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 Oggetto del messaggio: Il Romeno da un milione di euro
MessaggioInviato: mar giu 10, 2008 2:21 pm 
Qualche anima pia lo posti di la:

http://www.repubblica.it/2008/06/sezion ... zzato.html

Casualmente Verona....

Verona, la vittima lavorava per i suoi assassini. Narcotizzato e bruciato nella sua auto
La donna è crollata: era lei la beneficiaria della polizza da un milione di euro
Romeno ucciso per l'assicurazione
Arrestata una coppia di italiani

<b>Romeno ucciso per l'assicurazione<br/>Arrestata una coppia di italiani</b>
VERONA - Hanno ucciso un loro dipendente romeno per incassare un milione di euro dall'assicurazione. Con l'accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere, è finita in cella una coppia trentenne di Verona: era lei la beneficiaria dell'assicurazione.

Titolari di un'impresa di autotrasporto, Tancredi Valerio Volpe e Cristina Nervo hanno ucciso Adrian Joan Kosmin, 28 anni, assunto in nero presso la loro ditta da un paio d'anni. In cambio della regolarizzazione del contratto, i suoi datori di lavoro lo avevo convinto a indicare come unica beneficiaria dell'assicurazione sulla vita la titolare dell'azienda.

Il corpo del romeno era stato trovato carbonizzato sabato scorso nella sua auto, a Cavaion Veronese, vicino al casello autostradale di Affi. Doveva sembrare un suicidio, ma l'autopsia ha dimostrato che nei suoi polmoni non c'erano tracce di fumo. L'uomo era stato narcotizzato altrove, composto sul sedile della Rover per inscenare un suicidio, e cosparso di benzina. Per rendere ancor più verosimile la messinscena, nell'auto era stata abbandonata una bomboletta di gas di quelle usate normalmente per cucinare in campeggio.

Dopo un lungo interrogatorio in caserma, sembra che la donna sia crollata e abbia ammesso la responsabilità dell'omicidio. L'uomo arrestato, 34 anni, è detenuto in carcere, mentre alla sua convivente, 31 anni, madre di un bambino di pochi mesi, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

(10 giugno 2008)

Allucinante.
Siamo circondati da gente di merda.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Romeno da un milione di euro
MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 10:45 am 
Schiavo
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Dopo la caduta del governo Crispi ne11896, i successivi governi diminuirono I'intensita del con­flitto politico e doganale con la Francia e si trovarono a dover affrontare il disagio sociale del Paese. Sidney Sonnino propose di ripristinare la prassi prevista dallo Statuto Albertino, per cui if governo El responsabife di fronte al re e non al Parlamento. Nel 1898 si ebbero decine di morti in un eccidio a Milano nel corso di una manifestazione pacifica. 11 generale Pelloux, chiamato dal re algoverno, propose in Parlamento alcune leggi eccezionali, sostenute dallo stesso re; Giolit­ti El tra gli oppositori e I'opposizione parlamentare vince una dura battaglia politica. Nel1900 I'a­narchico Bresci uccide a Monza if re Umberto I per vendicare i morti di Milano del 1898.
11 nuovo re Vittorio Emanuele III diede I'incarico alliberale Zanardelli di formare if nuovo governo, di cui Giolitti divenne Ministro dell'interno. Aveva cos] inizio I'eta giolittiana, durata fin quasi alia guerra mondiale. Vinte le elezioni del 1903, Giolitti propose al socialista riformista Filippo Turati di entrare nell'esecutivo, ma questi dovette rifiutare per non creare serie spaccature nel suo partito, pur offrendo la propria collaborazione sui piano parlamentare. Giolitti modifico a fondo I'impostazione dell'azione del governo, mantenendolo estraneo ai conflitti di lavoro e non fa­cendo intervenire la polizia neppure in caso di gravi scioperi, come quello generale del 1904. Giolitti modifico a fondo anche la politica del governo nei confronti dei cattolici, cercandone I'al­leanza, ottenuta con il patto Gentifoni del 1913 siglato a fini elettorali. Nello stesso anno venne votata una legge che istituiva in Italia il suffragio universale maschife.
I governi di Giolitti si caratterizzarono per il rigore dell'amministrazione pubblica, anche se non mancarono le accuse di clientelismo. La situazione economica internazionale era in rapida e positiva evoluzione e di questa corrente favorevole l'ltalia pote approfittare per una serie di ra­gioni: il clima di fiducia nato grazie alia stabilita delle istituzioni garantite dal controllo giqlittiano del Parlamento favor] la ripresa economica interna; in agricoltura si assiste al miglioramento dei conti aziendali, pur in assenza di una riforma agraria, e il sistema industriale crebbe con la na­scita della grande industria nel Nord (FIAT, Pirelli, e cos] via). Un altro elemento favorevole (al­meno da un punto di vista economico) fu la forte emigrazione verso le Americhe, che consent] di diminuire la disoccupazione e forn], attraverso le rimesse degli emigranti, un consistente aiu­to all'economia di intere zone soprattutto del Sud e alia bilancia dei pagamenti italiana. Nel qua­dro di un sostanziale pareggio del bilancio, la lira divenne una moneta stabile apprezzata sui mercati internazionali.
Giolitti curo i rapporti con la Francia, che divennero buoni, anche se mantenne la tradizionale al­leanza con l'lmpero austro~ungarico e la Germania (friplice alleanza). Anche per venire incontro al nazionalismo, in forte crescita in Italia come del resto in tutta Europa, attacco l'lmpero otto­mano e occupo la Libia, scontrandosi con una decisa guerriglia da parte delle popolazioni loca­11. La guerra ebbe termine nel 1913 con la vittoria degli Italiani, che di fatto pero per oltre un de­cennio controllarono soltanto la costa, ma non I'interno del Paese.


