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 Oggetto del messaggio: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 10:41 am 
Schiavo
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Le major di Wall Street “puntano” le amministrazioni locali

Le grandi banche scommettono sui conti degli enti pubblici Usa e i derivati sono ancora protagonisti. Dopo aver guadagnato miliardi contribuendo al deterioramento dei conti locali, i grandi operatori lanciano una nuova speculazione. Sul collasso

L’argomento è stato probabilmente al centro delle ultime e ormai celebri “riunioni del mercoledì”, quelle, per intenderci, in cui i rappresentanti delle principali banche d’affari statunitensi si consultano in segreto per delineare le migliori strategie possibili da applicare sul comparto dei derivati, il mercato finanziario più redditizio del mondo. Di certo, almeno stando a quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, si sa che proprio da un incontro newyorchese del mese scorso, è uscito un documento programmatico redatto dalle cinque major del settore - Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, J.P.Morgan e Morgan Stanley – sul futuro di un segmento di mercato particolarmente promettente: quello dei “Muni Cds”, i credit default swaps sui debiti degli enti locali. Tradotto: gli strumenti utili a speculare al ribasso intascando clamorosi guadagni sulle prospettive di collasso delle amministrazioni locali.

Mentre gli enti pubblici, a cominciare dagli Stati dell’unione, annaspano faticosamente sotto il peso di un indebitamento mostruoso, insomma, i grandi operatori di Wall Street si preparano a sfruttare la situazione per incamerare nuovi profitti. E poco importa che al dissesto generale delle amministrazioni abbiano contribuito anche loro. L’opportunità è chiara, e anche questa volta non si faranno prigionieri. Ma andiamo con ordine. Il credit default swap non è altro che un contratto in cui una parte (A) si impegna a tutelare l’altra (B) dall’impossibilità di recuperare un credito a fronte dell’ipotetica bancarotta del debitore (C). In questo caso B si fa garante del debito di C. A ha la certezza di recuperare il credito ma deve retribuire B per il rischio. Tanto è elevato quest’ultimo, tanto maggiore sarà la retribuzione.

E’ stato proprio grazie a questi strumenti che gli speculatori più attenti hanno potuto guadagnare in passato sulla crisi dei mutui. Un po’ perché all’aumentare del rischio il valore dei Cds cresce consentendo così a chi li rivende di ottenere una plusvalenza, un po’ perché nell’eventualità della bancarotta il fortunato possessore del contratto ottiene un risarcimento di proporzioni clamorose. Alla vigilia della crisi, si narra, il finanziere John Paulson, acquistò 22 milioni di dollari in Cds contro il rischio fallimento di Lehman Brothers della quale, forse, non possedeva nemmeno un’azione. La scommessa, sostenne tempo fa l’Economist, gli avrebbe fruttato circa 1 miliardo.

L’esempio non è casuale visto che in molti, ad oggi, sembrano aver capito ormai l’aria che tira. «Da quando in primavera abbiamo osservato una crescita del costo dei Cds sui debiti degli enti – ha dichiarato al WSJ l’economista della Payden & Rygel Jeffrey Cleveland – abbiamo capito che gli hedge funds stanno cercando di approfittare del disastro delle amministrazioni locali. Cercano i nuovi subprime». E stando alle cifre, verrebbe da aggiungere, sembra proprio che li abbiano trovati. Nell’ultimo anno il valore complessivo dell’ammontare dei contratti Cds a protezione del rischio bancarotta della California è aumentato del 35% mentre il costo dei medesimi derivati sul debito pubblico dell’Illinois è raddoppiato negli ultimi 12 mesi. Banche e fondi speculativi, ovviamente, ne stanno approfittando suscitando l’interesse dei colleghi stranieri. Per la prima volta da due anni a questa parte, riferisce ancora il WSJ, l’istituto svizzero Ubs si è lanciato nuovamente nel business puntando deciso sulle disgrazie delle amministrazioni statunitensi.

