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 Oggetto del messaggio: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: mer nov 16, 2011 11:58 pm 
Schiavo
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Riporto un intervento di Krugman di un mesetto fa, ma visto che tanto la crisi non è che sia cambiata molto, fa sempre bene.

Paul Krugman: L'islanda

I mercati finanziari stanno celebrando l'accordo raggiunto a Bruxelles giovedi scorso.

Infatti, rispetto a quello che sarebbe potuto accadere (un amaro fallimento da concordare), i leader europei si sono accordati su qualcosa, e malgrado i dettagli siano imprecisi e fumosi, si tratta comunque di uno sviluppo positivo.

E' importante però fare un passo indietro per vedere il panorama più generale, cioè il triste fallimento di una dottrina economica, una dottrina che ha inflitto danni enormi sia in Europa che negli Stati Uniti. La dottrina in questione è riassunta nella dichiarazione che, nel periodo che segue una crisi finanziaria, le banche devono essere salvate, e i cittadini devono pagare il prezzo.

Quindi una crisi causata dal liberalismo diventa un motivo per impiantare ancor di più le dottrine neoliberiste; una crisi che genera disoccupazione di massa, piuttosto che rilanciare gli sforzi pubblici per creare posti di lavoro, diventa un momento di austerità, in cui la spesa pubblica e dei programmi sociali sono tagliati drasticamente.

Abbiamo venduto questa dottrina affermando che non c'erano alternative, che sia il salvataggio e tagli di spesa sono stati necessari per soddisfare i mercati finanziari, e affermando che l'austerità fiscale avrebbe in realtà creato posti di lavoro.

L'idea era che i tagli alla spesa avrebbero aumentato la fiducia dei consumatori e delle imprese.

E presumibilmente, questa fiducia avrebbe stimolato la spesa privata e compensato gli effetti deprimenti dei tagli.

Alcuni economisti non erano convinti. Uno scettico affermava in modo caustico che le dichiarazioni sugli effetti espansivi dell'austerità si basavano solo sulla "favola della fiducia". Beh, ok, quello eroio . Ma tuttavia, la dottrina è stata estremamente egemone.

L'austerità espansiva, in particolare, è stata sostenuta dai repubblicani americani che dalla Banca centrale europea, che l'anno scorso ha esortato tutti i governi europei, non solo quelli con difficoltà di bilancio, ad intraprendere il "consolidamento fiscale".

E quando David Cameron è diventato primo ministro del Regno Unito lo scorso anno, ha subito avviato un programma di tagli alle spese, ritenendo che ciò avrebbe rilanciato l'economia (una decisione che molti esperti americani accolsero con elogi e adulazioni).

Ora, però, stiamo vedendo le conseguenze, e l'immagine non è gradevole.

La Grecia è stata guidata dalle misure di austerità verso una depressione profonda; questa depressione, e non la mancanza di sforzo da parte del governo greco, ha portato alla conclusione che il programma imposto alla Grecia è concretamente impraticabilmente, come recita un rapporto riservato inviato la settimana scorsa ai L'economia britannica è rimasta immobile dinanzi alla crisi, e la fiducia delle imprese e dei consumatori è scesa invece di salire.

Probabilmente è altrettanto importante conoscere quella che si considera una storia di successo.

Pochi mesi fa, molti esperti hanno cominciato a esaltare i successi della Lettonia, che dopo una terribile recessione, si sforzò per ridurre il suo deficit di bilancio e nel convincere i mercati che era in regola con i propri conti.

Ciò avvenne realmente, ma per realizzarlo la Lettonia ha pagato con una crescrita del 16% in più di disoccupazione e con una economia che, sebbene in crescita, corrisponde al 18% in meno di quella che era prima della crisi.

Quindi, salvare le banche, mentre allo stesso tempo si punisce i lavoratori, non è proprio una ricetta per la prosperità.

Ma c'era un'alternativa?

Beh, è per questo che sono in Islanda, per un convegno sul paese che ha fatto qualcosa di diverso.

