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 Oggetto del messaggio: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 11:37 am 
Schiavo
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«Da due mesi a oggi, un grande effetto c'è già stato: un forte recupero di credibilità e di fiducia, che anche l'altro giorno a Parigi si percepiva con chiarezza. Credibilità conquistata sul campo dal presidente del Consiglio e dall'intero Paese. Riforme coraggiose che aspettavano da tempo, come quella delle pensioni, che il governo ha proposto, il Parlamento ha approvato in tempo record e la gente ha accolto con una reazione molto composta».

Ministro Passera, eppure la situazione resta difficile. E lo spread oltre quota 500.
«È vero, l'emergenza non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio del Paese è stato avviato con determinazione. Ogni ministero ha il suo compito da svolgere. Si lavora bene insieme, e questo accelera e rende più efficace il lavoro di tutti. Abbiamo un piano per la crescita. Per liberalizzare e favorire i consumatori. Per sostenere le imprese. Per investire nell'istruzione, nella ricerca, nella giustizia. L'Italia ha fatto e farà la sua parte. Serve però che la faccia anche l'Europa. A cominciare dalla Germania».

Dopo il bilaterale a Berlino della prossima settimana, la cancelliera Merkel sarà in Italia il 20. Che cosa chiede il governo alla Germania, all'Europa?
«L'Europa non riesce a decidere con visione e pragmatismo, i mercati valutano che l'Europa non ce la faccia, quindi scommettono contro; e i Paesi con un debito più alto soffrono di più. O l'Europa decide di darsi gli strumenti che qualsiasi moneta ha, vale a dire una Banca centrale in grado di garantire la liquidità e la stabilità, oppure non ci sarà crescita, e non ci sarà occupazione. La Germania è il Paese che ha avuto maggiori vantaggi dall'euro. Sono certo che svolgerà il ruolo che le compete di Paese leader, non di Paese che spacca l'Europa. L'Europa deve avere il coraggio di dire al mondo che garantisce se stessa. Altrimenti, con questi tassi di interesse, crescere è quasi impossibile».

Nel frattempo in Italia cresce il disagio sociale.
«È vero. Il disagio occupazionale cresce visibilmente, e va ben oltre il numero dei disoccupati. Bisogna considerare anche gli inoccupati che non cercano neppure lavoro, i cassintegrati, i sottoccupati. In tutto sono almeno sei milioni di persone. E questo è un peso enorme per le famiglie italiane, perché significa paura del futuro. L'Italia, come l'Europa, deve lavorare per il rigore, ma anche per la crescita. La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati, non solo di Pil e di equilibrio dei conti. Se non cresciamo non potremo garantire al mondo che avremo la capacità di restituire il debito».

Finora si sono viste soprattutto tasse. O no?
«Non è così. A parte l'intervento sulle pensioni, che ha messo sotto controllo la più grande voce di spesa pubblica, nella manovra "salva Italia" ci sono 6 miliardi per le imprese che assumono e investono su se stesse. Ci sono 4 miliardi per le famiglie, che senza il decreto avrebbero avuto minori detrazioni. Ci sono 20 miliardi per il credito alle pmi, grazie al fondo di garanzia. E in queste settimane abbiamo sbloccato 15-20 miliardi per cantieri vari: metropolitane, ferrovie».

All'evidenza, non basta. Che cos'altro prevede il vostro piano per la crescita?
«Cose molto concrete. Per favorire l'innovazione, la revisione del sistema degli incentivi. Per stare accanto alle aziende che stanno salvando l'Italia grazie alle esportazioni, già c'è il nuovo Ice (Istituto per il commercio con l'estero), ma aiuteremo in molti altri modi le nostre imprese a stare sui mercati internazionali. Faremo sì che venga saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso che gravano sulle imprese e stanno diventando un peso insopportabile».

Nessuno paga più nessuno. Come invertire la tendenza? «In breve tempo adotteremo la direttiva europea per cui tutti i pagamenti devono avvenire entro 60 giorni. Stiamo lavorando su vari modi alternativi per smaltire l'accumulato, senza intaccare gli obiettivi di contenimento di deficit e debito pubblico: servirà probabilmente la collaborazione della Cassa depositi e prestiti e delle banche, ma un modo va trovato velocemente. Compresi i pagamenti in Bot».

