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 Oggetto del messaggio: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 5:56 pm 
Schiavo
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Lega Nord, da cura a cancro

Perché sono giunto alla conclusione che la Lega Nord sia diventata il peggiore fra i tanti pericoli politici che minacciano l'Italia, specialmente quella del Nord.

Trent'anni fa la frase "Forza Etna" potrei averla scritto anche io su qualche muro. Non lo feci, ma certamente simpatizzavo con la metafora politica che tale slogan (abbastanza demenziale: la comunicazione politica popolare spesso tale è) voleva inviare.

Erano i primi anni '80 e l'idea alla quale ero riluttantemente giunto - dopo anni spesi a tormentarmi attorno alle persistenti diseguaglianze italiane - era che, a causa delle politiche di "tassa e trasferisci" con cui la si era venuta affrontando dal secondo dopoguerra in poi, la "Questione Meridionale" (QM) era riuscita a generare una "Questione Settentrionale" (QS) ad essa speculare e altrettanto drammatica per chi veniva, sempre più sistematicamente, tassato senza vedere risultato alcuno. Più di un decennio dopo, decisi anche di dare una mano all'allora minoritaria Lega Nord (LN). Collaborai sino a quando Umberto Bossi (con una decisione che ne segnalava sia la bestialità politica che la pochezza umana) non fece cadere il primo governo Berlusconi.

Tralasciamo ulteriori e più recenti dettagli, altrimenti questo sembrerebbe il lamento d'uno sconfitto dilettante della politica - che è ciò che sono, ma non me ne lamento affatto. Voglio solo stabilire che chi scrive è convinto, non da ieri, della necessità d'un federalismo compiuto. Dirò di più: se questo non dovesse risultare possibile, allora la separazione dal resto del paese di quelle regioni che lo volessero fare (a grande maggioranza dei loro residenti) potrebbe essere il male minore. Fine dell'excusatio non petita e della dichiarazione d'essere di "parte".

In sostanza: considero un fatto positivo la nascita, nel Nord del paese durante gli anni '80 ed i primi anni '90, di movimenti di protesta "popolare" (confusa e primitiva) che rivendicavano un'organizzazione federale dello stato sulla base di identità locali, mentre si opponevano alla spoliazione fiscale in atto. [Aperta parentesi. A molti il potenziale riformatore di tali movimenti appare dubbio persino oggi ch'è stato completamente sprecato. Costoro tendono ad essere la maggioranza fra i militanti dei partiti di "sinistra", mentre a "destra" la loro consistenza è incerta anche se sembrano ora trovare albergo nella neonata FLI. Non avere inteso la centralità storico-politica della QS nella decadenza nazionale - quindi, specularmente, il non saper come risolvere la QM - è la ragione fondamentale per cui, strategicamente, questi raggruppamenti sono dei perdenti, e dei perduti. Ma questo è tutto un altro discorso. Chiusa parentesi.]

Alla luce di quanto affermato sino ad ora, la mia opinione negativa della LN potrebbe apparire non ovvia. Provo quindi a fare un po' di chiarezza.

Nella parte in corsivo riassumo, brutalmente, ciò che a mio avviso andò storto con l'unificazione italiana generando (in sequenza) la QM prima, la QS poi e, infine, il loro essere i due bandi d'una medesima matassa. Argomento poi che la LN, a cui la storia aveva offerto l'opportunità di cominciare a snodare questa matassa, ha tradito tale compito accelerando la decadenza complessiva del paese.

Il vizio che affligge l'entità politica chiamata Italia - rendendola, assieme al Belgio, un'anomalia nel consesso degli stati europei - è di essere stata il frutto di un'operazione d'imperialismo militare, politico, economico e financo culturale. Tale atto d'imperialismo fu compiuto da una dinastia oscurantista e mediocre, i Savoia, con l'appoggio di una frazione forse non maggioritaria della borghesia nazionale la quale era ben lontana da essere sia una borghesia industriale e liberale che una "elites politica" nella quale il resto della popolazione si riconosceva ed a cui, in un certo senso, delegava la rappresentanza politica. Tutt'altro, infatti, come innumerevoli episodi della storia "risorgimentale" confermano. Tale imperialismo va contrapposto ad un non impossibile accorpamento confederale (ed eventualmente federalista) di entità politiche, culturali ed economiche che - essendo diverse, separate e non immediatamente compatibili nel 1860 - continuavano ad esserlo nel 1946 e lo sono, io credo, anche ora. Che una visione ed una corrente "confederale", minoritaria e sconfitta, fosse attiva nel risorgimento italiano non lo scopro di certo io. Questo controfattuale ha rilevanza solo per rendere chiaro che quella realizzatasi non era l'unica "unità possibile".