Se avete letto le cronache della crisi finanziaria, o guardato gli adattamenti cinematografici dell'eccellente "sta gran ceppa di minchia terrona Job", dovreste sapere che l'Islanda era probabilmente l'esempio perfetto del disastro economico: i suoi banchieri fuori da qualsiasi controllo produssero un debito enorme e lasciarono la nazione in una situazione disperata.

Ma sulla strada verso l'apocalisse economica è avvenuto una cosa curiosa: la disperazione stessa dell'Islanda ha reso impossibile il comportamento convenzionale e ha dato al paese la libertà di rompere le regole.

Mentre tutti gli altri salvavano i banchieri e le banche, costringendo i cittadini a pagarne il prezzo, ed i cittadini costretti a pagare il prezzo, l'Islanda ha lasciato che le banche fallissero e al tempo stesso ha ampliato la sua rete di sicurezza sociale

Mentre tutti i paesi restavano ossessionati dal tentativo di placare gli investitori internazionali, l' Islanda ha imposto controlli temporanei sui movimenti di capitale, per darsi un certo margine di manovra.

Come sta andando?

L'Islanda non ha evitato la grave crisi economica ne l'abbassamento del tenore di vita.

Però è riuscita ad arginare l'aumento della disoccupazione e il disagio sociale dei più vulnerabili. la rete di sicurezza sociale è rimasta intatta così come intatta è rimasta la dignità e la decenza minima della sua società.

Ma è riuscita ad arginare l'aumento della disoccupazione, la sofferenza dei più vulnerabili; la rete di sicurezza sociale è rimasta intatta, come base della decenza della loro società.

"Le cose sarebbero potute andare molto peggio" può essere che non sia tra i più stimolanti degli slogan, ma dato che il mondo intero sperava in un disastro totale, rappresenta comunque una vittoria politica.

E ci insegna una lezione per tutti noi: la sofferenza di tanti nostri cittadini è inutile.

Se questo è un momento di incredibile crisi e dolore, se viviamo in una società molto più dura e crudele, è stato per scelta.

Tutto ciò non doveva, e non deve, inevitabilmente avvenire.

Paul Krugman

Fonte: Controlacrisi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 12:06 am 
Schiavo
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Fallire le banche?
E i risparmi?
Ma le imprese dove si finanziano?
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 12:11 am 
Schiavo
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L'Islanda non ha salvato le banche certo si sapeva....però mi piacerebbe sapere anche che fine hanno fatto i conti correnti degli Islandesi, a parte la piccola faccenda naturalmente sul mancato rimborso ai creditori inglesi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 12:12 am 
Schiavo
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Visto che non abbiamo soldi spendiamo più soldi.

L'Islanda ha lasciato che le banche fallissero perchè le banche dovevano un mucchio di soldi a cittadini inglesi e olandesi, mentre i cittadini islandesi avevano usufruito di credito illimitato a prezzi bassissimi ed erano in gran parte indebitati con quelle banche.

Krugman ha tante ragioni, ma la verità sta nel mezzo. L'austerità è da considerarsi tanto sbagliata quanto la stampa di moneta a fini keynesiani.

Tutti che parlano di aumentare la spesa o di diminuire la spesa, ma nessuno che parla della qualità della spesa. Come cazzo non ci rendiamo conto che 1€ speso dallo stato tedesco ha una ricaduta diversa dello stesso euro speso dall'Italia o dalla Grecia?
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 12:19 am 
Schiavo
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FradettII @ ha scritto:
Visto che non abbiamo soldi spendiamo più soldi.

L'Islanda ha lasciato che le banche fallissero perchè le banche dovevano un mucchio di soldi a cittadini inglesi e olandesi, mentre i cittadini islandesi avevano usufruito di credito illimitato a prezzi bassissimi ed erano in gran parte indebitati con quelle banche.

Krugman ha tante ragioni, ma la verità sta nel mezzo. L'austerità è da considerarsi tanto sbagliata quanto la stampa di moneta a fini keynesiani.

