The Dark Side of Hardware Upgrade Forum

...bringing out the worst in you since 2003...
Oggi è ven ott 09, 2026 12:49 am

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


-->
-->

Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 8 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 2:39 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
Messaggi: 2340
Località: Romagna
Le illusioni del liberista Monti
Per Monti, lo Stato sociale è un lusso che non possiamo più permetterci. La storia insegna invece che è il presupposto per la crescita e la sua qualità


Non tutti i commentatori sembrano averlo capito, ma Monti nella sua conferenza stampa di fine anno ha detto che non ci sarà una fase 2 qualitativamente diversa dalla prima. Al di là dei diversi nomi a esse assegnati, “salva Italia” alla prima e “cresci Italia” alla seconda (molto poco appropriati, come si vedrà), Monti ha puntigliosamente precisato che la triade composta in primo luogo dal rigore nei bilanci e poi da crescita ed equità continuerà a caratterizzare anche la prossima fase dell’azione governativa (potranno cambiare i pesi nella triade). Perché non ci siano dubbi sull’ordine di priorità e sulla concezione economica e politica del suo governo, Monti ha specificato che, ritenendo preminente perseverare nel rigore di bilancio, saranno minime le risorse pubbliche per la crescita, la quale dovrà essere stimolata dalle misure volte a ottenere una maggiore ”equità”, intendendo con quest’ultima essenzialmente ciò che deriverà da una maggiore concorrenzialità dei mercati da ottenersi con le liberalizzazioni. Il ché chiarisce ulteriormente quali siano, per Monti, i rapporti di valore e causali tra rigore, crescita ed equità (intendendo quest’ultima nel senso sociale e distributivo proprio del termine): il primo è indispensabile per ottenere la seconda la quale, se ce n’è a sufficienza, potrà consentire la terza. Rispondendo a una domanda, Monti è stato esplicito: l’Europa e ancor più l’Italia non possono più permettersi le prestazioni sociali concesse nei periodi di maggiore crescita del passato (e per i futuri pensionati i tagli non sono finiti visto che la manovra già varata prevede una commissione che dovrà studiare il taglio dei contributi a favore delle imprese che ridurrà ulteriormente le pensioni).
In piena sintonia con la visione liberista che ha dominato gli ultimi decenni, Monti ritiene dunque che lo stato sociale sia un lusso che non possiamo più permetterci perché appesantirebbe ulteriormente il funzionamento dei mercati e la crescita, che solo da essi può derivare; proprio l’esatto contrario dell’insegnamento che deriva dall’analisi delle due grandi crisi del capitalismo, quella globale in atto e quella degli anni ’30, e della storia economica, sociale e civile dal secondo dopoguerra a oggi. Le origini delle due crisi sono accomunate dall’illusorietà che il mercato possa da solo determinare una crescita economica stabile, di pieno impiego e accettabile sul piano delle compatibilità sociali e ambientali. Gli ultimi sessant’anni si dividono tra il primo trentennio keynesista – la cosiddetta “età dell’oro”, determinata dal maggior ruolo interattivo delle istituzioni pubbliche rispetto ai mercati, dal forte sviluppo delle prestazioni sociali e da un netto miglioramento della distribuzione del reddito e della partecipazione democratica – e il secondo trentennio neoliberista, caratterizzato dall’inversione di quelle tendenze che ha progressivamente accresciuto l’instabilità economica e sociale fino alla crisi attuale.