Altre misure?
«Dobbiamo mettere più soldi in tasca a chi ha i redditi più bassi, in cambio di maggior produttività per le aziende. E dobbiamo semplificare, snellire l'enorme costo burocratico che grava sulle imprese che vorrebbero investire, crescere, nascere».

Come procederete con le liberalizzazioni? Per decreto?
«Sì. Abbiamo già cominciato, rafforzando l'Antitrust e aprendo ulteriormente il settore del commercio. Andremo avanti. Ogni mese».

Un decreto al mese?
«Anche più di uno, non solo sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita. Apertura dei mercati, lotta ai blocchi e alle rendite di posizione, aumento della concorrenza. A parole sono tutti d'accordo, tranne quando viene toccato il proprio settore. Per questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni. Ogni cosa fa parte del progetto per creare crescita sostenibile. Tutti dovranno fare la loro parte».

Come spiega il crollo in Borsa di Unicredit? Più in generale, il sistema bancario italiano è davvero solido?
«Le banche italiane sono state tra le poche a proseguire le loro attività senza chiedere nulla allo Stato. Certo, essendo legate all'economia reale, quando l'economia reale va male, ne risentono. L'esplosione del costo della raccolta e la botta delle nuove regole che obbligano a svalutare l'investimento nei debiti pubblici hanno fatto il resto. Le banche che hanno fatto gli aumenti di capitale per tempo tengono meglio. Quelle che hanno tardato a fare aumenti di capitale sufficienti sono più in difficoltà. Ciò non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti».

E l'apparato produttivo è in grado di reggere alla crisi?
«C'è una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni. Automazione, agrindustria, sistema moda, sistema casa: grazie a loro, l'Italia non perde quote del commercio internazionale o ne perde meno di altri Paesi. Dobbiamo fare di tutto per aiutare queste aziende, e anche per facilitare gli investimenti dei gruppi internazionali in Italia. Il fatto di aver risolto il contenzioso Edf-Edison, che si trascinava da anni, mostra che l'Italia fa sul serio, e se la giocherà anche sul dossier energia. Le filiere della salute e del turismo possono dare grandi risultati, grazie agli investimenti che faremo nella ricerca, nelle infrastrutture, nei trasporti. Parliamo di oltre 200 miliardi di ritardi accumulati nelle infrastrutture strategiche. Che daranno sollievo anche al settore delle costruzioni».

Dove li trovate i soldi?
«Di sicuro, non con nuove tasse».

Non ci sarà un'altra manovra?
«No. Finito. Quel che c'era da fare è stato fatto. Per finanziare il piano crescita dovremo ridurre i costi degli apparati pubblici; e di spazio ce n'è tanto. Solo nel mio ministero, nell'ambito delle strutture di mia pertinenza, abbiamo realizzato tagli per il 35%. Ci sono sprechi da ridurre, abusi da sanare: pensiamo solo alle false pensioni di invalidità. Useremo meglio i fondi europei: con il ministro Barca abbiamo recuperato quasi tre miliardi per il Sud. Troveremo risorse con privatizzazioni e dismissioni. E con il recupero dell'evasione fiscale».

Che effetto le fa l'operazione Cortina? Non si è esagerato?
«L'evasione in Italia è scandalosamente diffusa. È giusto combatterla. Per potere in prospettiva abbassare le tasse - famiglie e imprese oneste ne pagano troppe - dobbiamo far pagare tutti».

Quando parla di privatizzazioni pensa anche a Eni, Enel, Finmeccanica?
«Pensiamo per il momento a un patrimonio di immobili, crediti, concessioni ancora da valorizzare. Pensiamo alle municipalizzate, al trasporto pubblico locale, alle miriadi di piccole aziende frammentate e inefficienti, che devono essere accorpate, quotate, messe in condizioni di partecipare ad aste aperte, di stare sui mercati e competere con i migliori operatori esteri».

