ROMA - Conto alla rovescia per la manovra. Un paio di giorni di consultazioni con partiti e forze sociali e poi Mario Monti renderà finalmente note le misure economiche che il governo ha in mente. Il calendario prevede per domani il faccia a faccia con i leader dei partiti (Casini e Rutelli alle 10,30, Bersani domani alle 21 mentre Alfano alle 12). Domenica, invece, sarà la volta dei sindacati e delle Regioni. Nel frattempo si apprendono nuovi dettagli sulle ipotesi allo studio del governo. A partire da una super-tassa sulle barche e i beni di lusso. Secondo quanto si apprende, tra le ipotesi al vaglio dei tecnici, in queste ore ci sarebbe anche una sorta di patrimoniale non immobiliare che si affiancherebbe alla super Ici sulle seconde e terze case.
Il governo, inoltre, starebbe valutando l'aumento delle aliquote Irpef di 2 punti (ma anche fino a 3) per gli scaglioni oggi al 41% (redditi tra i 55 e i 75mila euro) e al 43% (oltre i 75mila euro) che passerebbero così al 43 e 45%. Si tratta di una misura che fa parte del quadro complessivo al quale sta lavorando il governo ma, spiegano fonti tecniche, potrebbe non essere varata nel pacchetto di lunedì ma arrivare con la delega sulla riforma fiscale. Infine il pacchetto-sviluppo, che farà salire l'importo della manovra oltre i 20 miliardi, sarà concentrato su un alleggerimento dell'Irap, ma non sul cuneo fiscale. Il tutto mentre dal capo dello Stato Giorgio Napolitano arriva l'appello a conciliare "rigore ed equità".
Da uno dei sindacati, la Cisl, arrivano i primi segnali: "Noi vogliamo una trattativa e non una semplice consultazione - dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando della riforma delle pensioni 2 - Serve una soluzione che deve essere improntata all'equità". La Cisl, puntualizza ancora Bonanni, è consapevole che si va verso "soluzioni rigorose, ma il presidente del Consiglio ha promesso al Senato e alle parti sociali che ogni decisione sarà sorretta dall'equità. E' esattamente quello che chiediamo".
Disco rosso, però, nei confronti dello sciopero. "Quello che vogliamo evitare - dice Bonanni - è che ognuno costruisca una sceneggiata che conosciamo da diverso tempo. C'è chi protesta e chi decide, e poi in mezzo ci sono i pensionandi che sopportano una mazzata che non hanno mai ricevuto così forte".
Variegate, invece le reazioni dei partiti. "Non siamo contrari al ritocco delle pensioni ma dipende da quale ritocco e quali pensioni. Chi paga per 40 anni i contributi non deve essere toccato, altra cosa sono le doppie e triple pensioni che sono esagerate. Ecco perché su Ici, pensioni e patrimoniale distinguiamo tra chi può e chi no", dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Che non ha accolto l'invito di Monti a un incontro: "Noi dell'Idv abbiamo dato una fiducia tecnica e chiediamo di poterci incontrare in commissione e in aula alla Camera, nelle sedi proprie dove si illustrano i provvedimenti".
Cauto il Pd. "Il programma del governo Monti non è il programma del Pd e, se il Pd voterà qualcosa che è diverso dal suo programma, non vuol dire che cambia programma" chiarisce Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. "Non c'è ambiguità - chiarisce Fassina - il programma del Pd resta quello: se voteremo qualcosa di diverso è perchè, in una situazione di emergenza, ci siamo assunti la responsabilità di sostenere un governo che risponde a forze politiche che hanno visioni e posizioni non solo diverse, ma addirittura opposte".
Appoggio convinto da parte dell'Udc. E non "per vigliaccheria" o per non assumersi direttamente le responsabilità, ma con "convinzione" perché l'esecutivo sta preparando le riforme che i precedenti governi hanno rinviato. Pier Ferdinando Casini si schiera con il governo senza esitazioni: "A Prodi e Berlusconi abbiamo chiesto per anni le riforme strutturali, come quella delle pensioni, per superare gli squilibri che oggi penalizzano i nostri figli. Dopo anni di rinvii, oggi monti affronta questa questione e altre che la politica finora non ha risolto".
Il segretario del Pdl, Angelino Alfano dice che vedrà Monti con grande apertura di spirito", ma la manovra, prosegue, "non è però un provvedimento economico insapore e incolore come l'acqua. Quindi vogliamo sapere quale sarà il suo colore e il suo sapore".
E l'ex titolare del Welfare Maurizio Sacconi avverte: "E' necessario evitare innalzamenti troppo drastici dell'età minima obbligatoria magari coniugati con un anticipo del calcolo contributivo perchè l'effetto per molte donne sarebbe quello di un'attesa nella disoccupazione di una pensione di entità inferiore a quella programmata".
Polemica la Lega. "La decisione di Monti di convocare per domenica prossima le parti sociali e i presidenti delle Regioni suona come una provocazione e uno sgarbo istituzionale". Quel giorno infatti si riunirà il cosiddetto parlamento della Padania a Vicenza. "Non andrò a Roma" tuona il governatore veneto Cota.
Famiglia Cristiana. Il sito di Famiglia Cristiana parla di "nota stonata del governo Monti". Il settimanale sottolinea come "la totale assenza del tema 'famiglia' nei primi passi del nuovo esecutivo" sia la stonatura inaspettata del nuovo governo.
Porta a Porta. Mario Monti spiegherà la manovra direttamente dal "salotto" televisivo di Porta a Porta.
