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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 10:43 pm 
Schiavo
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jalle, ti dici che ci sono di mezzo mafiosi/fascisti che minacciano, ecc.
pero' i diversi contatti siculi che ho su fb appoggiano tutti la protesta.
explain pls
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 10:49 pm 
Schiavo
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Froze @ ha scritto:
jalle, ti dici che ci sono di mezzo mafiosi/fascisti che minacciano, ecc.
pero' i diversi contatti siculi che ho su fb appoggiano tutti la protesta.
explain pls

pianatala di dare l'amicizia ai mafiosi e ai fascisti... :asd:
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"perchè nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro, gliene devono capitare parecchie di cose e di molto crudeli." L. F. Céline
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 10:53 pm 
Schiavo
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Maxmel @ ha scritto:
Froze @ ha scritto:
jalle, ti dici che ci sono di mezzo mafiosi/fascisti che minacciano, ecc.
pero' i diversi contatti siculi che ho su fb appoggiano tutti la protesta.
explain pls

pianatala di dare l'amicizia ai mafiosi e ai fascisti... :asd:

:pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 3:11 pm 
Schiavo
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Cyrano @ ha scritto:
ma io devo ancora capire perchè scioperano...



C.-òs,òdm,ldmkknmdfdfmkl
Ho trovato https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... 838&type=1

1. Defiscalizzazione del carburante;

2. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica);

3. Rilascio del Durc anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit, Empaia, Inps) in anni 10 con interesse legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato pagamento);

4. Abolizione dell'Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi;

5. Dotare la Crias di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricole e delle Pmi;

6. No agli interessi usurai della Serit, interessi per tardato pagamento, blocco per due anni delle cartelle esattoriali;

7. Arginare con leggi che limitino le strategie commerciali messe in atto dalla Grande distribuzione organizzata;

8. Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti, monitoraggio della Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti;

9. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta, devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l'agricoltura e la pesca;

10. Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali, che riforniscono, e pagamenti più celeri;

11. Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende;

12. Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali;

13. Una legge per limitare nei supermercati la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana.

(da "LA SICILIA")


anche se è un po' campato per aria in quanto questo movimento non ha uno statuto e un programma e inoltre mi pare che anche i pescatori hanno richieste del cazzo che in questo elenco mancano

Comunque sono d'accordissimo con questo articolo:
Cita:
Paralizzare l'Isola danneggia solo noi

Cosa succede in Sicilia?, si chiedono oltre lo Stretto scrutando sugli schermi tv i Tir che bloccano le strade e le lunghe file di auto in coda ai distributori di benzina ormai a secco. Cosa bolle nel pentolone dell'ennesimo accrocco prodotto dall'ormai celebre laboratorio siculo nel quale si tengono l'un l'altro neofascisti, centri sociali, aspiranti politici o ex tali, agricoltori allo stremo, pescatori in panne e perfino, stando all'allarme lanciato da Confindustria, "esponenti della criminalità organizzata"?

Noi, quaggiù, del nuovo prodotto del laboratorio politico siciliano abbiamo assaggiato, finora, la parte più indigesta: la benzina che non c'è più, i supermercati che si svuotano, i blocchi stradali. Sono disagi che colpiscono i siciliani (sempre di meno stando alle ultime rilevazioni sulla disoccupazione) che lavorano, che hanno bisogno di spostarsi.

LEGGI / Rivolta dei trasportatori, Sicilia alla paralisi

E sono disagi che potrebbero ripercuotersi ancor più duramente sulla già fragile economia dell'Isola. Le associazioni imprenditoriali hanno già lanciato l'allarme per il blocco delle merci e le relative perdite in termini di fatturato che ne deriveranno. Forconi e padroncini dovrebbero innanzitutto riflettere su questo. E' giusto dire di battersi per le sorti future della Sicilia e, nello stesso tempo, condannare lavoratori e imprese siciliane all'immobilità? Si dirà: è l'unico modo per far sentire la protesta. Può darsi, di certo è il modo migliore per rendere la protesta impopolare perfino nel clima impastato di antipolitica e ribellismo generico che governa un Paese e una regione costretti a sgomitare sul fondo di tutte le classifiche di ricchezza, efficienza e modernità da anni di mala politica e di gestione amministrativa affaristico-clientelare.

Forse, per i leader della protesta che sta paralizzando l'Isola sarebbe meglio ordinare la rimozione dei blocchi e, magari, mettersi a riflettere su un paio di cose. A cominciare proprio dal loro rapporto con la politica. Mettiamo da parte quelli che giocano agli opposti estremismi (Forza Nuova e Centri sociali) e concentriamoci sulle figure che i resoconti giornalistici di questi giorni hanno raccontato essere quelle che guidano la nuova "rivolta siciliana".
Mariano Ferro, imprenditore agricolo di Avola e capo del movimento dei Forconi, per esempio, ha alle spalle militanza e candidature in Forza Italia e, infine, una recente vicinanza (con relativo intervento a un congresso) all'Mpa. Giuseppe Richichi storico patron dell'Aias, dopo aver guidato la feroce serrata dei camion del 2000, è sempre stato segnalato vicino all'area di centrodestra e Martino Morsello, altra guida dei Forconi, vanta addirittura un passato da consigliere comunale del Psi negli anni Ottanta, quando il Psi era partito ricco e di governo.

Tutti e tre, dunque, hanno sempre partecipato alla politica stando dalla parte di chi comandava o comanda che poi in Sicilia, dal Dopoguerra ad oggi, è sempre lo stesso blocco sociale che ha solo smesso i panni della Dc e dei partiti suoi alleati indossati durante la Prima Repubblica per sostituirli con quelli dei berlusconiani e dei loro satelliti nella Seconda.

Il disastro della Sicilia è balzato davanti ai loro occhi solo in queste settimane? Non si sono accorti, durante le trascorse militanze, che la Sicilia veniva depredata e affamata nonostante la gran mole di denaro pubblico che l'Europa cattiva (di soli finanziamenti europei negli ultimi dieci anni abbiamo ricevuto ben più di 18 mila miliardi vecchie lire) destinava all'Isola? E se se ne sono accorti hanno essi levato la loro voce per protestare magari facendo qualche blocco stradale sotto casa di Gianfranco Micciché che in questi anni è stato più volte sottosegretario di Stato e vice ministro e il cui neonato movimento sicilianista adesso li sostiene?

