Sia sul metodo che sulla capacità di intendere e di volere sono d'accordo col disegno di legge presentato dal senatore di RC sotto collaborazione dell'associazione Exit, di cui riporto il link:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=15&id=208478
Per il metodo, credo sia sacrosanto lasciarlo scegliere al paziente, visto che il tema è cosi delicato, e la decisione è tanto personale da non potersi permettere di imporre nulla...
Per quanto riguarda la capacità di intendere e di volere, anche qui è un po' delicata la cosa; perchè è un po' raro che una persona con gravi malattie terminali, o addirittura ridotta allo stato vegetativo sia capace di intendere e di volere negli ultimi stadi...Quindi su questo si dovrebbe discutere abbondantemente, per non rischiare da una parte l'abuso su chi non è capace di intendere, ma dall'altro anche di usare due pesi e due misure per chi è capace e chi non è capace di intendere edi volere...