Tutti che parlano di aumentare la spesa o di diminuire la spesa, ma nessuno che parla della qualità della spesa. Come cazzo non ci rendiamo conto che 1€ speso dallo stato tedesco ha una ricaduta diversa dello stesso euro speso dall'Italia o dalla Grecia?

Ogni paese ha i suoi problemi...
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 7:02 am 
Schiavo
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tommylee69 @ ha scritto:
Fallire le banche?
E i risparmi?
Ma le imprese dove si finanziano?

In alcuni paesi (tipo l'Italia) lo stato garantisce per le banche.
Se la banca fallisce i soldi te li ridà lo stato, che è poco simpatico se lo stato stà in bolletta... ma tollerabile.
Nella pratica ti fallisce la banca e ti trovi lo stesso conto "girato" sulla banca nazionale (aka intesa fallisce -> il conto viene spostato sulla banca d'italia).
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 8:03 am 
Schiavo
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ConteZero @ ha scritto:
tommylee69 @ ha scritto:
Fallire le banche?
E i risparmi?
Ma le imprese dove si finanziano?

In alcuni paesi (tipo l'Italia) lo stato garantisce per le banche.
Se la banca fallisce i soldi te li ridà lo stato, che è poco simpatico se lo stato stà in bolletta... ma tollerabile.
Nella pratica ti fallisce la banca e ti trovi lo stesso conto "girato" sulla banca nazionale (aka intesa fallisce -> il conto viene spostato sulla banca d'italia).


Articolo 47
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.


Dici che dovremmo toglierlo?
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 8:37 am 
Schiavo
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FradettII @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

In alcuni paesi (tipo l'Italia) lo stato garantisce per le banche.
Se la banca fallisce i soldi te li ridà lo stato, che è poco simpatico se lo stato stà in bolletta... ma tollerabile.
Nella pratica ti fallisce la banca e ti trovi lo stesso conto "girato" sulla banca nazionale (aka intesa fallisce -> il conto viene spostato sulla banca d'italia).


Articolo 47
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.


Dici che dovremmo toglierlo?

Dove l'avrei detto?
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 10:50 am 
Schiavo
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Chairon @ ha scritto:
Riporto un intervento di Krugman di un mesetto fa, ma visto che tanto la crisi non è che sia cambiata molto, fa sempre bene.

Paul Krugman: L'islanda

I mercati finanziari stanno celebrando l'accordo raggiunto a Bruxelles giovedi scorso.

Infatti, rispetto a quello che sarebbe potuto accadere (un amaro fallimento da concordare), i leader europei si sono accordati su qualcosa, e malgrado i dettagli siano imprecisi e fumosi, si tratta comunque di uno sviluppo positivo.

E' importante però fare un passo indietro per vedere il panorama più generale, cioè il triste fallimento di una dottrina economica, una dottrina che ha inflitto danni enormi sia in Europa che negli Stati Uniti. La dottrina in questione è riassunta nella dichiarazione che, nel periodo che segue una crisi finanziaria, le banche devono essere salvate, e i cittadini devono pagare il prezzo.

Quindi una crisi causata dal liberalismo diventa un motivo per impiantare ancor di più le dottrine neoliberiste; una crisi che genera disoccupazione di massa, piuttosto che rilanciare gli sforzi pubblici per creare posti di lavoro, diventa un momento di austerità, in cui la spesa pubblica e dei programmi sociali sono tagliati drasticamente.

Abbiamo venduto questa dottrina affermando che non c'erano alternative, che sia il salvataggio e tagli di spesa sono stati necessari per soddisfare i mercati finanziari, e affermando che l'austerità fiscale avrebbe in realtà creato posti di lavoro.

L'idea era che i tagli alla spesa avrebbero aumentato la fiducia dei consumatori e delle imprese.

E presumibilmente, questa fiducia avrebbe stimolato la spesa privata e compensato gli effetti deprimenti dei tagli.

Alcuni economisti non erano convinti. Uno scettico affermava in modo caustico che le dichiarazioni sugli effetti espansivi dell'austerità si basavano solo sulla "favola della fiducia". Beh, ok, quello eroio . Ma tuttavia, la dottrina è stata estremamente egemone.