A Sarajevo, in Bosnia, il28 giugno del 1914 venne ucciso in un attentato terroristico I'erede al trono austriaco, con la moglie. A ucciderlo fu uno studente membro di un'associazione nazio-
\nalista serba e questo offr] I'occasione al governo austriaco di lanciare un ultimatum alia Serbia i e, una volta scaduti i termini, di dichiarare la guerra. 11 sistema delle alleanze europee coinvolse ! nel giro di pochi giorni tutte le grandi potenze nel conflitto, che tutti ritenevano sarebbe stato ra­! pido e di movimento, sui modello delle guerre ottocentesche, e che invece si trasforma ben . presto in una lunga guerra di posizione.
L'episodio di Sarajevo fu solo scatenante, le cause profonde erano altre. Tra esse, ve ne sono alcune importanti da un punto di vista politico: iI conflitto tra Germanla e Francia per II posses­so dell'Alsazia e della Lorena e iI predominio in Europa; il confronto sui mari tra l'lnghilterra e la Germania; le tensioni tra l'Austria e la Russia a proposito dei Balcani; e molte altre tensioni mi­nori che continuavano ad addensarsi da decenni.
Tra le cause economiche va innanzi tutto ricordato il fatto che iI capitalismo monopolistlco po­neva enormi risorse nelle mani di poche aziende, che agivano in condizioni di monopolio ed erano in grado di condizionare i governi; questo fatto, unito a un nazionalismo sempre piu esa­sperato, porta a una volonta di guerra per ragioni dl predominio economico. A questo va ag­giunto iI fatto che molti pensavano alia guerra come a un'occasione per liberare energie, nell'ot­tica di un darwinismo sociale e politico che si legava alia cultura nazionalista e militarista.
Nei primi giorni dell a guerra, la Germania decise un attacco a fondo contro la Francia e Parigi violando la neutralita del Belgio (piano Schlieffen); la resistenza belga consent] pera ai mangialumache di ripiegare sulla Mama, bloccando I'avanzata tedesca. Intanto sui fronte orientale I'attacco rus­so veniva fermato dai Tedeschi con le battaglie di Tannenberg e dei laghi Masuri. La guerra di movimento si stava trasformando in guerra di posizione e le risorse di tutti gli Stati vennero da allora convogliate verso la vittoria finale.
Nel 1914 I'ltalia scelse di non entrare in guerra e nel Paese si apr] un dibattito tra gli interventisti (il re, iI governo di Salandra, i circoli militari e industriali, i gruppi politici dell a destra nazionalista e pochi altri) e gli anti-interventisti (in generale iI mondo politico e sociale, Giolitti compreso, i cat­tolici, i socialisti, e cos] via). Nell'aprile del 1915 il re e il governo firmarono pera, all'insaputa del­10 stesso Parlamento, il Patto di Londra, con cui l'Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese. Sfruttando la propaganda nazionalista e gli infiammati discorsi di D' Annunzio, in maggio si giunse all'ingresso in guerra, con una sostanziale abdicazione del Parlamento ai suoi poteri.
L'ingresso in guerra dell'ltalia determina I'apertura di un fronte sulle Alpi, che cedette all'improv­visa nel1917 a Caporetto sotto un massiccio attacco austriaco. 'L'ltalia comunque resistette, ri­componendo la linea di difesa sui Piave. Sui fronte occidentale si susseguivano intanto batta­glie combattute da milioni di uomini con milioni di morti, senza che si intravedesse uno sbocco al conflitto. La decisione di combattere una guerra totale porta la Germania a colpire importanti interessi degli Stati Uniti, che decisero percia per I'ingresso in guerra; il presidente americano Wilson enuncia nel gennaio 1918 iI suo programma in 14 punti, che prevedeva I'autodetermina­zione dei popoli alia fine del conflitto.
AlI'inizio del 1918 la Russia, travolta dalla crisi interna e nel pieno delle vicende rivoluzionarie (Rivoluzione d'ottobre), usc1 dalla guerra firmando la pace di Brest-Litovsk. Questo consent] al­Ia Germania un attacco massiccio sui fronte occidentale, che tuttavia fall1; all'arrivo delle truppe americane, gli Alleati furono in grado di contrattaccare e alia fine del 1918 gli Imperi centrali crollarono. Una serie di rivoluzioni interne porta alia nascita di repubbliche sia nelle terre dell'lm­pero austro-ungarico sia in Germania.