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ROMA - Conto alla rovescia per la manovra. Un paio di giorni di consultazioni con partiti e forze sociali e poi Mario Monti renderà finalmente note le misure economiche che il governo ha in mente. Il calendario prevede per domani il faccia a faccia con i leader dei partiti (Casini e Rutelli alle 10,30, Bersani domani alle 21 mentre Alfano alle 12). Domenica, invece, sarà la volta dei sindacati e delle Regioni. Nel frattempo si apprendono nuovi dettagli sulle ipotesi allo studio del governo. A partire da una super-tassa sulle barche e i beni di lusso. Secondo quanto si apprende, tra le ipotesi al vaglio dei tecnici, in queste ore ci sarebbe anche una sorta di patrimoniale non immobiliare che si affiancherebbe alla super Ici sulle seconde e terze case.
Il governo, inoltre, starebbe valutando l'aumento delle aliquote Irpef di 2 punti (ma anche fino a 3) per gli scaglioni oggi al 41% (redditi tra i 55 e i 75mila euro) e al 43% (oltre i 75mila euro) che passerebbero così al 43 e 45%. Si tratta di una misura che fa parte del quadro complessivo al quale sta lavorando il governo ma, spiegano fonti tecniche, potrebbe non essere varata nel pacchetto di lunedì ma arrivare con la delega sulla riforma fiscale. Infine il pacchetto-sviluppo, che farà salire l'importo della manovra oltre i 20 miliardi, sarà concentrato su un alleggerimento dell'Irap, ma non sul cuneo fiscale. Il tutto mentre dal capo dello Stato Giorgio Napolitano arriva l'appello a conciliare "rigore ed equità".
Da uno dei sindacati, la Cisl, arrivano i primi segnali: "Noi vogliamo una trattativa e non una semplice consultazione - dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando della riforma delle pensioni 2 - Serve una soluzione che deve essere improntata all'equità". La Cisl, puntualizza ancora Bonanni, è consapevole che si va verso "soluzioni rigorose, ma il presidente del Consiglio ha promesso al Senato e alle parti sociali che ogni decisione sarà sorretta dall'equità. E' esattamente quello che chiediamo".
Disco rosso, però, nei confronti dello sciopero. "Quello che vogliamo evitare - dice Bonanni - è che ognuno costruisca una sceneggiata che conosciamo da diverso tempo. C'è chi protesta e chi decide, e poi in mezzo ci sono i pensionandi che sopportano una mazzata che non hanno mai ricevuto così forte".
Variegate, invece le reazioni dei partiti. "Non siamo contrari al ritocco delle pensioni ma dipende da quale ritocco e quali pensioni. Chi paga per 40 anni i contributi non deve essere toccato, altra cosa sono le doppie e triple pensioni che sono esagerate. Ecco perché su Ici, pensioni e patrimoniale distinguiamo tra chi può e chi no", dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Che non ha accolto l'invito di Monti a un incontro: "Noi dell'Idv abbiamo dato una fiducia tecnica e chiediamo di poterci incontrare in commissione e in aula alla Camera, nelle sedi proprie dove si illustrano i provvedimenti".
Cauto il Pd. "Il programma del governo Monti non è il programma del Pd e, se il Pd voterà qualcosa che è diverso dal suo programma, non vuol dire che cambia programma" chiarisce Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. "Non c'è ambiguità - chiarisce Fassina - il programma del Pd resta quello: se voteremo qualcosa di diverso è perchè, in una situazione di emergenza, ci siamo assunti la responsabilità di sostenere un governo che risponde a forze politiche che hanno visioni e posizioni non solo diverse, ma addirittura opposte".
Appoggio convinto da parte dell'Udc. E non "per vigliaccheria" o per non assumersi direttamente le responsabilità, ma con "convinzione" perché l'esecutivo sta preparando le riforme che i precedenti governi hanno rinviato. Pier Ferdinando Casini si schiera con il governo senza esitazioni: "A Prodi e Berlusconi abbiamo chiesto per anni le riforme strutturali, come quella delle pensioni, per superare gli squilibri che oggi penalizzano i nostri figli. Dopo anni di rinvii, oggi monti affronta questa questione e altre che la politica finora non ha risolto".
Il segretario del Pdl, Angelino Alfano dice che vedrà Monti con grande apertura di spirito", ma la manovra, prosegue, "non è però un provvedimento economico insapore e incolore come l'acqua. Quindi vogliamo sapere quale sarà il suo colore e il suo sapore".
E l'ex titolare del Welfare Maurizio Sacconi avverte: "E' necessario evitare innalzamenti troppo drastici dell'età minima obbligatoria magari coniugati con un anticipo del calcolo contributivo perchè l'effetto per molte donne sarebbe quello di un'attesa nella disoccupazione di una pensione di entità inferiore a quella programmata".
Polemica la Lega. "La decisione di Monti di convocare per domenica prossima le parti sociali e i presidenti delle Regioni suona come una provocazione e uno sgarbo istituzionale". Quel giorno infatti si riunirà il cosiddetto parlamento della Padania a Vicenza. "Non andrò a Roma" tuona il governatore veneto Cota.
Famiglia Cristiana. Il sito di Famiglia Cristiana parla di "nota stonata del governo Monti". Il settimanale sottolinea come "la totale assenza del tema 'famiglia' nei primi passi del nuovo esecutivo" sia la stonatura inaspettata del nuovo governo.
Porta a Porta. Mario Monti spiegherà la manovra direttamente dal "salotto" televisivo di Porta a Porta.
Ecco, adesso si legge.