Il superamento dell'articolo 18, che prevede la licenziabilità solo per giusta causa, può servire alla crescita?
«Non era un prerequisito del tavolo sul lavoro, come Elsa Fornero ha ben chiarito. Che vada migliorata la flessibilità in entrata, e resa più logica la flessibilità in uscita, è evidente. Per superare il dualismo del mercato del lavoro, che penalizza i giovani, servono contratti più chiari, più responsabilizzanti per le aziende. Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato, valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive. Per poter crescere, le aziende devono diventare più produttive, in termini di utilizzo degli impianti, di orari, e avere attorno a loro un sistema Paese più efficiente».

Non nota un'insofferenza crescente da parte del partito di maggioranza relativa e del suo leader, Berlusconi?
«Una certa insofferenza di chi era in carica e ha passato la mano a un governo terzo è umanamente comprensibile. Che questo governo abbia fatto cose che non si riusciva ad affrontare da anni può aumentare l'insofferenza. Ma in Berlusconi vedo una sincera volontà di contribuire a far uscire l'Italia dall'angolo. La classe politica ha mostrato grande disponibilità a sacrificare interessi di breve termine. E l'opinione pubblica ha accettato i sacrifici».

Ne è così sicuro?
«Sì. Certo, vedo fare capolino pure demagogia e populismi...».

Ad esempio?
«Quando si dice che i sacrifici sono inaccettabili. Quando si cercano i capri espiatori. Quando si pretendono miracoli in un mese. L'altro nemico è la rassegnazione di chi pensa che l'Italia non ce la possa fare. Mentre è vero il contrario».

Conferma che le frequenze tv non saranno più gratis?
«Confermo che non vedo ragioni per andare avanti con le concessioni gratuite, per regalare questi beni pubblici nel nuovo contesto tecnologico e di mercato. Trasformeremo la questione in un'opportunità per ammodernare il sistema di telecomunicazioni».

Lei ha venduto le sue azioni Intesa. Questo non risolve ancora la questione del conflitto di interessi. Da banchiere lei ha contribuito ad avviare iniziative industriali, dalla nuova Alitalia ai treni privati, che potrebbe favorire da ministro.
«Il problema non esiste per chi mi conosce. Chi non mi conosce si toglierà ogni dubbio vedendo il mio operato. Il modo in cui è stato sciolto il nodo Edf-Edison smentisce chi poteva pensare che volessi favorire qualcuno. Abbiamo creato l'Autorità dei trasporti proprio come garanzia di trasparenza nell'ambito ferroviario. Ho giurato di fare solo l'interesse pubblico. E il fatto che abbia venduto le mie azioni, senza esserne obbligato, e con un forte danno, conferma la serietà delle mie intenzioni».

I giornali hanno scritto della sua intenzione di fondare un partito, di incontrare il capo dei vescovi Bagnasco...
«...Beh, si tratta di due cose decisamente diverse».

Quale sarà il suo futuro politico?
«Guardi, il cambio di vita è stato così veloce e impegnativo, che per ora proprio non ci penso. Ho 300 tavoli di crisi aziendali aperti, i progetti per la crescita da varare...».

Non sia evasivo.
«Non sono evasivo, sono sincero. A parte la straordinaria esperienza con cui abbiamo cambiato le Poste, avevo sempre lavorato nel privato, sia pure nello spirito dell'interesse generale. Occuparsi della cosa pubblica è straordinario. Se sarò capace di farlo, lo vedremo. Saranno gli italiani a decidere se sarà stato un buon lavoro. Finora non sono mai riuscito a immaginare il mio futuro più lontano. E il futuro mi ha sempre sorpreso».
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 11:51 am 
Schiavo
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In pratica hanno spremuto prima per poter avere i soldi necessari per poter fare liberazioni e "stimoli" alla crescita.
Ora c'è da vedere se saranno meglio dei governi precedenti nello spendere.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 3:29 pm 
Schiavo
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Sempre più fiducioso, specialmente dopo il meddare di Cortina :pff:
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 3:38 pm 
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ora madderanno perché gli incentivi saranno probabilmente "seri" e non preconfezionati con sopra scritto il nome dell'imprenditore che deve intascarli.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 4:00 pm 
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Fa comunque specie vedere come il popolo del PdL sia "insorto".
Insorto perche'? Perche' la polizia sta controllando i documenti?
Chi non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere.

