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Alberi tagliati per le lucciole
di Marco Meccia
DENUNCIA. Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari verrà interamente raso al suolo. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici.
Ha del clamoroso quello che sta accadendo nell’area abruzzese del corso del fiume Tronto. Un rigoglioso bosco di 30 ettari (grande come trenta campi da calcio) verrà interamente raso al suolo in tre mesi di lavoro, calcolati con meticoloso impegno dai tecnici del locale consorzio di bonifica. Il motivo, di ordine pubblico, sarebbe quello piuttosto inedito di “favoreggiamento alla prostituzione” di cui si sarebbero macchiati pioppi e salici. In buona sostanza, dopo lunghi appostamenti ed indagini (ma non pedinamenti, in considerazione della natura dei soggetti indiziati) sono alcuni enti ed istituzioni, tra cui la Regione Abruzzo, a stabilire che gli alberi sono colpevoli: il loro reato è quello di essere nati e cresciuti lungo il loro habitat naturale, il fiume Tronto, e, improvvidi, di offrire costantemente rifugio alle decine di prostitute che vengono sfruttate lungo la Bonifica del suddetto fiume.
Pena capitale in vista per i lignei malfattori: le motoseghe entreranno presto in azione per smantellare questa organizzazione connivente con il racket della prostituzione. Il bizzarro provvedimento è contestato duramente dagli increduli abitanti dei luoghi con lettere ai giornali e comunicati stampa e da Wwf, Lipu e Pro Natura, che nel sarcastico comunicato congiunto sottolineano come «Le istituzioni non abbiano applicato per gli alberi neanche le attenuanti generiche.
Tra queste l’aver assorbito migliaia di tonnellate di anidride carbonica e aver reso all’uomo prezioso ossigeno; l’aver creato una fascia di filtro affinché pesticidi, diserbanti e fertilizzanti in agricoltura non arrivassero nelle acque del fiume; l’aver dato ospitalità e rifugio a decine di migliaia di animali in un territorio divenuto sempre più ostile alla vita; l’aver difeso dall’erosione dei suoli un’importante area collinare». Sembrerebbe proprio, come ironizzano le associazioni ambientaliste, che «dalla festa dell’Albero, promossa in questi anni, gli stessi enti vogliano ora passare a fare la festa all’albero».