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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Prestigiacomo: In questo Pdl sono a disagio C'è un clima da caccia all'untore..... il PDL dell'amore
MessaggioInviato: lun dic 27, 2010 10:26 pm 
Schiavo
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Iscritto il: sab ago 07, 2010 9:32 pm
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il ministro: «È grave che problemi seri si trasformino in problemi di donne» «In questo Pdl sono a disagio C’è un clima da caccia all’untore» La Prestigiacomo: ridicola e mortificante l’accusa di infedeltà Il ministro: «È grave che problemi seri si trasformino in problemi di donne» «In questo Pdl sono a disagio C’è un clima da caccia all’untore» La Prestigiacomo: ridicola e mortificante l’accusa di infedeltà Stefania Prestigiacomo Stefania Prestigiacomo «Sono stata in silenzio per quattro giorni. E sono stati quattro giorni di disagio». Per il voto contrario del Parlamento, ministro Prestigiacomo? «Quell’episodio, grave, è stato in parte chiarito. Con Cicchitto ci siamo spiegati, grazie anche al dottor Letta. Ma certo non mi aspettavo di leggere, sul Giornale della famiglia Berlusconi, una ricostruzione dei fatti alterata, e un editoriale offensivo, palesemente ispirato da qualcuno che fa il direttore occulto...». Si riferisce a Daniela Santanché? «Sì. Un attacco personale, basato su fango». Ancora la sua amicizia con Fini? «Lasciamo perdere. È stato un piccolo replay del trattamento Boffo. Pieno di falsità. Innanzitutto: non è vero che l’altro giorno alla Camera ho pianto. È vero che piansi sette anni fa, in consiglio dei ministri, dopo una discussione con Berlusconi. Non l’altro giorno. Ed è grave che un problema serissimo come quello dei rifiuti, della salute, delle ecomafie, sia trasformato in un problema di donne. E giù analisi psico-sociologiche: l’isteria, il ciclo...». La politica italiana è maschilista? «Qui siamo molto oltre il maschilismo, e molto peggio. Le donne in politica non sono una categoria. Ognuna ha la sua storia e le sue competenze. Se Tremonti, Alfano, La Russa hanno un problema, si parla di quello. Se ce l’hanno la Prestigiacomo, la Gelmini, la Carfagna, si parla delle donne, delle loro lacrime, dei loro nervi». Anche altri quotidiani hanno attribuito a Berlusconi l’espressione «bambine viziate» riferita a lei e alla Carfagna. «Conosco bene il presidente Berlusconi ed escludo che abbia detto così. So che lui è attento al merito dei problemi. Ed è consapevole sia dell’importanza della questione rifiuti, sia della mia assoluta lealtà nei suoi confronti. Non sono una yes-woman: non dico sempre di sì, dico quel che penso. Ma l’idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno. Sono nata politicamente con Berlusconi, morirò politicamente con Berlusconi». Allora perché si vuole iscrivere al gruppo misto? «Non ho ancora deciso. Non sono un’irresponsabile. Certo in questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un’atmosfera da caccia all’untore, quando ormai lo scenario è chiaro: Fini e il suo partito stanno all’opposizione, noi dobbiamo cercare di aprire al centro». E invece? «Invece la caccia alle streghe continua. Si fa politica con la bava alla bocca. E una parla con Bocchino, e l’altra parla con quell’altro... Davvero crediamo sia il modo giusto per allargare la maggioranza?». Lei è stata solidale con la Carfagna? «Sì, lo sono stata e lo sono. Mara ha fatto una carriera politica veloce, ma poi ha dimostrato umiltà, si è candidata