http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... ef=HRER1-1ROMA - "Una proposta forte che accelera la costruzione di un'alternativa e indica la via per realizzare una coalizione credibile e in sintonia con le domande del Paese". Così Piero Fassino ha espresso la sua condivisione per il progetto di un 'Nuovo Ulivo' indicato dal segretario Pd Pier Luigi Bersani in una lettera 1inviata a Repubblica.
Apprezzamento per la proposta del leader del Pd è stato espresso anche dal deputato veltroniano Walter Verini che, però, ha sottolineato come il progetto di un nuovo Ulivo esistesse già al momento della nascita del partito: "Ho letto la lettera di Bersani e l'ho trovata apprezzabile su due punti - ha detto Verini -: la riaffermazione abbastanza netta del bipolarismo e il richiamo all'Ulivo del '96. Ho però un rammarico: il nuovo Ulivo era il progetto del Pd al momento della sua nascita e se il Pd avesse portato avanti con determinazione lo spirito del Lingotto, che era non solo di Veltroni ma di un gruppo dirigente, a 3 anni di distanza e con la crisi drammatica del berlusconismo, forse il nuovo Ulivo ci sarebbe già stato". Il deputato Pd ha poi aggiunto: "Di Bersani ho apprezzato in primo luogo la riaffermazione del bipolarismo, parole importanti che, se confermate, ipotizzano anche sistemi elettorali e istituzionali che si fondino su questo cardine, evitando alleanze costituite sul partitismo senza i partiti".
Di un Berlusconi 'finito' parla Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd: "C'è una bella differenza tra chi ha a cuore la questione sociale e quella del lavoro e parla dell'Italia reale che regredisce sul piano economico, di rafforzamento delle istituzioni repubblicane, di rispetto della Costituzione e del Capo dello Stato e chi, come Berlusconi, chiede un consenso che viene prima delle regole, chi limita l'indipendenza della magistratura o la libertà d'informazione, ma soprattutto in nome dei propri affari dimentica di essere stato chiamato a governare. Per questo ha ragione Bersani, sconfiggere Berlusconi è il primo obiettivo". E quello che proprio non è accettabile, secondo Ventura, è che le questioni relative alla stabilità del Paese e al governo vengano gestite come se si trattase di affari privati: "Ancora ieri, nel vertice con la Lega - afferma Ventura - il governo e la stabilità del Paese, sono stati trattati come un affare privato a cominciare dal fatto che simili incontri si svolgono nelle dimore del premier". Ma, per Ventura, questa situazione è destinata ad avere ancora vita breve: "Questa maggioranza è finita ed è ora che questa destra lo certifichi in Parlamento. Serve - ha concluso - un patto, un'alleanza delle forze progressiste, e nell'emergenza, come ha detto Bersani, un'alleanza democratica".
Consenso alla proposta del leader del Pd arriva anche dai Verdi. "La posizione espressa dal segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani è un fatto molto positivo che apre nuova stagione per il centrosinistra in Italia - dice il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli-. Si tratta di quello che ci aspettavamo, in termini di assunzione di responsabilità, dal maggior partito del Centrosinistra: si apre la strada non solo per creare un'alternativa al centrodestra che ha messo in ginocchio il Paese, ma anche per archiviare, definitivamente, la stagione berlusconiana. Noi Verdi siamo pronti a dare contributo alla costruzione del 'nuovo Ulivo', prendendo gli aspetti migliori dell'Ulivo di Prodi ed eliminando quelli negativi come la litigiosità".
Pieno appoggio a Bersani esprime Vannino Chiti, vicepresidente del Senato: "È giusta la proposta di Bersani di costruire una coalizione fortemente coesa attorno a un programma per l'Italia, che abbia al suo centro un nuovo sviluppo, l'occupazione, un welfare delle uguali opportunità, e non del risarcimento. Una coalizione unita in un unico soggetto politico", ha scritto in una nota nella quale si legge ancora: "Condivido anche l'assoluta necessità di un cambiamento dell'attuale legge elettorale. I cittadini con il voto devono poter scegliere le maggioranze di governo e al tempo stesso i loro rappresentanti nelle istituzioni. L'Italia, come dice Bersani, ha bisogno di una legislatura costituente e un governo di transizione risponde in primo luogo a questa necessità".
Una 'crisi irreversibile' è quella in cui si trovano Berlusconi e tutta la coalizione secondo il deputato Pd Sergio D'Antoni: "Dopo due anni di tremenda azione antisociale e antisolidale, il governo Berlusconi e tutta la coalizione della destra è oggi in crisi irreversibile. Questo però non gli impedisce di continuare a far danni. La linea da seguire è quella indicata dal segretario democratico. Il potenziale dannoso dell'esecutivo Berlusconi - dice D'Antoni - aumenta infatti di giorno in giorno, al pari dell'immobilità di una compagine ormai imbelle e incapace di fare alcunchè per un paese travolto dagli effetti della crisi. Non c'è tempo da perdere: bisogna passare ai fatti, realizzando un campo di alleanza costituzionale, una coalizione ispirata ai principi dei padri costituenti che unisca tutti coloro che intendano mettere un freno alla deriva in cui è finito il paese, a cominciare naturalmente dal Pd".
La sfida lanciata da Bersani "va raccolta sino in fondo". Così Giorgio Merlo (Pd), vice presidente commissione Vigilanza Rai, ha commentato la lettera del leader del Pd. Una strada, quella del 'nuovo Ulivo' che va seguita per tre motivi: "Innanzitutto perché chiude una pagina nefasta per il centro sinistra, cioè quella dell'Unione, e recupera - anche per l'immaginario collettivo - un simbolo che continua a suscitare speranza e futuro. Quello dell'Ulivo, appunto. In secondo luogo perché rilancia una coalizione basata sul programma e sui contenuti e non unita solo dalle pregiudiziali ideologiche, personali e moralistiche. In ultimo perché per vincere questa sfida si richiede un Pd unito, compatto e plurale. Nessuno può essere fagocitato o ridimensionato in questo percorso politico. E Bersani dev'essere il garante di questo nuovo Ulivo a partire dalla convinta e rinnovata unità del Partito democratico''.
Un 'sì' convinto arriva anche da Rifondazione comunista: "Condivido in pieno - dice in una nota il segretario del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero - la proposta di Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire - afferma Ferrero - il quadro democratico del Paese. Questa alleanza deve porsi l'obiettivo di uscire definitivamente da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Si tratta dell'unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia".
che ne dite, risuciranno a creare un programma credibile per la base elettorale e soprattutto a non crollare entro pochi mesi?(sempre se vincono ovvio)