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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 3:07 pm 
Schiavo
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Località: Esule in quel di Milano
BATTAGLIA POLITICA SULLA TRASPARENZA DEI FONDI CON CUI SI FINANZIANO I CANDIDATI

Elezioni Usa, si vince con gli sponsor

Blitz dei conservatori per assicurare il successo ai loro candidati con finanziamenti anonimi

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE Alessandra Farkas

NEW YORK – Le elezioni si possono comperare. E’ questo il calcolo dei gruppi conservatori statunitensi che hanno montato un blitz elettorale senza precedenti per assicurare la vittoria ai loro candidati alle elezioni del prossimo 2 novembre. «Dopo aver bombardato a tappeto l’etere per settimane con i loro spot, la destra adesso sta implementando la strategia del franco tiratore», spiega il New York Times in una lunga inchiesta in cui denuncia lo sforzo delle lobby conservatrici – finanziate da anonimi - per spingere al traguardo un’ottantina di candidati repubblicani in altrettante gare chiave. Obbiettivo: riacquistare il controllo del Congresso, oggi a maggioranza democratica. L’aspetto più preoccupante di quest’offensiva da 45 milioni di dollari - coordinata dall’American Action Network e da altri due gruppi vicini all’ex guru di Bush Karl Rove - è il fatto che nessuno sa da dove provengano i soldi. Ciò grazie alla recente sentenza della Corte Suprema di Washington, a maggioranza conservatrice, che ha spianato la strada a sponsorizzazioni elettorali “illimitate e anonime” da parte di corporation e sindacati, autorizzati ad aprire il portafogli senza mai uscire allo scoperto.

IL RUOLO DEGLI SPONSOR - Per correre ai ripari la Camera ha approvato una misura che obbliga gli “sponsor fantasma” ad identificarsi negli spot elettorali, vietando altresì i contributi delle corporation straniere. Ma i repubblicani sono riusciti a bloccarla al Senato, consentendo alle più svariate ed oscure corporation estere di iniettare ingenti somme in questa tornata elettorale, soprattutto a favore dei candidati repubblicani. E così dopo aver causato il più grave disastro ecologico della storia Usa, per le elezioni di metà mandato il colosso britannico BP ha annunciato che finanzierà candidati repubblicani che negano i cambiamenti climatici. Scandaloso? Non più della notizia, riportata dal Washington Post, secondo cui i colossi di Wall Street salvati dal massiccio bailout federale implementato dall’amministrazione Obama hanno voltato le spalle al loro benefattore, riversando milioni di dollari nelle casse dei candidati repubblicani.

25 ottobre 2010

(fonte Corriere.it)

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A quanto pare la pseudo-destra che usa mezzucci per vincere a tutti i costi sta ammorbando anche gli USA.

Ho evidenziato la parte più agghiacciante di tutta la querelle politica. E' indecente dover constatare che le corporation americane hanno sfruttato (da brave zecche quali sono) la buona volontà dei democratici (e al primo posto ci sono ovviamente gli elettori che pagano le tasse) per rimanere a galla e adesso che hanno i piedi al caldo voltano le spalle ad Obama per tornare a leccare il culo ai repubblicani che fanno i loro (sporchi) interessi.

I soldi ed il potere sono stati, sono e saranno sempre in mano alla parte più lurida dell'umanità.
_________________
"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". (Indro Montanelli)
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 3:18 pm 
Beh, dalla nazione più consumista del mondo che volevi aspettarti?
:pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 3:36 pm 
Schiavo
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mi dispiace per Obama, ha vinto le elezioni nel periodo peggiore, quello della crisi, e ne sta pagando le conseguenze..
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:02 pm 
cem ha scritto:
mi dispiace per Obama, ha vinto le elezioni nel periodo peggiore, quello della crisi, e ne sta pagando le conseguenze..

Non è che faccia molto per dare una vera svolta al paese.
Le questioni di Iraq e Afghanistan sono ancora aperte e la riforma sanitaria non è stata proprio una rivoluzione.
Non è che non ha fatto nulla ma tutto quel casino derivato dal fatto che fosse nero era decisamente troppo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:23 pm 
Schiavo
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Località: Esule in quel di Milano
ilguercio ha scritto:
e la riforma sanitaria non è stata proprio una rivoluzione.

Non gliel'hanno fatta fare come voleva. Ci sono state opposizioni anche fra i democratici (che ovviamente avevano paura di perdere consensi).

Alla fine è dovuto scendere a compromessi e ha tirato fuori una mezza riforma.

C'è da dire comunque che in un paese come gli USA dove qualsiasi azione pro-sociale viene vista come un "attentato comunista" Obama ha fatto una cosa che nessun presidente americano era riuscito a fare prima.

Nessuno si aspettava che Obama fosse il profeta di un nuovo mondo, nessun politico lo sarà mai, ma va riconosciuto che si è ritrovato una situazione disastrosa dalla quale ha saputo tirare fuori qualcosa di positivo.

