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MessaggioInviato: ven mag 06, 2005 1:53 pm 
Schiavo
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http://www.panorama.it/italia/politica/ ... 0001030644


E Storace riesumò la somatostatina


di Paolo Papi
6/5/2005





Il fisiologo modenese Luigi Di Bella: la sua cura nasce dall'unione di diverse sostanze
E' un coro di no quello che ha raccolto, tra gli oncologi e i medici, la proposta del neo-ministro della Sanità di riaprire il dossier Di Bella. «Quel cocktail» - dicono - «non funziona. Perché ostinarsi?»
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Alla fine il commento più salace è del professor Silvio Garattini, il fondatore (nel 1963) del Mario Negri di Milano: «Se il principio che guida Storace è quello di dare una speranza ai malati, allora dovremo mettere a carico del servizio sanitario nazionale anche i maghi».

Sì, perché la proposta del neoministro della Sanità di valutare l'opportunità di inserire tra i farmaci di fascia A la somatostatina, ingrediente base del presunto cocktail antitumorale dello scomparso professore modenese Luigi Di Bella, suscita apprensioni tra gli esperti, i medici, quelli che coi malati di cancro lavorano quotidianamente. E hanno potuto sperimentare quanti guasti può produrre la diffusione di ingiustificate illusioni quando si tratta di combattere contro malattie incurabili, o ritenute tali. Il rischio, affonda Giuseppe del Barone, presidente dell'ordine dei medici, «è riaccendere senza prove le speranze dei malati», inducendoli così ad abbandonare, come nel 1997, le terapie tradizionali. Con conseguenze spesso irreparabili.

CLAVA DI BELLA
Anche Rosy Bindi, ex ministro della Sanità ai tempi della sperimentazione sui malati, è infuriata e parla di «pessima partenza e scelta irresponsabile». Boccia la proposta anche il professor Roberto Labianca, presidente degli oncologi italiani: «La sperimentazione diede risultati del tutto negativi, perché riprenderli?»

Condotta in due fasi nel 1998 su 1100 pazienti, con diversi gradi di avanzamento della malattia, la sperimentazione ebbe esito del tutto negativo.
Le speranze dei malati che invocavano libertà di cura e vedevano nel mite professore modenese una specie di demiurgo che avrebbe posto fino allo strapotere dei lobbisti delle case farmaceutiche e degli ideologi dell'accanimento terapeutico, furono frustrate. Ma le polemiche non si placarono, se non dopo parecchi mesi, perché ormai il cocktail Di Bella, da metodo di cura scientifico dimostratosi fallace, si era trasformato (siamo in Italia) in una clava da utilizzare contro gli avversari politici e i cosiddetti baroni dell'oncologia. Nel clima infuocato dell'epoca, dove anche la medicina veniva piegata ad esigenze elettorali o giornalistiche, il professor Di Bella, la cui casa modenese era ormai presa d'assalto da migliaia di malati e dai loro familiari, arrivò a sostenere in un'audizione alla Camera: «Non ho mai visto nessuno morire di cancro».

UN SITO PER DIMOSTRARE «IL BLUFF»
Eppure, i coordinatori della sperimentazione individuati dalla Bindi erano tutti oncologi piuttosto noti e seri, il cui operato era supervisionato peraltro da una squadra di garanzia composta da medici internazionali di granda fama.
I pasdaran dibelliani, a capo dei quali c'era il figlio Giuseppe, che fu anche candidato da Alleanza nazionale, sostennero che la sperimentazione era un bluff, che i pazienti erano stati scelti tra quelli senza speranza, che la Bindi aveva mescolato le carte per fare un favore allo strapotere scientifico dei sostenitori della chemio. Insomma, il solito guazzabuglio all'italiana, con guelfi e ghibellini pronti a darsi battaglia (politica, non scientifica) sulla pelle dei malati.
Aprì anche un sito, Di Bella junior, per dimostrare che la Bindi aveva giocato sporco: uno in Italia, metododibella.org, uno all'estero, del National institute of Health americano. «La cura non è più un problema di fede ma di volontà politica», tuona ora il figlio del professore modenese.
Risponde Dino Amadori, Presidente Associazione Italiana di Oncologia Medica: «L'unica patologia che risponde alla somatostatina sono i tumori neuroendocrini». E, infatti, aggiunge senza malignità, «essa è usata dal 1975».
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MessaggioInviato: ven mag 06, 2005 2:43 pm 
Mah, non ho mai capito bene la vicenda; resta il fatto che la cura sembra un paliativo.
Ma tante lo sono, non mi sembra il caso di escluderne una a priori.

LuVi

P.S: Sposto in sciuscià ;)
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MessaggioInviato: sab mag 07, 2005 1:23 am 
Schiavo
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LuVi ha scritto:
Mah, non ho mai capito bene la vicenda; resta il fatto che la cura sembra un paliativo.
Ma tante lo sono, non mi sembra il caso di escluderne una a priori.

LuVi

P.S: Sposto in sciuscià ;)
Sarà anche un palliativo (fatto stà che la bambina di maglie stava bene) non dico di no. Ma perchè non togliere il dubbio a tutti e fare una ricerca seria??? Perchè prendere solo malati terminali che cmq non ce l'avrebbero fatta nemmeno con le terapie nucleari? Perchè lasciare qs dubbio? E infine (ma qs è più plausibile in qt ha riguardato sempre le maggiori scoperte) perchè scagliarsi contro da subito senza sapere di cosa si stava parlando? Come vedi ci sono troppi perchè che in tipi come me (ignoranti) lasciano il dubbio che il tutto sia stato voluto dalle case farmaceutiche. Te lo immagini se la cura si rivelasse efficace? Molte delle costosissime cure oggi in auge andrebbero a farsi fottere e con loro i milionari interessi delle case farmaceutiche (che in Italia fanno affari d'oro :( )
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MessaggioInviato: dom mag 08, 2005 4:20 pm 
Schiavo
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Papillon ha scritto:
la prova l'hanno già fatta tre anni fa e non funzionava;

Ql prova lasciava adito a molti dubbi. Non si è mai capito perchè si sono scelti solo malati terminali (forse perchè in alcuni casi dei malati non terminali avrebbe potuto funzionare e creare danni alle industrie farmaceutiche?). Non si è mai capito perchè non si siano voluti confronti con le altre parti. Se si fosse fatta una prova seria e avrebbe non funzionato, forse il discorso non si sarebbe più ripreso.

:wink:
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