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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: [soldideicontribuentiromani sta gran ceppa di minchia terrona] La multa come metafora
MessaggioInviato: gio ott 06, 2011 12:24 pm 
Schiavo
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La multa come metafora
(post leggero, com’è d’uopo nei giorni pesanti).


Allora, prima di tutto arriva il postino. Credo che sia il postino, almeno: forse è un addetto della polizia municipale. Io non l’ho mai visto. Quando arriva io sono al lavoro. Però a casa c’è sempre qualcuno. La mia compagna lavora da lì. E c’è pure una bimba piccola da accudire. Insomma basterebbe che il postino (o chi per lui) facesse una citofonata.

Ma ciccia. Troppa fatica chiedere a qualcuno di scendere. Figuriamoci arrivare al sesto piano.

Insomma quello entra e lascia il foglietto in cui si certifica che il destinatario è irreperibile. Cioè io. Sono irreperibile.


Va beh.

La sera torno a casa e trovo il foglietto con la notizia che ho beccato una multa.

La tentazione di farlo a pezzettini e rimuoverlo è enorme. Ma sono nell’età delle responsabilità da almeno tre decenni. Non si può. E poi so che peggiorerei le cose, sul lungo.

A letto la mia compagna mi vede incazzoso e non capisce cos’ho, visto che non c’è stata neanche la consueta sconfitta dell’Inter.

Va beh.

Il mattino dopo vado all’indirizzo segnato sul foglietto.

Grazie a Dio ho una moto.

Sui mezzi pubblici della capitale ho steso da anni una pietosa ma robusta amnesia. La macchina non è nemmeno da prendere in considerazione: vicino all’ufficio postale di Termini, si sa, l’unico modo di parcheggiarla è farla brillare con il Tnt. Insomma prenderei un’altra multa e a quel punto il gorgo tenderebbe verso l’infinito.

Va beh.

Lego la moto, entro e prendo il numeretto. Guardo il display luminoso e calcolo che probabilmente avrei il tempo di andare al lavoro, passare un paio di pezzi, fare una riunione di redazione e tornare indietro.

Ma non rischio. Mi limito a uscire dall’ufficio postale.

Fumare fa male, ma se uno ha il vizio quello è il momento in cui aggrapparsi a una sigaretta è abbastanza inevitabile.

Cammino fra le bancarelle. Cerco di aver bisogno di qualcosa da comprare, ma niente. Intorno sale il concerto di clacson in caos maggiore. Ogni tanto rimetto il muso di là della vetrina per vedere a che punto siamo. Familiarizzo con un cinese che non capisce una mazza del tipo di numeretto che deve prendere. Poi fuori c’è un tamponamento e abbiamo tutti i nostri cinque minuti di entertainment a vedere i due tizi che litigano.

Dopo tre quarti d’ora finalmente guadagno la mia busta azzurrina.

C’è la multa, con il bollettino di conto corrente da pagare?

Magari. Troppo facile. C’è un invito ad andare a ritirare il verbale della multa e il bollettino per pagarla. Dai vigili. A Trastevere.

Telefono in ufficio e annuncio che mi prendo un giorno di ferie.

Per fortuna ho sempre la moto: a Trastevere quindi in qualche modo ci arrivo. In qualche modo perché abito a Roma da quasi dieci anni ma non è che conosco le vie così bene. Insomma a ogni semaforo tiro fuori l’iPhone e controllo su Google Maps dove sto andando. Quando scatta il verde mi rovesciano addosso cascate di insulti: ‘a stronzo che aspetti, er marone? . Hanno ragione.

Va beh, comunque ci arrivo. Mostro il prezioso invito conquistato all’ufficio postale. I vigili sono gentili. In un meno di mezz’ora firmo quel che devo firmare, poi esco impugnando le mie nuove e ancor più preziose carte.

Il più è fatto.

Adesso non mi resta che cercare un altro ufficio postale, riprendere il numeretto eccetera. Poi posso pagare la multa. Contanti, naturalmente, che il bancomat è bloccato. Per fortuna ne ho abbastanza. L’idea di uscire e rifare la coda mi avrebbe mandato dallo psichiatra.

Ce l’ho fatta, ho pagato.

Sono soddisfazioni.

Arrivo a casa che è quasi ora di pranzo.

Accendo il computer. Vedo che l’assicurazione mi ha mandato una mail perché mi è scaduta la polizza della moto. Clicco un hyperlink e in 30 secondi scarsi pago il rinnovo fino all’ottobre del 2012.

Allora vado a dare un’occhiata al sito del comune di Roma. Possibile che non abbiano anche loro un sistema per farti pagare le multe on line?

Certo che ce l’hanno.

E chissà quanto gli è costato. Anzi quanto ci è costato.

Bisogna solo procedere prima a una piccola ‘identificazione’, wow.

Ecco la pagina. Se capisco bene, posso scegliere solo l’identificazione via fax. Ecco la pagina delle istruzioni.

Leggetela tutta.

Capirete in fretta perché è decisamente meglio sputtanarsi mezza giornata in moto, tra Piazza dei Cinquecento e Trastevere.

Con questa ottobrata, poi.
:pua: :pua: :pua: :pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: [soldideicontribuentiromani sta gran ceppa di minchia terrona] La multa come metafora
MessaggioInviato: gio ott 06, 2011 12:36 pm 
Schiavo
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