L'austerità espansiva, in particolare, è stata sostenuta dai repubblicani americani che dalla Banca centrale europea, che l'anno scorso ha esortato tutti i governi europei, non solo quelli con difficoltà di bilancio, ad intraprendere il "consolidamento fiscale".

E quando David Cameron è diventato primo ministro del Regno Unito lo scorso anno, ha subito avviato un programma di tagli alle spese, ritenendo che ciò avrebbe rilanciato l'economia (una decisione che molti esperti americani accolsero con elogi e adulazioni).

Ora, però, stiamo vedendo le conseguenze, e l'immagine non è gradevole.

La Grecia è stata guidata dalle misure di austerità verso una depressione profonda; questa depressione, e non la mancanza di sforzo da parte del governo greco, ha portato alla conclusione che il programma imposto alla Grecia è concretamente impraticabilmente, come recita un rapporto riservato inviato la settimana scorsa ai L'economia britannica è rimasta immobile dinanzi alla crisi, e la fiducia delle imprese e dei consumatori è scesa invece di salire.

Probabilmente è altrettanto importante conoscere quella che si considera una storia di successo.

Pochi mesi fa, molti esperti hanno cominciato a esaltare i successi della Lettonia, che dopo una terribile recessione, si sforzò per ridurre il suo deficit di bilancio e nel convincere i mercati che era in regola con i propri conti.

Ciò avvenne realmente, ma per realizzarlo la Lettonia ha pagato con una crescrita del 16% in più di disoccupazione e con una economia che, sebbene in crescita, corrisponde al 18% in meno di quella che era prima della crisi.

Quindi, salvare le banche, mentre allo stesso tempo si punisce i lavoratori, non è proprio una ricetta per la prosperità.

Ma c'era un'alternativa?

Beh, è per questo che sono in Islanda, per un convegno sul paese che ha fatto qualcosa di diverso.

Se avete letto le cronache della crisi finanziaria, o guardato gli adattamenti cinematografici dell'eccellente "sta gran ceppa di minchia terrona Job", dovreste sapere che l'Islanda era probabilmente l'esempio perfetto del disastro economico: i suoi banchieri fuori da qualsiasi controllo produssero un debito enorme e lasciarono la nazione in una situazione disperata.

Ma sulla strada verso l'apocalisse economica è avvenuto una cosa curiosa: la disperazione stessa dell'Islanda ha reso impossibile il comportamento convenzionale e ha dato al paese la libertà di rompere le regole.

Mentre tutti gli altri salvavano i banchieri e le banche, costringendo i cittadini a pagarne il prezzo, ed i cittadini costretti a pagare il prezzo, l'Islanda ha lasciato che le banche fallissero e al tempo stesso ha ampliato la sua rete di sicurezza sociale

Mentre tutti i paesi restavano ossessionati dal tentativo di placare gli investitori internazionali, l' Islanda ha imposto controlli temporanei sui movimenti di capitale, per darsi un certo margine di manovra.

Come sta andando?

L'Islanda non ha evitato la grave crisi economica ne l'abbassamento del tenore di vita.

Però è riuscita ad arginare l'aumento della disoccupazione e il disagio sociale dei più vulnerabili. la rete di sicurezza sociale è rimasta intatta così come intatta è rimasta la dignità e la decenza minima della sua società.

Ma è riuscita ad arginare l'aumento della disoccupazione, la sofferenza dei più vulnerabili; la rete di sicurezza sociale è rimasta intatta, come base della decenza della loro società.

"Le cose sarebbero potute andare molto peggio" può essere che non sia tra i più stimolanti degli slogan, ma dato che il mondo intero sperava in un disastro totale, rappresenta comunque una vittoria politica.

E ci insegna una lezione per tutti noi: la sofferenza di tanti nostri cittadini è inutile.

Se questo è un momento di incredibile crisi e dolore, se viviamo in una società molto più dura e crudele, è stato per scelta.

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Paul Krugman

Fonte: Controlacrisi.