Comunque, vogliamo per cortesia postare l'URL della fonte?
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In regime di libera concorrenza esiste una sola regola per l'imprenditore: fare il miglior prodotto possibile al minor costo possibile, pagando i massimi stipendi possibili. (Henry Ford)
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 4:06 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
ora madderanno perché gli incentivi saranno probabilmente "seri" e non preconfezionati con sopra scritto il nome dell'imprenditore che deve intascarli.


minchia come invidio la vostra fiducia....conte poi è un maestro zen.
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Avete cartongessato i maron glace' con Lost. Non è altro che il risultato di un superproteugenetor in versione Serial. Immaginate la scena di Pele in fuga per la vittoria. il suo punto di partenza sono le prime stagioni di lost, il goal è la stagione finale. tutti i giocatori avversari driblati sono le stagioni mandate a puttane.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 4:20 pm 
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darkdroid @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:
ora madderanno perché gli incentivi saranno probabilmente "seri" e non preconfezionati con sopra scritto il nome dell'imprenditore che deve intascarli.


minchia come invidio la vostra fiducia....conte poi è un maestro zen.

No, è che sono seriamente impressionato.
Per la prima volta in tanti anni PRIMA si prendono i soldi (senza fare troppi sconti a nessuno) e poi si dice "ora facciamo le riforme" (etassisti e farmacisti sul piede di guerra la dicono lunga).
Di solito invece prima si facevano le (finte) riforme (con, su un post-it, il nome di chi si sarebbe intascato i soldi) e poi si chiedeva l'obolo per quello che (non) si era fatto.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 6:21 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
darkdroid @ ha scritto:


minchia come invidio la vostra fiducia....conte poi è un maestro zen.

No, è che sono seriamente impressionato.
Per la prima volta in tanti anni PRIMA si prendono i soldi (senza fare troppi sconti a nessuno) e poi si dice "ora facciamo le riforme" (etassisti e farmacisti sul piede di guerra la dicono lunga).
Di solito invece prima si facevano le (finte) riforme (con, su un post-it, il nome di chi si sarebbe intascato i soldi) e poi si chiedeva l'obolo per quello che (non) si era fatto.

hanno capito che è meglio arrivare al punto .... senza perdere tempo in riforme che MAI faranno :sisi:
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:12 pm 
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Imho le misure che il governo prenderà in termini di riforme saranno l'ultima mazzata alla piccolo-medio imprenditoria. Più leggo i contenuti delle riforme più mi faccio l'idea che da una parte si dichiari di voler aiutare la crescita, ma la verità nascosta è quello di togliere altre quote di mercato ai negozi medio-piccoli per darli ai vari ipermercati.
Non a caso Confcommercio e Confesercenti stanno puntando i piedi contro le manovre di finta liberalizzazione di questo governo.
E non entro nel dettaglio delle singole professioni e/o attività perché conosco nel dettaglio solo il mio settore e mi fa schifo vedere la demagogia che si fa in giro.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:19 pm 
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Yurassik @ ha scritto:
Imho le misure che il governo prenderà in termini di riforme saranno l'ultima mazzata alla piccolo-medio imprenditoria. Più leggo i contenuti delle riforme più mi faccio l'idea che da una parte si dichiari di voler aiutare la crescita, ma la verità nascosta è quello di togliere altre quote di mercato ai negozi medio-piccoli per darli ai vari ipermercati.
Non a caso Confcommercio e Confesercenti stanno puntando i piedi contro le manovre di finta liberalizzazione di questo governo.
E non entro nel dettaglio delle singole professioni e/o attività perché conosco nel dettaglio solo il mio settore e mi fa schifo vedere la demagogia che si fa in giro.

Mah, sui taxi sicuramente non possono che far del bene, idem per le parafarmacie (che il governo Berlusconi ha provato ad azzoppare in ogni modo).
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:24 pm 
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gugoXX @ ha scritto:
Fa comunque specie vedere come il popolo del PdL sia "insorto".
Insorto perche'? Perche' la polizia sta controllando i documenti?
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concordo



Còsòd,lòd,lò,lòd
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Ma anche un po' di gnocca non guasterebbe ogni tanto ...
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:25 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
Yurassik @ ha scritto:
Imho le misure che il governo prenderà in termini di riforme saranno l'ultima mazzata alla piccolo-medio imprenditoria. Più leggo i contenuti delle riforme più mi faccio l'idea che da una parte si dichiari di voler aiutare la crescita, ma la verità nascosta è quello di togliere altre quote di mercato ai negozi medio-piccoli per darli ai vari ipermercati.
Non a caso Confcommercio e Confesercenti stanno puntando i piedi contro le manovre di finta liberalizzazione di questo governo.
E non entro nel dettaglio delle singole professioni e/o attività perché conosco nel dettaglio solo il mio settore e mi fa schifo vedere la demagogia che si fa in giro.

