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Manila, in diretta tv il blitz delle forze
dell'ordine nel bus sequestrato
MANILA (23 agosto) - Nonostante alcuni progressi iniziali, che avevano fatto sperare in una rapida conclusione della vicenda, dopo quasi 10 ore il sequestro di un pullman di turisti cinesi da parte di un ex poliziotto nel centro di Manila è in fase di stallo, con il sequestratore che tiene prigionieri ancora 16 ostaggi, sui 25 iniziali. Rolando Mendoza, un ex agente pluridecorato di 55 anni licenziato lo scorso gennaio per estorsione e lesioni, stamattina si è impadronito del bus armato di un M-16 e altre armi da fuoco, per chiedere di essere reintegrato.
Dopo che le teste di cuoio filippine sono state dispiegate nell'area - il Quirino Grandstand, piazzale dove di solito i presidenti neoeletti pronunciano il loro giuramento - l'uomo ha progressivamente rilasciato nove persone, tra cui tre bambini, alcune donne e anziani. Sul mezzo rimarrebbero ancora 16 turisti, che sarebbero dovuti ripartire oggi per Hong Kong. Intanto a Mendoza è stata appena consegnata una lettera del difensore civico che ne aveva disposto il licenziamento. Il vicesindaco della capitale Isko Moreno, che ha portato la lettera, ha dichiarato di essere «ottimista che il sequestratore si ravveda, dopo averla letta», senza però rivelare il contenuto della missiva.
Mentre sulla zona sta calando il buio e continua a piovere, si attende la risposta dell'uomo. Mendoza, sposato con tre figli, finora ha comunicato con l'esterno grazie a messaggi esposti attraverso i finestrini del pullman. Uno di questi fissava una specie di ultimatum («roba grossa») alle 15 locali (le 9 in Italia), ma è passato senza conseguenze
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