Cita:
Cassa integrazione in Veneto,
in luglio il record assoluto
Nuova impennata della cig: in luglio, con 14.616.227 ore, ha toccato un picco mai conosciuto prima; 78.481.317 le ore nei primi sette mesi del 2010. Se a luglio 2009 tra cigs e cig in deroga s'erano raggiunte 8.110.463 ore, da gennaio a luglio di quest’anno si è arrivati a 57.948.504, ossia più di sette volte tanto nel periodo e oltre una volta e mezzo le ore del 2009
27/08/2010
Venezia. Livello record per la cassa integrazione in Veneto che, secondo le stime della Cgil, ad agosto supererà i 90 milioni di ore, oltre due terzi dei quali saranno di cassa straordinaria, legati cioè a dichiarazioni di crisi aziendali.
I dati sono tutt’altro che confortanti, ed evidenziano una nuova impennata della cassa integrazione che a luglio, con 14.616.227 ore, ha toccato un picco mai conosciuto prima, elevando a 78.481.317 le ore autorizzate nei primi sette mesi dell’anno e sfiorando la quota raggiunta nell’intero 2009, che è stata pari a 81.127.387 ore.
Ancora più pesante il dato relativo alla sola cassa integrazione straordinaria, cresciuta oltremisura negli ultimi mesi.
«La ripresa è debole», osserva il segretario della Cgil del Veneto Emilio Viafora, «e non favorisce l’occupazione che, anzi, rischia di vivere una fase di maggiori difficoltà a fronte del fatto che di qui a fine anno gli ammortizzatori giungeranno a scadenza per diverse centinaia di imprese».
Se a luglio 2009 tra cassa integrazione straordinaria e cassa integrazione in deroga si erano raggiunte in Veneto 8.110.463 ore, da gennaio a luglio di quest’anno si è arrivati a quota 57.948.504, ossia più di sette volte tanto nel periodo e più di una volta e mezzo rispetto alle ore (35.253.383) registrate nel corso dell’intero 2009.
«Questo dato», dice Viafora, «è allarmante poichè si inserisce in un contesto che resta difficile. Nella prima metà dell’anno abbiamo visto aumentare le procedure di crisi formalizzate (756 aziende contro le 591 dell’analogo periodo 2009), così come sono aumentati i licenziamenti collettivi (dai 4.000 dell’anno scorso ai 5.000 di quest’anno) che si sommano agli oltre 13.000 licenziamenti individuali nelle piccole imprese e alle migliaia di contratti a termine non rinnovati».
Molte sono le crisi aziendali ancora aperte, tra cui quelle della chimica di Porto Marghera (Vynils in testa), la Gatorade di Silea, quella degli 850 lavoratori della Bassano di Rovigo, i problemi aperti alla Pansac, alla Andelini, alla Speedline, alla Indesit, alla Acc di Belluno o alla Fervet di Castelfranco, e ci sono preoccupazioni per le prospettive della Fincantieri di Porto Marghera.
Secondo il segretario regionale della Cgil, per uscire dal tunnel occorre un grande sforzo collettivo di istituzioni, sindacati ed imprenditori: «Alla Regione abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo di confronto e auspichiamo che settembre segni l’avvio di una nuova stagione nelle relazioni sociali e istituzionali nel Veneto».
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