L’aspetto peggiore della vicenda è però un altro. Quella alimentata oggi dai Cds rappresenta solo l’ultimo capitolo di una parabola di sfruttamento legalizzato delle casse pubbliche che da tempo vede le banche in prima fila. A spolpare le casse locali (e quindi le tasche dei contribuenti) gli istituti ci avevano già pensato in questi ultimi anni convincendo le amministrazioni ad affidarsi alle loro cure per contenere l’espansione dei propri debiti. Un’esperienza fallimentare (del tutto simile a quella patita dagli enti italiani) che ha visto la finanza strutturata ancora protagonista e che, in estrema sintesi, può essere riassunta così. Esposti per circa 2.800 miliardi di dollari di obbligazioni gli enti locali avevano cercato di proteggersi dal rischio di un’impannata dei tassi sottoscrivendo con Wall Street qualcosa come 500 miliardi di dollari di interest rate swaps, gli strumenti finanziari studiati proprio per questa eventualità. In pratica una mega scommessa che, al lato pratico del contratto e, soprattutto, a fronte del crollo dei tassi sperimentato negli ultimi anni, lungi dal migliorare la situazione ha generato ulteriori perdite per i sottoscrittori. Una volta compreso l’arcano le amministrazioni (enti pubblici ma anche prestigiose università come Harward, ad esempio) si sono affrettate a chiudere in anticipo i contratti sostenendo così un costo aggiuntivo, il cosiddetto “termination payment”. Per le solite cinque banche, fatti i conti, è stato un ulteriore affare da 4 miliardi.

Il valore dei “Muni Cds” circolanti negli Usa è ancora limitato (50 miliardi contro i 2.800 delle obbligazioni su cui sono costruiti) ma il timore, ora, è che il mercato possa dilagare lanciando un segnale molto pericoloso a facendo aumentare il costo dell’indebitamento locale con un nuovo peggioramento dello stato dei conti. Nella scorsa estate il Center on Budget and Policy Priorities, uno dei più autorevoli centri di ricerca di Washington, rivelò che 46 Stati americani (su 50) presentavano bilanci in rosso per un disavanzo complessivo, nel solo ultimo anno fiscale, pari a 112 miliardi di dollari. A novembre Illinois e California erano ormai entrati a far parte della Top 10 della classifica degli Stati a maggior rischio fallimento del mondo (la graduatoria stilata dalle società del settore che monitorano proprio i derivati assicurativi) accanto, tra gli altri, ai Paesi della periferia europea come Grecia, Irlanda e Portogallo. A decidere almeno in parte il loro destino, al pari di quello di decine e centinaia di sconosciute “municipalities”, saranno ancora una volta gli speculatori.

Fonte: Il fatto quotidiano

:pcosodance:
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:05 am 
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:10 am 
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ConteZero ? ha scritto:
In B4 Caldco "L'invisibile mano del mercato ci salverà tutti".

hai dimenticato
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:17 am 
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Scusa ma sbaglio o il credit swap è in pratica una modificazione della fideiussione?

Tizio garantisce (a titolo oneroso?) a Caio i debiti Sempronio e poi?
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:19 am 
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ConteZero ? ha scritto:
In B4 Caldco "L'invisibile mano del mercato ci salverà tutti".

Se le amministrazioni locali fossero affidate a delle aziende private, queste sarebbero piú attente al bilancio e non fallirebbero. E comunque i soldi non ci metterebbero i soldi, quindi anche se fallissero altre prenderebbero il loro posto.

:O :O :O
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:22 am 
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Chairon ? ha scritto:
Le major di Wall Street “puntano” le amministrazioni locali

Le grandi banche scommettono sui conti degli enti pubblici Usa e i derivati sono ancora protagonisti. Dopo aver guadagnato miliardi contribuendo al deterioramento dei conti locali, i grandi operatori lanciano una nuova speculazione. Sul collasso

L’argomento è stato probabilmente al centro delle ultime e ormai celebri “riunioni del mercoledì”, quelle, per intenderci, in cui i rappresentanti delle principali banche d’affari statunitensi si consultano in segreto per delineare le migliori strategie possibili da applicare sul comparto dei derivati, il mercato finanziario più redditizio del mondo. Di certo, almeno stando a quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, si sa che proprio da un incontro newyorchese del mese scorso, è uscito un documento programmatico redatto dalle cinque major del settore - Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, J.P.Morgan e Morgan Stanley – sul futuro di un segmento di mercato particolarmente promettente: quello dei “Muni Cds”, i credit default swaps sui debiti degli enti locali. Tradotto: gli strumenti utili a speculare al ribasso intascando clamorosi guadagni sulle prospettive di collasso delle amministrazioni locali.