Il fatto è - e qui siamo al secondo punto della riflessione da fare con gli agricoltori, i camionisti, i pescatori che assediano le strade e i porti - che le rivendicazioni che si intravedono dietro la protesta hanno sinistre assonanze con i programmi che i partiti di centrodestra - da Forza Italia-Pdl all'Mpa - hanno offerto ai siciliani per ottenere i loro voti (tanti, tantissimi) e governare l'Isola nell'ultimo ventennio.

La Sicilia zona franca nella quale si hanno sostanziosi sconti fiscali, per esempio, era il fulcro attorno al quale ruotava il primo programma di Forza Italia per le Regionali del 1996. Ne avete più sentito parlare? No, perché l'Unione europea non autorizza più zone franche e, certamente, non può consentire tali soluzioni in paesi dove il debito pubblico è elevatissimo a causa di sperperi e prebende che in questi venti anni non sono certo mancate.

Il passaggio delle accise sulla benzina nelle casse della Regione? E' un cavallo di battaglia dell'Mpa di Lombardo, ma si è poi così sicuri che una volta intascate le accise la Regione le adoperi abbattere il prezzo della benzina? Oppure il ristoro fiscale andrebbe ad ingrassare i già stracolmi organici della pubblica amministrazione con nuove assunzioni di precari, consulenti e affini?

In Sicilia, come ha svelato una recente inchiesta di Antonio Fraschilla su Repubblica, la benzina è la più cara d'Italia perché qui più che altrove le compagnie fanno cartello e impongono i prezzi. Forse più che fare le barricate per le accise converrebbe sostenere la liberalizzazione della vendita dei carburanti che, quella sì, porterebbe ad un abbassamento dei prezzi. E, allora, conviene togliere i blocchi, restituire i siciliani alla loro affannosa normalità e affrontare davvero i temi dello sviluppo dell'Isola. A cominciare proprio dalla scelta di chi candidare ed eleggere alle elezioni amministrative ormai imminenti.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 3:43 pm 
mathematician
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In pratica, tutto l'opposto delle liberalizzazioni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 3:52 pm 
Schiavo
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Movimento dei Forconi: la storia di Forza Nuova è una fesseria. Ecco perché
Invece di farci obnubilare dagli spauracchi, usiamo un po' di buonsenso. Forza Nuova ha sempre contato come il due di picche: e ora organizza insurrezioni generali?

Ma le rivolte sono parte inscindibile di ogni crisi. Ce ne sono e ce ne saranno sempre di più, per questo credo che dovremmo imparare in fretta a capire quando veniamo manipolati, e se i vari riots meritino o meno il nostro appoggio.

Dal giorno 1 della rivolta dei Forconi, la Rete è stata inondata di articoli che lanciano l'allarme "Forza Nuova". Secondo i latori di codeste notizie (tutti di una certa area, peraltro), il movimento dei Forconi sarebbe diretto e comandato dai noti fascistoni forzanuovisti, e per questo meritevole di disgusto generale e dissociazione immediata.

Non mi spingo al complottismo, al chiedermi perché certe frange organiche alla nostra pietosa sinistra si affrettino tanto a disprezzare un movimento popolare di agricoltori, pastori, camionisti che sta protestando in piazza. Solo al pensiero inorridisco, e quindi evito.

Ma mi domando se può esserci qualcosa di vero. E non vivendo in Sicilia, mi limito ad usare la logica.

La teoria, propugnata con tanta convinzione, è la seguente:

Forza Nuova avrebbe la capacità di mobilitare la più grande regione italiana; di portare decine di migliaia di persone in piazza, sulle autostrade, nei porti, nelle campagne più sperdute; avrebbe la forza di mantenerle in strada notte e giorno, di far poi chiudere i negozi, di svuotare i supermercati, di bloccare caselli e imbarchi, di fermare le forniture di benzina; nonché di estendere la protesta alle regioni limitrofe (Calabria e Sardegna).

E allora mi chiedo: come mai, da anni, a tutte le manifestazioni di FN ci vanno in 12 gatti?

C'è da licenziare subito, inoltre, tutti i dirigenti della Digos. Ma come, in Italia c'è una forza politica, per giunta fascista, per giunta rivoltosa, con un potenziale rivoluzionario del genere e nessuno ne ha saputo mai nulla? Tutti girati dall'altra parte, mentre Forza Nuova si infiltrava nei gangli vitali del Paese e si garantiva un appoggio popolare nell'ordine dei milioni? Grillo a confronto è un nessuno.

Non so se vi rendete conto di quanto sia ridicolo tutto ciò. Di che razza di buffonata si stia mettendo su, approfittando del fatto che sventolando lo spauracchio la nostra mente si obnubila all'istante e depone il più elementare buonsenso. Non solo: imbastendo una tale montatura si insinua implicitamente, persino, che Forza Nuova sarebbe riuscita là dove la sinistra ha miseramente fallito, ovvero nell'incarnare la protesta popolare in un drammatico momento di crisi. Siamo certi che alla sinistra convenga, fare tutta questa (immeritata) pubblicità a fantomatici potentissimi fascisti? Non ci fa una bella figura.

Per concludere, chissà quanti destrorsi ci sono tra i Forconi. I camionisti, si sa, non sono esattamente il Che Guevara. Ma le adesioni continuano ad arrivare oltre che dai centri sociali, anche dai comunisti. Io mi preoccuperei di questo, che si tratta di una rivolta che viene da uno stato di fatto e che non ha colore, in cui destri e sinistri depongono le armi per badare al sodo dell'emergenza.

