Cita:
IL CASO. La giovane infuriata con il suo datore di lavoro si è rivolta ai carabinieri. Un collega non si era reso conto che il messaggio del titolare era uno "scherzo" di pessimo gusto e ha iniziato a molestare la ragazza
25/09/2010
Il premio di produzione? Andare a letto con l'impiegata carina.
Non è un racconto di Paolo Volponi, non è una puntata di "Zzzoot fulminati in azienda", non è il film "Il corpo della ragassa" di Pasquale Festa Campanile. È quanto è accaduto in una ditta artigiana dell'hinterland della città, dove il titolare ha "promesso" ai suoi dipendenti, se si impegnavano a finire tutto il lavoro assegnato entro le vacanze estive, una bella nottata con la segretaria. Se anche si è trattato evidentemente di uno scherzo, di pessimo gusto, uno degli operai ha preso il suo datore di lavoro quasi in parola, ed è andato a batter cassa facendo sapere così alla giovane quanto si era tramato alle sue spalle. Lei, inviperita, prima ha chiesto spiegazioni in ditta e poi consiglio alle forze dell'ordine. Starebbe valutando se sporgere denuncia.
LA DITTA. Tutto era partito nel mese di luglio. Riccarda (il nome è di fantasia), 25 anni, capelli lunghi biondi e un fisico apprezzabile, lavora da qualche anno in una ditta artigiana che ha sede in un Comune a due passi da Vicenza. È fidanzata e ormai si è abituata a lavorare in un'azienda di soli uomini (un'altra impiegata è rimasta a casa qualche tempo fa), che non lesinano i complimenti ma non hanno mai esagerato nè con le parole nè tanto meno in altri modi. La ditta di Riccarda è attiva nel settore termoidraulico e vi opera una mezza dozzina di persone, a partire dal titolare, che ha meno di 40 anni e che lavora a stretto contatto con i dipendenti.
IL LAVORO. Nel mese di luglio, la ditta ha ricevuto numerose richieste di lavoro che il titolare, per risollevarsi dopo la crisi degli ultimi anni, ha accettato. Molti degli impegni dovevano però essere conclusi prima di Ferragosto, quando anche l'azienda in questione sarebbe andata in ferie. Per questo, l'imprenditore artigiano ha chiesto ai suoi dipendenti uno sforzo in più: «Se potete fate straordinari, venite al sabato mattina, metteteci anima e corpo. Bisogna finire prima delle ferie». I dipendenti hanno accettato tutti.
IL PREMIO. Uno di loro, però, un po' per scherzare un po' per monetizzare ulteriormente quello sforzo straordinario, ha chiesto al titolare di avere un premio di produzione: «Se riusciamo a finire in tempo, è giusto che ci dia un premio, anche per invogliarci a fare bene e in fretta». E il titolare non ha tardato a rispondere, attraverso una e-mail all'indirizzo di posta che utilizza per lasciare indicazioni sul lavoro agli operai quando non è presente in azienda.
L'E-MAIL. Nella lettera il titolare ammette che la richiesta del suo dipendente è corretta, e senza girarci intorno propone: «Se riusciamo a finire entro Ferragosto i cantieri andiamo tutti a letto con Riccarda!». L'e-mail sarebbe stata cancellata subito dopo dai dipendenti, nel timore che la giovane impiegata la leggesse, ma evidentemente tutti se ne sono ricordati, e probabilmente ne avranno scherzato assieme.
A SETTEMBRE. Da quanto è emerso, i cantieri sarebbero stati chiusi in tempo. Poi tutti in ferie, e a settembre l'attività è ripresa. Uno degli operai, però, convinto di avere un'arma in più per sedurre l'impiegata, ha iniziato a farle una corte serrata, invitandola fuori e facendole proposte galanti. Quando Riccarda si è infastidita per le sue avances, non gradite, l'operaio sarebbe sbottato: «Ma come? Non dovevi essere il nostro premio?».
IN CASERMA. Riccarda ha voluto sapere di che premio parlasse. Quando l'ha scoperto, è andata a chiedere lumi al suo titolare, che ha confessato l'e-mail e ha parlato di uno «scherzo». Lei, inviperita, gli ha risposto per le rime: «Anche se sei il mio titolare, non ti devi permettere». Quindi, dopo averne parlato a casa, si è recata nei giorni scorsi in caserma dei carabinieri per chiedere consiglio ad un militare che conosce. «Sporgi denuncia», le ha suggerito il carabiniere.
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