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Il senatore pd Marino: «Vogliono distruggere il pubblico per favorire il privato»
Manovra, sanità pubblica per 24 ore in sciopero
Medici fermi per 24 ore, sit-in a Montecitorio contro il blocco del turn-over
di Alessandro Fioroni
Braccia incrociate per i camici bianchi del settore pubblico per protestare contro i tagli e il blocco del turn-over previsti dalla manovra finanziaria. Migliaia di interventi ed esami clinici rinviati, anche se alcuni medici hanno lavorato senza timbrare il cartellino per non creare eccessivi disagi. A Montecitorio alcuni centinaia di dottori in sit-in, presenti iscritti e rappresentanti di quasi tutte le sigle sindacali, a eccezione di Cisl e Uil. «In 4 anni ci saranno 30mila medici in meno, tra pensionati non sostituiti e precari licenziati. E' la mano della politica sulla sanità», contesta il segretario della Fp Cgil Medici Massimo Cozza. In piazza con il camice anche il chirurgo-senatore del Pd Ignazio Marino: «Dal prossimo primo gennaio ogni cinque medici che andranno in pensione, potrà essere assunto un solo nuovo medico, sarà un danno enorme. Il governo Berlusconi vuole distruggere la sanità pubblica».
Sanità pubblica ferma per 24 ore. E' la forma di protesta decisa per lunedì 19 luglio dai medici del servizio sanitario nazionale, per contestare i tagli previsti in finanziaria e il conseguente blocco del turn-over nelle assunzioni. Braccia incrociate in tutti gli ospedali, 40mila gli interventi chirurgici rinviati, insieme a tac, risonanze e doppler già in programma, anche se per non creare eccessivi disagi alla popolazione alcuni dottori hanno comunque lavorato, senza timbrare il cartellino.
Protesta contro il blocco del turn-over
Oltre allo sciopero, oltre un centinaio di camici bianchi si sono radunati davanti Montecitorio a Roma per un sit-in di protesta. Presenti anche medici e rappresentanti delle sigle sindacali di categoria: Anaao Assomed, Cimo-Asmd, gli anestesisti dell'Aaroi-Emac, i primari dell'Anpo e la Fp Cgil medici, mentre non hanno aderito all'iniziativa Cisl e Uil. «In 4 anni ci saranno 30mila medici in meno tra pensionati non sostituiti e precari licenziati, i tagli a fondi sociali alle regioni ricadranno sulla sanità e il comma 32 dell'articolo 9 del provvedimento consente al direttore generale di nomina politica di togliere l'incarico e la retribuzione anche a un medico giudicato bravo», ha spiegato Massimo Cozza, segretario della Fp Cgil Medici, contestando l'«allungamento della mano politica sulla sanità, per cui siamo pronti anche a ricorrere alla Corte Costituzionale». In piazza a portare la sua solidarietà anche il senatore del Pd e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Ssn, Ignazio Marino, con indosso il camice. «C'è un piano molto chiaro del governo per distruggere la sanità pubblica e obbligare i cittadini a rivolgersi ai privati», è la denuncia di Marino, «non c'è un euro nella manovra per l'ammodernamento dei nostri ospedali e c'è questo provvedimento iniquo non tanto per i medici, quanto per i cittadini. Dal prossimo primo gennaio ogni cinque medici che andranno in pensione, potrà essere assunto un solo nuovo medico». Il medico-senatore sottolinea come «nella manovra non c'è scritto che la sanità è al di fuori di questo drammatico taglio del turn-over», quindi in assenza di modifiche si verificherà «un danno enorme» per la sanità pubblica: «Pochi mesi fa uno studio inglese a dimostrato che già lo scorso anno il 61% degli italiani, nel momento di necessità, ha dovuto rivolgersi alla sanità privata. Pensiamo a un programma come quello del parto indolore: per una donna che non paga di tasca non ci sarà più possibilità di essere assistita, eppure in Italia sono 500mila le donne che ogni anno partoriscono».
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Manovra, dopo i medici protestano i vigili del fuoco
di Marco Ventimiglia
Una cosa va riconosciuta alla manovra dell’esecutivo Belusconi: è altamente democratica. Nel senso che, con i suoi tagli a pioggia e una logica ancora tutta da scoprire, non lesina lo scontento per alcuna categoria di lavoratori. E così ieri è andato in scena lo sciopero dei medici, mentre oggi fermarsi saranno i vigili del fuoco, in questo caso con una modalità purtroppo sempre più difficile a verificarsi, ovvero con le tre sigle confederali nazionali che protestano insieme. I camici bianchi della sanità si sono fermati per ventiquattro ore a livello nazionale, dando vita a una manifestazione a piazza Montecitorio, con esposizione di striscioni e sottofondo delle “vuvuzelas”. A protestare medici, veterinari e amministrativi del sistema sanitario nazionale, tutti contro i tagli previsti dalla manovra che proprio ieri ha iniziato il suo cammino alla Camera dopo l’approvazione al Senato. «L'adesione allo sciopero è del 75% - ha dichiarato Massimo Cozza, Cgil Medici -. I margini di trattativa esistono e chiediamo innanzitutto al ministro Fazio di mettere nero su bianco, e quindi di ufficializzarla, la sua interpretazione sul blocco del turn over che esclude la sanità, e lo stesso per quel che riguarda i precari. Mi auguro prevalga il buon senso». Un altro punto cruciale della protesta, ha aggiunto Cozza, «è il fatto che si consenta di allungare le mani della politica sulla sanità. Così i direttori generali delle Asl nominati, appunto, dalla politica potranno rimuovere i medici dal loro incarico. È una manovra che penalizza i cittadini che vedranno ridotti i servizi, allungate le liste d'attesa e Pronto Soccorsi sempre più affollati. Noi comunque continueremo le nostre azioni dopo l'estate». Per i sindacati le misure contenute nella manovra rischiano di comportare la perdita di trentamila medici in soli 4 anni, tra precari licenziati e personale che andrà in pensione senza essere sostituito.
ANCORA UNA PROTESTA Oggi, come detto, tocca ai vigili del fuoco aderenti alle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «Protestiamo insieme - spiega Michele D’Ambrogio, Cgil VVF - contro i tagli della manovra ma anche per il blocco dei fondi, previsti nella finanziaria del governo Prodi, che consentirebbero il rinnovo del contratto scaduto ormai da 30 mesi». Si tratta di 30 milioni di euro a carico delle società che gestiscono gli aeroporti (0,50 centesimi per ogni passeggero in transito), per ora bloccati dopo il ricorso presentato dalle stesse società.
p.s. ma non ci sono delle shortcuts con phpBB?