Ma forse è appunto proprio questo che preoccupa tanto.

http://crisis.blogosfere.it/2012/01/for ... erche.html
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 3:55 pm 
Schiavo
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Già letto e comunque come detto il problema sono la modalità e le motivazioni (assenti) con cui stanno portando (chi?) avanti questa "rivolta"
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 6:09 pm 
Schiavo
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Io so soltanto che qui NESSUNO sa che cazzo vogliono i forconi (ognuno ha un idea sua visto che manca anche il volantinaggio ai benzinai).

Io so soltanto che ad oggi non c'è ancora benzina ai distributori.

Ma è una grande insurrezione popolare.

Yeah sure...
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 6:29 pm 
Schiavo
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http://ilblogdilameduck.blogspot.com/20 ... ncono.html

...La Sicilia ne ha viste tante di queste rivolte. Sinceri malcontenti popolari e proteste che troppo spesso finivano per essere manipolate da banditi asserviti al potere superiore. Ricordate Portella della Ginestra, con Salvatore Giuliano arruolato nella Guerra Imperiale Contro il Comunismo e mandato a far strage dei contadini in rivolta?
Anche la Mafia nacque come entità a difesa degli oppressi. Abbiamo visto come è finita. Il senso è che puoi ribellarti ma solo come piace a chi già comanda. Le cose possono cambiare purché non cambi nulla. Il gattopardo vive ancora da quelle parti ed ha sempre fame di carne e sangue freschi.
I mali dell'isola non nascono ieri mattina. Negli ultimi anni la Mafia non si è affatto ritirata in campagna a ricordare i bei tempi di Don Vito Corleone. E' sempre più viva e lotta con(tro) di noi nei consigli di amministrazione e nei gangli vitali della società. Ultimamente si sta trovando da dio al Nord, nelle capitali che fanno credere di odiare i terroni ma poi fanno affari con tutte le mafie del sud.

Guarda caso, ed ecco la considerazione finale, in diciassette anni di Berlusconismo reale non s'è levato, che dico un forcone, ma neppure una forchetta, contro la povertà, la disuguaglianza e il sistema di potere che da sempre incapretta i siciliani onesti quando non li uccide a sangue freddo.
Ora che qualcuno che non pestava i piedi a nessuno, tanto meno alle categorie dalle quali era stato sponsorizzato ed eletto è stato messo da parte e, in qualche modo, la sua destra gattopardesca e collusa non spadroneggia più, guarda caso, riecco i tassisti incazzati alla Taxi Driver che già furono precettati in blocco contro la riforma Bersani e il governo di centrosinistra. Riecco gli autotrasportatori e i blocchi stradali. Le intimidazioni e le botte contro chi non si associa alla protesta. Gli annunci che "ritorneremo presto". Neanche un mezzo manganello o una bomboletta di gas a sedare le proteste, al contrario di ciò che succede con le varie NoTav. No, non ci fregate.

Inoltre, quando ci sono di mezzo gli autotrasportatori - non è per cattiveria - ma vengono in mente gli scioperi che paralizzarono il Cile di Allende, per poi placarsi una volta che il bieco fascismo di Pinochet, sponsorizzato dalle multinazionali, si incaricò di fare piazza pulita dei comunisti. Una scena già vista. Un deja-vu.
Se tra i forconi ci sono di mezzo i fascisti - Forza Nuova, per l'esattezza - non vi sorprenda che la rivoluzione, come la chiamate, provenga dalla destra estrema. L'estrema destra è anticapitalista tanto quanto l'estrema sinistra. Il fascismo è rivoluzionario, ma nel senso che, dopo essersi accaparrato i consensi del popolo ed essersi proclamato socialista e difensore della nazione, dopo aver rovesciato il mondo, alla fine rimette sempre le cose al loro posto, cioè a vantaggio dei (pre)potenti. E' una rivoluzione che finisce sempre in Vandea e il discorso vale anche per certi comunismi.

Non dobbiamo farci fregare. Sono sempre loro.
ConteZero @ ha scritto:
Io so soltanto che qui NESSUNO sa che cazzo vogliono i forconi (ognuno ha un idea sua visto che manca anche il volantinaggio ai benzinai).

Io so soltanto che ad oggi non c'è ancora benzina ai distributori.

Ma è una grande insurrezione popolare.

Yeah sure...
I miei conoscenti sono tutti d'accordo con la protesta (ovviamente lo sono mentre sorseggiano un drink comodamente seduti al bar) perché col classico vittimismo siculo "abbiamo sempre subito" (cosa e da chi abbiamo subito non è dato saperlo, se glielo chiedo... di sicuro non parlano della mafia) :muro: e quando provo a farli ragionare la risposta è "si vabbè :vabe:" :muro: se invece gli passo un link mi dicono tl;dr :muro:

Comunque poco fa su fb ho letto una cosa sensata, cioè che sarebbe stato più logico bloccare solo i tir provenienti dal nord e lasciare i nostri liberi di circolare, ma ovviamente è una proposta che non è stata minimamente presa in considerazione :vabe:
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 6:59 pm 
Schiavo
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Cita:
Il movimento dei forconi: questa non è rivoluzione

Con lo svolgersi della crisi peggiore degli ultimi cento anni è sicuramente possibile che movimenti di matrice reazionaria trovino fertile humus nel malcontento generale: quello che succede in Sicilia in questi giorni ne è un esempio.

Per comprendere la natura di ciò che sta accadendo occorre tener presente l’assetto politico generale dell’isola: il governo Lombardo quarto ha contato fino a pochi giorni fa sull’appoggio trasversale di Pd e Mpa, Fli, Api e Udc, condizione che garantiva comodi e lauti guadagni per le molteplici espressioni della borghesia locale. Oggi tale coalizione è in crisi, con il rischio per il terzo polo di diventare dunque una forza minoritaria: l’Udc ha già da qualche settimana mollato il governatore attendendo di scegliere la collocazione più proficua.

L’Mpa si ritrova quindi a fare i conti con una situazione di grande difficoltà ed in questo contesto trova la sua espressione il “movimento dei forconi” e “forza d’urto”.

La Sicilia è da sempre considerata terra del profitto per la borghesia locale mafiosa che manifesta stretti legami con la politica: non ne è certo esente il Pd come dimostrano le avventure di Crisafulli, Capodicasa e anche della stessa Finocchiaro, che con le dovute differenze, hanno per anni messo mani sugli appalti dell’isola.