Il punto è che la vittoria politico-militare dei Savoia e la conseguente allenza di costoro - e di quel sottoinsieme delle elites economiche del Nord Ovest che ad esse facevano riferimento - con l'aristocrazia latifondista e la "borghesia burocratica" meridionale (a partire dal 1860) e con quella papalina (a partire dal 1870 e poi più compiutamente a partire dai Patti Lateranensi) definì il blocco sociale attorno ai cui interessi il paese venne costruito, le sue istituzioni definite, il suo sviluppo economico e sociale diretto e, spesso, costretto. Il fascismo non costituisce alcuna "rottura" con nulla del passato ma, piuttosto, la "decisione" di quei gruppi sociali d'assegnare la gestione dello stato ad una classe politica che sapesse compiere quel lavoro che gli imbelli "liberali giolittiani" ed i "socialisti turatiani" si erano rivelati incapaci di compiere. Post 1946 fu la dinastia dei Savoia ad essere dismessa, perché il discredito in cui era caduta ne aveva eliminato la funzione di collante ideologico, mentre quel medesimo blocco sociale si ridefinì attorno alla DC ed ai suoi satelliti. Questa continuità socio-politica (e culturale) della storia dell'Italia post-risorgimentale si regge su alcuni pilastri. Non è certo il caso io cerchi di riassumere qui il maledetto libro di storia socio-economica italiana che vorrei tanto scrivere e per il quale non trovo mai il tempo (andrò ben in pensione, un giorno o l'altro!) quindi menziono solo quel pilastro che m'interessa ora (ce ne sono altri 3, a mio avviso).

Esso è definito dallo sfruttamento "politico" - quindi non solo, anche se soprattutto, fiscale: pensate alle politiche commerciali immediatamente dopo l'unità - dell'economia privata non "monopolistica" e/o non "connessa" gli apparati dello stato, dalla quale vengono estratte le risorse necessarie a foraggiare le due altre classi sociali che compongono il blocco storico menzionato poc'anzi. La burocrazia statale, ed in particolare le elites centrali dello stato savoiardo-borbonico-fascista (tale è rimasto). Una piccola borghesia "lumpen", oscillante fra la botteghetta, l'ufficio pubblico, la sacrestia e l'arrangiarsi miserabile. L'attività economica privata "non monopolistico-connessa" era fiscalmente sfruttabile perché ideologicamente o ben "prigioniera" (via chiesa cattolica) o ben "nemica irreparabile" (via socialisti e comunisti) della coalizione dominante. Le classi sociali che andavano invece sussidiate non erano ideologicamente schierate o, se lo erano, costituivano la base sociale di supporto della monarchia la quale non poteva certo tradirle.

Che questo meccanismo politico di spoliazione e trasferimento si sia poi progressivamente - progressivamente è importante: sino al 1900-1920 circa così non fu, infatti! - trasformato in un meccanismo a base territoriale e si sia cristalizzato come tale durante l'ultimo secolo, è una conseguenza, in un certo senso secondaria, dell'unificazione italiana sotto la guida dei Savoia e dei loro soci. Il trasferimento divenne Nord=>Sud (passando per Roma, dove una grande fetta del lardo andava lasciata) perché così erano territorialmente distribuite le classi sociali in questione. Tale processo generò poi incentivi perché questa distribuzione territoriale si accentuasse ed ingessasse nel corso del secondo dopoguerra. L'ingessamento socio-territoriale, è facile da intendere oltre che da verificare nei fatti: rendeva molto più semplice ed intertemporalmente consistente la gestione politica del consenso e delle alleanze qui illustrate. Questo va capito. Va capito per spiegare in che senso QS&QM siano al centro dell'eccezionalità italiana, e va capito per spiegare che NON si tratta di questioni geografiche o di razza, ma economiche e culturali. Politiche, insomma. Il conflitto sociale fra "produttori" e "parassiti", fra "privato" e "pubblico", fra "non garantiti" e "protetti", fra "competitivi" e "sussidiati" è diventato, per le particolarità storiche dell'unificazione italiana, un conflitto territoriale mediando il quale la "casta politico-amministrativa" che controlla l'apparato centrale dello stato si legittima, si perpetua, ed ingrassa. Li' vive il germe della nostra decadenza.

