ottimo.
di solito quando entra in campo l'FMI la fine di un paese e' praticamente certa.
tra l'altro hanno gia' aperto una linea di credito per 44 miliardi.
http://www.corriere.it/economia/11_nove ... e1f2.shtmlCita:
Formalmente l'Fmi non ha (ancora) fatto niente per l'Italia, ma la giornata di ieri sull'asse fra Roma e l'organismo di Washington è stata lunga e sofferta.
Poco importa: il premier ha espresso riconoscenza alla signora Lagarde «per l'aiuto offerto». E stavolta la spiegazione di tutta questa cortesia non va cercata solo nella padronanza dei riti da vertice del veterano Berlusconi. Dev'esserci qualcos'altro, di più concreto. Anzi c'è qualcos'altro: la possibilità, prospettata ieri al presidente del Consiglio, di accedere in tempi brevi a una linea di credito dell'Fmi da 44 miliardi di euro.
L'Italia dopo varie riflessioni avrebbe declinato, almeno in parte. A fine giornata, molto tardi, l'accordo che stava emergendo era un compromesso: il governo di Roma non ha richiesto alcun sostegno finanziario al Fondo monetario, ma avrebbe accettato una «sorveglianza rafforzata» che i tecnici di Lagarde chiamano «monitoring and reporting». Quest'ultimo è il primo gradino dei passaggi dell'Fmi quando un Paese entra nei suoi programmi di assistenza.
...ecc ecc...
Il Tesoro infatti potrebbe ormai non avere molte altre possibilità di sostegno: disporre di quella linea di credito subito, per il governo, significherebbe non dover affrontare ciascuna delle prossime aste di collocamento dei Btp con l'ansia di un flop. Il 14 novembre l'Italia deve collocare oltre 10 miliardi di titoli fra scadenze a 5 e a 10 anni, ma nelle condizioni attuali ha di fatto perso accesso al mercato. Nel primo trimestre dell'anno prossimo poi l'Italia dovrà rinnovare circa 91 miliardi di euro solo di Btp in scadenza. Molti operatori ripetono che gli unici acquisti di carta italiana in queste ore vengono esclusivamente dalla Bce. Un'ulteriore rete di sicurezza, oltre quella del sistema europeo di salvataggi e agli acquisti della Banca centrale europea, potrebbe rivelarsi preziosa. Ma l'aiuto del Fondo non è gratis in termini politici: al contrario, hanno concluso alcune delle maggiori autorità in Italia, esso porterebbe con sé un costo elevato. I Paesi che devono chiedere soccorso all'Fmi, anche nella forma «leggera» di una linea precauzionale, subiscono un marchio che viene considerato un'umiliazione internazionale. Inoltre, il governo dovrebbe finire per rendere conto in modo vincolante a un numero crescente di istituzioni esterne al Paese: al Consiglio europeo per gli eventuali aiuti del fondo salvataggi, alla Bce per gli interventi sui Btp, e infine a Lagarde per la linea di credito da 44 miliardi. Troppi arbitri, troppo alto il prezzo politico delle difficoltà sul debito.
ma tranquilli, va tutto bene. la crisi e' solo psicologica e l'economia italiana e' piu' sana degli altri paesi industrializzati

ps: l'ultima volta che abbiamo fatto ricorso ai soldi del FMI e' stato a seguito dello shock petrolifeero nel '73.
ma allora, a differenza di oggi, l'economia italiana era ancora in piena crescita