato colpito un milione e mezzo di contribuenti). L'aumento di tre punti dell'aliquota del 43% assorbirebbe anche il contributo di solidarietà attualmente pagato dai pensionati d'oro e dai dirigenti del settore pubblico, così da risolvere alla radice il problema con la Corte costituzionale. Da qualche giorno non se ne parla più, ma per compensare il minor gettito dovuto alla revisione della manovra ipotizzata in un primo momento sull'Irpef potrebbe essere rispolverato anche un leggero ulteriore ritocco dell'aliquota più alta dell'Iva, quella del 21% che colpisce tutti i generi che non sono di prima necessità. Confermata, nel decreto, l'introduzione di un nuovo limite a 500 euro per l'uso del denaro contante, e della fattura elettronica per gli affari tra le imprese, allo scopo di combattere l'evasione fiscale.

La stangata sugli immobili

La reintroduzione dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili, è confermata. Riguarderà anche la prima casa di abitazione, con un'aliquota che deve ancora essere stabilita e, naturalmente, seconde e terze case, con un livello di imposizione maggiorato. Per garantire la progressività dell'imposta, e dunque evitare che incida più pesantemente sui redditi bassi che su quelli più elevati, potrebbe essere introdotto un meccanismo di deducibilità dell'Ici dalla dichiarazione Irpef, scalettato in funzione dei redditi percepiti e del numero dei componenti del nucleo familiare. Il ritorno dell'Ici sarebbe accompagnato dalla rivalutazione delle rendite catastali delle unità immobiliari stabilite nel 1997. Le rendite, secondo le ultime ipotesi sulle quali sta lavorando il governo, potrebbero essere maggiorate addirittura del 30%. Ma non è tutto, perché le rendite catastali si calcolano a partire dagli estimi che sono stati effettuati dai Comuni seguendo criteri tutt'affatto omogenei nel territorio nazionale. Determinando situazioni paradossali, per cui un'immobile di pregio, nel centro storico di una grande città, vale di meno di un'abitazione, magari nuova, nell'estrema periferia di un altro capoluogo. Così, per evitare che la rivalutazione delle rendite al 30% (oggi la rivalutazione delle rendite del '97 si fa al 5%) finisca per amplificare, se non ingigantire, le disparità esistenti, nel decreto ci sarebbe una delega per la revisione sistematica e puntuale degli estimi. E potrebbe esserci anche una nuova definizione del prelievo sui rifiuti solidi urbani, per uscire dalla confusione creata dal passaggio da imposta (la Tarsu) alla tariffa (la Tia, soggetta pure all'Iva). Dalla manovra sulla casa, nel complesso, arriverebbero almeno 5 o 6 miliardi di euro. La sola reintroduzione dell'Ici sulla prima casa vale 3,5 miliardi.

Patrimoniale e Luxury tax

La novità dell'ultima ora è un'altra tassa. Oltre alle nuove imposte sui beni immobili (l'Ici si applica anche a terreni, aree edificabili e capannoni industriali) il governo sta studiando l'introduzione di una tassa patrimoniale, definita "mini", sulla ricchezza mobiliare. A essere colpiti, con un'aliquota in percentuale che è ancora da stabilire, sarebbero alcune forme di investimento, come le polizze assicurative sulla vita, i fondi comuni, i trust. E non si esclude l'ipotesi che possa essere elevata anche l'aliquota della ritenuta secca sui redditi delle attività finanziarie. È stata appena armonizzata al 20% per tutti gli investimenti, fatta eccezione per quelli in titoli di Stato, e potrebbe essere portata al 23%, cioè al livello del primo scaglione delle aliquote Irpef. Non basta, perché si annuncia anche un nuovo prelievo non sulla proprietà, ma sul "consumo" dei beni di lusso. Le imbarcazioni sarebbero sottoposte a una tassa commisurata alla lunghezza in metri, aerei ed elicotteri in base al peso. Non sfuggirebbero neanche le automobili supersportive: dopo l'inasprimento del bollo deciso già dal governo Berlusconi con la manovra dello scorso mese di luglio, si prospetta un'altra stangata per i veicoli che hanno una potenza superiore ai 170 cavalli.