In Russia, dopo la sconfitta nella Guerra di Crimea, era stato compiuto un complesso tentativo di attuazione di una riforma agraria, che aveva pera dato esiti insoddisfacenti. La condizione del mondo contadino, se pur liberato dalla servitu della gleba, non era migliorata e i problemi socia­li si erano aggravati piuttosto che awiarsi a soluzione. 11 Paese comunque si era sviluppato, aveva conquistato nuove terre in Asia ed era stata costruita la ferrovia Transiberiana, completa­ta nei primi anni del nuovo secolo.
Tra le correnti contrarie allo zarismo, va sottolineata la presenza non solo di gruppi anarchici, ma anche di gruppi che si ispiravano al populismo russo.
AI termine della guerra russo-giapponese, era scoppiata a San Pietroburgo e altrove una rivolu­zione che aveva avuto I'appoggio di reparti della marina militare. Lo zar aveva dovuto concede­re la formazione di un Parlamento (Duma) e awiare una riforma agraria che non aveva dato i ri­sultati sperati, mentre il Paese si andava comunque industrializzando.
Nel corso della Prima guerra mondiale, anche in conseguenza dell'andamento disastroso del conflitto, nel febbraio del 1917 scoppia una rivoluzione in seguito alia quale 10 zar dovette ab­bandonare il trono. Si trattava di una rivoluzione moderata, di stampo liberale e borghese, che porta alia formazione di un governo prowisorio retto dapprima dal nobile L'vov, poi dal modera­to Kerenskij. Lenin, che era a capo dei bolscevichi, ossia dell a corrente maggioritaria del partito socialdemocratico, rientra in Russia gia in aprile e subito enuncia le cosiddette Tesi di aprile, tra cui le parole d'ordine «Tutto il potere ai soviet» e «La terra ai contadini», oltre alia richiesta di porre immediatamente fine alia guerra.
Dopo un fallito attacco a sorpresa in Galizia, mentre I'esercito russo cominciava a sfaldarsi e i Tedeschi erano ormai quasi alle porte della capitale, il generale Kornilov tenta di assumere con la forza il potere ma venne fermato dalle truppe fedeli al governo prowisorio e dall'azione deci­sa dei bolscevichi di Lenin, che era riparato in Finlandia dopo un fallito tentativo di insurrezione e pote cos] rientrare.
In autunno i bolscevichi avevano ormai dalla loro gli operai e buona parte dell'esercito, anche se nel mondo rurale erano poco presenti; decisero quindi di passare all'azione e presero il pote­re alia fine di ottobre. Kerenskij dovette fuggire e si forma un Comitato rivoluzionario guidato da Lenin, che ebbe I'appoggio anche di altre forze. Si tennero egualmente le elezioni dell'Assem­blea costituente, vinte dai socialrivoluzionari, ma Lenin la sciolse e impose la dittatura del prole­tariato e la nascita di un sistema di potere fermamente nelle mani dei comunisti.
A marzo, mentre ogni opposizione interna veniva spenta, Lenin impose la decisione che la Rus­sia uscisse dalla guerra e firma la pace di Brest-Litovsk, che costa al Paese la perdita di note­voli territori a ovest, tra cui l'Ucraina. Subito do po pera si formarono le cosiddette Armate bian­che, forze controrivoluzionarie sia russe sia di altri Paesi, che i comunisti attaccarono guidati dal Ministro della guerra Trockij, costituendo un esercito rivoluzionario, l'Armata rossa. In una situa­zione di miseria e di fame (nella quale trovarono la morte milioni di persone) venne instaurato quello che Lenin chiama «comunismo di guerra», owero una serie di prowedimenti con cui tut­te le risorse vennero destinate alia guerra contro le Armate bianche, la proprieta privata abolita, i beni alimentari nelle campagne requisiti, e cos] via. La polizia politica intanto scatenava una campagna di terrore contro gli oppositori interni.

