PISA. Condannata Equitalia dal giudice civile del tribunale di Pisa per aver sequestrato ad un cieco gli strumenti di lavoro che l'Asl 5 gli aveva concesso in comodato. Quando la società ha mandato il suo ufficiale giudiziario nella bottega dell'artigiano, questi ha pignorato la strumentazione nonostante il non vedente avesse ampiamente spiegato che gli era stata concessa diversi anni prima e che, se l'esattore avesse atteso ventiquattr'ore, avrebbe cercato e gli avrebbe fornito tutta la documentazione necessaria. L'Asl 5 ha citato Equitalia in tribunale impugnando il pignoramento ed ottenendo la sospensione. Il giudice, Milena Balsamo, ha dato ragione all'Azienda sanitaria locale: ha accolto l'opposizione e «per effetto ha dichiarato la nullità dell'eseguito pignoramento». Equitalia è stata anche condannata al pagamento delle spese legali per 4.500 circa. E veniamo ai fatti. Due anni fa la società, a causa di problematiche e insolvenze relative al pagamento dell'Iva, approda nella bottega di un noto artigiano del suono, un tecnico fonico impegnato nell'ambito musicale e cinematografico, sequestrando alcuni strumenti di lavoro. Ora gli strumenti professionali possono essere sequestrati solo a grandi aziende o valutando se l'investimento di capitale è superiore a quello di lavoro. In questo caso, sostiene la difesa dell'artigiano, non si sarebbe trattato di un pignoramento congruo. Nella bottega dell'artigiano il dipendente di Equitalia, che ha funzione di ufficiale giudiziario, ha posto sotto sequestro nu
merose cose, fra cui oggetti che all'uomo erano stati prestati da amici e vicini, oltre al grande impianto fonico che l'Asl gli aveva assegnato in comodato, quale invalido, per la sua attività. A quel punto l'Asl, venuta a conoscenza della cosa, aveva impugnato il provvedimento, mentre parallela era stata promossa l'azione del non vedente, per il pignoramento relativo a numerosi beni non suoi. Equitalia era assistita dall'avvocato Bruno Cucchi di Firenze, l'Asl dall'avvocato Alessandra Di Bugno, l'artigiano dall'avvocato Paolo Feroci, della Casa del consumatore. Resta pendente ancora il ricorso presentato dal non vedente che obietta appunto il sequestro di materiale non suo. Il giudizio, data anche la sentenza del giudice Balsamo, è stato sospeso in attesa della presentazione della necessaria documentazione riguardo ai beni che il contribuente sottoposto a pignoramento aveva ottenuto in prestito da amici e vicini. In effetti, anche di fronte ad un contribuente che possa mostrarsi in difetto, una situazione di accanimento inutile colpisce e finisce col far perdere tempo e danaro a tutti, ancha ad un'Asl, senza risolvere la questione.
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