Hugo Chavez, da rivoluzionario a nuovo Calderolipubblicato il 28 settembre 2010 alle 15:30 dallo stesso autore - torna alla home
Le elezioni non sono andate bene nonostante il monopolio dei media. Solo una legge elettorale porcata ha salvato il potere del presidente venezuelano.
La rivoluzione chavista ha subito il secondo grave stop dopo il fallimento del referendum hugo chavez Hugo Chavez, da rivoluzionario a nuovo Calderolicostituzionale del 2007. Il presidente del Venezuela aveva chiesto un plebiscito per arrivare al controllo dei 2/3 del Parlamento. L’obiettivo di distruggere la borghesia apolide è stato clamorosamente mancato, ed ora Hugo Chavez dovrà contrattare con l’opposizione tutte le riforme più importanti
LEGGE TRUFFA – La sconfitta sarebbe stata più clamorosa se in Venezuela ci fosse stata una legge elettorale veramente democratica. Chavez era riuscito a far approvare un sistema di ripartizione dei seggi che premiava fortemente le aeree rurali disabitate, dove la sua rivoluzione è molto più apprezzata grazie all’ingente mole di sussidi riservati a quei territori, penalizzando le grandi città dove il voto d’opinione è schierato contro il posticcio bolivarismo socialista della sua presidenza. In Venezuela il distretto rurale di Amazonas che conta 50 mila abitanti assegnano elegge lo stesso numero di parlamentari di Zulia, una circoscrizione urbane di 250 mila persone. Un sistema approvato nel 2010 e che avrebbe dovuto garantire a Chavez una super maggioranza anche nel caso di una vittoria piuttosto risicata del suo partito. I dati ufficiali comunicati dal Consejo Nacional Electoral hanno indicato una partecipazione molto alta al voto, che ha garantito 95 deputati su 165 al Partito socialista unito del Venezuela. L’opposizione, riunita nella MUD, Coalizione per l’Unità Democratica, avrà solo 63 mandati nonostante abbia ottenuto almeno il 49% dei voti. Il leader della MUD Ramon Guillermo ha cantato vittoria, sottolineando come le forze anti Chavez, che comprendevano la sua coalizione, un partito di sinistra antichavista e altre formazione regionali siano maggioranza nel Paese.
CHAVEZ DELUSO – Invece delle classiche celebrazioni sul balcone, Chavez si è affidato ad un laconico messaggio su Twitter. “Miei cari compatrioti, è stata una gran giornata e abbiamo ottenuto una solida vittoria. Sufficiente per continuare la messa in atto del socialismo bolivariano e democratico. Dobbiamo continuare a rafforzare la rivoluzione!” Il pessimo risultato elettorale per il socialismo chavista è stato determinato dalla crisi economica che ha colpito duramente il Venezuela. Il Paese ha subito una forte contrazione economica nonostante l’ingente flusso di risorse garantito dal monopolio statale sul petrolio. L’inflazione è schizzata alle stelle, e attualmente viaggia al 19%. Il Venezuela continua inoltre ad essere uno dei Paesi più pericolosi al mondo, tanto che la sua capitale Caracas registra il più alto tasso di omicidi annui. Una condizione di grave difficoltà non risolta dal chavismo, che ha subito una dura sconfitta. Ora il presidente del Venezuela cercherà un terzo mandato nel 2012, e sarà probabilmente sfidato da Maria Corina Machado. Le regole democratiche saranno sicuramente infrante, ma Chavez non potrà più contare su una legge truffa per avere la maggioranza.
…MA UFFICIALMENTE ESULTA – “La rivoluzione bolivariana ha trionfato, il fatto che non abbiamo raggiunto l’obiettivo massimo e’ un’altra storia”, ha invece commentato, incontrando la stam2007 6 27 chavez Hugo Chavez, da rivoluzionario a nuovo Calderolipa internazionale e in diretta televisiva i risultati delle elezioni parlamentari. Chavez ha criticato le affermazioni di alcuni suoi avversari politici, secondo i quali la coalizione di opposizione Mesa de unidad democratica (MUD) ha ottenuto il 52% dei voti nel Paese e non ha la maggioranza solo a causa della riforma delle circoscrizioni elettorali voluta dal governo lo scorso anno. “E’ nella loro natura mentire e manipolare“, ha attaccato il presidente, sostenendo che il PSUV e’ arrivato a “un deputato dalla maggioranza qualificata“. In Venezuela, ha spiegato Chavez, ci sono due tipi di maggioranza qualificata: i due terzi, che consentono riforme anche di carattere costituzionale, e i tre quinti, che permettono di delegare al presidente una parte del potere legislativo. Secondo il capo di Stato il suo partito e gli alleati hanno conquistato il 59,39% del Parlamento, vincendo in 18 dei 24 Stati del Paese, mentre l’opposizione si e’ fermata al 40%.
SFIDA AGLI AVVERSARI - Chavez ha quindi sfidato i suoi avversari: “Dato che dicono di essere la maggioranza, convochino un referendum revocatorio. Non siete la maggioranza? E allora fatelo. Perche’ aspettare due anni?“. Il capo di Stato ha poi evidenziato che, dati alla mano, la coalizione di opposizione MUD ha ottenuto 5,3 milioni di voti contro i 5,4 milioni dell’alleanza di governo: “Stanno calcolando come propri oltre mezzo milione di voti che corrispondono ad altri partiti che non sono della MUD“. “Li abbiamo battuti per Stato, per circoscrizione, per numero di deputati e per voti“, ha sottolineato Chavez. Che ha aggiunto: “Se vogliono continuare a vincere cosi’, che lo facciano“.
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