In tale contesto un riequilibrio dei poteri in Sicilia può esigere il ricorso alla mobilitazione del settore più arretrato dei lavoratori e della piccola borghesia che è stato prontamente spalleggiato dall’estrema destra, i cani da guardia della borghesia. Imprenditori, agricoltori, autotrasportatori, armatori dei pescherecci: insomma padroni e padroncini, che con un manifesto politico blando potevano raccogliere facilmente il malcontento popolare.

È gioco forza che la piccola borghesia, soccomba, in condizioni stagnanti, all’attacco padronale teso al concentrare sempre più il profitto: essa oscilla di conseguenza, tra reazione e voglia di riscatto, tra programmi reazionari e posizioni avanzate. In quest’ultimo caso, la premessa ovvia è che vi sia un movimento di classe sul territorio.

Nel caso siciliano la matrice del movimento è essenzialmente reazionaria: i forconi rivendicano la defiscalizzazione dei carburanti, l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da destinare all’agricoltura, il congelamento delle procedure di Equitalia Serit per la riscossione dei tributi, richieste che possono ad un occhio inesperto apparire popolari e pertanto trasversali ma che in realtà celano un chiaro connotato politico. La piattaforma organizzativa non mette in alcun modo in discussione i poteri locali e i poteri forti, quelli della borghesia, concentrando la polemica solo sul mancato finanziamento da parte del governo Monti e su richieste che, se si valutano nel concreto, non beneficiano che i padroni. Lo si legge tra le parole di Fiore di FN: Inoltre, “è necessario che venga attuato subito l’art 40 dello Statuto siciliano che prevede che il Banco di Sicilia emetta denaro unilateralmente per fronteggiare il crollo sociale in atto. Questa misura statutaria, oltre che la riduzione della benzina a 70 centesimi, e’ la mina sociale che Forza Nuova, a fianco di agricoltori e autotrasportatori, intende fare esplodere”.

Trova così spazio un’ideologia del tutto conservatrice che fornisce spazi alle ideologie neofasciste: Forza Nuova infatti ha da subito preso parte a tale movimento, e lo stesso Bossi si è scomodato a dare sostegno, attraverso la Padania.

In aggiunta basta fare un’analisi del territorio, osservando dove il movimento è più forte: Agrigento, Caltanissetta ed entroterra catanese. Località in cui Forza Nuova possiede i maggiori nuclei organizzati, i bacini elettorali prediletti per l’Mpa. I capi della protesta hanno connotazioni poi inequivocabili.

Martino Morsello, 57 anni di Marsala, ex imprenditore, già deus ex machina di ‘Altragricoltura’. E’ stato consigliere comunale a Marsala dal 1980 al 1993 e più volte Assessore per conto del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi. Nel 2008 candidato all’Assemblea Regionale Siciliana per la lista degli autonomisti a sostegno dell’attuale governatore della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Tra i punti del suo programma figurano anche i condoni previdenziali per le attività agricole artigianali ed industriali. Ultimamente si è avvicinato a Forza Nuova partecipando, lo scorso 10 gennaio al congresso nazionale del movimento neofascista dove ha dichiarato: “Forza Nuova, unico partito con cui interloquiamo”. È titolare del dominio internet “movimentoforconi.it” e gestisce, assieme alla figlia Antonella, dipendente di Forza Nuova di Terni, la pagina Facebook del movimento.

Mariano Ferro, imprenditore agricolo di Avola, ex Forza Italia, ex Mpa con ambizioni in politica, candidato in passato alle amministrative, a sindaco di Avola e poi alla Camera, ma senza successo. Da sempre ha indicato chiaramente il proprio sostegno a Lombardo che ha sostenuto alle ultime regionali.

Pippo Gennuso a Rosolini, centro agricolo del siracusano. Gennuso, appartiene all’Mpa, ed è in lotta con il governo nazionale da anni.

Giuseppe Richichi, 62 anni, da un ventennio alla guida degli autotrasportatori dell’Aias: ex trasportatore, è tra i responsabili di un consorzio che gestisce un autoparco a Catania realizzato con fondi pubblici. Fu proprio Richichi, dodici anni fa, a mettersi a capo della protesta che per una settimana mise in ginocchio la Sicilia. In quell’occasione Richichi, molto abile a tenere i rapporti con la politica tanto da ottenere consulenze che all’assessorato regionale ai Trasporti col governo Cuffaro, finì in carcere con l’accusa di avere tagliato le gomme ad alcuni tir per impedire che aggirassero la protesta, all’epoca ribattezzata ‘tir selvaggio”. Assieme a lui furono arrestati altri due membri dell’associazione, tra cui Nunzio Di Bella, 49 anni, altro storico leader degli autotrasportatori.

A capo di poche centinaia di uomini sparsi nella Sicilia, i leader di Forza nuova-Mpa hanno guidato una vera e propria serrata. Con atti intimidatori e mafiosi hanno bloccato tir, camion e furgoni e spesso automobilisti nella principali arterie stradali e svincoli: la minaccia più frequente il taglio delle gomme e dove ciò non è stato sufficiente si è arrivato al pestaggio (un caso accertato quello di Lentini, nel siracusano). In molti comuni dell’entroterra siculo (Palagonia, Scordia, Militello) numerose testimonianze parlano di una vera e propria serrata che ha impedito ai braccianti di lavorare e alle attività commerciali di restare aperte; diversi negozianti hanno dichiarato di aver subito pressioni pena l’incendio dei locali. La parola sciopero è stata abusivamente sostituita a quella di serrata, consegnandola ai media locali, in un’ottica del tutto revisionista. Le forze dell’ordine si sono rivelate del tutto conniventi con quanto accade, garantendo grande agibilità ai manifestanti nei presidi.

In questo clima, come sempre accade quando la risposta a sinistra stenta ad arrivare, i fascisti prendono piede e minacciano l’estensione della loro azione.