Mah, sui taxi sicuramente non possono che far del bene, idem per le parafarmacie (che il governo Berlusconi ha provato ad azzoppare in ogni modo).

io faccio il tifo anche per la liberalizzazione degli orari dei negozi, sarebbe anche ora !



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Ma anche un po' di gnocca non guasterebbe ogni tanto ...
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:37 pm 
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Cyrano @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

Mah, sui taxi sicuramente non possono che far del bene, idem per le parafarmacie (che il governo Berlusconi ha provato ad azzoppare in ogni modo).

io faccio il tifo anche per la liberalizzazione degli orari dei negozi, sarebbe anche ora !



C.òs.òs.òòd.òd

This.



Ed è su questo principalmente che stanno puntando i piedi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:43 pm 
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Cyrano @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

Mah, sui taxi sicuramente non possono che far del bene, idem per le parafarmacie (che il governo Berlusconi ha provato ad azzoppare in ogni modo).

io faccio il tifo anche per la liberalizzazione degli orari dei negozi, sarebbe anche ora !



C.òs.òs.òòd.òd


Rispondo qui a Conte e a Cyrano.

La liberalizzazione degli orari dei negozi sarà la prima mazzata ai piccoli commercianti e il primo assist che si fa agli ipermercati, proprio perché diventerà improduttivo per i piccoli commercianti dover stare aperti di più o dover stare aperti di domenica. Risultato? I piccoli negozi chiuderanno e si concentreranno ancora di più negli ipermercati.

Per Conte, non conosco la realtà dei tassiti, mentre conosco fin troppo bene la questione farmacia. Anche qui lo scopo malcelato è quello di togliere il reddito alle farmacie per darlo, non alle parafarmacie, ma alla grande distribuzione.

All'epoca delle prime liberalizzazioni in campo farmaceutico si criticava la scarsa accessibilità dei medicinali al di fuori di farmacie, il prezzo alto, e il sistema chiuso. Federfarma propose innanzitutto un abbassamento del quorum per permettere l'apertura di più farmacie e, in seconda battuta la creazione di una serie di confezioni in formato ridotto di tutta una serie di farmaci OTC, e permetterne la vendita in TUTTE le attività commerciali, come del resto avviene in molti paesi europei. Il governo Bersani invece pose le condizioni per arrivare alla vendita dei farmaci OTC in alcune attività commerciali (farmacie, parafarmacie e supermercati) garantendo alcuni "standard", paventando un aumento dei posti di lavoro, oltre alla liberalizzazione dei prezzi. Si sono quindi aperte un certo numero di parafarmacie e di corner farmaceutici, con un travaso di occupazione dalle farmacie ai questi ultimi. Le parafarmacie hanno sempre navigato in cattive acque e i supermercati non hanno fatto gli affari che speravano, un po' perché l'italiano medio la medicina la vuole solo in farmacia, un po' perché a conti fatti si sono resi conto che pagare lo stipendio ad un farmacista rende poco profittevole il settore farmaceutico. E da allora sono iniziati rumor che da una parte volevano una liberalizzazione della fascia C, paventando un risparmio per il cittadino che, dato il prezzo imposto, era solo una presa per i fondelli, dall'altra togliere l'obbligo di vendere le medicine in presenza del farmacista.
La nuova liberalizzazione della fascia C non ha nessuno scopo di aumentare l'occupazione, un po' perché i farmacisti sono una delle categorie con il minor tasso di disoccupazione, un po' perché se metti in crisi le farmacie queste licenzieranno, ma semplicemente di spostare l'asse della convenienza per i supermercati.
E proporre di liberalizzare il prezzo della fascia C, sul quale le farmacie hanno un guadagno standard stabilito dal governo, è una assurdità in termini sanitari che fa rabbrividire.

