Arrestato consigliere regionale del Pd
Caserta, Enrico Fabozzi sarebbe stato in affari coi clan
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MILANO - Concorso esterno in associazione mafiosa. È questa l'accusa per cui è stato arrestato alle prime luci dell'alba il consigliere regionale della Campania Enrico Fabozzi. Ex sindaco di Villa Literno per due legislature, eletto nelle file del Pd, dal luglio del 2010, da quando vennero confermate le voci sull'inchiesta in corso, siede in consiglio regionale nei banchi del gruppo misto. Secondo quanto avrebbero accertato i carabinieri coordinati dalla Dda di Napoli, proprio in qualità di ex sindaco di Villa Literno Fabozzi avrebbe stretto un patto con il clan dei Casalesi, in particolare con il gruppo capeggiato dal boss Domenico Bidognetti, per procurarsi appoggi elettorali in cambio di appalti.
L'OPERAZIONE - L'arresto di Fabozzi rientra in una operazione che ha portato all'arresto di altre otto persone accusate di estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione, reati tutti aggravati dalla finalità di agevolare il clan «dei casalesi». I provvedimenti costituiscono l'epilogo di un'articolata indagine che ha permesso di riscontrare il controllo del clan sulla gestione degli appalti e delle risorse pubbliche in cambio del sostegno elettorale e di tornaconti economici, personali ed elettorali. Sono stati arrestati anche imprenditori di rilievo nazionale accusati di concorso esterno nel clan capeggiato dal boss Antonio Iovine, detto «ò ninno», arrestato un anno fa dopo quindici anni di latitanza.
IL PD PRENDE LE DISTANZE - «Il Pd della Campania ribadisce che allorquando i soli mezzi d'informazione avanzarono sospetti sul possibile coinvolgimento di Enrico Fabozzi in indagini su rapporti tra politica e criminalità organizzata, ed anche in assenza di qualsiasi rilievo formale di natura giudiziaria, ha provveduto a sospendere Fabozzi dal partito e dal gruppo regionale». Lo dichiarano Enzo Amendola, segretario regionale Pd Campania, e Giuseppe Russo, capogruppo Pd al Consiglio regionale Campania. «Riteniamo che sui legami tra politica e camorra tutti i partiti hanno il dovere di alzare barriere invalicabili - sottolineano - Pur sicuri e fiduciosi che gli organi inquirenti faranno luce su questa complessa e tragica vicenda, il Pd non esiterà a ribadire l'appoggio e il pieno sostegno all'iniziativa della magistratura in corso».
Al Pd piace vincere facile... prima li mettono nelle liste e prendono i voti, poi li scaricano alle prime notizie d'indagini.
Ah certo, i vertici campani non potevano sapere chi mettevano nelle liste regionali...LOLLLLLLL