Riporto qui delle notizie su Umberto Bossi che ho letto in questo blog
http://gianmoenia.com/200703/dott-umberto-bossi/ , non so quanto siano vere, però forse non tutti le conoscono.
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Rileggendo il divertente ed illuminante Tribù di Gian Antonio Stella la figura che emerge prepotente è quella di Umberto Bossi, medico.
Medico? Dipende.
Sul modulo di iscrizione al PCI (!) di Verghera di Samarate si qualifica come tale. In varie interviste racconta di studi alla scuola Radio Elettra e poi all’università, lavori con cliniche mai avvenuti, collaborazioni con luminari mai esistiti.
Effettivamente a medicina si è iscritto e, come racconta sua sorella, ha anche fatto tre feste di laurea senza essersi laureato.
Dopo il matrimonio annuncia alla moglie che si è finalmente laureato e tutte le mattine esce per andare a lavorare all’ospedale Del Ponte di Varese. Peccato non fosse vero e la moglie lo scopre. Qualche anno dopo porta anche la madre all’università di Pavia per la consacrazione ma non la fa assistere. Si scopre poi che anche questa è una balla e la moglie chiede il divorzio.
Sarebbe solo la triste storia di un italiano medio se non fosse che il tale, pur di non lavorare, ha inventato la «padania» ed ha mobilitato milioni di persone contro «Roma ladrona». C’è qualcuno con un minimo di cultura che può aver preso sul serio un personaggio così? Sì, anche perchè la storia raccontata qui non la conosce quasi nessuno.
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