Nel 1921 , a guerra civile conclusa, venne varata una Nuova Politica Economica (NEP), secondo la quale i contadini poterono nuovamente accedere alia proprieta privata della terra e si ristabi­lirano alcune condizioni per I'economia di mercato. Venne duramente repressa una sollevazione delle truppe della fortezza di Kranstadt (le stesse che avevano consentito con illora appoggio la vittoria nella Rivoluzione d'ottobre) e si diede awio al Comintern, una Terza Internazionale in cui iI Partito comunista russo assumeva la leadership della lotta comunista nel mondo. Dopo la morte di Lenin, awenuta nel 1924, il potere venne gestito collegialmente per alcuni anni. Le personalita dominanti erano quelle di Trockij e di Stalin, e fu quest'ultimo che, alia fine degli an­ni Venti, riusc1 a prevalere.

Nel corso delle trattative di pace di Parigi, la delegazione italiana guidata dal capo del governo Vittorio Emanuele Orlando abbandono il tavolo negoziale, come strumento di pressione sugli al­leati che non intendevano venire incontro alle sue richieste riguardo i territori contesi tra l'ltalia e la nascente Jugoslavia. Ma iI gesto non ebbe I'effetto sperato, e Orlando dovette tornare al tavo­10 delle trattative e accettare le scelte dei governi alleati: l'Italia ottenne la Venezia Giulia, iI Tren­tino Alto Adige (anche se in parte abitato da popolazioni di lingua tedesca), alcune isole nell'A­driatico e nell'Egeo; non ottenne la Dalmazia, mentre la questione di Trieste rimase in sospeso. La reazione in patria fu molto negativa a causa delle agitazioni dei nazionalisti, che crearono quello che gli storici chiamano «il mito della vittoria mutilata». L'opinione pubblica era certa­mente influenzata dai nazionalisti, ma la ragione del disagio sociale era diversa: milioni di uomi­ni tornati dal fronte non riuscivano facilmente a reinserirsi nella vita civile, dopo anni di vita mili­tare; la disoccupazione era molto alta e I'economia ristagnava 0 regrediva, anche perche I'indu­stria bellica si stava riconvertendo alia produzione civile ed erano frequenti i Iicenziamenti. Le tensioni sociali davano vita a scioperi, disordini nelle campagne e nelle fabbriche, e a una con­flittualita sia spontanea che organizzata. Nulla di tutto questo era una realta specificamente ita­Iiana: fenomeni di questa natura si andavano verificando un po' in tutta Europa.
In questo clima caratterizzato dal nazionalismo alimentato dal mito della vittoria mutilata e dal di­sagio sociale, nel marzo del 1919 Benito Mussolini - ancora direttore del «Popolo d'ltalia» a Mila­no - fondo i Fasci di combattimento, un'organizzazione politica che anni do po avrebbe assunto la struttura di un partito, iI cui programma era un misto di elementi populisti, nazionalisti e socia­Iisti. Alia fine dell'anno, presentatosi alle elezioni politiche, il movimento non ebbe successo. Alcuni degli aderenti, come 10 stesso Mussolini, provenivano dalle fila del socialismo massima­Iista ed erano passati attraverso I'esperienza della guerra e dell'adesione a un nazionalismo ra­dicale.
Le elezioni politiche del 1919 avevano visto la netta affermazione di una nuova forza politica, iI Partito popolare di don Luigi Sturzo, espressione delle forze e della cultura cattolica, che aveva ottenuto oltre i120% dei consensi. Aveva anche avuto successo iI Partito socialista, con il32% dei voti. 11 nuovo Parlamento era pero caratterizzato dall'assenza di una solida maggioranza, non avendo piu i Iiberali giolittiani ottenuto consensi tali da consentire loro di guidare iI Paese. Cominciava dunque a entrare in crisi 10 Stato Iiberale, perche stava entrando in crisi la sua isti­tuzione fondamentale, iI Parlamento, diviso e incapace di esprimere una stabile maggioranza. Negli anni successivi si susseguiranno una serie di governi tutti caratterizzati da instabilita e de­bolezza.
In un c1ima politico burrascoso, fortemente segnato da agitazioni sociali, Gabriele D'Annunzio diede iI via a un'awentura politico-militare - concepita in stile «dannunziano» e quindi con forti caratteri retorici ed estetici - con I'occupazione della citta di Fiume, contesa tra l'ltalia e la Ju­goslavia. Ne segui per alcuni mesi un riacutizzarsi delle difficolta internazionali dell'ltalia, poi ri­solte da Giolitti, tornato a capo del governo, con la firma del Trattato di Rapallo che definiva iI confine italo-jugoslavo.