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chissa' se per 50 in + ti da anche il culo

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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 11:27 am 
Schiavo
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In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 11:54 am 
Schiavo
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Ile @ ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 11:59 am 
Schiavo
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Darkangelz @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:


E' una stronzata.
Un paese può essere fiero quanto vuole, può essere piccolo o grande quanto vuole, ma se non ha autonomia energetica e/o alimentare non potrà mai prendere misure che vanno contro chi fornisce energia o chi sopperisce all'impossibilità di produrre alimenti per l'intera popolazione (tutto ciò escludendo scenari di guerra nei quali un paese ne conquista un altro che sopperisce alla mancanza di quei beni che gli impedirebbero altrimenti di diventare autarchico)

L'Islanda, in questo caso, è un paese che, seppur magari rinunciando ai pomodori (o accettando di pagare molto di più quei beni materiali che non può prodursi da sè), può tranquillamente vivere in isolata autonomia.
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
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Darkangelz @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



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"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

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porco dio ma vi selezionano alla nascita?

8kk vs 320k anime
190 vs 3 anime/km2

let aside la centralita' geografica (anche considerando la natura 'montagnosa') vs un buco di culo di isola a casa di cristo

Gesù è salvezza lrn2incommensurabilita'

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Caldco @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
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Caldco @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

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porco dio ma vi selezionano alla nascita?

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Ile @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:


E' una stronzata.
Un paese può essere fiero quanto vuole, può essere piccolo o grande quanto vuole, ma se non ha autonomia energetica e/o alimentare non potrà mai prendere misure che vanno contro chi fornisce energia o chi sopperisce all'impossibilità di produrre alimenti per l'intera popolazione (tutto ciò escludendo scenari di guerra nei quali un paese ne conquista un altro che sopperisce alla mancanza di quei beni che gli impedirebbero altrimenti di diventare autarchico)

L'Islanda, in questo caso, è un paese che, seppur magari rinunciando ai pomodori (o accettando di pagare molto di più quei beni materiali che non può prodursi da sè), può tranquillamente vivere in isolata autonomia.

So che è una stronzata.. era una citazione dell'altro thread.

Caldco @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:


porco dio ma vi selezionano alla nascita?

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let aside la centralita' geografica (anche considerando la natura 'montagnosa') vs un buco di culo di isola a casa di cristo

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Sempre di due buchi del culo si sta parlando.. non maddare .. se sei deficiente è unicamente colpa tua :wink:
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Darkangelz @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:


E' una stronzata.
Un paese può essere fiero quanto vuole, può essere piccolo o grande quanto vuole, ma se non ha autonomia energetica e/o alimentare non potrà mai prendere misure che vanno contro chi fornisce energia o chi sopperisce all'impossibilità di produrre alimenti per l'intera popolazione (tutto ciò escludendo scenari di guerra nei quali un paese ne conquista un altro che sopperisce alla mancanza di quei beni che gli impedirebbero altrimenti di diventare autarchico)

L'Islanda, in questo caso, è un paese che, seppur magari rinunciando ai pomodori (o accettando di pagare molto di più quei beni materiali che non può prodursi da sè), può tranquillamente vivere in isolata autonomia.

So che è una stronzata.. era una citazione dell'altro thread.

Caldco @ ha scritto:


porco dio ma vi selezionano alla nascita?

8kk vs 320k anime
190 vs 3 anime/km2

let aside la centralita' geografica (anche considerando la natura 'montagnosa') vs un buco di culo di isola a casa di cristo

Gesù è salvezza lrn2incommensurabilita'

:whistler:


Sempre di due buchi del culo si sta parlando.. non maddare .. se sei deficiente è unicamente colpa tua :wink:


aih raggione

:alone:
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"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:08 pm 
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Darkangelz @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:

Bravo, vedo che hai preso nota. :awesome:
..peccato però che non hai capito una beata, per di più decontestualizzando il discorso che avevo fatto. :patpat: :asd:
Ma Hangatevi tutti va...:asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:09 pm 
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Caldco @ ha scritto:
8kk vs 320k anime
190 vs 3 anime/km2

Mongolia - Principato di Monaco
Densità
1.75 ab./km² - 18.214 (1°) ab./km²

È evidente che la Mongolia sia molto piú ricca del Principato di Monaco :O.