Mentre gli enti pubblici, a cominciare dagli Stati dell’unione, annaspano faticosamente sotto il peso di un indebitamento mostruoso, insomma, i grandi operatori di Wall Street si preparano a sfruttare la situazione per incamerare nuovi profitti. E poco importa che al dissesto generale delle amministrazioni abbiano contribuito anche loro. L’opportunità è chiara, e anche questa volta non si faranno prigionieri. Ma andiamo con ordine. Il credit default swap non è altro che un contratto in cui una parte (A) si impegna a tutelare l’altra (B) dall’impossibilità di recuperare un credito a fronte dell’ipotetica bancarotta del debitore (C). In questo caso B si fa garante del debito di C. A ha la certezza di recuperare il credito ma deve retribuire B per il rischio. Tanto è elevato quest’ultimo, tanto maggiore sarà la retribuzione.

E’ stato proprio grazie a questi strumenti che gli speculatori più attenti hanno potuto guadagnare in passato sulla crisi dei mutui. Un po’ perché all’aumentare del rischio il valore dei Cds cresce consentendo così a chi li rivende di ottenere una plusvalenza, un po’ perché nell’eventualità della bancarotta il fortunato possessore del contratto ottiene un risarcimento di proporzioni clamorose. Alla vigilia della crisi, si narra, il finanziere John Paulson, acquistò 22 milioni di dollari in Cds contro il rischio fallimento di Lehman Brothers della quale, forse, non possedeva nemmeno un’azione. La scommessa, sostenne tempo fa l’Economist, gli avrebbe fruttato circa 1 miliardo.

L’esempio non è casuale visto che in molti, ad oggi, sembrano aver capito ormai l’aria che tira. «Da quando in primavera abbiamo osservato una crescita del costo dei Cds sui debiti degli enti – ha dichiarato al WSJ l’economista della Payden & Rygel Jeffrey Cleveland – abbiamo capito che gli hedge funds stanno cercando di approfittare del disastro delle amministrazioni locali. Cercano i nuovi subprime». E stando alle cifre, verrebbe da aggiungere, sembra proprio che li abbiano trovati. Nell’ultimo anno il valore complessivo dell’ammontare dei contratti Cds a protezione del rischio bancarotta della California è aumentato del 35% mentre il costo dei medesimi derivati sul debito pubblico dell’Illinois è raddoppiato negli ultimi 12 mesi. Banche e fondi speculativi, ovviamente, ne stanno approfittando suscitando l’interesse dei colleghi stranieri. Per la prima volta da due anni a questa parte, riferisce ancora il WSJ, l’istituto svizzero Ubs si è lanciato nuovamente nel business puntando deciso sulle disgrazie delle amministrazioni statunitensi.

L’aspetto peggiore della vicenda è però un altro. Quella alimentata oggi dai Cds rappresenta solo l’ultimo capitolo di una parabola di sfruttamento legalizzato delle casse pubbliche che da tempo vede le banche in prima fila. A spolpare le casse locali (e quindi le tasche dei contribuenti) gli istituti ci avevano già pensato in questi ultimi anni convincendo le amministrazioni ad affidarsi alle loro cure per contenere l’espansione dei propri debiti. Un’esperienza fallimentare (del tutto simile a quella patita dagli enti italiani) che ha visto la finanza strutturata ancora protagonista e che, in estrema sintesi, può essere riassunta così. Esposti per circa 2.800 miliardi di dollari di obbligazioni gli enti locali avevano cercato di proteggersi dal rischio di un’impannata dei tassi sottoscrivendo con Wall Street qualcosa come 500 miliardi di dollari di interest rate swaps, gli strumenti finanziari studiati proprio per questa eventualità. In pratica una mega scommessa che, al lato pratico del contratto e, soprattutto, a fronte del crollo dei tassi sperimentato negli ultimi anni, lungi dal migliorare la situazione ha generato ulteriori perdite per i sottoscrittori. Una volta compreso l’arcano le amministrazioni (enti pubblici ma anche prestigiose università come Harward, ad esempio) si sono affrettate a chiudere in anticipo i contratti sostenendo così un costo aggiuntivo, il cosiddetto “termination payment”. Per le solite cinque banche, fatti i conti, è stato un ulteriore affare da 4 miliardi.