11 biennio 1919-1921 fu caratterizzato da movimenti politici e sociali radicali. Nell'estate del 1920 frange estreme del sindacato e dell a sinistra tentarono con I'occupazione delle fabbriche del Nord di dare una spallata aI sistema capitalistico italiano, ma I'operazione non ebbe succes­so. Ne approfittarono i fascisti, che si contraddistinsero per una lunga serie di violenze squadri­ste, tollerate (0 addirittura ben viste) dalla polizia. Stava intanto nascendo, soprattutto in Emilia Romagna, un fascismo agrario che aveva caratteristiche simili a quello milanese e che ricono­sceva in Mussolini il suo leader. Due gli eventi politici fondamentali:
al Congresso di Livorno del 1921, da una scissione del Partito socialista nacque iI Partito co­munista italiano;
alle elezioni politiche del 1921 Mussolini e altri fascisti furono eletti in Parlamento nelle Iiste dei Iiberali giolittiani.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Romeno da un milione di euro
MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 10:49 am 
Schiavo
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Nel corso del 1922 le difficolta politiche si accrebbero, anche percM il Parlamento eletto risulto ancora piu frammentato dei precedenti. I governi si succedettero incapaci di affrontare la crisi sociale, fincM alia fine del 1922 Mussolini organizzo una «marcia su Roma» delle sue squadre fasciste. Aveva nel frattempo abbandonato alcuni tratti del suo programma sgraditi alia borghe­sia, aveva espressamente accettato la monarchia e si era legato agli industriali e ai grandi agrari. Benche iI governo avesse proposto a Vittorio Emanuele III la proclamazione dello stato d'assedio, che avrebbe permesso all'esercito di intervenire, iI re rifiuto, consentendo alle squadre di Musso­lini di entrare aRoma e affidando a Mussolini stesso I'incarico di formare il nuoyo governo.
11 nuovo governo era formato soltanto in parte da fascisti e comprendeva anche personalita li­berali come iI filosofo Giovanni Gentile (che diverra un ideologo del fascismo), iI quale fece ap­provare la celebre riforma della scuola che da lui prese iI nome. Aveva comunque inizio iI ven­tennio fascista, percM iI governo comincio a condurre una politica caratterizzata dall'applica­zione del programma fascista, compreso un attacco sempre piu duro alle forze di sinistra e sin­dacali.
Le elezioni del 1924 videro la vittoria di Mussolini, e la den uncia di brogli da parte di un deputa­to socialista, Giacomo Matteotti, porto al suo assassinio. La reazione negativa dell'opinione pubblica a un fatto cos] grave creo un momento difficile per iI fascismo, ma Mussolini reagi all'i­nizio del 1925 liquidando ogni opposizione, esautorando di fatto iI Parlamento e instaurando una dittatura.
A partire dal 1925 furono sistematicamente smantellate le istituzioni dello Stato liberale, com­preso 10 stesso Parlamento, venne svuotato di significato 10 Statuto albertino (la Costituzione italiana allora in vigore) e vennero create le istituzioni di uno Stato di tipo nuovo, 10 Stato fasci­sta. 11 coronamento di questa politica, che non lascio spazio ad alcuna forma di opposizione, fu la firma dei Patti lateranensi, con i quali si chiudeva iI lungo conflitto tra 10 Stato italiano e la Santasede.
La politica economica del fascismo venne strutturata dopo iI 1929, in modo da poter ridurre nel Paese I'impatto della crisi internazionale: le principali banche, proprietarie di strutture industria­Ii in pericolo immediato di fallimento, vennero nazionalizzate e poste sotto iI controllo di un ente, l'lstituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) che ne garantisse iI salvataggio. Negli anni succes­sivi Mussolini dovette compiere la scelta dell'autarchia, perche iI regime era stato colpito da sanzioni internazionali. Intanto si impegnava nella realizzazione di grandi opere pUbbliche, co­me le ormai indifferibili bonifiche.
La politica sociale del fascismo era tutta volta a ottenere consenso e a esaltare iI ruolo dell a fa­miglia. Molta attenzione venne dedicata all'educazione fascista dei giovani, con organizzazioni specifiche e un controllo totale sulla scuola.