Pensioni, nuova riforma

Anche qui si annunciano interventi molto decisi, e meno male che, anche secondo Mario Monti, il nostro sistema previdenziale era già il più moderno e stabile d'Europa. Di fatto si interverrà su tutti i fronti: anzianità, vecchiaia, età delle donne nel privato. Tanto per cominciare, dal 2012, scatterà il sistema di calcolo basato sul contributivo pro-rata per tutti. Anche chi aveva 18 anni di contributi nel '95, anno della riforma Dini, se vorrà abbandonare il lavoro senza aver compiuto i 65 anni, avrà una parte dell'assegno, quella maturata a partire dal prossimo anno, con il sistema contributivo. Le uscite di anzianità sarebbero scoraggiate elevando il minimo dei contributi oggi necessari da 40 anni a 41 anni per le donne e a 42 per gli uomini. Si interverrà anche con l'allungamento dell'età per ottenere le pensioni di vecchiaia. C'è l'ipotesi di portare l'età minima degli uomini (e forse anche delle donne impiegate nel settore pubblico) a 66-67 anni già dal 2012, con l'obiettivo dichiarato di arrivare ai 70 anni entro il prossimo decennio. Anche grazie all'anticipo al 2012 dell'adeguamento dell'età di pensione alle speranze di vita, che si sono notevolmente allungate, appesantendo in prospettiva il costo del sistema per le casse della previdenza pubblica. Le donne dovranno fare un percorso un po' più lungo per arrivare al traguardo finale dei 70 anni. Nel settore privato possono andare ancora in pensione a 60 anni, e l'età sarebbe salita gradualmente tra qualche anno, per arrivare ai 65 delle donne del settore pubblico solo nel 2026. Con la manovra che il governo è in procinto di varare dovranno accelerare questo cammino, e già dal 2012 potrebbe scattare un'età minima di pensionamento di 63 anni, con la parificazione tra uomini e donne prevista nel 2018, otto anni prima di quanto stabilito dal governo Berlusconi con la sua ultima manovra. Si interverrà anche sulla perequazione delle pensioni, cioè sui meccanismi di adeguamento all'inflazione. Sarà integrale solo per le pensioni pari al minimo (467,43 euro nel 2011), al 50% per quelle comprese tra una e due volte il minimo (935 euro), ma non ci sarà nessuna perequazione, né per il 2012, né per il 2013, per gli assegni di importo più elevato. L'ennesima riforma del sistema previdenziale sarebbe accompagnata dall'abolizione delle finestre "mobili", che di fatto allungano già oggi l'età di pensione di un anno rispetto ai limiti di legge. E ci sarebbe anche l'aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi, con la prospettiva di un loro allineamento a quelli dei lavoratori dipendenti.

Le misure per lo sviluppo

Il capitolo delle agevolazioni alle imprese comprenderebbe la riduzione dell'Irap sul costo del lavoro, scartando l'altra possibilità: aumentare la deduzione ai fini di Ires e Irpef. Verrebbe poi confermata l'introduzione di un premio per la capitalizzazione con un ritorno della Dit (dual income tax). Il terzo tipo di incentivo è la detrazione d'imposta del 19% per le persone fisiche che dichiarano oltre 100 mila euro e investono in fondi di venture capital o in startup. A favore delle Pmi è previsto un rafforzamento del Fondo di garanzia con garanzia e controgaranzia fino all'80% delle operazioni finanziarie. L'importo massimo garantito per singola impresa salirebbe a 2,5 milioni. Per la ricerca verrebbe confermato il credito d'imposta per le attività intra moenia delle imprese al 12% dei costi fino a un milione (20% per le nuove imprese innovatrici) e al 5% da un milione in su. E proroga dovrebbe esserci anche per il bonus energetico fino al 31 dicembre 2014. La detrazione scenderebbe dall'attuale 55% al 52% o al 51%. Per le infrastrutture è previsto il riesame dell'elenco delle opere strategiche al fine di individuare le priorità e velocizzarne l'attuazione. Allo scopo di facilitare il finanziamento dei progetti, la durata minima delle concessioni maggiori dovrebbe essere allungata a 50 anni, mentre sarebbero previste agevolazioni fiscali per favorire l'ingresso dei privati nel finanziamento e nella gestione delle opere pubbliche. Per le imprese di piccole e medie dimensioni è previsto che negli appalti si favoriscano i cosiddetti lotti funzionali. Infine sarebbe stato consentito lo sblocco dei lavori che finora erano congelati in ossequio al Patto di stabilità. Nel capitolo «liberalizzazioni» s'iscrive la vendita dei medicinali di fascia C con ricetta medica nelle parafarmacie e l'abbassamento del rapporto tra numero di abitanti e farmacie. Quanto ai carburanti, una nuova norma prevederebbe che i gestori al dettaglio possano liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore senza vincolo di esclusiva per il 50% dell'approvvigionamento. Desta già polemiche la norma-lucchetto che stabilisce, nel caso in cui non dovessero essere riformati gli ordini entro l'anno, la loro abolizione. Pausa di riflessione invece per la proposta messa sul tavolo da Passera di pagare i circa 80 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione verso i fornitori in titoli di Stato.


http://www.corriere.it/economia/11_dice ... ad1c.shtml

wall of text ftw :asd:

c'è qualcosa di buono,ma a me pare che vada nel culo sempre e solo al ceto medio.