Il valore dei “Muni Cds” circolanti negli Usa è ancora limitato (50 miliardi contro i 2.800 delle obbligazioni su cui sono costruiti) ma il timore, ora, è che il mercato possa dilagare lanciando un segnale molto pericoloso a facendo aumentare il costo dell’indebitamento locale con un nuovo peggioramento dello stato dei conti. Nella scorsa estate il Center on Budget and Policy Priorities, uno dei più autorevoli centri di ricerca di Washington, rivelò che 46 Stati americani (su 50) presentavano bilanci in rosso per un disavanzo complessivo, nel solo ultimo anno fiscale, pari a 112 miliardi di dollari. A novembre Illinois e California erano ormai entrati a far parte della Top 10 della classifica degli Stati a maggior rischio fallimento del mondo (la graduatoria stilata dalle società del settore che monitorano proprio i derivati assicurativi) accanto, tra gli altri, ai Paesi della periferia europea come Grecia, Irlanda e Portogallo. A decidere almeno in parte il loro destino, al pari di quello di decine e centinaia di sconosciute “municipalities”, saranno ancora una volta gli speculatori.

Fonte: Il fatto quotidiano

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niente di personale, ma la piantiamo di prendere per oro colato vaccate scritte sui quotidiani?perche' di questo si tratta.
e cmq: ancora a piangere che gli speculatori (capitalisti) sono brutti grassi e cattivi? dove cazzo sta scritto che gli enti locali si debbano indebitare?
basta chiedere conto ai politici locali invece di risvegliarsi dal sonno ogni x anni in corrispondenza delle elezioni.
certo, capire poi le basi dell'economia non guasterebbe.
e' sempre colpa di qualcun'altro vero?
solo buoni a piangere...
ridicoli
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:25 am 
Schiavo
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ConteZero ? ha scritto:
In B4 Caldco "L'invisibile mano del mercato ci salverà tutti".


ma proprio non ha capito un beato cazzo di niente in economia...
ma saranno anche cazzi tuoi, io mica mi offendo piu' di tanto.
l'ignorante in materia sei tu.
io non capisco un cazzo di elettronica, a parte cambiare canale col telecomando...ma almeno non pretendo di avere un'opinione in materia...
il problema e' sempre lo stesso: una testa, un voto e la governance
:patpat:
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Ultima modifica di Caldco, mer dic 22, 2010 1:16 pm, modificato 1 volta.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:26 am 
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Chairon ? ha scritto:
ConteZero ? ha scritto:
In B4 Caldco "L'invisibile mano del mercato ci salverà tutti".

Se le amministrazioni locali fossero affidate a delle aziende private, queste sarebbero piú attente al bilancio e non fallirebbero. E comunque i soldi non ci metterebbero i soldi, quindi anche se fallissero altre prenderebbero il loro posto.

:O :O :O


tu fai il bravo e ritorna sui banchi, che' nutro ancora flebili speranze
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:51 am 
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Caldco ? ha scritto:
ConteZero ? ha scritto:
In B4 Caldco "L'invisibile mano del mercato ci salverà tutti".


ma proprio non ha capito un beato cazzo di niente in economia...
ma saranno anche cazzi tuoi, io mica mi offendo piu' di tanto.
l'ignorante in materia sei tu.
io non capisco un cazzo di elettronica, a parte cambiare canale col telecomando...ma almeno non pretendo di avere un'opinione in materia...
il problema e' sempre lo stesso: una testa, un voto
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Il problema, come s'è visto anche in Italia coi derivati, è che le amministrazioni locali non dovrebbero avere il diritto di poter firmare alcunché, specialmente quando di mezzo ci sono banche e titoli.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 11:58 am 
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ConteZero ? ha scritto:
Caldco ? ha scritto:

ma proprio non ha capito un beato cazzo di niente in economia...
ma saranno anche cazzi tuoi, io mica mi offendo piu' di tanto.
l'ignorante in materia sei tu.
io non capisco un cazzo di elettronica, a parte cambiare canale col telecomando...ma almeno non pretendo di avere un'opinione in materia...
il problema e' sempre lo stesso: una testa, un voto
:patpat:


Il problema, come s'è visto anche in Italia coi derivati, è che le amministrazioni locali non dovrebbero avere il diritto di poter firmare alcunché, specialmente quando di mezzo ci sono banche e titoli.