Il movimento dei forconi crea infatti un precedente che le borghesie mafiose sono pronte a rispendersi altrove: già sono stati individuati altri referenti regionali, (casualmente) tutti e tre di Forza Nuova. Si tratta di Umberto Mellino per la Calabria e, per il Lazio, Antonio Mariani, responsabile Agricoltura di Forza Nuova Frosinone. E infine di Fabiano Fabio di Foggia per la Puglia .

La nostra critica non ha nulla a che spartire con quella di Confindustria Sicilia, che con il suo presidente Ivan Lo Bello, dichiara di dissociarsi da tali manifestazioni ritenute “proteste esasperate, con forme di lotta che stanno causando ulteriori danni all’economia e ai cittadini siciliani. Le ragioni delle imprese rischiano di essere strumentalizzate dalla peggiore politica, di sfociare in un ribellismo inconcludente aperto anche alle infiltrazioni della criminalità organizzata e non”. Il documento è anche firmato dai vertici regionali di Confartigianato, Confagricoltura, Confederazione italiana Agricoltori, Cna Sicilia, Casartigiani, Confapi Sicilia, Confcommercio, LegaCoop, Confesercenti Sicilia, Confcooperative, UniCoop.

Il problema qui infatti non è la ribellione in sè, ma gli interessi che ci stanno dietro e i fini che un movimento si propone.

Il senso reale della protesta è sottolineare quali sono le organizzazioni politiche che fungono da serbatoio dei voti. Se non si sbloccano i finanziamenti, di modo che tutti i padroni locali possano continuare ad attingerne, tali serbatoi verranno prosciugati. Le manifestazioni cui si sta assistendo assumono connotazioni fasciste, come classicamente accade nel Sud italia perché la mafia, mera espressione dei poteri politici ed economici locali, utilizza le difficoltà economiche della classe per ripristinare l’ordine dei privilegi padronali. Una volta ottenuto ciò la protesta verrà fatta rientrare.

Leggere in tale movimento un carattere di classe, come è capitato inizialmente a molti militanti di sinistra, è quindi impossibile. Se è di classe, di certo non è la nostra classe. L’assenza di un programma politico chiaro tuttavia può aver fatto breccia tra alcuni settori di lavoratori autonomi, studenti, precari e disoccupati che attirati da una blanda piattaforma di rivendicazioni, in alcuni casi, si sono, sebbene in minima parte, aggiunti alla protesta.

Compito dei comunisti è fare chiarezza. Occorre oggi comprendere la natura di tale movimento per non consentire alle destre di riorganizzarsi: prendere parte a tale iniziativa diventa lesivo della nostra identità e non consente di fare chiarezza nei confronti dei lavoratori e degli studenti.

Come marxisti siamo consapevoli che il problema del mezzogiorno non deriva dalla destinazione dei flussi economici: che sia un padrone siciliano od uno piemontese a gestire tali flussi non cambia che a pagare le conseguenze del sistema capitalista siano sempre e solo i ceti subalterni, sotto la gestione e il controllo di coloro che ci lavorano. Occorre oggi lottare per la nazionalizzazione del settore dei trasporti e dei settori produttivi alimentari. Se la benzina aumenta la responsabilità è delle multinazioni del petrolio e dei loro servi al governo: nazionalizzare l’intero settore degli idrocarburi deve essere la nostra risposta. Solo in questo modo sarà possibile il riscatto per il sud, incidendo sulla disoccupazione che è il terreno su cui gli imprenditori mafiosi riescono a radicarsi.

Ecco come interloquire con quei settori della piccola borghesia rovinata dalla crisi del capitalismo: sulla base di un programma rivoluzionario che metta in discussione il capitalismo. Non va certo in questo senso la dichiarazione di ieri della segreteria regionale di Rifondazione comunista, che oltre che tardiva e fiacca nei contenuti, sembra giungere da un’altra era politica quando fa appello “a quei settori del Pd che si battono contro Lombardo e contro i poteri mafiosi”.

Unire le vertenze locali, partendo dal basso, promuovendo iniziative assembleari tra sindacati, partiti e movimenti anticapitalisti e antifascisti, tra lavoratori dei vari settori e studenti diventa prioritario: studenti ed operai uniti nella lotta, per l’alternativa di sistema!
D'altro canto... LINK
Cita:
Perchè non ci spaventano i forconi

I cinque giorni di blocchi annunciati dal movimento dei forconi sono finiti. Ma la lotta contro la crisi e i ricatti del debito sembra ormai aver raggiunto gli animi di chi abita le terre siciliane e ampie parti del movimento hanno annunciato di voler proseguire ad oltranza.

Oggi un grande corteo di oltre mille studenti ha siglato a Palermo la vicinanza e la complicità del tessuto metropolitano alla lotta e alle rivendicazioni di chi, con i blocchi di tutta la settimana, ha provocato tanti disagi: dalla penuria di benzina a quella degli alimentari a breve conservazione ai disagi alla mobilità. E questo nonostante i tentativi, cresciuti esponenzialmente man mano proseguiva la protesta e la durezza delle pratiche, di criminalizzare il movimento da parte dei media e di molti intellettuali ed opinionisti.

I punti attaccati da questi politicanti sono stati diversi ma riconducibili sotto tre semplicistiche etichettature da appioppare ai manifestanti: mafiosi, fascisti e strumentalizzati (da Lombardo e Miccichè).

A ben vedere tutte critiche provenienti da chi, a soli cinque giorni di mobilitazione, è già tagliato fuori da ogni possibilità di recuperare le forze in campo (Confindustria, il partito di Repubblica & co.), o da chi, più semplicemente, analizza il reale completamente al di fuori da ogni materialismo e si aspetta un tessuto in agitazione pronto per l'uso, pulito e scevro da interferenze esterne.

La protesta popolare che si è diffusa in Sicilia, come tutte le proteste di questo tipo, è complessa, di massa e contraddittoria, ma di sicuro parla il linguaggio della lotta contro la globalizzazione, contro equitalia e lo strozzinaggio legalizzato che mette sotto ricatto larghe fasce della società siciliana, contro la casta politica di destra e di sinistra che sta mettendo in ginocchio i lavoratori e le loro famiglie, contro l'aumento dei prezzi della benzina e il carovita in generale. E a questa analisi che ha individuato i giusti nemici il movimento dei forconi fino ad ora ha affiancato la giusta pratica della lotta. Blocchi stradali, fermo di tutti i tir che entrano ed escono dalla città, e momenti di propaganda contro i governi regionale e nazionale.