OGGI tale conflitto si materializza nella spoliazione fiscale di gran parte dell'economia privata del Nord (persino Fiat, il capolista dei "protetti-sussidiati" inizia a lamentarsi ...), d'una parte crescente di quella del Centro, e d'una parte piccola di quella del Sud. Tale spoliazione viene operata a favore dell'economia pubblico-parassitaria del Sud, d'una parte del Centro (concentrata a Roma e paraggi) e d'una parte molto piccola del Nord (Val d'Aosta, Liguria, parte delle regioni autonome ...). Questa spoliazione, accentuatasi a fine anni '80, portò alla nascita della LN. Il suo progressivo incancrenirsi da allora, ha portato alla LN l'enorme massa di voti che essa oggi controlla.

Cosa ha conseguito su questo terreno la Lega Nord in vent'anni? NULLA! Assolutamente NULLA!

Non solo nulla ha conseguito ma QUALSIASI indicatore che misuri l'entità di tale spoliazione e del conseguente trasferimento è venuto peggiorando da quando la LN è arrivata al governo (1994) ad oggi. In questo sito abbiamo documentato tali fatti svariate volte: riduzione del carico fiscale, riduzione di trasferimenti e sussidi, lotta all'evasione fiscale, corruzione nella vita pubblica, criminalità organizzata, dualismo del mercato del lavoro e sue rigidità normative e salariali, inefficienza della PA, assenza di concorrenza ... Su NESSUNA di queste emergenze abbiamo osservato progresso alcuno, zero assoluto. TUTTO è peggiorato da quanto Bossi&Co governano, TUTTO!


Era inevitabile questo fallimento? No, ecco un contro-esempio: CiU, in Catalunya.

Questo fallimento, anche se sufficiente per augurarsene sconfitta e sparizione, non rende ancora la LN il nemico pubblico numero uno.

La vera colpa storica della LN consiste nell'aver permesso che si ricreasse (attorno a BS ed ai suoi svariati partiti e governi) quel blocco sociale che costituisce il filo nero della storia italiana e che ne controlla, da sempre, gli apparati dello stato.

La LN, non solo ha permesso che tale coalizione si ricostruisse (dopo che lo shock del 1992-93 l'aveva fatta traballare) ma ha financo incoraggiato la sua degenerazione para-criminale. Perché, come l'evidenza di questi ultimi anni dimostra, oramai parti sostanziali dello stato italiano, dei partiti che lo governano oggi ed anche dei partiti che, dall'opposizione, si preparano a governarlo dopodomani, opera ai margini della legalità e dei principi liberal-democratici. La parola "casta", un termine post-leghista, sintetizza questo stato di cose. Il problema non sono, di per se, né le "intemperanze verbali" dei leghisti, né la loro deriva razzista, né il loro sfacciato appropriarsi di soldi e potere, né il loro essere sempre di più, rapidamente e profondamente casta (spero un esempio basti per rinfrescare la memoria: abbondano). Il problema non è nemmeno che, nella degenerazione nord-coreana che la caratterizza, la LN sia arrivata ad accettare che un "capo", ridotto ad una larva politica, possa cercare di far "ereditare" ad un figlio imbelle il proprio ruolo.

Il crimine politico grave ed imperdonabile della LN consiste nell'aver permesso il riagglutinarsi di una versione degenerata dell'antico blocco storico, all'interno del quale ha cercato di entrare (qua gruppo politico) senza riuscirci, mentre raccontava al proprio elettorato di operare per il federalismo e per lo smantellamento dell'assetto esistente. Questo inganno storico il Nord d'Italia (e con esso il resto del paese) lo pagherà per decenni a venire.

1) Perché, avendo la LN impostato il problema come puramente razzial-culturale invece che economico-sociale, essa ha determinato un'ostilità profonda, lungo l'asse Nord-Sud, anche fra membri delle classi sociali "fiscalmente spoliate", ossia fra potenziali alleati. Così facendo ha indebolito la possibile coalizione riformista attraverso una spaccatura tanto ideologica quanto artificiale.

