«È finita l'età storica del "deficit spending"». Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un'audizione alla Camera con il commissario europeo agli Affari economici e Monetari, Olli Rehn, sulla governance europea.
«In Europa - ha aggiunto - non c'è tendenza a fare spesa pubblica per avere consenso politico».
La nuova governance europea costruita «per reazione alla crisi» si fonda su 4 pilastri, ha spiegato Tremonti: «il ruolo diverso della bce; un ruolo nuovo del fondo di stabilizzazione europea; le politiche di rigore di bilancio che si fanno in tutta europa e la comune governance politica».
«Politicamente - ha sottolineato il ministro dell'Economia - dovremmo capire l'equilibrio tra la crisi dei bilanci pubblici e la stabilizzazione dei bilanci pubblici e la crisi della finanza privata. In molti casi é evidente che i debiti pubblici non sono l'input ma l'output della crisi e credo che su questo si debba soprattutto concentrarsi per comprendere e definire una più equilibrata governance europea, credo che si debba fare una profonda riflessione sulla tendenza in atto a considerare solo un lato e non l'altro lato, che deve essere oggetto di discussione».
«Sento parlare della tenuta dei conti pubblici, ma il problema è anche la tenuta del sistema sociale. E sulla strategia per gli ammortizzatori sociali la commissione Ue si è dimostrata assolutamente disponibile. Ma vorremmo qualcosa di più: mettere al centro la questione meridionale», ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Dovremo chiedere un sostegno per sviluppare politiche di maggiore forza dell'intervento pubblico. E chiedere anche alcune eccezioni, se consentite dall' Europa per il Mezzogiorno che è questione centrale: la procedura per le opere pubbliche e la fiscalità differenziata».
Tremonti è anche tornato a parlare della proposta degli euro-bond da affiancare al debito dei singoli Stati. « È un'idea che credo debba e possa proseguire, non solo sul piano intellettuale ma anche su quello politico», ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, rispondendo alle domande dei deputati. «La discussione è aperta» - ha detto Tremonti - «credo di vedere segni di posizioni molto bipartisan. Questo mi lascia pensare che il progetto continuerà».
In precedenza nella stessa audizione il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn ha definito «interessante» l'idea, avanzata da Tremonti assieme al presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker con una lettera sulle colonne del Financial Times. Rehn ha tuttavia evidenziato l'assenza di sostegno politico da parte di alcuni Stati dell'Ue a una «comunitarizzazione» del debito pubblico. Rehn ha invitato a passare in rassegna tutte le opzioni in una fase di risposta alla crisi che è sempre più sistemica. «Non vedo la necessità di un default controllato» per i Paesi dell'Eurozona più colpiti dalla crisi come Grecia e Irlanda, ha detto Rehn.
Rehn ha rassicurato l'Italia: non serve una nuova manovra. «È stato appena approvato il bilancio per il 2011, che è compatibile con gli obiettivi fiscali per l'anno prossimo e il criterio del disavanzo del 3% del Pil nel 2012: secondo noi - ha detto Rehn - non si renderanno necessari nuovi interventi, ma al tempo stesso sarà necessario un monitoraggio rigoroso su spesa ed entrate affinché gli obiettivi fiscali siano raggiunti».
http://www.ilsole24ore.com/art/economia ... 5739.shtmlL'avessero fatto pure negli anni 80'...ma tant'è i comunisti incombevano e le pretese IGNORANTI della società pure.