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Caro Papa, ti scrivo
di Piergiorgio Odifreddi
Sembra sia passata un po’ in sordina la notizia che il presidente iraniano Ahmadinejad ha scritto una lettera a Benedetto XVI, in cui lo ringrazia per aver preso posizione contro il rogo del Corano, gli propone «una collaborazione fra religioni divine per fermare il secolarismo e la crescente tendenza dell’uomo a concentrarsi sulla vita materiale», e si preoccupa della «mancanza di riguardo dell’umanità per gli insegnamenti delle religioni divine».
La sordina dei media, che hanno dedicato alla missiva solo poche righe asettiche e senza enfasi, riflette l’evidente imbarazzo della Santa Sede. Il portavoce, padre Lombardi, si è limitato a confermare che la lettera è stata consegnata personalmente al Papa dal vicepresidente iraniano, e ha rimandato al comunicato della presidenza iraniana per un estratto dei contenuti.
L’imbarazzo è ovviamente giustificato. Le parole del fondamentalista Ahmadinejad riecheggiano infatti quelle che Benedetto XVI va ripetendo da tempo, nella sua donchisciottesca battaglia contro il mulino a vento del relativismo. Basta leggere Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, Islam (Mondadori, 2004), duetto dell’ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede con l’ex presidente del Senato Marcello Pera. O il suo discorso Pro eligendo Romano Pontefice, pronunciato il 18 aprile 2005 all’apertura del conclave che l’ha eletto papa.
La convergenza dei due fondamentalismi mediorientali, islamico e cristiano, nella battaglia contro la secolarizzazione è oggettiva: basta pensare alla recente istituzione del nuovo dicastero della Curia romana dedicato all’evangelizzazione dell’Occidente, affidato a monsignor Rino Fisichella e presentato proprio oggi in Vaticano. Che la convergenza sia anche giustificata dalla realtà dei fatti, lo dimostra un ponderoso studio su Ateismo e secolarizzazione curato dal sociologo Phil Zuckerman, il cui primo volume è stato recensito un paio di settimane fa sul Domenicale del Sole 24 Ore.
I dati riportati sono impressionanti. A fronte di 2,1 miliardi di cristiani e 1,5 di musulmani, nel mondo ci sono ormai 1,1 miliardi di non credenti: dunque, più dei 900 milioni di induisti, 380 milioni di buddhisti, 300 milioni di animisti, 23 milioni di sikh, 14 milioni di ebrei e 4 milioni di shintoisti. Inoltre, sembra che il numero di atei e agnostici aumenti al ritmo di otto milioni e mezzo l’anno: più nei paesi più avanzati, e meno in quelli islamici.
Nonostante le apparenze, le cifre riguardanti l’Italia sono consistenti con quelle mondiali: anche da noi i non credenti sono circa il quindici per cento della popolazione, benchè la cosa non sia affatto evidente dalla loro visibilità mediatica, che rimane praticamente nulla. E la percentuale coincide con quella degli studenti che si avvalgono dell’esenzione dall’ora di religione nelle scuole superiori, pur con tutte le difficoltà che la scelta comporta, a partire dal sistematico boicottaggio dell’offerta di ore alternative.
Quasi a confermare la caratteristica infantile della credenza religiosa, le cifre dell’esenzione scolastica scendono dal quindici per cento nelle superiori al sette per cento nelle medie, e al cinque per cento nelle elementari. Benchè, naturalmente, con l’età, alla crescita intellettuale dei ragazzi si assommi anche la diminuzione del potere coercitivo delle famiglie, massimo sui bambini indifesi e minimo sugli adolescenti agguerriti.
Lo studio di Zuckerman conferma anche il risaputo e sostanziale ateismo della comunità scientifica. I dati, riportati anche dall’Avvenire in un’inchiesta dello scorso anno, situano la percentuale degli scienziati credenti attorno a un misero sette per cento, con punte che variano tra il quattro per i biologi e il quindici per cento per i matematici. Anche se, a parziale giustificazione di questi ultimi, va detto che la loro religiosità sembra indirizzata più verso una divinità astratta e razionale, che verso una concreta e incarnata.
Fanno dunque bene a preoccuparsi, Benedetto XVI e Ahmadinejad. La loro è fede in declino, e fatica sempre più a mantenere la presa sui popoli sviluppati e sugli individui maturi. Facciano pure la loro Santa Alleanza per la sopravvivenza delle «religioni divine», ma sappiano che vanno contro la storia umana. E’ il progresso, bellezze!
Un po' di sano ottimismo