Purtroppo la profonda ignoranza ed i pregiudizi delle masse di votanti, cavalcate dai repubblicani, non hanno certo giovato.
_________________
"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". (Indro Montanelli)
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:24 pm 
Aborigeno siciliano. Attenzione, specie protetta.
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Nex ha scritto:
ilguercio ha scritto:
e la riforma sanitaria non è stata proprio una rivoluzione.

Non gliel'hanno fatta fare come voleva. Ci sono state opposizioni anche fra i democratici (che ovviamente avevano paura di perdere consensi).

Alla fine è dovuto scendere a compromessi e ha tirato fuori una mezza riforma.

C'è da dire comunque che in un paese come gli USA dove qualsiasi azione pro-sociale viene vista come un "attentato comunista" Obama ha fatto una cosa che nessun presidente americano era riuscito a fare prima.

Nessuno si aspettava che Obama fosse il profeta di un nuovo mondo, nessun politico lo sarà mai, ma va riconosciuto che si è ritrovato una situazione disastrosa dalla quale ha saputo tirare fuori qualcosa di positivo.

Purtroppo la profonda ignoranza ed i pregiudizi delle masse di votanti, cavalcate dai repubblicani, non hanno certo giovato.


In pratica tutto il mondo è paese !
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calderoli? è stufo delle polemiche ...e? invade la polonia!
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:24 pm 
Schiavo
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ilguercio ha scritto:
cem ha scritto:
mi dispiace per Obama, ha vinto le elezioni nel periodo peggiore, quello della crisi, e ne sta pagando le conseguenze..

Non è che faccia molto per dare una vera svolta al paese.
Le questioni di Iraq e Afghanistan sono ancora aperte e la riforma sanitaria non è stata proprio una rivoluzione.
Non è che non ha fatto nulla ma tutto quel casino derivato dal fatto che fosse nero era decisamente troppo.


Per quanto riguarda la guerra ha stabilito la data di ritiro delle truppe dall'iraq e afganistan (il ritiro dall'iraq è gia avvenuto...)

Per la riforma sanitaria ha fatto il possibile per farla passare come voleva lui, ovviamente è stato molto difficile, troppi interessi in gioco, ma alla fine non si puo dire che non abbia tentato.

Inoltre ha fatto la riforma del mercato finanziario, tutto questo in un momento molto difficile per l'america e il mondo intero, non mi sembra poco :wink:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:28 pm 
Certo, però è palese il fatto che il presidente USA debba comunque scendere a compromessi con le maggiori forze finanziarie e imprenditoriali mondiali.
Ha potere per quanto gli lasciano fare i BIG del pianeta.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 6:41 pm 
Schiavo
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whistler ha scritto:
Nex ha scritto:
Non gliel'hanno fatta fare come voleva. Ci sono state opposizioni anche fra i democratici (che ovviamente avevano paura di perdere consensi).

Alla fine è dovuto scendere a compromessi e ha tirato fuori una mezza riforma.

C'è da dire comunque che in un paese come gli USA dove qualsiasi azione pro-sociale viene vista come un "attentato comunista" Obama ha fatto una cosa che nessun presidente americano era riuscito a fare prima.

Nessuno si aspettava che Obama fosse il profeta di un nuovo mondo, nessun politico lo sarà mai, ma va riconosciuto che si è ritrovato una situazione disastrosa dalla quale ha saputo tirare fuori qualcosa di positivo.

Purtroppo la profonda ignoranza ed i pregiudizi delle masse di votanti, cavalcate dai repubblicani, non hanno certo giovato.


In pratica tutto il mondo è paese !

il cervello delle persone funziona nello stesso modo in qualsiasi punto del globo.
Mi piacerebbe sapere quanti figli/nipoti/amici/parentivari/puttane si sono sistemati in posti sicuri e ben remunerati grazie alle spintarelle di chi vi stava già dentro.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 8:39 pm 
Schiavo
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Americani, un branco di coglioni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 9:00 pm 
Schiavo
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: mar ott 26, 2010 5:26 am 
Schiavo
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Qualcuni mi spiega perché i finanziamenti delle corporation straniere, liberalizzati con la sentenza della Corte Suprema di Washington, dovrebbero favorire i repubblicani e non i democratici?

In fondo i repubblicani sono un partito nazionalista e guerrafondaio, io se fossi stranierio preferirei finanziare Obama.


In B4 New York Times = Repubblica d'oltreoceano e Alessandra Farkas = partigiana democratica, quindi la fonte è manifestamente schierata :patpat:
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Polentone: lo stato non mi aiuta, allora io aiuto lo stato, visto che lo stato sono (anche) io.
Meridionale: lo stato non mi aiuta, allora io fotto lo stato, visto che lo stato non sono io.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ambiguità in salsa statunitense
MessaggioInviato: mar ott 26, 2010 7:00 am 
Schiavo
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Onestamente se vincono i repubblicani l'unico vantaggio è che ci vorrà meno per liberarsi degli USA.
Con l'acqua alla gola un altro Dubyah ci metterebbe pochi mesi ad arrivare al crack finanziario.
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