E non sto neanche a recriminare di quanto le farmacie, soprattutto nel sud-italia, siano state tartassate negli ultimi 4-5 anni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 7:55 pm 
Schiavo
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1) la domenica oramai quasi tutti i supermercati sono aperti, così come i negozi delle grandi catene, quindi su questo fronte NON cambia nulla se non l'aver eliminato della burocrazia
2) questione orari: se c'è mercato per tenere aperto potranno tenere aperto anche i piccoli negozi (proprio perchè in presenza di un mercato c'è un guadagno). Se non c'è mercato per tenere aperto i casi sono due:
- o non è sufficiente per coprire i costi, ma allora le quote di mercato perse dal negoziante non saranno tali da soffrirne
- o non c'è proprio, allora nessuno starà aperto la sera e il piccolo negoziante non ne risentirà
3)i piccoli negozianti stanno fallendo perchè:
- il più delle volte sono scomodi da raggiungere, per me andare dal piccolo negoziante o in un supermercato è uguale, sempre prendere un mezzo di trasporto vuol dire, e non abito in culonia, abito in un quartiere dormitorio come ce ne sono tanti, nemmeno distante dal centro di Bologna
- il più delle volte sono cari impestati, ti offrono (ovviamente) meno scelta, non è sempre detto che ci siano più controlli e qualità e la merce costa 2-3 volte tanto rispetto alla grande distribuzione
4) anche volendo chi fa lavori d'ufficio (le classiche 8h, dalle 9 alle 18) non può andare a fare compere nei piccoli negozietti perchè quando va a lavoro non sono aperti e quando esce (a meno che non ci lavori sopra) sono già chiusi
5)in ultimo, perchè io che lavoro dalle 9 alle 18 non ho diritto a trovare una farmacia aperta come qualsiasi altro cristo? Perchè per andare a prendere un medicinale da ricetta devo prendermi un permesso da lavoro? La farmacia non fornisce un servizio essenziale per i cittadini (avendo il monopolio su alcuni prodotti)?
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:01 pm 
Schiavo
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Iscritto il: mar lug 20, 2010 12:40 am
Messaggi: 17
Località: Kooly Noody
si ma nei centri commerciali la roba costa meno che nei negozietti di paese, quindi che chiudano pure
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sider ? ha scritto:
Un giorno ho visto per strada un tizio barcollante , sporco, pieno di chiazze verdi e pus, infastidiva bambine e rubava i soldi alle vecchiette: era uno che postava nel DS.

Le auto straniere non sono nel mio core businnes (cit.)
:O
Forza Morte
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:03 pm 
Schiavo
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Ile @ ha scritto:
1) la domenica oramai quasi tutti i supermercati sono aperti, così come i negozi delle grandi catene, quindi su questo fronte NON cambia nulla se non l'aver eliminato della burocrazia
2) questione orari: se c'è mercato per tenere aperto potranno tenere aperto anche i piccoli negozi (proprio perchè in presenza di un mercato c'è un guadagno). Se non c'è mercato per tenere aperto i casi sono due:
- o non è sufficiente per coprire i costi, ma allora le quote di mercato perse dal negoziante non saranno tali da soffrirne
- o non c'è proprio, allora nessuno starà aperto la sera e il piccolo negoziante non ne risentirà
3)i piccoli negozianti stanno fallendo perchè:
- il più delle volte sono scomodi da raggiungere, per me andare dal piccolo negoziante o in un supermercato è uguale, sempre prendere un mezzo di trasporto vuol dire, e non abito in culonia, abito in un quartiere dormitorio come ce ne sono tanti, nemmeno distante dal centro di Bologna
- il più delle volte sono cari impestati, ti offrono (ovviamente) meno scelta, non è sempre detto che ci siano più controlli e qualità e la merce costa 2-3 volte tanto rispetto alla grande distribuzione
4) anche volendo chi fa lavori d'ufficio (le classiche 8h, dalle 9 alle 18) non può andare a fare compere nei piccoli negozietti perchè quando va a lavoro non sono aperti e quando esce (a meno che non ci lavori sopra) sono già chiusi
5)in ultimo, perchè io che lavoro dalle 9 alle 18 non ho diritto a trovare una farmacia aperta come qualsiasi altro cristo? Perchè per andare a prendere un medicinale da ricetta devo prendermi un permesso da lavoro? La farmacia non fornisce un servizio essenziale per i cittadini (avendo il monopolio su alcuni prodotti)?


