Sì ai gay nelle forze armate il Senato abroga il divieto
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Tra i 65 sì anche quelli di diversi repubblicani. Il testo è identico a quello già approvato dalla Camera: la settimana prossima sarà firmato dal presidente. Che parla di "storico passo avanti"
Sì ai gay nelle forze armate il Senato abroga il divieto
WASHINGTON - Il Senato Usa ha definitivamente abrogato la norma che vieta agli omosessuali dichiarati di far parte delle forze armate. La legge, che ha già ottenuto il via libera della Camera, passa ora alla firma del presidente Barack Obama. Il provvedimento pone fine alla politica adottata da Bill Clinton nel 1993 del "don't ask, don't tell", un escamotage grazie al quale i gay e le lesbiche possono restare in servizio a patto di non rivelare il loro orientamento. Negli ultimi 17 anni almeno 13.000 uomini e donne sono stati espulsi dalle forze armate per aver fatto outing.
Sessantacinque senatori, tra i quali otto repubblicani, hanno votato a favore dell'abrogazione del divieto, mentre 31 si sono espressi contro. Dato che il testo è identico a quello già approvato dalla Camera, a questo punto manca soltanto la firma del presidente. E il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha già annunciato che Obama firmerà la legge la prossima settimana.
Ora ai "patrioti americani", gay o lesbiche, "non sarà più chiesto di vivere nella menzogna per servire il Paese che amano", ha commentato il presidente. "Oggi il Senato ha compiuto uno storico passo avanti ponendo fine a una politica che mina la nostra sicurezza nazionale e viola le idee difesi dai nostri uomini e dalle nostre donne in uniforme e per i quali rischiano la vita".
Se il voto rappresenta una grande vittoria per Obama - che ne aveva fatto uno dei temi della sua campagna elettorale -
e per i democratici, tra i repubblicani non sono mancate le voci assai critiche come quella dell'ex candidato alla Casa Bianca John McCain, che ha definito quello di oggi "un giorno molto triste". Va notato però che non pochi senatori repubblicani hanno votato a favore della messa al bando del "don't ask, don't tell", dopo che i vertici del Pentagono avevano assicurato che non vi sarebbero stati rischi legati alla revisione delle regole.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/12 ... -10373000/