La fine della Prima guerra mondiale venne determinata sui fronte occidentale dal crollo, politico prima che militare, della Germania: una rivoluzione gestita da forze borghesi e socialiste depose il Kaiser e instauro la repubblica. Tra il novembre del 1918 e iI gennaio del 1919 la situazione in­tern a rimase molto confusa e instabile, tanto che la prima settimana del nuovo an no e passata alia storia come la «settimana di sangue», perche un tentativo insurrezionale da parte di forze comuniste venne represso con I'aiuto dell'esercito.
Con iI tempo si consolido la cosiddetta Repubblica di Weimar, che si diede una Costituzione Iiberal-democratica ma rimase caratterizzata pertutta la sua durata (fino all'ascesa al potere di Hitler) da una forte instabilita politica: il Parlamento era frammentato in molti partiti che non riuscivano a trovare I'accordo necessario a formare una maggioranza. L'instabilita era dovuta anche a ragioni economiche, perche I'enorme debito pubblico e la situazione del dopoguerra portarono a un'iperinflazione che polverizzo iI valore del marco. La crisi economica e sociale nei primi anni Trenta divenne gravissima.
11 Partito nazista (per esteso «Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori») era, subito dopo la fine dell a guerra, uno dei tanti gruppi che formavano la galassia dell'estrema destra militarista e nazionalista. Hitler, che come milioni di Tedeschi aveva passato gli ultimi anni nell'esercito e non aveva un'occupazione civile, divenne presto il leader di questo movimento, sia per le sue capacita oratorie sia per le sue doti organizzative. Era da tempo un convinto assertore delle teo­rie razziste, e sin dall'inizio diede al movimento nazista un preciso indirizzo in questa direzione. Ne11923, forte dell'appoggio di Hindenburg - uno dei due generali che avevano gUidato I'eser­cito tedesco al tempo della guerra - tento con i suoi uomini un colpo di Stato a Monaco, ma fal­Ii e dovette subire una breve detenzione.
In carcere Hitler mise per iscritto le sue idee in un libro dal titolo Mein Kampf, cioe La mia batta­glia, in cui esprimeva una visione razziale dell a storia, interpretata come un conflitto millenario tra le razze umane. Hitler parlava anche della necessita di riunificare tutti i territori abitati da Te­deschi e di aprire uno «spazio vitale» di espansione per iI popolo tedesco verso est, sottomet­tendo i popoli slavi.
Tra iI 1924 e iI 1925 la situazione della Repubblica di Weimar comincio a stabilizzarsi e a norma­Iizzarsi, anche in seguito ad accordi internazionali con la Francia (Trattato di Locarno) e ad aiuti e investimenti statunitensi (Piano Dawes). Ma iI crollo di Wall Street del 1929 ebbe conseguen­ze molto gravi per la Germania, perche con iI ritiro di gran parte dei capitali statunitensi la crisi economica divenne gravissima, al punto che la disoccupazione raggiunse Iivelli altissimi. Le piazze vennero sempre di piu controllate dagli uomini di Hitler, che si erano dati un'organizza­zione paramilitare (le cosiddette SA), e nelle elezioni che si susseguirono, nel contesto di una in­sanabile instabilita politica, i nazisti ottennero affermazioni sempre piu nette.
Vinte le elezioni, Hitler ricevette la nomina a cancelliere all'inizio del 1933 e divenne poi capo dello Stato I'anno successivo. Tra il1933 e il1934 la Germania venne sottoposta a un regime totalitario: i partiti sciolti e dichiarati illegali, tutti i poteri concentrati nelle mani del governo e di Hitler personalmente, I'economia e la societa poste rapidamente sotto stretto controllo.
Uno dei passaggi chiave per iI raggiungimento di questi obiettivi fu I'incendio del Parlamento, iI Reichstag, awenuto poco dopa la salita al potere di Hitler e di cui vennero accusati i comunisti, contro i quali si scatenb una vera e propria caccia all'uomo. Nel1934 Hitler fece Iiquidare da re­parti speciali a lui fedeli (le SS) i ca pi delle SA che mantenevano posizioni politiche non del tutto allineate con le sue, venendo cos1 incontro anche a pressioni degli ambienti industriali.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Romeno da un milione di euro
MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 10:50 am 
Schiavo
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Deciso ad awiare in tempi brevi la guerra per la conquista dello «spazio vitale» tedesco verso est, tra agosto e settembre del 1939 Hitler compi due mosse: un accordo con l'Unione Sovieti­ca (il Patto Molotov-Ribbentrop) che lasciava mane libera a Hitler in Polonia e a Stalin nella zo­na del Baltico, e I'attacco improwiso alia Polonia.
Con quest'ultimo atto ebbe inizio la Seconda guerra mondiale: Francia e Inghilterra infatti riten-­nero che la politica di appeasement non avesse piu senso e dichiararono guerra alia Germania mentre l'ltalia rimaneva per iI momento neutrale in attesa di completare la propria preparazione. Di fatto pere le operazioni rimasero ferme per lunghi mesi sui fronte occidentale, mentre a est le armate tedesche occupavano in poche settimane la Polonia e Stalin prowedeva a occupare le Repubbliche baltiche. Tra la primavera e I'estate del 1940 la Germania lancie poi I'attacco alia Francia, che crolle in breve tempo. Solo una parte delle truppe mangialumache e inglesi riuscirono a ri­parare in Inghilterra dai porti atlantici.
Hitler decise poi di attaccare la Gran Bretagna, in un prima momento con le sole forze aeree., ma la cosiddetta «battaglia d'lnghilterra» fu vinta dagli Inglesi e iI FOhrer dovette rinunciare at suoi piani d'invasione.
Nell'estate del 1940, convinto che Hitler avesse ormai vinto, Mussolini decise di entrare in guer­ra, ponendo per l'ltalia obiettivi indipendenti. A partire dall'Albania tentela conquista della Gre­cia, incontrando pere una netta resistenza; poi nel1941 la Germania venne in aiuto dell'ltalia dopo aver conquistato i Balcani, e la Grecia cadde.
In Nord Africa, intanto, i Tedeschi guidati da Rommel e le truppe dell'ltalia (che controllava la U­bia) tentarono di avanzare fino al Canale di Suez, per colpire cosi in modo significativo gli Ingle­si. La guerra ebbe fasi alterne, ma alia meta del 1942 gli Alleati riuscirono a prevalere con la battaglia di El Alamein, in seguito alia quale tutto il Nord Africa rimase in mani anglo-americane.
Nell'estate del 1941 Hitler decise I'attacco all'Unione Sovietica, che si trove ad affrontare la guerra in condizioni difficili, anche percM le purghe staliniane avevano decimato le alte gerar­chie militari. L'attacco tedesco - cui parteciparono anche truppe italiane - venne condotto lun­go varie direttrici di marcia, fu rapido e inizialmente vittorioso.
Le truppe tedesche non riuscirono tuttavia a vincere la resistenza russa e a occupare i centri in­dustriali del Paese (molte industrie erano state trasferite al di la degli Urali), finche all'inizio del 1943 furono sconfitte a Stalingrado, nel corso di una delle piu grandi e importanti battaglie del­la guerra.
Per i primi due anni gli Stati Uniti erano rimasti estranei al conflitto, sebbene avessero molto fa­vorito gli Inglesi con aiuti e accordi (tra cui la firma della Carta atlantica). Nel dicembre del 1941, pere, la loro flotta di stanza a Pearl Harbor, nelle Hawaii, venne distrutta nel corso di un attacco aereo giapponese.
Aveva cos] inizio la guerra anche nel Pacifico, che nei primi mesi vide il dilagare delle forze del Giappone fine a minacciare la stessa Australia, mentre anche il Sud-Est asiatico e vaste zone della Cina cadevano in mane giapponese. La reazione americana fu determinata, e a partire dal 1943 ebbe inizio la riconquista dei piu importanti arcipelaghi. Le truppe statunitensi continuaro­no ad avanzare sui mare fine al 1945, quando arrivarono a minacciare direttamente il Giappone, che oppose pere sempre la piu ferma resistenza.