Ultima modifica di Deuced, dom dic 04, 2011 2:01 pm, modificato 1 volta.
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
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con 4000 netti al mese non si vive decorosamente... :vabe: Certo vanno a pescare sempre sul lavoro dipendente e non c'è sta cazzo di patrimoniale e la tracciailità del contante e obbligatoria solo dai mille euro...
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"perchè nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro, gliene devono capitare parecchie di cose e di molto crudeli." L. F. Céline
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Maxmel @ ha scritto:
con 4000 netti al mese non si vive decorosamente... :vabe: Certo vanno a pescare sempre sul lavoro dipendente e non c'è sta cazzo di patrimoniale e la tracciailità del contante e obbligatoria solo dai mille euro...



sì,onestamente certe affermazioni del corriere fanno prudere le mani.Però a me sembra che sia ancora un pò sbilanciata 'sta manovra,soprattutto per quel che riguarda ici,ticket sanitari e iva (forse al 23% :roll: )
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Deuced @ ha scritto:
Maxmel @ ha scritto:
con 4000 netti al mese non si vive decorosamente... :vabe: Certo vanno a pescare sempre sul lavoro dipendente e non c'è sta cazzo di patrimoniale e la tracciailità del contante e obbligatoria solo dai mille euro...



sì,onestamente certe affermazioni del corriere fanno prudere le mani.Però a me sembra che sia ancora un pò sbilanciata 'sta manovra,soprattutto per quel che riguarda ici,ticket sanitari e iva (forse al 23% :roll: )

I tagli alla sanita? due anni di contrbuti in più? Un pò sbilanciata? Dove cazzo sta l'equità? Hanno fatto malamente cassa :vabe:
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Maxmel @ ha scritto:
I tagli alla sanita? due anni di contrbuti in più? Un pò sbilanciata? Dove cazzo sta l'equità? Hanno fatto malamente cassa :vabe:


Hai dimenticato l'aumento dell'iva :asd:

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micheleemiliano Michele Emiliano
#Monti #Giarda : taglio lineare su deduzioni fiscali per famiglie per 22 miliardi o intervento su Iva
51 minuti fa
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:19 pm 
Schiavo
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Si ma diocan sono stufo di giornali che fanno a gara a chi la spara più grossa.

Aspetto di leggere quella ufficiale
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:22 pm 
Schiavo
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:asd:

micheleemiliano Michele Emiliano
#Monti #manovra bisognerebbe alzarsi ed andare via non sanno che cosa è un comune una provincia o una regione
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:23 pm 
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ma perchè non tagliano invece di aggiungere tasse?
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:23 pm 
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hannp tagliato: la sanità e le deduzioni....
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:24 pm 
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eroggeno ha scritto:
esattamente per questo non ti sei riprodotto

hai strarotto i coglioni con le tue sentenze da tuttologo

un coglione rsta un coglione anche a 60 anni ricordatelo
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:26 pm 
Schiavo
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toyo @ ha scritto:
Si ma diocan sono stufo di giornali che fanno a gara a chi la spara più grossa.

Aspetto di leggere quella ufficiale



poche ore e sapremo con che calibro ci inculeranno,il cdm l'hanno programmato per oggi (politici che lavorano di domenica,già questo è un passo in avanti!) :)
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:35 pm 
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Tasse :LOL:


Ecco come i vecchi di merda intendono le manovre, continuate a votarli :trollface:
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:43 pm 
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fra 1 po' mi fanno pagare l'affitto a casa mia, sti pezzi di merda fdp
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 2:58 pm 
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micheleemiliano Michele Emiliano
#Monti #manovra #Errani Errani è pronto ad assumere l'incarico di Presidente Consiglio nessuno è in grado di rispondergli per il governo
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 5:07 pm 
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elect @ ha scritto:
Tasse :LOL:


Ecco come i vecchi di merda intendono le manovre, continuate a votarli :trollface:


E chi li ha votati? Anzi qui hanno fatto festa quando Monti e il suo ospizio è andato al governo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 5:19 pm 
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Ma che v'aspettavate scusate? :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 5:24 pm 
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 5:33 pm 
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* Balint
C'aspettavamo grandi riforme ma per adesso abbiamo avuto solo tasse su tasse!
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 5:38 pm 
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tommylee69 @ ha scritto:
* Balint
C'aspettavamo grandi riforme ma per adesso abbiamo avuto solo tasse su tasse!


Da questi mi aspettavo tasse su tasse e poi altre tasse.
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 6:04 pm 
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*Disprezzo
Così hanno ammazzato il mercato in tutti i sensi!
Ah la Patrimoniale, la Patrimoniale aaaahhhhhhh!
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 6:10 pm 
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tommylee69 @ ha scritto:
*Disprezzo
Così hanno ammazzato il mercato in tutti i sensi!
Ah la Patrimoniale, la Patrimoniale aaaahhhhhhh!


Mica hai indovinato! Patrimoniale un'amata sega ma dato che la maggior parte di chi scrive ha di suo solo l'uccello non vedo i motivi degli applausi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 6:10 pm 
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tommylee69 @ ha scritto:
*Disprezzo
Così hanno ammazzato il mercato in tutti i sensi!
Ah la Patrimoniale, la Patrimoniale aaaahhhhhhh!


Non capisci un cazzo.
_________________
http://www.youtube.com/watch?v=AKgxlCIGqc8

Spoiler: show
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
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MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 6:15 pm 
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tommylee69 @ ha scritto:
*Disprezzo
Così hanno ammazzato il mercato in tutti i sensi!
Ah la Patrimoniale, la Patrimoniale aaaahhhhhhh!

Si quota così, non come fai tu.
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 Oggetto del messaggio: Re: Pronta la vaselina? :)
MessaggioInviato: dom dic 04, 2011 6:20 pm 
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