Analisi economiche, sociali e politiche oramai largamente diffuse anche in ambiti molto diversi, e comunque suffragate dall’esperienza storica, convergono nell’indicare che i rapporti affermatisi negli ultimi anni tra politiche e mercati hanno grandi responsabilità nella crisi in corso. Secondo il premio Nobel J. Stiglitz, “i leader europei… ammettono che l’austerità rallenterà la crescita (col rischio di recessione e di default dei Paesi in difficoltà) ma non fanno nulla per rilanciarla. Sono presi da una spirale distruttiva… più austerità, economie più deboli, disoccupazione crescente e persistenza dei deficit”. Secondo il finanziere G. Soros, artefice di speculazioni memorabili, “la DIFFICILISSIMA situazione economica in cui si è trovato il mondo ricco nel 2011 è dovuta in gran parte alle politiche adottate (o trascurate) dai leader mondiali… L’euro fu costruito sul presupposto che i mercati siano in grado di correggere da soli i propri eccessi, e che gli squilibri nascano dal settore pubblico. Invece alcuni degli squilibri più importanti sono nati nel settore privato”. Secondo Stiglitz, “… è ormai chiaro che nel sistema capitalista c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato. …Oggi più che mai il futuro dipende dalla politica”.

I rapporti tra bilanci pubblici, crescita ed equità, vanno inquadrati in modo sostanzialmente diverso da quanto stanno facendo le autorità comunitarie e il governo italiano. Proprio l’ulteriore specificità negativa dell’economia italiana, caratterizzata dall’arretratezza del suo apparato produttivo, richiederebbe ancor più l’intervento pubblico come stimolo all’innovazione e all’offerta dei corrispondenti servizi, alla creazione di reti di sicurezza per le imprese e i lavoratori disponibili a rischiare in nuovi investimenti e attività lavorative, specialmente per la riconversione produttiva dettata dai nuovi indispensabili standard ambientali che, peraltro, costituisce il fondamento potenziale di una nuova rivoluzione produttiva epocale in grado di rilanciare l’economia su nuove basi sociali ed ecologiche. La necessità di queste attività, che presuppongono un forte ruolo pubblico specialmente in campo sociale, indica che il welfare state non è un lusso da tempi floridi, ma un presupposto per la crescita e la sua qualità. Quanto al rigore dei bilanci degli enti pubblici, non andrebbe confusa la logica ragionieristica – necessaria all’amministrazione di ciascuna azienda – con quella del bilancio pubblico da inquadrare nell’ambito della politica macroeconomica.

La concezione economica prevalente nell’Unione europea (nei più liberisti Usa non mancano applicazioni meno “stupide” rispetto al rigorismo europeo) costituisce senza dubbio un vincolo per politiche nazionali (specialmente per l’Italia) che volessero sostenere la crescita e migliorane la qualità; ma le posizioni espresse da Monti fin dal suo insediamento sono di convinta condivisione rispetto a quel rigorismo (“sono il più tedesco degli economisti italiani”). D’altra parte, se le politiche comunitarie arrivano a essere addirittura paradossali (mi permetto di rimandare su questo al mio articolo pubblicato su il manifesto del 27 gennaio e sul sito www.sbilanciamoci.info), non di meno, in ogni paese si devono sfruttare gli spazi nazionali e si deve concorrere con convinzione a modificare le politiche autolesioniste che stanno prevalendo nell’Unione.

Per i suoi contenuti, questo compito dovrebbe essere particolarmente congeniale alla Sinistra, sempre che chi nel suo ambito è “più realista del re” non finisca per assecondare il messaggio di Monti secondo cui non si può fare altro; tipo la “manovra dovuta”, ma che, proprio per come è concepita e realizzata, crea i presupposti per ulteriori manovre ancora più “dovute” e altrettanto depressive (come ricordano anche Stiglitz e Soros). Altro rischio di evidente autolesionismo per la Sinistra e per il Paese è quello di proporre (come negli articoli di G. Viale e F. Gesualdi su il manifesto del 28 e 29 dicembre) improbabili commissioni d’indagine sulla formazione del nostro debito pubblico (con la partecipazione di dipendenti pubblici che dovrebbero valutare anche il proprio operato e se, addirittura, non siano superflui!); questa commissione, lavorando per i prossimi mesi e anni (peraltro, la formazione del debito e la composizione della spesa pubblica non sono temi d’indagine originali; lo stesso Brunetta voleva aggiornare il tema) avrebbe tuttavia un importante obiettivo finale: dovrebbe stabilire a chi si dovrebbe congelare, ridurre o annullare la proprietà di titoli del debito pubblico (per gli effetti disastrosi di un default, specialmente per un superamento “da sinistra” della crisi, rimando a un mio articolo pubblicato ai primi di novembre su il manifesto e sul sito www.sbilanciamoci.info). Tuttavia, mentre la commissione ragionerebbe sulle forme del default in piena trasparenza rivoluzionaria, contemporaneamente (ma quest’aspetto viene curiosamente tralasciato) il Tesoro dovrebbe cercare acquirenti per il rinnovo dei titoli in scadenza che, solo nel 2012 superano, i 400 miliardi di euro! (A ben vedere, “l’audit-default” sembra una battuta da suggerire a Nanni Moretti per una riedizione aggiornata di “Ecce Bombo”; che sarebbe un’operazione culturale utile visto che, “a volte ritornano”).


