giusto per ridere un po'
Cita:
Senza foto niente indennizzi
Bisogna aver ripreso il disastro o aver salvato le fatture dall'acqua. Altrimenti si rischia di non ottenere nulla
di Renzo Mazzaro
PADOVA. Aveva ragione il sindaco di Bovolenta Vittorio Meneghello a temere, dopo i danni dell'alluvione, quelli della burocrazia. Il Grande Fratello (quello vero, non la bischerata della tv) sta tirando il freno a mano: prima non c'erano i soldi, adesso che sono stati promessi dal governo bisogna dimostrare di aver avuto i danni per incassare, chissà quando, gli indennizzi. Gli uffici preparano i moduli da riempire, ma vogliono vedere le foto. Non vorrete che i soldi vadano ai soliti furbi.
Non avete fatto le foto? Che sbadati: vi mettete nella condizione peggiore per farvi aiutare. Ma si può fare ancora qualcosa per venirvi incontro: avrete conservato di sicuro le ricevute d'acquisto di tutta la roba che avete appena buttato. Chi non le conserva per almeno 5 anni e soprattutto non le perde durante un'alluvione che gli porta in casa un metro e settanta d'acqua? Solo i cretini. Allora siete salvi: potete dimostrare di essere alluvionati veri e non presunti. Il Burosauro vi toglierà dall'elenco dei furbi, dove mette tutti fino a prova contraria, per inserirvi nella lista degli aventi diritto a un equo indennizzo.
Chi pensa che si tratti di uno scherzo, sbaglia di grosso: questa è la cronaca tradotta in italiano di una riunione operativa tenuta ieri pomeriggio in Provincia a Padova, per individuare i criteri con cui intervenire in aiuto alle famiglie e alle aziende messe in ginocchio dalla rotta del Bacchiglione. Una quindicina i presenti, per Camera di commercio, Api, Ascom, Unindustria, Guardia di Finanza, Ebav, Comuni di Bovolenta e Casalserugo. Presiedeva l'assessore provinciale Mirco Patron, Pdl, sindaco di Campodarsego. Citiamo da un'unica fonte, il vicesindaco di Bovolenta Emiliano Baessato, che ha piantato la riunione e se n'è andato infuriato. Ma fanno due: dopo l'assessore provinciale Luca Fecchio zittito dal prefetto di Padova in una riunione a porte chiuse sabato scorso, è il secondo amministratore locale che non teme di dissociarsi dalla linea ufficiale, la quale notoriamente vuole che tutto quello che si decide in alto vada bene anche in basso.