2) Perché, avendo coinvolto la propria base elettorale in un processo di costruzione d'una identità etnica inventata (la Padania) invece di valorizzare e sviluppare quelle storicamente esistenti, ha dato all'intero progetto una dimensione velleitariamente secessionista che ne ha svuotato l'efficacia concreta. Tale costruzione d'una identità artificiale viaggia oramai verso una forma di "fascismo folklorico", tanto incoerente quanto remoto sia dalla liberal-democrazia contemporanea che dalle tradizioni civili del Nord e Centro Italia. Così facendo la LN ha determinato una seconda spaccatura, anch'essa tutta ideologica ed artificiale, fra chi accetta il progetto folkloriko chiamato "Padania" e chi considera irrinunciabili i valori politici della liberal-democrazia.

3) Perché, infine, non avendo affrontato QS&QM per quello che sono ma avendo spacciato, al proprio elettorato, questa riforma federale - uno scambio di favori all'interno del blocco sociale dominante, alla cui "elite" il personale politico leghista ambisce accedere - quale punto di partenza d'una grande trasformazione, ha vanificato, per l'ennesima volta in un secolo e mezzo, ogni speranza di cambiamento. I gruppi sociali "politicamente spoliati" del Nord sembrano credere che la soluzione alle difficoltà storiche che affrontano consista nel mandare a casa gli immigrati, fare i trasferimenti di competenze alle regioni e poi praticare il peronismo economico che Giulio Tremonti predica. Nessuna follia potrebbe essere più dannosa per il sistema socio-economico del Nord e, nella misura in cui su di esso si regge tutto, per quello dell'intero paese.

Per queste ragioni, oggi, la Lega Nord è il cancro politico che va sconfitto. Nell'interesse di quel "Nord socio-economico" che vive soprattutto al Nord, ma anche al Centro ed un po' al Sud, e che costituisce la residua speranza di quella cosa chiamata Italia.


http://www.noisefromamerika.org/index.p ... ancro#body

la lega Nord poteva fare davvero molto per TUTTA l'italia.....
purtroppo si è resa simile e PEGGIORE di chi voleva combattere......
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 6:00 pm 
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nesema ? ha scritto:
Cita:


la lega Nord poteva fare davvero molto per TUTTA l'italia.....
purtroppo si è resa simile e PEGGIORE di chi voleva combattere......


è nata con lo scopo poltrona e sistemare la progenie... ovvio che finisse così.
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calderoli? è stufo delle polemiche ...e? invade la polonia!
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 6:44 pm 
Schiavo
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 6:47 pm 
Schiavo
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Ennesima riprova come non sia necessario essere di sinistra per riconoscere quale schifo sia la Lega Nord e tutti i nazi-leghisti

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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 7:31 pm 
Schiavo
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articolo un pò macchinoso ma nel complesso veritiero. Da sempre sostengo che esista una questione settentrionale e che la lega sia la peggiore soluzione possibile: un branco di delinquenti e parassiti.
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 7:59 pm 
Schiavo
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sid_yanar ? ha scritto:
articolo un pò macchinoso ma nel complesso veritiero. Da sempre sostengo che esista una questione settentrionale e che la lega sia la peggiore soluzione possibile: un branco di delinquenti e parassiti.

EsisteVA una questione settentrionale.
Oggi, grazie a questi simpatici figuri, è destituita di fondamento e ci vorranno ANNI prima che qualcuno possa parlarne seriamente.
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 8:08 pm 
Cylon
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mah, secondo me la lega non e' mai stata cura. Al limite era lo "strillo" per rendere nota la questione settentrionale, ma da li' a diventarne cura ce ne passava...
cancro lo e', eccome. lega ladrona
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 10:58 pm 
Schiavo
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ConteZero ? ha scritto:
sid_yanar ? ha scritto:
articolo un pò macchinoso ma nel complesso veritiero. Da sempre sostengo che esista una questione settentrionale e che la lega sia la peggiore soluzione possibile: un branco di delinquenti e parassiti.

EsisteVA una questione settentrionale.
Oggi, grazie a questi simpatici figuri, è destituita di fondamento e ci vorranno ANNI prima che qualcuno possa parlarne seriamente.


il fatto che la dirigenza della LN sia composta da cialtroni, non implica affatto quel che sostieni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: gio dic 02, 2010 11:11 pm 
Schiavo
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Caldco ? ha scritto:
ConteZero ? ha scritto:
EsisteVA una questione settentrionale.
Oggi, grazie a questi simpatici figuri, è destituita di fondamento e ci vorranno ANNI prima che qualcuno possa parlarne seriamente.


il fatto che la dirigenza della LN sia composta da cialtroni, non implica affatto quel che sostieni.

