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Sono le ore 19:34 di Domenica 23 novembre 1980. Nella zona compresa tra l'Irpinia e la Basilicata Nord-Occidentale, la gente non è ricchissima, molti sono emigrati, molti riescono a fare nel 1980 una vita decente, altri magari sono a messa come dimostreranno i morti del comune di Balvano (PZ). Ma quel giorno, alle 19:34, tutto cambierà per sempre. Iniziano i 90 secondi più lunghi, che segneranno per sempre la gente di questi posti: una forte scossa senza paragoni con precedenti eventi, magnitudo 7 della scala Richter (pari al 9° della scalla Mercalli - vedi immagine a lato) spazzerà tutto via e nulla sarà come prima. La ricostruzione iniziata immediatamente, ancora oggi non è terminata. Tant'è che il terremoto dell'Irpinia è ricordato come il "terremoto infinito". I comuni più colpiti, alla fine, risulteranno quelli di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania e Teora, tutti in provincia di Avellino.
Un testimone racconta: "È reso noto che la scossa rase al suolo molti centri abitati dell'Irpinia, tra cui Sant'Angelo Dei Lombardi, Lioni e l'epicentro Conza Della Campania. Un episodio che ha colpito la gente di questo luogo è quello dell'Ospedale di S.Angelo Dei Lombardi: dopo essere crollato completamente uccidendo sotto le macerie migliaia di vittime, alcune persone sono sopravvissute per mezzo della nicchia che si è andata a creare con il crollo, ai piani inferiori dell'Ospedale, nelle Sale Operatorie.
Ed i soliti maiali si sono arricchiti sulle spalle dei terremotati!! A Napoli, a seguito della scossa, crolla un palazzo in via Stadera a Poggioreale, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti.
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