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DA MESSAGGERO VENETO
MERCOLEDÌ, 13 GENNAIO 2010
Eluana, risarcimento di 2 milioni
L’anestesista De Monte contro il neurologo Gigli e due quotidiani
Prima causa presentata dal medico che seguì la donna: le somme all’associazione
L’avvocato Campeis: ci fu il tentativo di far credere che si stavano compiendo reati
di ANNA BUTTAZZONI
UDINE. Due milioni. È la prima richiesta di risarcimento danni nel caso di Eluana Englaro. A formularla è il primario di anestesia Amato De Monte nei confronti del neurologo Gian Luigi Gigli e di due quotidiani, Avvenire e Il Giornale. Ma altre richieste arriveranno. Ora, chiusa l’inchiesta per omicidio perchè non c’è stata violazione di legge, «chi ha diffamato pagherà», assicura l’avvocato Giuseppe Campeis. Accadrà ancora nel nome di Eluana, perchè ogni somma risarcitoria andrà all’associazione intitolata alla donna.
È dunque il tempo della controffensiva. Beppino Englaro e De Monte, “bersagli” per mesi di associazioni e singoli, hanno però scelto due strade diverse. Il padre di Eluana ha atteso che si chiudesse l’inchiesta per omicidio prima di presentare eventuali richieste di danni, mentre il capo dell’équipe che si occupò di attuare il protocollo di sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione della donna, un paio di mesi fa ha dato corso alla prima azione civile. Chiamando in causa, davanti al tribunale di Udine dove il 15 febbraio si terrà la prima udienza, il neurologo che fino all’ultimo respiro di Eluana cercò di opporsi alla sentenza della Corte d’appello di Milano. E nella causa sono citati i due quotidiani che, secondo gli avvocati di De Monte, Giuseppe, Massimiliano e Carlotta Campeis, gli fecero «volontariamente da cassa di risonanza senza indicare le tesi altrui», spiega Giuseppe Campeis.
Diffamazione e il tentativo di far credere che De Monte stesse compiendo dei reati, sono la base della causa. «Riportiamo ai fini risarcitori – illustra Campeis – fatti che concretano astrattamente la diffamazione oppure ulteriori illeciti, come quello di addebitare, sia pur in forma dubitativa, condotte costituenti reato. Per portare avanti questo fine Gigli ha utilizzato la stampa, ma anche il suo sito internet creato quando fu candidato dall’Udc per il parlamento europeo, elezioni del giugno 2009». Gli «attacchi sferrati da Gigli», come recita l’atto giudiziario, sono arrivati fin dal giorno del trasferimento di Eluana nella casa di riposo “La Quiete”, dove la donna è morta il 9 febbraio 2009. «Su Avvenire – dice ancora Campies – Gigli sollevò infondati dubbi sullo stato di Eluana, mettendo in discussione, a fronte della decisione dei giudici milanesi, la scarsa credibilità di una ricostruzione in via presuntiva della volontà di Eluana». Quello del neurologo contro l’anestesista, sostengono i legali di De Monte, è stato un crescendo. «Un subdolo progredire – dicono – di allusioni miste a enunciazioni di fatti non veri e dati scientifici travisati, tanto da pervenire all’accusa, neanche velata, di attività penalmente illecita svolta da De Monte».
Da Gigli, invece, arrivano poche parole. Il neurologo non vuole commentare la fine dell’inchiesta per omicidio ed è laconico. «C’è un procedimento a mio carico – conferma, sottolineando d’essere assistito dall’avvocato Franco Anelli di Milano – e per me parlerà il mio legale. Stiamo lavorando per predisporre la linea difensiva e per me la causa civile è totalmente inattendibile. Dopo di che, ho sempre fiducia nella giustizia, soprattutto in quella di Dio».
Oltre a quella di De Monte potrebbe arrivare altre richieste di risarcimento. «Faremo una valutazione pacata dei documenti raccolti dal Pm – conclude Campeis –, senza fini speculativi nè vendicatori e chiederemo i danni indipendente da ideologie, partiti politici e funzioni esercitate delle persone che citeremo. E tutti i soldi che otteremo andranno all’associazione “Per Eluana” così che abbia mezzi per sostenere la battaglia per una legge sul testamento biologico».