Tu credi ?
Ora che tutte le forze politiche si sono strarotti i coglioni di questi ladri credi davvero che se arriva qualcuno a dire "scusate, c'è la questione settentrionale che và dibattuta" non lo mandano a cagare in nome di Bossi, Calderoli, Eridanio ed il Trota ?

La bontà della "causa" dipende anche da chi l'ha portata avanti.
La "causa" del nord ha il faccione di un semiparalizzato che spara cazzate dalla mattina alla sera.
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 9:55 am 
Schiavo
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L' articolo ha la leggibilita' dei post di Proteus.
Nasce da presupposti sbagliati, confondendo i desiderata dell' articolista con la realta'.

Prendiamo la frase
"Perché, avendo la LN impostato il problema come puramente razzial-culturale invece che economico-sociale, essa ha determinato un'ostilità profonda, lungo l'asse Nord-Sud, anche fra membri delle classi sociali "fiscalmente spoliate", ossia fra potenziali alleati" : e' come imputare al gelato di non essere un budino, perche' volevo mangiare budino.

Alla fine poi dimostra di non aver capito molto sulla LN.
"Nell'interesse di quel "Nord socio-economico" che vive soprattutto al Nord, ma anche al Centro ed un po' al Sud, e che costituisce la residua speranza di quella cosa chiamata Italia."
Della cosa chiamata italia ci interessa poco, se non il fatto di limitare i danni.

Sul fatto che a livello nazionale si sia ottenuto ancora nontroppo e' vero, ma purtroppo sono i problemi delle coalizioni.
I voti della LN vengono "generati" dalle amministrazioni locali (comuni, provicie e ora regioni) che in genere sono di qualita'.
A Umberto Bossi, il popolo della Lega Nord sta riconoscendogli un debito di gratitudine: se oggi si parla di una questione settentrionale, lo si deve alla sua iniziativa all' epoca visionaria.

Io non so di dove sia l' articolista, ma parla di cose che non conosce.
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Pegaso :-)
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MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 9:59 am 
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pegaso (che titolo hai tu di parlare di Lega Nord dall'Olanda non lo so) il punto che tu non ti ritrovi nella SUA visione della Lega Nord implica solo che, dal suo punto di vista, sei già andato "in aceto".

L'argomento è scritto e diretto non a te o a chi la pensa come te (pochi) ma ai molti che votano la Lega perché sperano che il nord torni produttivo e non per mere questioni razzistico-campanilistiche.

E non credere che tutti quelli che votano LN vogliono la secessione, quella è solo una masturbazione mentale di Bossi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:05 am 
Schiavo
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La cura del nord non è la lega e non lo è mai stata.
La cura del nord è la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro.
Alla lega non appartiene nessuna di queste caratteristiche, quindi non curano nulla, anzi aumentano il problema spostandolo l'attenzione.
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Viene giustamente deriso chi, senza forza, fa vane minacce.
Fedro
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MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:17 am 
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ConteZero ? ha scritto:
pegaso (che titolo hai tu di parlare di Lega Nord dall'Olanda non lo so) il punto che tu non ti ritrovi nella SUA visione della Lega Nord implica solo che, dal suo punto di vista, sei già andato "in aceto".

L'argomento è scritto e diretto non a te o a chi la pensa come te (pochi) ma ai molti che votano la Lega perché sperano che il nord torni produttivo e non per mere questioni razzistico-campanilistiche.

E non credere che tutti quelli che votano LN vogliono la secessione, quella è solo una masturbazione mentale di Bossi.


Il mio diritto di parlare di LN dall' Olanda e' lo stesso tuo.
Non so cosa voglia dire andare in aceto.

"L'argomento è scritto e diretto non a te o a chi la pensa come te (pochi) ma ai molti che votano la Lega perché sperano che il nord torni produttivo e non per mere questioni razzistico-campanilistiche" Questa frase e' piena di tua non conoscenza della situazione: ti cito solo il fatto delle discussioni nel PD per costruire un PD federale (nordista al nord), che trovi su ogni giornale.