alle Regionali senza rete, senza che Berlusconi le facesse la campagna elettorale, e ha preso 50 mila voti. Non è giusto che il partito in Campania decida senza consultarla». Anche Barbara Berlusconi ha annotato che la Carfagna non ha fatto esattamente la gavetta. «Questo non intendo commentarlo. La specificità di Forza Italia è stata portare in Parlamento persone che non avevano mai fatto politica, e questo l’ha resa il partito più fresco, più innovativo. Io nel ’94 sono entrata con Forza Italia subito in Parlamento; ma solo dopo sette anni ho fatto il ministro. Non siamo tutte uguali in quanto donne, come non sono uguali i nostri colleghi». Niente lacrime, quindi. «Ciò non toglie che le scene dell’altro giorno alla Camera, con deputati della maggioranza che mi insultavano e chiedevano le mie dimissioni, mi abbiano profondamente ferita. Erano tutti ex di An. La parte che dovrebbe essere minoritaria nel partito. Mi chiedo se invece non siamo noi, nati con Forza Italia, a essere finiti in minoranza». Che cos’è successo esattamente alla Camera? «Due giorni prima avevamo ottenuto il primo voto favorevole a Montecitorio dopo la fiducia, sul decreto rifiuti. Rappresentavo io il governo. Abbiamo concesso qualcosa al Fli, qualcosa all’Udc, qualcosa pure al Pd e all’Italia dei Valori, portando a casa il risultato. Poi mi sono ritrovata una norma, di cui non sapevo nulla, uscita guarda caso dalla commissione Lavoro, quella di Moffa, che ci teneva moltissimo...». Una norma che sospende la tracciabilità dei rifiuti. «L’80 per cento dei rifiuti italiani è speciale. Ed è fuori controllo. Viaggia per i fatti suoi. La documentazione è tutta cartacea, ed è facile falsificarla. Il controllo deve diventare telematico, con i dati su una chiavetta, una scatola nera sui camion, e la sorveglianza affidata ai carabinieri. Una rivoluzione. La Confindustria ci appoggia. Purtroppo molte aziende preferiscono il vecchio sistema. E dietro i rifiuti ci sono lobby potentissime». Così la sua maggioranza le ha votato contro. «Vanificando il lavoro di anni. Per fortuna è un disegno di legge; il modo di rimediare si trova. Ma le grida, gli insulti, quelli lasciano traccia». Cosa chiede a Berlusconi? «Di intervenire nel merito dei problemi. Nel partito, dove i giovani non possono essere sacrificati per sempre, dove non possono essere tre persone a fare e disfare. E nel ministero, che nel 2011 non può lavorare con un taglio al bilancio del 60 per cento. Sono riuscita a salvare i parchi, che rischiavano la chiusura. Ma per bonificare 53 siti, grandi come una regione italiana, non ho un euro. Come faccio? La logica dei tagli orizzontali è deleteria, soprattutto per un ministero disastrato come quello che ho ereditato da Pecoraro Scanio. Che aveva un viceministro e due sottosegretari. Io sono rimasta senza il mio unico sottosegretario, Menia. Lavoro 12 ore al giorno. Non merito di essere trattata così». Dicono che sia tentata dal partito di Micciché. «Da sempre guardo con grande attenzione al partito del Sud. Costruire un contraltare alla Lega è una grande sfida. Dentro ci sono tantissime tra le persone con cui ho iniziato a fare politica. In prospettiva - non oggi - mi sentirei a casa più che nel Pdl com’è diventato». E la fedeltà a Berlusconi? «Ma il partito del Sud avrà in Berlusconi il suo faro...».] l ministro: «È grave che problemi seri si trasformino in problemi di donne»
«In questo Pdl sono a disagio
C'è un clima da caccia all'untore»
La Prestigiacomo: ridicola e mortificante l'accusa di infedeltà