Per avere delle risposte chiare alle critiche addotte al movimento circa le strumentalizzazioni da parte di forze politiche reazionarie ci è bastato mescolarci con chi, a Palermo, ha portato avanti i blocchi e le manifestazioni, ci è bastato ascoltare in prima persona le voci dirette o amplificate dai megafoni e leggere le parole urlate sui cartelli e i volantini: può anche darsi che qualcuno abbia (o più plausibilmente abbia avuto) mire su questa mobilitazione, ma chi scende in piazza dimostra quotidianamente di non aver alcuna fiducia in nessun politico o politicante, che sia di destra o di sinistra, dell'Mpa o di Forza del Sud. Ma d'altronde, anche se il tutto fosse partito sotto la spinta di qualche Miccichè di turno, quello che appare è che la sua scintilla ha divampato un incendio che non è più in grado di controllare (e lo dimostrano gli incontri con Lombardo tutti ad esito negativo).

Per quanto riguarda le paure fasciste dentro il movimento nessuna parola ci sembra più adeguata che quelle usate dal comunicato di Anomalia e VikLab: “crediamo sia biologico, nelle origini di questi movimenti, che venga ricercato supporto in chiunque lo conceda; non è forse più significativa la colpa di chi (...) rimanendo distante dalla materialità dei rapporti sociali, lascia spazio di agibilità a costoro che, ovviamente (e dove sta la novità?), cercano di agire questo spazio attraverso il loro sporco populismo? Non è forse il solito esercizio retorico di "sinistre da salotto" in attesa di momenti messianici già pronti e confezionati e mai pronta a "sporcarsi le mani" in dinamiche che vanno irradiate di contenuti, non certo tenute a distanza”.

Per le accusa riguardo le infiltrazioni mafiose ci sembra invece di poter fare un parallelo tra quella che è la criminalizzazione più classica a livello di mobilitazioni nazionali, i black-bloc, e questa che è la più classica per le mobilitazioni da Napoli in giù: impossibile non pensare alle accuse identiche mosse a chi in Campania lottava per non vedere costruito un inceneritore dietro casa (ma di esempi potrebbero farsene tanti altri). La procedura è sempre la stessa: prendi il mostro cattivo (che sia germanofono, nero e col passamontagna, o terrone, basso e con la coppola poco importa), fotografalo tra i manifestanti e dissemina la paura. Non sembra neanche il caso, dunque, di sprecare energie per parlare di questioni del genere.

Quello che sembra centrale è invece che a partire da quella che doveva essere una rivendicazione quasi corporativista di un paio di categorie, stia divampando una protesta realmente estesa e di popolo. Si diceva all'inizio che, come è ovvio che sia a dispetto di quanto si augurano intellettualoidi e politicanti radical-chic, una situazione del genere sia complessa e contraddittoria, ma criminalizzarla sin da principio è un doppio errore.

Intanto perché le contraddizioni in questo modo vengono risolte con la facile assimilazione del movimento da parte di chi offre sponde politiche. In secondo luogo perché non permette di cogliere i reali motivi per cui una massa così numerosa di persone stia scendendo in piazza per urlare la propria rabbia contro un sistema economico ingiusto ed uno politico sordo ai propri bisogni.

Siamo di fronte, senza voler fare facili parallelismi o semplificazioni fuorvianti, a quella stessa eccedenza che da Madrid a New York ha riempito le strade e le piazze per rivendicare un'esistenza più dignitosa e una vita più felice contro il sistema economico-finanziario globale e contro quelli politici-istituzionali che lo innervano, siamo di fronte a quella rabbia che a poche miglia di mare ha provocato la caduta di regimi ventennali...eppure la solidarietà e la simpatia che quegli stessi opinionisti muovevano verso movimenti così ampi ed eterogenei pare perdersi adesso nella paura di doversi confrontare e scontrare con un fascista o un padroncino, o in quella di avere un movimento reale giusto a casa propria.

A noi pare di dover salutare con entusiasmo questo movimento siciliano e di augurargli una lunga vita e una rapida espansione.
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Ultima modifica di Jakie, sab gen 21, 2012 7:10 pm, modificato 1 volta.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 7:03 pm 
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Se sperano di rovinarmi una settimana senza alcun reale motivo tangibile, produrre disagi a tutta la popolazione e poi tornare all'incasso alle urne hanno sbagliato strada.
Alle regionali IdV for life. I forconi se li schioccassero...
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 9:54 pm 
Schiavo
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Jakie @ ha scritto:
ok, se fossi comunista direi che sia giusto che la gente in generale si spaccasse il culo lavorando per dare metà del mio stipendio ai poveri, no? E mi pare di non aver mai detto che un medico debba guadagnare quanto un operaio e viceversa

A dire il vero questo non lo dicono neanche i comunisti, o almeno la maggior parte non punta a quello.

nesema @ ha scritto:
chi è di DX è fiero della sua indipendenza/capacità, e cerca di arrivarci quanto prima, non perde tempo in anni inutili (fuori corso università) ...
affrontare le situazioni, famiglia, lavoro, dignita, onore sociale.... etc.
per chi è VERAMENTE di DX, sono cose importanti :sisi:

Luoghi comuni...

eroggeno @ ha scritto:
somiglia abbsastanza ai Moti di Reggio de 1970
http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Reggio
dovette intervenire l'esercito
qua si tratta di un'intera regione. potrebbe essere molto ma molto più difficile.
fascisti e mafiosi si confermano alleati naturali

Stessa feccia...

