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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: mar ago 03, 2010 1:52 pm 
Trippin' balls
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Titolo originale: Green Zone
Nazione: U.S.A., Francia, Spagna, Regno Unito
Anno: 2010
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 116'
Regia: Paul Greengrass
Sito ufficiale: http://www.greenzonemovie.com

Cast: Matt Damon, Jason Isaacs, Brendan Gleeson, Greg Kinnear, Amy Ryan, Said Faraj, Michael O'Neill, Khalid Abdalla, Yigal Naor, Antoni Corone, Raad Rawi
Produzione: Working Title Films
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 09 Aprile 2010 (cinema)

Conquistata Bagdad è ora il momento di trovare quelle armi di distruzione di massa che hanno scatenato il conflitto. L'ufficiale Roy Miller è a capo di una delle molte squadre che ogni giorno si recano nei siti indicati dalla CIA come probabile nascondiglio delle famigerate armi senza trovare nulla, ma diversamente da altri desidera saperne di più. Entrato in possesso grazie alla soffiata di un contatto locale di un libretto che indicherebbe i luoghi dove si nasconde il Generale Al Rawi (il Jack di Fiori secondo il mazzo di carte fornito dal governo e probabilmente l'unico uomo a conoscere la verità sulle armi di distruzione di massa) ma obbligato a non procedere dai suoi superiori, decide di trovarlo da solo e salvarlo dai suoi colleghi che, invece che interrogarlo, vogliono ucciderlo.
Occorre dirlo subito: Green zone è un film sulle motivazioni dietro la seconda guerra in Iraq tanto quanto The Bourne ultimatum è un film sui problemi della perdita di memoria, ovvero ben poco. Sebbene la trama ruoti intorno alla scoperta dell'assenza delle armi di distruzione di massa da parte di un soldato stanziato in Iraq, lo stesso il nuovo film della coppia Greegrass/Damon trova la sua vera ragione d'esistere nel modo in cui rivendica per se stesso lo statuto di genere. Se infatti United 93, la precendente incursione di Greengrass nel cinema d'attualità, mirava a raccontare fatti e situazioni che conosciamo ma il cui svolgimento possiamo solo ipotizzare (le dinamiche che hanno portato allo schianto a terra del terzo aereo coinvolto negli attentati dell'11 settembre 2001), questo nuovo film non pretende di insegnarci niente che non conosciamo già ma anzi si appoggia ad un finale già noto (le armi di distruzione di massa non ci sono mai state) per riscrivere le regole del cinema d'azione militare.
Rifiutando qualsiasi patente di indagatore delle realtà politiche Greengrass parte da fatti assodati e non scava oltre, si appoggia al libro "Imperial life in the Emerald City" di Rajiv Chandrasekaran per piegare i fatti alle esigenze del cinema spionistico e sceglie la via più difficile di tutte. Al centro della storia infatti non c'è più un superuomo come Jason Bourne ma un militare addestrato come tanti altri, animato da un senso patriottico e morale superiore a quello dei suoi colleghi che sono lì per eseguire ordini, il quale agisce fuori dagli schemi per arrivare ad un uomo che può rivelargli la verità nascosta dal governo prima di quelli che lo vogliono uccidere. Nulla di più classico e nulla di più innovativo.
Fin dalla prima sensazionale sequenza che dal micro (una riunione di loschi iracheni) subito proietta la storia nel macro (il susseguente bombardamento che di colpo illumina la notte) Green zone è cinema in mobilità mai domo, girato con il consueto stile caoticamente controllato di Greengrass. Come gli altri che prima di lui hanno portato sul grande schermo il conflitto iracheno, Greengrass vuole scendere nelle strade ed entrare nei vicoli peni di calcinacci ma diversamente da altri più che al video sceglie di appoggiarsi all'audio (una colonna sonora costante che si mischia a rumori di fondo scelti, mixati e organizzati con una precisione meticolosa per rendere la tagliente tensione della guerriglia di strada) trovando così il vero specifico filmico della nuova guerra.
Aggiornando le più classiche dinamiche del cinema d'azione americano, l'interesse del film passa in fretta dal contesto geopolitico alle frasi con le quali i personaggi si minacciano, ai colpi sparati, alla tensione degli inseguimenti (fantastico quello a tre!) e alle motivazioni che animano i comprimari, solitari quanto i protagonisti, nella loro lotta privata, sganciando così l'opera dalla contingenza attuale per proiettarla nell'Olimpo del grande cinema.


non mi ha convinto al 100%, piaciuta la fotografia e la regia però la storia nel complesso è un po' "vuota" e prevedibile.
guardabile...
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 Oggetto del messaggio: Re: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: mar ago 03, 2010 2:32 pm 
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ce l'ho li da vedere...magari domani vedo...:sisi:
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 Oggetto del messaggio: Re: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: mar ago 03, 2010 7:34 pm 
Schiavo
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a me non è piaciuto :( nulla di speciale
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 Oggetto del messaggio: Re: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: mar ago 03, 2010 8:13 pm 
Schiavo
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greengrass e' un gran regista e damon un gran attore imho, ma questo effettivamente e' prescindibile soprattutto riguardo la storia.
Molto meglio the hurt locker per parlare di qualcosa sullo stesso genere. Il protagonista e' un pazzo, non glie ne frega un cazzo di nulla, mi e' molto piaciuto.
E la Bigelow che gli ciula l'oscar da sotto il naso al ex marito non ha prezzo :O
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 Oggetto del messaggio: Re: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: gio ago 05, 2010 10:11 pm 
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mi aspettavo di meglio :sisi:

carino, ma nulla di speciale.
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 Oggetto del messaggio: Re: Green Zone (2010)
MessaggioInviato: mer ago 25, 2010 10:42 pm 
Schiavo
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Si fa guardare... :wat:
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