ah, beh, questa e' tutta un'altra storia.
concordo assolutamente allora.
non esiste alcuna necessita' per una amministrazione locale ad entrare nel mondo dei derivati (peggio ancora se esotici, :pua: ) se non l'avida golosita' degli amministratori locali nel farsi portare a puttane e di farsi corrompere dai banchieri...
i banchieri fanno il loro mestiere, gli amministratori no.
punto
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MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 12:08 pm 
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Caldco ? ha scritto:
i banchieri fanno il loro mestiere con metodi illeciti


Questo è da puntualizzare, visto che più volte le banche e i funzionari son stati rinviati a giudizio.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AYmBxetC
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FradettII ? ha scritto:
Caldco ? ha scritto:
i banchieri fanno il loro mestiere con metodi illeciti


Questo è da puntualizzare, visto che più volte le banche e i funzionari son stati rinviati a giudizio.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AYmBxetC


tutti? :shock:
allora denuciali, oppure vai in gdf
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MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 12:23 pm 
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Caldco ? ha scritto:
FradettII ? ha scritto:

Questo è da puntualizzare, visto che più volte le banche e i funzionari son stati rinviati a giudizio.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AYmBxetC


tutti? :shock:
allora denuciali, oppure vai in gdf


ho detto "più volte" :patpat: :patpat:

dai non prendiamoci per il culo: le banche negli affari coi comuni hanno spesso e volentieri fatto quello che hanno voluto con l'aiuto degli amministratori.

Se io lascio la macchina aperta con le chiavi a bordo e tu me la freghi... io son scemo ma tu sei ladro. :wat:
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MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 12:32 pm 
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In B4 il consigliere comunale impiegato in banca che ha fatto acquistare al suo comune un derivato terrificante. (Report)
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FradettII ? ha scritto:
Caldco ? ha scritto:

tutti? :shock:
allora denuciali, oppure vai in gdf


ho detto "più volte" :patpat: :patpat:

dai non prendiamoci per il culo: le banche negli affari coi comuni hanno spesso e volentieri fatto quello che hanno voluto con l'aiuto degli amministratori.

Se io lascio la macchina aperta con le chiavi a bordo e tu me la freghi... io son scemo ma tu sei ladro. :wat:


aritanga, concordo al 100%, ma la morale non e': io banchiere sono bastardo a prescindere e allora tu mi devi impedire di lavorare (speculare, quel che ti pare), ma io bachiere lobbista premo per distorcere il mercato atteaverso prebende a te amministratore corruttibile, che nella pratica ti fai corrompere.
basta dire no alla mazzetta e il banchiere se la piglia nel culo (metaforicamente).
la colpa non e' di chi offre, ma di chi acconsente. e non denuncia il tentativo di corruzione/distorsione.
una volta che la corruzione e' in atto, il dolo e' ovviamente di entrambi.
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ConteZero ? ha scritto:
In B4 il consigliere comunale impiegato in banca che ha fatto acquistare al suo comune un derivato terrificante. (Report)


quello infatti va appeso per i coglioni e gli vanno pignorati pure i peli del culo.
altro che galera a spese della collettivita'.
ci pensi poi due volte prima di farti portare a cena e a puttane dal broker...
fidati
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Caldco ? ha scritto:
FradettII ? ha scritto:

ho detto "più volte" :patpat: :patpat:

dai non prendiamoci per il culo: le banche negli affari coi comuni hanno spesso e volentieri fatto quello che hanno voluto con l'aiuto degli amministratori.

Se io lascio la macchina aperta con le chiavi a bordo e tu me la freghi... io son scemo ma tu sei ladro. :wat:


aritanga, concordo al 100%, ma la morale non e': io banchiere sono bastardo a prescindere e allora tu mi devi impedire di lavorare (speculare, quel che ti pare), ma io bachiere lobbista premo per distorcere il mercato atteaverso prebende a te amministratore corruttibile, che nella pratica ti fai corrompere.
basta dire no alla mazzetta e il banchiere se la piglia nel culo (metaforicamente).
la colpa non e' di chi offre, ma di chi acconsente. e non denuncia il tentativo di corruzione/distorsione.
una volta che la corruzione e' in atto, il dolo e' ovviamente di entrambi.


non è solo un problema di corruzione... una banca non può neanche proporre certi prodotti ad un ente pubblico.

