“Padania? Meglio la Svizzera”La Lega di Bossi sembra riposizionarsi verso una strategia di abbandono dell’Italia che contempli però l’annessione alla ricca Confederazione Elvetica
Chissà se il progetto di unire i popoli del Nord sarà abbandonato tra poco tempo. Le giravolte di Bossi sono così numerose che superano quelle di una ballerina della Scala, però il crescente numero di leghisti pro annessione alla Svizzera cresce di giorno in giorno. Basta dunque alla Padania, e W la Confederazione Elvetica, luogo di elezione per molti abitanti delle province più fedeli al Carroccio. Molti cittadini comaschi o varesini lavorano in Svizzera, là fanno benzina, e pure il mercato del sesso è fiorente grazie al costante afflusso di turisti italiani. Senza contare chi porta i soldi oltreconfine.
BASTA ITALIA - Dopo aver governato per dieci anni, a parte il breve interludio prodiano, la Lega ha deciso di ripartire con la strategia secessionista. Il la è stato dato con l’apertura del Parlamento padano, con tanto di appello di Bossi all’unione dei popoli padani con quelli svizzeri, bavaresi ed austriaci. Una sorta di riedizione dell’Impero austro-ungarico al netto della parte orientale, anche perché da quelle parti arriva una parte degli odiati immigrati.
La strada nuova della Lega prende le mosse dalle considerazioni di Bossi che tratteggia un Paese allo sfascio e spiega la sua visione politica attuale e quella futura.”Miglio era convincente nelle sue idee – ha detto il leader della Lega – adesso c’e’ la fine della guerra economica che l’Italia ha perso mentre chi lavora, la Padania, ha vinto. Si apre una finestra importante nella storia e noi dobbiamo lanciarci in questa finestra. Dopo le guerre si scrivono i trattati e dobbiamo essere noi, la Padania, a scriverli da popolo vincitore”. Per Bossi “i nostri oppressori non hanno vinto e hanno perso la nostra stima. I nostri grandi popoli, quello lombardo, piemontese e veneto, uniti non temono confronti”. Poi guarda al futuro mostrando una cartina geografica con la Padania e i Lander tedeschi e austriaci:” L’Italia è al suo definitivo tramonto e al suo posto avanzano i nostri popoli, quello lombardo, quello veneto, quello piemontese che insieme potranno vincere nell’ Europa dei popoli, che è il futuro. Dobbiamo scatenare la Padania, scatenare i nostri popoli nel nome della Padania”.
ANDIAMO IN SVIZZERA – La strategia di Bossi è stata delineata e subito il movimento ha seguito. Le parole più significative sono state dette dal presidente della Provincia di Varese Dario Galli, che si è così arrabbiato per la Finanziaria, e per il taglio dell’ente da lui diretto, da minacciare un referendum per portare Varese nel Canton Ticino.
E’ tranciante il commento a caldo del vertice della vicina Provincia varesina sulla Finanziaria varata dal governo di Mario “Bilderberg” Monti. “Mi domando se ci fosse bisogno di scomodare una squadra di professoroni per aumentare le tasse!” BOOM! Dario Galli coglie la palla al balzo per andare incontro alla proposta lanciata dal leader della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca di distacco delle Province Lombardo-Piemontesi di frontiera e di adesione alla Confederazione. “Quasi quasi mi viene voglia di lanciare una campagna per annettere il Varesotto al Canton Ticino. Eh no, sono stufo di farmi prendere per i fondelli!” Altra bordata contro il governo romano di Monti, che ha proposto l’abolizione delle Giunte provinciali, Galli la tira senza esitazione: “Proprio l’Università Bocconi di Monti ha prodotto uno studio in cui afferma che la loro abolizione comporterebbe maggiori costi, altro che risparmi! Da un economista mi sarei aspettato un calcolo attento e misurato, non un provvedimento a caso!”.E la delegazione del Carroccio a Roma preannuncia le barricate, guidati da Roberto Maroni, che ha già parlato di “rapina a mano armata verso pensionati ed Enti locali!”
FORZA RAGAZZI, VIA DA ROMA!
E’ TEMPO DI CHIUDERE I RUBINETTI! SE NON ORA, QUANDO?
L’appoggio entusiasto arriva dai leghisti d’oltreconfine, la Lega dei Ticinesi, che da sempre coltiva un rapporto amichevole con il vertice del Carroccio. Dopo aver proposto di costruire un muro per separare l’Italia dalla Svizzera, ora invece i leghisti tifano per il sogno secessionista? Parrebbe di sì, anche se chissà come farebbero ad accettarli dopo decenni di propaganda anti italiani. Le voci dei bossiani sono sempre più pro Svizzera, e visto che abbandonare una patria finta come quella padana per la più antica Nazione europea potrebbe anche dare più solidità alle proposte leghiste, si attendono nuove comunicazioni in materia dal partito più italiano che c’è.
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gli svizzeri saranno contenti ?