Il ministro: «È grave che problemi seri si trasformino in problemi di donne»

«In questo Pdl sono a disagio
C'è un clima da caccia all'untore»

La Prestigiacomo: ridicola e mortificante l'accusa di infedeltà

Stefania Prestigiacomo
Stefania Prestigiacomo
«Sono stata in silenzio per quattro giorni. E sono stati quattro giorni di disagio».

Per il voto contrario del Parlamento, ministro Prestigiacomo?
«Quell'episodio, grave, è stato in parte chiarito. Con Cicchitto ci siamo spiegati, grazie anche al dottor Letta. Ma certo non mi aspettavo di leggere, sul Giornale della famiglia Berlusconi, una ricostruzione dei fatti alterata, e un editoriale offensivo, palesemente ispirato da qualcuno che fa il direttore occulto...».

Si riferisce a Daniela Santanché?
«Sì. Un attacco personale, basato su fango».

Ancora la sua amicizia con Fini?
«Lasciamo perdere. È stato un piccolo replay del trattamento Boffo. Pieno di falsità. Innanzitutto: non è vero che l'altro giorno alla Camera ho pianto. È vero che piansi sette anni fa, in consiglio dei ministri, dopo una discussione con Berlusconi. Non l'altro giorno. Ed è grave che un problema serissimo come quello dei rifiuti, della salute, delle ecomafie, sia trasformato in un problema di donne. E giù analisi psico-sociologiche: l'isteria, il ciclo...».

La politica italiana è maschilista?
«Qui siamo molto oltre il maschilismo, e molto peggio. Le donne in politica non sono una categoria. Ognuna ha la sua storia e le sue competenze. Se Tremonti, Alfano, La Russa hanno un problema, si parla di quello. Se ce l'hanno la Prestigiacomo, la Gelmini, la Carfagna, si parla delle donne, delle loro lacrime, dei loro nervi».

Anche altri quotidiani hanno attribuito a Berlusconi l'espressione «bambine viziate» riferita a lei e alla Carfagna.
«Conosco bene il presidente Berlusconi ed escludo che abbia detto così. So che lui è attento al merito dei problemi. Ed è consapevole sia dell'importanza della questione rifiuti, sia della mia assoluta lealtà nei suoi confronti. Non sono una yes-woman: non dico sempre di sì, dico quel che penso. Ma l'idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno. Sono nata politicamente con Berlusconi, morirò politicamente con Berlusconi».

Allora perché si vuole iscrivere al gruppo misto?
«Non ho ancora deciso. Non sono un'irresponsabile. Certo in questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un'atmosfera da caccia all'untore, quando ormai lo scenario è chiaro: Fini e il suo partito stanno all'opposizione, noi dobbiamo cercare di aprire al centro».

E invece?
«Invece la caccia alle streghe continua. Si fa politica con la bava alla bocca. E una parla con Bocchino, e l'altra parla con quell'altro... Davvero crediamo sia il modo giusto per allargare la maggioranza?».

Lei è stata solidale con la Carfagna?
«Sì, lo sono stata e lo sono. Mara ha fatto una carriera politica veloce, ma poi ha dimostrato umiltà, si è candidata alle Regionali senza rete, senza che Berlusconi le facesse la campagna elettorale, e ha preso 50 mila voti. Non è giusto che il partito in Campania decida senza consultarla».

Anche Barbara Berlusconi ha annotato che la Carfagna non ha fatto esattamente la gavetta.
«Questo non intendo commentarlo. La specificità di Forza Italia è stata portare in Parlamento persone che non avevano mai fatto politica, e questo l'ha resa il partito più fresco, più innovativo. Io nel '94 sono entrata con Forza Italia subito in Parlamento; ma solo dopo sette anni ho fatto il ministro. Non siamo tutte uguali in quanto donne, come non sono uguali i nostri colleghi».

Niente lacrime, quindi.
«Ciò non toglie che le scene dell'altro giorno alla Camera, con deputati della maggioranza che mi insultavano e chiedevano le mie dimissioni, mi abbiano profondamente ferita. Erano tutti ex di An. La parte che dovrebbe essere minoritaria nel partito. Mi chiedo se invece non siamo noi, nati con Forza Italia, a essere finiti in minoranza».

Che cos'è successo esattamente alla Camera?
«Due giorni prima avevamo ottenuto il primo voto favorevole a Montecitorio dopo la fiducia, sul decreto rifiuti. Rappresentavo io il governo. Abbiamo concesso qualcosa al Fli, qualcosa all'Udc, qualcosa pure al Pd e all'Italia dei Valori, portando a casa il risultato. Poi mi sono ritrovata una norma, di cui non sapevo nulla, uscita guarda caso dalla commissione Lavoro, quella di Moffa, che ci teneva moltissimo...».