1) magari, qui purtroppo supermercati ( non tutti ) ed ipermercati/centri commerciali aprono di domenica solo una manciata di volte l'anno e solo durante le feste ( tipo to periodo ). Per questo io per esempio adoro viridea, aperto 365gg all'anno :asd: . Ricordo che io ho lavorato per 7 anni con turni 24h/365gg quindi so bene che vuol dire lavorare a natale o la notte di capodanno...

Per il resto concordo.
Aggiungo che imho molti negozietti fanno fatica perchè non hanno un cazzo di parcheggio, per cui praticamente vendono in un raggio di qualche centinaio di mt, dentro il quale la gente può raggiungerli a piedi.
Molti preferiscono prendere l'auto ed andare al centro commerciale così da non avere quel problema...



Cò,s,òsd,lòsd,lò,ldd
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Immagine FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
Ma anche un po' di gnocca non guasterebbe ogni tanto ...


Ultima modifica di Cyrano, dom gen 08, 2012 8:07 pm, modificato 2 volte in totale.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:04 pm 
Schiavo
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cos'hai contro la grande distribuzione?

inItalia l'aspirina (l'aspirina!) costa sui 5 euro.
a Londra l'acetilsalicilico generico meno della metà

la differenza saran tasse?
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dimmelo tu, cosa dovevo fare...
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:06 pm 
Schiavo
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Ile @ ha scritto:
1) la domenica oramai quasi tutti i supermercati sono aperti, così come i negozi delle grandi catene, quindi su questo fronte NON cambia nulla se non l'aver eliminato della burocrazia
2) questione orari: se c'è mercato per tenere aperto potranno tenere aperto anche i piccoli negozi (proprio perchè in presenza di un mercato c'è un guadagno). Se non c'è mercato per tenere aperto i casi sono due:
- o non è sufficiente per coprire i costi, ma allora le quote di mercato perse dal negoziante non saranno tali da soffrirne
- o non c'è proprio, allora nessuno starà aperto la sera e il piccolo negoziante non ne risentirà
3)i piccoli negozianti stanno fallendo perchè:
- il più delle volte sono scomodi da raggiungere, per me andare dal piccolo negoziante o in un supermercato è uguale, sempre prendere un mezzo di trasporto vuol dire, e non abito in culonia, abito in un quartiere dormitorio come ce ne sono tanti, nemmeno distante dal centro di Bologna
- il più delle volte sono cari impestati, ti offrono (ovviamente) meno scelta, non è sempre detto che ci siano più controlli e qualità e la merce costa 2-3 volte tanto rispetto alla grande distribuzione
4) anche volendo chi fa lavori d'ufficio (le classiche 8h, dalle 9 alle 18) non può andare a fare compere nei piccoli negozietti perchè quando va a lavoro non sono aperti e quando esce (a meno che non ci lavori sopra) sono già chiusi
5)in ultimo, perchè io che lavoro dalle 9 alle 18 non ho diritto a trovare una farmacia aperta come qualsiasi altro cristo? Perchè per andare a prendere un medicinale da ricetta devo prendermi un permesso da lavoro? La farmacia non fornisce un servizio essenziale per i cittadini (avendo il monopolio su alcuni prodotti)?


Non condivido alcuni punti del tuo discorso. Innanzitutto il piccolo commerciante che è caro/ladro/poco fornito è giusto che fallisca con o senza liberalizzazione. Pretendere però che il piccolo commerciante riesca a sostenere i prezzi di un ipermercato è irrealistico, la differenza la dovrebbe fare proprio la migliore accessibilità. Mi sembra normale che se devi prendere la macchina preferisci un posto dove puoi comprare di tutto, dove parcheggio meglio, etc. credo dipenda dalle realtà locali.
In ogni caso il mercato, oltre ad espandersi e contrarsi, si può anche trasferire, ed è proprio questo il timore dei commercianti. per un ipermercato aprire per sei ore in più ha un rapporto costo/beneficio migliore rispetto al negozio che o A) assume una persona (irrealistico) o B) si fa il mazzo così caricandosi sulle proprie spalle l'onere della competizione.
Che sia più comodo per la gente, non c'è dubbio, ma così facendo si continuerà a concentrare il mercato a pochi competitor, così come è accaduto con la chiusura della macelleria e della pescheria, facendo diventare il piccolo imprenditore dipendente del supermercato.


