Il Sud difficilmente puo` andare peggio.
Cita:
Crisi, quasi 9mila imprese fallite nel 2011
Aumento del 35,5% in due anni, edilizia e commercio pagano maggiormente il conto
Il rapporto
Crisi, quasi 9mila imprese fallite nel 2011
Aumento del 35,5% in due anni, edilizia e commercio pagano maggiormente il conto
MILANO – Lo scontrino della crisi nel 2011 fa registrare circa 9mila imprese fallite in nove mesi. Come dire: quasi mille al mese, poco più di 30 ogni giorno. Parlare di doppia spirale recessiva, dopo il biennio post-Lehman, sembra non più temerario (d'altronde anche la prima azione di Draghi alla Bce con l'abbassamento dei tassi di interesse interbancari di 25 punti base avvalora l'ipotesi di una “lieve recessione” in atto). Con l'inevitabile conseguenza dell'avvio di procedure di cassa integrazione per i dipendenti e l'aumento degli “incagli” e degli insoluti per le banche, che non vedono più restituirsi il denaro prestato. Senza contare il montante delle imprese in concordato preventivo, l'ultima ratio prima del default vero e proprio.
LO STUDIO – Scrive Crisis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nelle informazioni di carattere creditizio, che da gennaio a settembre 2011 sono state 8.566 le imprese che hanno portato i libri in tribunale, perché impossibilitate a pagare fornitori e dipendenti. Un aumento dell'8,7% rispetto allo stesso periodo del 2010, persino del 35,5% rispetto al 2009, quando la crisi sembrava aver toccato il suo apice. E non sorprende che a pagare il conto maggiore sia stata la Lombardia (1.872 procedure concorsuali), la cui vocazione imprenditoriale non ha eguali nel Paese ed è quindi quella deputata a soffrire di più in caso di avvitamento dell'economia. La seguono Lazio e Veneto con circa la metà dei casi, una principalmente orientata al mercato dei servizi, l'altra incentrata sulle pmi e sul manifatturiero.
http://www.corriere.it/economia/11_nove ... 1b69.shtml