In più hanno applicato in modo sbagliato la MIFID considerando i comuni quali controparti qualificate.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 1:09 pm 
Schiavo
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FradettII ? ha scritto:
Caldco ? ha scritto:

aritanga, concordo al 100%, ma la morale non e': io banchiere sono bastardo a prescindere e allora tu mi devi impedire di lavorare (speculare, quel che ti pare), ma io bachiere lobbista premo per distorcere il mercato atteaverso prebende a te amministratore corruttibile, che nella pratica ti fai corrompere.
basta dire no alla mazzetta e il banchiere se la piglia nel culo (metaforicamente).
la colpa non e' di chi offre, ma di chi acconsente. e non denuncia il tentativo di corruzione/distorsione.
una volta che la corruzione e' in atto, il dolo e' ovviamente di entrambi.


non è solo un problema di corruzione... una banca non può neanche proporre certi prodotti ad un ente pubblico.

In più hanno applicato in modo sbagliato la MIFID considerando i comuni quali controparti qualificate.


infatti per aggirare...le peggio porcate le fanno fare alle bache jappo. o alla sottobanca del belinostan....
:pua: :pua: :pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:01 pm 
Schiavo
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ASD, aggià la "matematica applicata all'economia" per cui si suda tantissimissimissimissimo.

Ma un po' di teoria quantistica dei campi? Quella è matematica applicata degna :v
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:07 pm 
Schiavo
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ConteZero ? ha scritto:
Caldco ? ha scritto:

ma proprio non ha capito un beato cazzo di niente in economia...
ma saranno anche cazzi tuoi, io mica mi offendo piu' di tanto.
l'ignorante in materia sei tu.
io non capisco un cazzo di elettronica, a parte cambiare canale col telecomando...ma almeno non pretendo di avere un'opinione in materia...
il problema e' sempre lo stesso: una testa, un voto
:patpat:


Il problema, come s'è visto anche in Italia coi derivati, è che le amministrazioni locali non dovrebbero avere il diritto di poter firmare alcunché, specialmente quando di mezzo ci sono banche e titoli.


sempre come s'è visto in italia coi derivati, sarebbe il caso che gli amministratori locali siano in grado di capire compiutamente in cosa stanno investendo.

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http://www.hwupgrade.org/forum/viewtopic.php?f=46&t=23195 <-- Repetita Iuvant !
http://www.youtube.com/watch?v=4uh6J0UsaPM&NR=1 <-- ti vogliamo così !
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:29 pm 
Schiavo
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entanglement ? ha scritto:
ConteZero ? ha scritto:

Il problema, come s'è visto anche in Italia coi derivati, è che le amministrazioni locali non dovrebbero avere il diritto di poter firmare alcunché, specialmente quando di mezzo ci sono banche e titoli.


sempre come s'è visto in italia coi derivati, sarebbe il caso che gli amministratori locali siano in grado di capire compiutamente in cosa stanno investendo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:33 pm 
Schiavo
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Località: dove sile a cagnan s'accompagna
ConteZero ? ha scritto:
entanglement ? ha scritto:

sempre come s'è visto in italia coi derivati, sarebbe il caso che gli amministratori locali siano in grado di capire compiutamente in cosa stanno investendo.

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tranquillo che ha catania ci si sono indebitati, ma li ha salvati pantalone.

-ma lei ha capito cosa stava acquistando ?
-ma no, era scritto tutto in inglese (cit.)
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:35 pm 
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coerto che la crisi non ha insegnato proprio un cazzo a questi liberisti eh?

financo il polpo impara dai propri errori
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dimmelo tu, cosa dovevo fare...
forse chissà, forse potrei cambiare...
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:37 pm 
Schiavo
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entanglement ? ha scritto:
tranquillo che ha catania ci si sono indebitati, ma li ha salvati pantalone.

-ma lei ha capito cosa stava acquistando ?
-ma no, era scritto tutto in inglese (cit.)


Immigrato!!! dovrebbero espellerti!!!! :whistler:
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http://www.youtube.com/watch?v=AKgxlCIGqc8

Spoiler: show
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le major di Wall Street si preparano a fare affari sul collasso delle amministrazioni locali
MessaggioInviato: mer dic 22, 2010 2:38 pm 
Schiavo
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eroggeno ? ha scritto:
coerto che la crisi non ha insegnato proprio un cazzo a questi liberisti eh?

financo il polpo impara dai propri errori

I polpi sono komunisti, guarda come sono rossi :O

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