Sul fatto che non tutti nella LN vogliano la secessione e' vero, pero' e' altrettanto vero che tutti vogliono almeno il federalismo.
Ci siamo "sfrucugliati i cabasisi" di come certa parte di Italia si comporta, non perche' noi si sia migliori, ma perche' "li sotto" e' peggio. E questo al Nord vale per gli elettori di LN, come quelli del PD e buona parte dei partiti.
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Qui l'ho detto e qui lo ripeto:

Votare LN per il federalismo è come votare il berlusca per la riforma della giustizia

:patpat:
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:21 am 
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MARCA ? ha scritto:
La cura del nord non è la lega e non lo è mai stata.
La cura del nord è la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro.
Alla lega non appartiene nessuna di queste caratteristiche, quindi non curano nulla, anzi aumentano il problema spostandolo l'attenzione.


belle parole, ma solo retoriche.
Quando anche il sud applichera' "la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro", sicuramente la situazione migliorera'. Ma mi sono stufato di aspettare e sperare.
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Pegaso :-)
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MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:23 am 
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pegasoalatp ha scritto:
belle parole, ma solo retoriche.
Quando anche il sud applichera' "la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro", sicuramente la situazione migliorera'. Ma mi sono stufato di aspettare e sperare.

Al sud la cultura c'è,
la cultura della legalità è legata alla mancanza dello stato che invece al nord è ben presente, e questa mancanza di conseguenza crea anche problemi di sussidiarietà e di lavoro.
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MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:34 am 
MARCA ? ha scritto:
pegasoalatp ha scritto:
belle parole, ma solo retoriche.
Quando anche il sud applichera' "la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro", sicuramente la situazione migliorera'. Ma mi sono stufato di aspettare e sperare.

Al sud la cultura c'è,
la cultura della legalità è legata alla mancanza dello stato che invece al nord è ben presente, e questa mancanza di conseguenza crea anche problemi di sussidiarietà e di lavoro.

Oh sh, come cazzo è possibile?
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:37 am 
Schiavo
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MARCA ? ha scritto:
pegasoalatp ha scritto:
belle parole, ma solo retoriche.
Quando anche il sud applichera' "la cultura, la cultura della legalità, della sussidiarietà e del lavoro", sicuramente la situazione migliorera'. Ma mi sono stufato di aspettare e sperare.

Al sud la cultura c'è,
la cultura della legalità è legata alla mancanza dello stato che invece al nord è ben presente, e questa mancanza di conseguenza crea anche problemi di sussidiarietà e di lavoro.



Ogni volta che passo da Milano e Bergamo per andare ad Orio, sai le risate che mi faccio...
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:38 am 
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sempre detto che questo forum cambia le persone, MARCA ha scritto cose giuste e condivisibile.
Se continua così mi troverò whistler che tifa berlusconi e chairon bushiano :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:40 am 
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[quote="elect]Ogni volta che passo da Milano e Bergamo per andare ad Orio, sai le risate che mi faccio...[/quote]
Siccome abito a Bergamo, dimmi cosa ti fa ridere?
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:47 am 
Wolfgang ? ha scritto:
sempre detto che questo forum cambia le persone, MARCA ha scritto cose giuste e condivisibile.
Se continua così mi troverò whistler che tifa berlusconi e chairon bushiano :asd:


Non gli credere, è solo una tattica diversa di approccio al trolling :whistler:
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 11:51 am 
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[quote="LuVi [/quote]

Non gli credere, è solo una tattica diversa di approccio al trolling :whistler:[/quote]
Fa il bravo :wink:
Eppoi non sono mai stato a favore della lega :wink:
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 12:00 pm 
MARCA ? ha scritto:
[quote="LuVi


Non gli credere, è solo una tattica diversa di approccio al trolling :whistler:[/quote]
Fa il bravo :wink:
Eppoi non sono mai stato a favore della lega :wink:[/quote]

Se metti una pietra tombale sopra il vecchio personaggio che ti eri costruito sono favorevolissimo a fare il bravo ;)
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 12:04 pm 
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LuVi ha scritto:

Se metti una pietra tombale sopra il vecchio personaggio che ti eri costruito sono favorevolissimo a fare il bravo ;)

Non era costruito,
in ogni caso non sono qua per rompere, te lo assicuro.
Certo, Di Pietro non lo difenderò mai :D
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 Oggetto del messaggio: Re: Lega Nord, da cura a cancro
MessaggioInviato: ven dic 03, 2010 12:42 pm 
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Caldco ? ha scritto:
:ave:
Mi inchino a MB.

Giusto, tutti a venerare la padanissima provincia di Monza e Brianza! :biggrin:
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