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Sul sito del deputato del Carroccio Davide Caparini si spiega come evitare di versare la tassa sulla tv. E si denuncia: “E’ una delle imposte più inique inventate dallo Stato italiano”
“Prima di decidere di non pagare una delle imposte più inique inventate dallo Stato italiano decidendo così non finanziare la televisione peggiore e più costosa d’Europa ti consiglio di documentarti. Quello che stai per compiere è un gesto di protesta, non un espediente per risparmiare 100 (e più) euro all’anno“. E’ con queste parole che l’onorevole della Lega Nord Davide Caparini annuncia da tempo dal suo sito la battaglia contro il canone della Rai, considerato dal deputato un “balzello antiquato ed iniquo che non ha alcun motivo di esistere anche in virtù del maggior pluralismo indotto dall’ingresso sul mercato di nuovi editori e all’apporto delle nuove tecnologie (il sistema digitale terrestre, la trasmissione satellitare, la larga banda ed il sistema analogico)“.
NESSUNO SUGGELLERA’ IL TELEVISORE – Dalle pagine web del parlamentare viene spiegato come evitare di versare la tassa. Ecco come si introduce: “Ci sono soltanto due modi: sbarazzarsi del televisore oppure chiedere il suggellamento del televisore“. Ovviamente la strada ovvia da percorrere è la seconda: “C’è un’altra cartolina nel libretto che fornisce le indicazioni. Bisogna fare domanda, sempre per raccomandata AR, entro il 30 novembre, allegando la ricevuta originale di un vaglia postale di 5,17 euro intestato all’URAR e restituendo il libretto. Clicca qui per scaricare i moduli. Dopo, dovrebbero venire due funzionari dell’ufficio tecnico erariale a suggellare l’apparecchio entro un sacco di juta, ma generalmente non vengono. Ci sono utenti che hanno chiesto il suggellamento da molti anni e ancora aspettano, guardando la televisione gratis. In pratica è l’unico modo per non pagare il canone Rai e continuare a vedere la televisione“.
LA RAI FA TERRORISMO – Quindi dovremmo chiedere il sigillo del televisore ed attendere invano che qualcuno bussi alla propria porta per impedirci di vedere al tv. Una procedura – spiega il sito di Caparini – che l’azienda televisiva pubblica cerca ogni anno di evitare attraverso dichiarazoni mirate: “Ogni anno l’ufficio stampa della Rai in accordo con l’Agenzia delle entrate approfitta di qualche giornalista credulone e fa terrorismo su possibili controlli della guardia di finanza“, si legge. E si riporta come esempio un articolo pubblicato da La Stampa nel 2006, a firma di Lodovico Poletto. Si provvede, poi, a linkare il modulo per disdire legalmente il canone o chiedere il suggellamento del televisore.
LA FINANZA NON VERRA’ - Ovviamente si esortano i cittadini che già non pagano la tassa sulla televisione e che dichiarano di non possedere un televisore a non preoccuparsi delle lettere con le quali la Rai sollecita a versare il canone: “Non bisogna far niente. La RAI manda quella lettera a tutti coloro che risultano residenti nella città e non risultano abbonati. In poche parole “ci prova” e manderà anche un secondo sollecito, ma se la persona non risponde, chiuderà la pratica“. E – si rassicura – le Fiamme Gialle non arriveranno mai a casa dei telespettatori che non hanno in casa un apparecchio: “La Guardia di Finanza può entrare in un’abitazione privata soltanto se ha un mandato del Giudice“. Dalle pagine dell’onorevole non poteva amncare la polemica politica.
L SUD NON PAGA – Si sottolinea come il tasso di evasione sia molto più alto al Sud che al Nord: “L’ISTAT stima che in Italia sono 5 milioni le famiglie che non pagano il canone RAI: si tratta di un quarto degli utenti, una cifra non da poco. Il canone è un’imposta ingiusta sia territorialmente, sia socialmente. È iniqua territorialmente, perché mentre in Padania l’evasione raggiunge al massimo il 5% mentre nel meridione il mancato pagamento è del 30% con punte del 50% in alcune province. È un’imposta socialmente ingiustificata perché colpisce tutti indiscriminatamente, indipendentemente dal reddito, dall’età, dall’utilizzo colpendo in particolar modo le fasce più deboli della popolazione“.
PASSAPAROLA SUL WEB – Intanto della questione si parla anche sul forum di Radio Padania. E’ stata aperta una discussione in cui si spiega “come disdettare il canone entro il 30 novembre“. Ecco cosa si legge: “Aspettate che il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza su incarico della SAT, venga a suonare il campanello di casa vostra per chiedervi il televisore da infilare e sigillare nel sacco di juta. Il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza, dovranno venire SOLO su appuntamento concordato con voi poichè stanno espletando un servizio che voi avete richiesto, non hanno il mandato del Magistrato per entrare coattivamente a casa vostra e fare perquisizioni. Dovrete quindi essere collaborativi, farvi trovare a casa all’appuntamento, indicare il televisore da suggellare e mostrare al funzionario SAT o alla Guardia di Finanza, che nelle altre stanze della vostra abitazione non ci sono altri televisori“. Nei messaggi postati i leghisti sembrano entusiasti.
http://www.giornalettismo.com/archives/92023/rai-lonorevole-della-lega-invita/ 