Una norma che sospende la tracciabilità dei rifiuti.
«L'80 per cento dei rifiuti italiani è speciale. Ed è fuori controllo. Viaggia per i fatti suoi. La documentazione è tutta cartacea, ed è facile falsificarla. Il controllo deve diventare telematico, con i dati su una chiavetta, una scatola nera sui camion, e la sorveglianza affidata ai carabinieri. Una rivoluzione. La Confindustria ci appoggia. Purtroppo molte aziende preferiscono il vecchio sistema. E dietro i rifiuti ci sono lobby potentissime».

Così la sua maggioranza le ha votato contro.
«Vanificando il lavoro di anni. Per fortuna è un disegno di legge; il modo di rimediare si trova. Ma le grida, gli insulti, quelli lasciano traccia».

Cosa chiede a Berlusconi?
«Di intervenire nel merito dei problemi. Nel partito, dove i giovani non possono essere sacrificati per sempre, dove non possono essere tre persone a fare e disfare. E nel ministero, che nel 2011 non può lavorare con un taglio al bilancio del 60 per cento. Sono riuscita a salvare i parchi, che rischiavano la chiusura. Ma per bonificare 53 siti, grandi come una regione italiana, non ho un euro. Come faccio? La logica dei tagli orizzontali è deleteria, soprattutto per un ministero disastrato come quello che ho ereditato da Pecoraro Scanio. Che aveva un viceministro e due sottosegretari. Io sono rimasta senza il mio unico sottosegretario, Menia. Lavoro 12 ore al giorno. Non merito di essere trattata così».

Dicono che sia tentata dal partito di Micciché.
«Da sempre guardo con grande attenzione al partito del Sud. Costruire un contraltare alla Lega è una grande sfida. Dentro ci sono tantissime tra le persone con cui ho iniziato a fare politica. In prospettiva - non oggi - mi sentirei a casa più che nel Pdl com'è diventato».

E la fedeltà a Berlusconi?
«Ma il partito del Sud avrà in Berlusconi il suo faro...».

http://www.corriere.it/politica/10_dice ... aabc.shtml


uno a 74 anni un faro???? sono messi male

il PDL è simile al partito fascista ... lo tengono insieme affarismo, leccaculismo, timore del B.
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 Oggetto del messaggio: Re: Prestigiacomo: In questo Pdl sono a disagio C'è un clima da caccia all'untore..... il PDL dell'a
MessaggioInviato: mar dic 28, 2010 12:06 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer gen 11, 2006 12:31 am
Messaggi: 1485
la presty fa ridere, se avesse coraggio e coerenza ( ma non sarebbe al suo posto attuale) lascerebbe il "pdl". L'unico che ebbe il coraggio ( ma si trattava dell'unico ministro competente mai imbarcato da b.) fu Ruggiero. Secoli orsono, politicamente parlando.
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" Oltre che per le palle bisogna prenderlo per il caz… Domani se è aperto vado in un sexy shop e prendo un po’ di cose per me e te: più troie siamo più bene ci vorrà….Tro…Tro…tanto ormai abbiamo la confidenza per fare qualsiasi cosa…" - Nicole Minetti
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 Oggetto del messaggio: Re: Prestigiacomo: In questo Pdl sono a disagio C'è un clima da caccia all'untore..... il PDL dell'a
MessaggioInviato: mar dic 28, 2010 8:08 am 
sid_yanar ? ha scritto:
la presty fa ridere, se avesse coraggio e coerenza ( ma non sarebbe al suo posto attuale) lascerebbe il "pdl". L'unico che ebbe il coraggio ( ma si trattava dell'unico ministro competente mai imbarcato da b.) fu Ruggiero. Secoli orsono, politicamente parlando.


C'è anche un altro, che lo ha mollato, in tempi non sospetti, avendo anche contribuito a fondare il partito, Martino.
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