Roma, 22 lug. (Adnkronos/Ign) - Entro la fine del mese arriverà il decreto per l'autonomia fiscale dei Comuni "nel rispetto dell'accordo firmato con i Comuni". E' l'annuncio del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha spiegato: "Non è facile, sarà da scrivere molto meglio".
Commentando poi un articolo di oggi in cui si afferma che sarebbe arrivato ''uno stop da palazzo Chigi sull'imposta unica sugli immobili'', Tremonti ha assicurato: ''Non c'è stata nessuna retromarcia. Basta leggere i documenti ufficiali per verificarlo''. La tassa unica sugli immobili, ha detto, ''è un'ipotesi che pensiamo di articolare nel tempo''. Sarà ''optativa'' e sarà introdotta solo dai Comuni che la scelgono. Quanto all'Ici, ''noi non metteremo la tassa sulla prima casa, perché non ci sembra giusto, perché è un bene costituzionale''.
Oggi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto di attuazione dei costi standard per Comuni, Province e città metropolitane. Arriva così il disco verde all'esame preliminare per il secondo decreto che attua il federalismo fiscale.
Il calcolo dei fabbisogni degli enti locali non sarà più ancorato esclusivamente alla spesa storica ma anche ad altri parametri, tra i quali sono stati inseriti, su iniziativa del ministro Brunetta, l'efficienza, l'efficacia e la qualità dei servizi resi a cittadini e imprese, il grado di soddisfazione dei cittadini-clienti nonché la spesa per il personale necessario per assicurare tali servizi.
Il decreto sui costi standard "entrerà a regime entro 3 anni": un terzo sarà realizzato nel 2011, poi un terzo nel 2012 e un terzo nel 2013. E' quanto ha puntualizzato il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. "Entro l'estate ci saranno anche i costi standard per la sanità, che rappresentano il motivo di maggiore preoccupazione", ha aggiunto.
''Oggi si pone la parola fine sul criterio del trasferimento in base alla spesa storica'' e ''non in base alle esigenze'', ha sottolineato Calderoli, e ''questo ha fatto sì che chi più spendeva, e probabilmente male amministrava, riceveva di più dallo Stato, determinando una stratificazione dei trasferimenti, per cui c'era un'assoluta sperequazione''. Quindi ha garantito il pieno rispetto dei tempi, per l'approvazione dei decreti mancanti: ''Credo che per l'autunno avremo completato il quadro generale del federalismo con l'emanazione dei relativi decreti''.
Al termine della riunione dei governatori, parlando del'attuazione del federalismo fiscale, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha espresso la volontà di ''aprire subito la discussione sul federalismo fiscale e l'applicazione completa del federalismo. Vogliamo fare una discussione preventiva con il governo sui decreti attuativi che attengono le Regioni e partecipare alla discussione sui decreti attuativi relativi a Comuni e Province".
Il decreto attuativo relativo ai Comuni è "importante ma deve essere coordinato con l'impianto del federalismo fiscale". La legge 42 sul federalismo fiscale, ha aggiunto Errani, "dice che la perequazione va fatta dalle Regioni, altrimenti c'è il rischio di trovarci di fronte a provvedimenti che insieme non reggono". "Bisogna accelerare sul federalismo fiscale ma l'impianto deve essere coerente, leggibile e trasparente per tutti", ha avvertito Errani. "Il federalismo è uno, non è che facciamo quattro federalismi" per regioni, comuni, province e stato, ha poi ribadito.
''Credo che lavorando sul federalismo fiscale anche le regioni avranno una sede e una forma di ritorno a discutere con noi - ha detto da parte sua Tremonti - Già l'atteggiamento allegro, sereno e le considerazioni che mi ha riservato oggi personalmente il presidente Errani fanno pensare che la realtà è un po' diversa da quella che si è voluto formalizzare e forzare''.
AdnKronoswhistler...