Fonte: http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/i ... onti-12088
_________________
17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 2:54 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: gio lug 15, 2010 4:53 pm
Messaggi: 746
Monti, uomo della Goldman Sachs,deve pensare,sopratutto al"rating"dell'Italia,ma questo solo per far rientrare dei capitali perduti da parte di alcuni investitori...FC a questo dello Stato sociale :lnrg:
_________________
Felice anno nuovo(sempre con il culo rotto)
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 3:11 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab lug 17, 2010 8:45 am
Messaggi: 2260
Località: Padova
imho

se va bene GS se la compra l'itaggggglia....
e non per scherzo.



memento....
_________________
tarapo, tarapo ntani da caccia col norto annacquato
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 4:28 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mar mag 06, 2008 6:12 pm
Messaggi: 552
Una marea di stronzate visto che Monti ha ripetuto ad nauseam che il modello di stato sociale europeo, soppratutto quello tedesco, è un modello che funziona e un modello a cui l'Italia deve ispirarsi. Il problema delle politiche di bilancio degli stati sud-europei non è legato allo stato sociale, ma alla cattiva qualità degli investimenti.
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 4:44 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
Messaggi: 2340
Località: Romagna
next @ ha scritto:
Una marea di stronzate visto che Monti ha ripetuto ad nauseam che il modello di stato sociale europeo, soppratutto quello tedesco, è un modello che funziona e un modello a cui l'Italia deve ispirarsi.


Belle parole, ma nei fatti Monti fino ad ora ha soltanto eseguito le indicazioni di stampo liberista promosse dalla UE
_________________
17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 4:53 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mar mag 04, 2010 2:26 pm
Messaggi: 2930
Località: HH-TO
Articolo interessante
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 5:23 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab lug 17, 2010 9:42 am
Messaggi: 2942
Località: Miserriamemente Nord-Est (d’Italia)
next @ ha scritto:
Una marea di stronzate visto che Monti ha ripetuto ad nauseam che il modello di stato sociale europeo, soppratutto quello tedesco, è un modello che funziona e un modello a cui l'Italia deve ispirarsi. Il problema delle politiche di bilancio degli stati sud-europei non è legato allo stato sociale, ma alla cattiva qualità degli investimenti.

I tedeschi è da anni che stanno riducendo lo Stato sociale: http://en.wikipedia.org/wiki/Agenda_2010
Le politiche fatte in Italia negli ultimi vent’anni sono le stesse che sono state attuate nei vari Paesi dell’Europa occidentale, non è che mentre qui tagliavamo lo Stato sociale, altrove lo aumentassero.

Bisogna smetterla di pensare che l’Italia sia un universo parallelo. Ci sono alcune caratteristiche peculiari, ma i processi politici italiani sono parte di processi che interessano l’intero occidente.
_________________
Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Le illusioni del liberista Monti
MessaggioInviato: gio gen 12, 2012 8:05 pm 
Schiavo
Iscritto il: ven lug 16, 2010 7:14 am
Messaggi: 589
puoi mettere tutti i modelli che vuoi, ma se la mentalità è quella del "fottiamo il prossìmo il più possibile" non serve a 1 cazzo
l'italia ormai è spacciata
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 8 messaggi ] 
-->

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a:  
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it