Non c'è possibilità di ridurle al minimo
Certo che c’è la possibilità di ridurli al minimo, affermare il contrario è un non senso, perché presume che il potere delle lobby sia costante a prescindere da ogni variabile, il che è evidentemente un non senso.
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in quanto fanno o faranno parte tutti dello stesso sistema, per questo si decise che lo stipendio dei parlamentari dovesse essere alto, molto alto in modo che nessuno potesse corromperli.
Esistono due tipi di corruzione: la corruzione per ‘bisogno’, e la corruzione per ‘ingordigia’.
La corruzione per bisogno è quella che ha luogo quando una persona non ha i soldi per acquistare i beni che gli permettono una vita normale.
La corruzione per ingordigia è quella che ha luogo per avidità, per il superfluo.
Il secondo tipo di corruzione non è eliminabile alzando gli stipendi, gli stipendi dei parlamentari devono essere sufficientemente alti per eliminare il primo tipo di corruzione, il secondo non può essere eliminato alzando gli stipendi, ed anzi aumenta il divario tra il parlamentare e la gente normale.
Io li ridurrei a 3000€ + benefit necessari per il lavoro (rimborso viaggi, affitto a Roma entro una certa soglia, e cose strettamente collegate). Uno che prende 10.000€ è corruttibile quanto uno che ne prende 20.000... Peraltro i parlamentari italiani sono i piú pagati d’Europa.
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Inoltre il fatot che ci siano 2 partiti non esclude che prima ci possa essere una votazione con più partiti e i due maggiori vadano al ballottaggio per governare.
Questo è già un sistema diverso, che già trovo migliore. Ma non mi pare che sia utilizzato molto, escluse le elezioni comunali italiane.
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In USA con i rappresentati degli stati c'è sicuramente una comunicazione più efficace, trasparente e diretta tra popolo, parlamentare e parlamento.
In quale telefilm? È palese che in USA la sfiducia per la politica è assai maggiore che in Europa occidentale, alle elezioni parlamentari vanno a votare tra il 40 e il 50% degli aventi diritto.
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Perchè dal quando vige il duopolio cdx vs csx ti sembra che le leggi che hanno espreso i 2 schieramenti siano molto diversi da quello che i loro elettori si aspettavano?
eccetto un paio di leggi e questi 2 anni di legislatura la risposta, imho è no.
A me pare proprio di sí, ad esempio durante il governo Prodi c’era il 10% della coalizione che praticamente votava solo per non far cadere il governo, ma che vedeva violati i punti del programma sui quali piú aveva insistito (no missioni militari, modifica della legge 30, etc.).
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Ci sono degli studi al riguardo che sostengono questo, per esempio: Arend Lijphart, patterns of democracy.
E per quanto mi riguarda confrontando la democrazia dei Paesi col proporzionale e quella dei sistemi col maggioritario non ho dubbi su quali siano migliori, fermo restando che per me la democratizzazione dovrebbe andare ben oltre, basandosi su ripartizione dei voti proporzionale, e voto di preferenza uninominale, cosí che se si vuole si possa revocare l’eletto.
riesci a linkarmelo? Grazie.
Il libro esiste solo in inglese, circola anche l’e-book. Link non te ne so dare, perché ci feci una ricerca 4-5 anni fa, e non ricordo piú, potrei cercare con google, ma questo puoi farlo anche tu.
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Dal 45 al 92 in italia si è votato col proporzionale e non mi pare proprio che la spartizione del potere voluta dal pentapartito sia un indice di democratizzazione, anzi.
la spartizione del potere è quanto di più lontano dalla democrazia.
Non credo che la spartizione dipendesse dal sistema elettorale.
Anche col maggioritario il PCI non sarebbe mai potuto andare al governo, c’era la guerra fredda.