Dalla Sicilia per e-mail mi si dic che è un movimento che protegge signorotti, padroncini e gente che si è arricchita su base clientelare che vuole mostrare i muscoli visto che Lombardo vacilla. Vogliono far capire che nessuno può governare senza il loro consenso. Una classica estorsione di tipo mafioso.
D’altro canto sembra che nel marasma generale molto si stia muovendo, ci sono mobilitazioni di vario tipo non tutte identificabili come fascio-mafiose. Bisognerà vedere come tutto si evolve.
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 11:58 am 
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Ah, la gente che fino a due giorni fa evocava il blocco generale dell'Italia che, una volta che si trova a subire i disagi di uno sciopero fatto alla vecchia maniera (negli anni delle grandi lotte sindacali chi non aderiva a scioperi e manifestazioni non è che se la passasse benissimo, non sono certo metodi mafiosi e o fascisti quelli applicati, a meno che ai bei tempi non li applicassero anche i sindacati quando erano duri e puri :pff: ) piange a dirotto solo perchè a quanto pare non è la CGIL ad averli organizzati :dumb:


Sia chiaro, non approvo gli scioperi fatti in questa maniera, non li approvo sia che vengano da dx, da sx, dal centro, da movimenti non meglio identificabili, tantomeno se c'è di mezzo la mafia .


Adesso comunque hanno beccato male, c'è la Cancellieri.
Se nessuno si interpone tra lei e l'organizzazione delle contromisure da prendere contro chi sta tentando di bloccare l'Italia (visto che s sta espandendo....tutta FN, movimento da prefisso telefonico, e mafia?) ci sarà da fappare clamorosamente :pff:
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MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 12:08 pm 
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MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 2:07 pm 
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Ile @ ha scritto:
Ah, la gente che fino a due giorni fa evocava il blocco generale dell'Italia che, una volta che si trova a subire i disagi di uno sciopero fatto alla vecchia maniera (negli anni delle grandi lotte sindacali chi non aderiva a scioperi e manifestazioni non è che se la passasse benissimo, non sono certo metodi mafiosi e o fascisti quelli applicati, a meno che ai bei tempi non li applicassero anche i sindacati quando erano duri e puri :pff: ) piange a dirotto solo perchè a quanto pare non è la CGIL ad averli organizzati :dumb:


Sia chiaro, non approvo gli scioperi fatti in questa maniera, non li approvo sia che vengano da dx, da sx, dal centro, da movimenti non meglio identificabili, tantomeno se c'è di mezzo la mafia .


Adesso comunque hanno beccato male, c'è la Cancellieri.
Se nessuno si interpone tra lei e l'organizzazione delle contromisure da prendere contro chi sta tentando di bloccare l'Italia (visto che s sta espandendo....tutta FN, movimento da prefisso telefonico, e mafia?) ci sarà da fappare clamorosamente :pff:

Uno sciopero si fa per una ragione.
Questo è solo taglieggiamento.
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ConteZero @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:
Ah, la gente che fino a due giorni fa evocava il blocco generale dell'Italia che, una volta che si trova a subire i disagi di uno sciopero fatto alla vecchia maniera (negli anni delle grandi lotte sindacali chi non aderiva a scioperi e manifestazioni non è che se la passasse benissimo, non sono certo metodi mafiosi e o fascisti quelli applicati, a meno che ai bei tempi non li applicassero anche i sindacati quando erano duri e puri :pff: ) piange a dirotto solo perchè a quanto pare non è la CGIL ad averli organizzati :dumb:


Sia chiaro, non approvo gli scioperi fatti in questa maniera, non li approvo sia che vengano da dx, da sx, dal centro, da movimenti non meglio identificabili, tantomeno se c'è di mezzo la mafia .


Adesso comunque hanno beccato male, c'è la Cancellieri.
Se nessuno si interpone tra lei e l'organizzazione delle contromisure da prendere contro chi sta tentando di bloccare l'Italia (visto che s sta espandendo....tutta FN, movimento da prefisso telefonico, e mafia?) ci sarà da fappare clamorosamente :pff:

Uno sciopero si fa per una ragione.
Questo è solo taglieggiamento.

Dal tuo punto di vista.



Cosa che qualunque altra persona può pensare di qualsiasi altro sciopero che invece te ritieni legittimo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
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Ile @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

Uno sciopero si fa per una ragione.
Questo è solo taglieggiamento.

Dal tuo punto di vista.



Cosa che qualunque altra persona può pensare di qualsiasi altro sciopero che invece te ritieni legittimo.

Cosa che tutti i trapanesi che ho incontrato (dai distributori, dove fanno la fila) pensano.
E'uno sciopero nel quale non c'è neanche UN PIRLA che distribuisca volantini.

Non è strano ?

Se fai uno sciopero in genere vuoi far sapere quali sono le ragioni dello sciopero, anche perché non vuoi metterti contro la gente che "paga" il disservizio... invece "stranamente" in questi scioperi non c'è un cane che informi su modalità, su ragioni e via dicendo... è difficile anche sapere CHI ha organizzato lo sciopero.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
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ConteZero @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:

Dal tuo punto di vista.



Cosa che qualunque altra persona può pensare di qualsiasi altro sciopero che invece te ritieni legittimo.

Cosa che tutti i trapanesi che ho incontrato (dai distributori, dove fanno la fila) pensano.
E'uno sciopero nel quale non c'è neanche UN PIRLA che distribuisca volantini.

Non è strano ?

Se fai uno sciopero in genere vuoi far sapere quali sono le ragioni dello sciopero, anche perché non vuoi metterti contro la gente che "paga" il disservizio... invece "stranamente" in questi scioperi non c'è un cane che informi su modalità, su ragioni e via dicendo... è difficile anche sapere CHI ha organizzato lo sciopero.

A dir la verità se non ci fossero le aziende interessate nemmeno negli altri scioperi solitamente, almeno da queste parti, c'è mai stato nessuno degli scioperanti interessato a informare l'utenza sul perchè nello stesso giorno alla stessa ora non hai nè un autobus nè un treno per poterti spostare.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
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Ile @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

Cosa che tutti i trapanesi che ho incontrato (dai distributori, dove fanno la fila) pensano.
E'uno sciopero nel quale non c'è neanche UN PIRLA che distribuisca volantini.

Non è strano ?