Il Giappone ha una popolazione doppia della nostra su una superficie piú piccola. Evidentemente sono molto piú poveri di noi.

:asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:19 pm 
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Chairon @ ha scritto:
Caldco @ ha scritto:
8kk vs 320k anime
190 vs 3 anime/km2

Mongolia - Principato di Monaco
Densità
1.75 ab./km² - 18.214 (1°) ab./km²

È evidente che la Mongolia sia molto piú ricca del Principato di Monaco :O.

Il Giappone ha una popolazione doppia della nostra su una superficie piú piccola. Evidentemente sono molto piú poveri di noi.

:asd:


:poker:

:patpat:

torna in sezione a farti imparare a trollare
i pil pro capita sono equivalenti, ma io questo ovviamente non l'avevo citato come fattore discriminante tra le due nazioni. :patpat:
bello il tuo modello di trolling dove il pil pro capita e' funzione decrescente della densita' abitativa
:yaya:
torna a irretire con la tua retorichetta da commiefag senza un numero che sia il pie'pagina qualcun altro.
qui sul DS si trolla per bene
:trollface:

dabol edit ortografico
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Ultima modifica di Caldco, gio nov 17, 2011 2:20 pm, modificato 2 volte in totale.
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:22 pm 
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frankytop @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

"Tu non hai presente il concetto di dimensione nell'accezione del termine che non si limita alla mera superficie.
La Svizzera Islanda è Grande, ed è Grande prima di tutto perchè il suo popolo possiede quella mentàlità che non ha proprio nulla a che vedere con quella fetta colossale di popolazione nostrana che ragiona in termini di uè uagliò cazzu vuoi...: tutto il resto viene da sè."
cit. Frankytop

:wink:

Bravo, vedo che hai preso nota. :awesome:
..peccato però che non hai capito una beata, per di più decontestualizzando il discorso che avevo fatto. :patpat: :asd:
Ma Hangatevi tutti va...:asd:

sei stato frainteso :alone:
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"Нико у нашој земљи не треба да се одриче своје националне припадности. Али, сви смо ми, у исто вријеме, и Југословени"
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:24 pm 
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Darkangelz @ ha scritto:
frankytop @ ha scritto:

Bravo, vedo che hai preso nota. :awesome:
..peccato però che non hai capito una beata, per di più decontestualizzando il discorso che avevo fatto. :patpat: :asd:
Ma Hangatevi tutti va...:asd:

sei stato frainteso :alone:

No tranquillo, sei proprio tu che non capisci una fava.... :LOL:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 1:38 pm 
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frankytop @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

sei stato frainteso :alone:

No tranquillo, sei proprio tu che non capisci una fava.... :LOL:

:better:
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 3:26 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
FradettII @ ha scritto:


Articolo 47
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.


Dici che dovremmo toglierlo?

Dove l'avrei detto?


Se l'avessi detto non te l'avrei chiesto :poker:

Ile ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:


Che cazzo c'entra???
Se una banca ha debiti con l'estero e crediti internamente è facile per un governo farla fallire... in ogni paese del mondo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Krugman sulla crisi economica
MessaggioInviato: gio nov 17, 2011 3:39 pm 
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FradettII @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

Dove l'avrei detto?


Se l'avessi detto non te l'avrei chiesto :poker:

Ile ha scritto:
In Islanda sono 5 gatti in mezzo a 18 vulcani.
L'energia prodotta dal geotermico gli basta e la loro alimentazione è composta da patate e pesce, quindi possono vivere nell'autarchia.



:poker: :yuno:


Che cazzo c'entra???
Se una banca ha debiti con l'estero e crediti internamente è facile per un governo farla fallire... in ogni paese del mondo.


Si, ma la manovra che ha fatto l'Islanda la può fare solo un paese con quelle caratteristiche.
Altrimenti l'avrebbero fatto tutti.
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