Per quanto riguarda il discorso farmacia, ma le farmacie da te che orari fanno?
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:07 pm 
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tra l'altro io nei "negozietti" ho preso sempre e solo inculate

il modello di negozio con 1-2 vetrine deve sparire,epic inefficienti, è un modello di distribuzione anni '50.

tenerli aperti "per i posti di lavoro" equivale a tenere apertelebfabbriche "per i posti di lavoro"
cioè si può fare eh, ma o tutti o nessuno, non è che l'operaio lo piglia inculoe il negoziante deve essere protetto.


sui tassisti non mipronuncioè una questione di criminalità comune,serve la magistratura, le leggi già ci sono
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:11 pm 
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eroggeno @ ha scritto:
cos'hai contro la grande distribuzione?

inItalia l'aspirina (l'aspirina!) costa sui 5 euro.
a Londra l'acetilsalicilico generico meno della metà

la differenza saran tasse?

Magari fossero tasse.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:12 pm 
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ero ironico?
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:12 pm 
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Scusa.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:13 pm 
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eroggeno @ ha scritto:
cos'hai contro la grande distribuzione?

inItalia l'aspirina (l'aspirina!) costa sui 5 euro.
a Londra l'acetilsalicilico generico meno della metà

la differenza saran tasse?


Guarda io non ho problemi a dirti le cose come stanno:

L'aspirina mi costa 2,69+10% IVA = 2,95 euro
La vendo a 4,50, ho un guadagno lordo di 1,55

Toglici le tasse
Mettici che grazie all'aspirina che vendo posso comprare la cardioaspirina che do a tuo padre, non guadagnandoci, non andandoci in pari, ma a volte rimettendoci. Vuoi sapere perchè?

In Campania si paga ticket di 2 euro a ricetta più 1,50 per farmaci con brevetto, per i medicinali che do in cassa mutua faccio uno sconto percentuale al SSN, quindi esiste una fascia di prezzo in cui io vado in negativo. Tu hai il diritto di averlo con la ricetta, lo stato ha il diritto di avere lo sconto, spiegami perché io ho l'obbligo a darti una medicina e a pagare 20 centesimi allo stato.

Mettici che ho un credito dallo stato di 500.000 euro, al quale corrisponde ovviamente un debito in banca equivalente, con rispettivi tassi di interesse.

Se la vendo a 4,50 ci sarà un motivo pratico e non è quello di comprarmi la ferrari.
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 Oggetto del messaggio: Re: Passera: Un decreto al mese per liberalizzare! Tasse? No, capitolo chiuso!
MessaggioInviato: dom gen 08, 2012 8:15 pm 
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Aprono alle 9, chiudono per pranzo (l'unica aperta per pranzo che ho mai visto è la farmacia comunale centrale di Bologna, in Piazza Maggiore, ma è un tantino scomoda per CHIUNQUE :yuno: ), solitamente riaprono intorno alle 15 e chiudono in una fascia oraria che va dalle 18 alle 19.30.

Considera una persona come me: va a lavoro alle 9 -no farmacie aperte-, va a pranzo alle 13 -no farmacie aperte- esce alle 18 e ci mette mediamente 1h per arrivare a casa causa traffico -alta probabilità di no farmacie aperte-, quando compra un medicinale con ricetta?. E sono un caso piuttosto tipico (anche perchè ad esempio nel mio ufficio composto da 7 persone sono quella che lavora più vicina a casa), suppongo.



Per quanto riguarda i piccoli commercianti: io capisco tutto ma o tutti i cosìdetti 'pakistani' lavorano non in regola (e allora mi chiedo perchè la GDF non facci qualche blitz...)oppure c'è anche una 'non voglia' di adattarsi al mercato dei piccoli commercianti.
Anche qui, se chiudono alle 18/19 come fa una persona che lavora sino alle 18 a comprare (anche volendo/potendo) da loro?
Il mercato si è spostato anche per questo.
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