Se fai uno sciopero in genere vuoi far sapere quali sono le ragioni dello sciopero, anche perché non vuoi metterti contro la gente che "paga" il disservizio... invece "stranamente" in questi scioperi non c'è un cane che informi su modalità, su ragioni e via dicendo... è difficile anche sapere CHI ha organizzato lo sciopero.

A dir la verità se non ci fossero le aziende interessate nemmeno negli altri scioperi solitamente, almeno da queste parti, c'è mai stato nessuno degli scioperanti interessato a informare l'utenza sul perchè nello stesso giorno alla stessa ora non hai nè un autobus nè un treno per poterti spostare.

L'idea dello sciopero fatto senza avvertire nessuno e senza rivendicare nulla pubblicamente è degna di un elettore di destra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
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ConteZero @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:

A dir la verità se non ci fossero le aziende interessate nemmeno negli altri scioperi solitamente, almeno da queste parti, c'è mai stato nessuno degli scioperanti interessato a informare l'utenza sul perchè nello stesso giorno alla stessa ora non hai nè un autobus nè un treno per poterti spostare.

L'idea dello sciopero fatto senza avvertire nessuno e senza rivendicare nulla pubblicamente è degna di un elettore di destra.


Io non sono mica d'accordo con questa modalità di sciopero (anzi, trovo molto più dannoso, ad esempio nei trasporti pubblici, uno sciopero bianco, magari di più giorni, con gli autisti che lavorano, e quindi vengono pagati, ma con un caldo invito all'utenza nel NON pagare il servizio, quindi danno su danno all'azienda e quantomeno hai l'utenza dalla tua parte), ma è quello che succede tutte le volte quando ci sono gli scioperi.


Se l'organizza l'USB va tutto bene ma se li organizzano gli autotrasportatori no? Se gli studenti bloccano una città creando enormi disagi ai trasporti locali senza degnarsi di spiegare il perchè bloccano la circolazione degli autobus o si mettono in mezzo ai binari , va bene ma se lo fanno gli agricoltori no?


Ripeto, io non sono d'accordo MAI su scioperi che penalizzino l'utenza o con episodi poco piacevoli nei confronti di chi decide di non aderire.


Ritengo abbastanza ipocrita che se lo fanno i propri amichetti va bene ed è da fascisti lamentarsene, se invece lo fanno altri non va bene ed è da fascisti paramafiosi aderire.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 3:17 pm 
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Again... prima di fare uno sciopero INFORMI.
Durante lo sciopero INFORMI.
Dopo lo sciopero INFORMI.

Non esiste uno sciopero fatto senza informare l'utenza, anche perché la dice lunga su quale sia l'importanza che questo "movimento dei forconi" dà all'utenza stessa (ed è strano visto che il loro lavoro dipende proprio dall'utenza).

Per il resto stiamo parlando di uno sciopero in cui i trasportatori (spesso stranieri) sono cooptati, nel senso che le strade sono state sbarrate e la gente è stata costretta a prendere parte all' "agitazione".
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MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 3:19 pm 
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Again, non viene mai fatto (se non ripeto qualche cartello della società interessata, se si tratta di trasporti pubbici) :dumb:



E ripeto, non sono d'accordo con la cooptazione, ma è veramente divertente vedere che si indigna chi fino a due giorni fa voleva vedere l'Italia bloccata, e poi quando è bloccata, ma non dai propri amichetti, diventa improvvisamente garante dei diritti dell'utenza :dumb:
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 3:23 pm 
Schiavo
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Ile @ ha scritto:
Again, non viene mai fatto (se non ripeto qualche cartello della società interessata, se si tratta di trasporti pubbici) :dumb:



E ripeto, non sono d'accordo con la cooptazione, ma è veramente divertente vedere che si indigna chi fino a due giorni fa voleva vedere l'Italia bloccata, e poi quando è bloccata, ma non dai propri amichetti, diventa improvvisamente garante dei diritti dell'utenza :dumb:

Capisci la differenza fra una manifestazione popolare/sciopero ed un taglieggiamento ?
A quanto pare no.
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 3:48 pm 
Schiavo
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Iscritto il: gio lug 15, 2010 2:47 pm
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ConteZero @ ha scritto:
Ile @ ha scritto:
Again, non viene mai fatto (se non ripeto qualche cartello della società interessata, se si tratta di trasporti pubbici) :dumb:



E ripeto, non sono d'accordo con la cooptazione, ma è veramente divertente vedere che si indigna chi fino a due giorni fa voleva vedere l'Italia bloccata, e poi quando è bloccata, ma non dai propri amichetti, diventa improvvisamente garante dei diritti dell'utenza :dumb:

Capisci la differenza fra una manifestazione popolare/sciopero ed un taglieggiamento ?
A quanto pare no.

Si, che quelli che non sono organizzati da i tuoi amici sono taglieggiamenti
quelli organizzati dai tuoi amici sono scioperi legittimi


:chan:



(prima di dire agli altri cosa capiscono e cosa no dovresti provare a farti un esame di coscienza e capire se tu riesci ad andare oltre il paraocchi delle tue personali ideologie)
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 Oggetto del messaggio: Re: Bordello in Sicilia
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 4:00 pm 
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Iscritto il: mar dic 22, 2009 12:06 am
Messaggi: 1795
Ile @ ha scritto:
[...]

Per i trasporti non so, forse spesso sono dinamiche più interne all'azienda e l'interesse è solo creare disagio contro l'azienda. Certo, sono d'accordo che sbagliano e dovrebbero informare di più, se non lo fanno (in effetti anche io quando andavo al liceo spesso subivo scioperi dei treni senza saperne la motivazione).
Per quanto riguarda gli studenti (e più in generale manifestazioni di piazza contro qualche provvedimento governativo etc), non ho mai visto manifestazioni/azioni/blocchi non accompagnati da volantinaggio o da manifestanti che si fermano a spiegare alla gente. Se ne hai viste in cui non è successo così, hai ragione e hanno sbagliato.



Ah e a me non puoi dire quello che dici a ConteZero, io non ho amici. :alone:
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