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Giappone, terremoto, maremoto, nucleare. Volevo commentare RAZIONALMENTE quanto si dice nel thread di spa, ma non solo, soprattutto in relazione all'isteria collettiva ed alle percezioni a tratti sballate dei rischi, imho. Vado in ordine sparso e a memoria. Niente politica, please. Per chi non vuole leggere il wall of text, ogni paragrafo è autonomo.
"Se succede in Italia..." (un 9° grado): in Italia è altamente improbabile un terremoto di quella portata. E' sicuramente molto più probabile che succeda in altre zone del mondo, come appunto il Giappone. I terremoti recenti più potenti italiani sono 7,XX.
"In Italia mai il nucleare perché non sapremmo gestire le scorie visto che non sappiamo gestire i rifiuti normali" (mi pare l'abbia detto anche la Hack): peccato che scorie nucleari le abbiamo già e continuiamo costantemente a produrle, sia per la dismissione delle vecchie centrali, sia per il costante uso in ambito medico/industriale. A meno che ovviamente non vogliamo rinunciare anche alle lastre... E abbiamo già visto che sono gestite in maniera pessima. La soluzione non sta nelle nel non produrre le scorie (impossibile) o far finta che non ce ne siano di preesistenti, ma si deve gestirle per forza in maniera opportuna.
"Come si può costruire una centrale nucleare sul mare?" Non sono un esperto del nucleare, ma mi pare che sia evidente che il raffreddamento sia necessario al funzionamento normale e a limitare i danni in caso di emergenza. Quindi non è del tutto campato in aria costruirla vicino al mare.
"Come si può costruire una centrale nuclere in territorio sismico?" "In Italia al massimo Sardegna" (Mi pare l'abbia detto anche la Hack). Dopo l'incidente giapponese pare che gli unici problemi di una centrale nucleare che possano portare ad un incidente siano: uno che spegne tutti i sistemi di sicurezza; un terremoto/maremoto; un aereo passeggeri che ci si schianta sopra. Poi per il resto tutto tranquillo. Un paio di rischi indipendenti dalla sismicità ed ineliminabili: attentato (es. attacco con missili militari, aerei cargo pieni di esplosivo), meteorite (vedi Tunguska). Per chi reputa la Sardegna sicura, quanto meno sul mare, il Marsili se lo sono dimenticato.
"Avete voluto il nucleare? Ecco le conseguenze! Una pala eolica al massimo cade per terra..." Molte centrali nucleari e pure quelle di Fukushima sono di decenni fa quando di fronte al problema "Mi serve TOT energia" le soluzioni erano tante, ma non vi erano eolico/solare che conosciamo oggi. Quindi i politici/tecnici di 40 anni fa prima di fare la centrale di Fukushima avrebbero potuto scegliere: petrolio, carbone, gas, (idroelettrico lo escluderei perché immagino già sfruttato, ma potrei sbagliare), e non mi viene in mento altro. Non si può dire che sono stati stupidi a non scegliere il solare. Non c'era. Inoltre, non sono tecnologie sicure neanche quelle. Solo che provacano vittime e danni sparsi, di minore impatto mediatico. Perché come numero di morti, io onestamente, per ignoranza, non so quantificarli, ma sono certo che è un numero positivo diverso da 0.
Percezione errata del rischio: L'aereo se cade fa 300 morti. Perchè non si dice dopo un incidente: "Visto gli aerei cadono! Non sono sicuri!!! Chi diceva che gli aerei sono sicuri? Guarda quei poveri corpi carbonizzati!!!"
Perché NESSUNO ha ventilato l'idea di mettere a terra tutta l'aviazione mondiale dopo l'11 settembre? 3 aerei hanno provocato 3000 morti subito + X morti per chi ha respirato l'aria inquinata post crollo + una guerra (Afghanistan) che ha portato a decine di migliaia di morti (10K alleati, 14K-34K civili + non so quanti talebani fonte wikipedia). Pensate, 3 soli aerei cosa hanno fatto... (Tutto ufficiale, come il casus belli della guerra).
Perchè NESSUNO dice di abbandonare le coste ed andare ad abitare almeno 5km all'interno? Negli ultimi 7 anni i maremoti hanno mietuto 250K+ (2004) ed almeno 20K (escludete pure le vittime nuleari) in Giappone. Quindi un ordine di grandezza pari a quello delle 2 bombe atomiche. Un pericolo analogo in termini di vittime.
Di nuovo, il Marsili ce lo dimentichiamo? Perché non si vieta ogni attività in tutto il bacino del Mediterraneo esposto al rischio Marisili a tot dalla costa? Ed abbiamo pure visto che una avanzatissima rete di monitoraggio non è detto che sia sufficiente...
Perché? Perché semplicemente negli altri casi si valuta che i benefici siano tali da correre il rischio. (Pensate, chi porta al mare i figli sul Tirreno reputa, probabilmente a ragione, che il rischio è talmente basso che "si guadagna" ad andare al mare lì, pure che è solo un'attività di divertimento...).
Nel caso del nucleare la gente non riesce a vedere i benefici ed ora dice un no isterico. Attenzione non sto dicendo "Oggi il nucleare conviene", non lo so, ma dico che è sbagliato questo ragionamento che porta al no ed è sbagliato il ragionamento che condanna le scelte passate. In altre parole, i morti libici, quelli di Viareggio, quelli del delta del Niger con annesso scempio ambientale tuttora in atto, non sono messi sotto la voce "petrolio" e pure se lo sono non si sa bene quantificarli, un po' come la miriadi di "incidentini" automobilistici in relazione ad un 737 con fiamme alte e fumo nero...
Sulla stessa scia: "Ahaha sul Vajont ora ci puoi passeggiare" (diga vs nucleare): Sarà anche vero che le dighe sono più redditizie in termini costi/benifici del nucleare, ma sarebbe bello quantificare i danni causati dalle dighe (danni ambientali e agli ecosistemi per il solo funzionamento normale + incidenti) per capire in che termini, di quanto una diga è meglio.
"Tutto solare eolico e siamo tranquilli" [Rischi trascurati] Volete uno scenario verosimile nel quale il mondo va a solare per una grossa fetta del fabbisogno energetico, diciamo 40% o più, eppure si rischierebbe una catastrofe di dimensioni anche superiori di quella giapponese? Grande eruzione vulcanica che abbatte la radiazione solare mondiale a terra diciamo del 20%. Oltre ai danni, ci si ritroverebbe con un probabile aumento della richiesta energetica a un calo repentino del 20% della produzione di energia, da un giorno all'altro, con una miniglaciazione da gestire. E neanche a dire che la natura non abbia avvisato, visto lo scherezetto islandese e qualche eruzione particolarmente vivace nell'800...
"Mettiamo tutti i pannelli nel Sahara e copriamo il fabbisogno mondiale" Non abbiamo la tecnologia per trasportare l'energia anche solo in Europa (già detto mille volte).
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