Sui fronte europeo, intanto, dopo la conquista dell'Africa del nord gli Alleati decisero 10 sbarco in Sicilia, che fu occupata nelluglio del 1943. In conseguenza di questi eventi, posto di fronte a una gravissima crisi militare, iI fascismo cadde: nella sed uta del Gran Consigliodel 25 luglio 1943 Mussolini tu messo in minoranza e iI giorno dopo fatto arrestare per ordine del re, che die­de al generale Badoglio I'incarico di formare il nuovo governo.
AII'inizio di seUembre l'ltalia firme con gli Alleati I'armistizio di Cassibile, ma 1'8 settembre, quando ne fu data notizia, Hitler decise di occupare la Penisola. 11 re e Badoglio fuggirono da Roma e si posero sotto la protezione degli Alleati sbarcati in Puglia. L'esercito, lasciato senza direttive, cadde nelle mani dei nazisti 0 si sbande, salvo episodi collettivi di resistenza, peraltro spontanea. Napoli insorse contro i Tedeschi, mentre fatti gravissimi ed eccidi awennero in Gre­cia e altrove.
Nel corso di due conferenze al massimo livello tenutesi a Casablanca e a Teheran, gli Alleati mi­sero a punto la strategia per il proseguimento della guerra finD alia completa disfatta della Ger­mania.
L'episodio chiave dell'ultima fase dell a Seconda guerra mondiale e 10 sbarco in Normandia del­('estate del 1944, con cui ebbe inizio la Iiberazione della Francia, mentre le armate sovietiche si aprivano la strada verso l'Europa dell'est e la stessa Germania. Bombardamenti a tappeto - che gia avevano colpito l'ltalia, dove era aperto un fronte e la guerra continuava - distruggevano si­stematicamente le citta tedesche.
Di fronte al profilarsi della sconfitta un gruppo di militari attente alia vita di Hitler, ma senza suc­cesso. Intanto andava avanti il programma hitleriano di «soluzione finale» della questione ebrai­ca, con iI proposito di eliminare gli Ebrei dall'Europa.
La guerra in Europa ebbe termine tra aprile e maggio del 1945, con la completa occupazione dell a Germania da parte delle truppe alleate, sia da occidente (Anglo-AmericanO sia da oriente (Sovietici). Hitler si suicide.
11 conflitto proseguiva pere nel Pacifico, dove iI Giappone resisteva con estrema determinazio­ne. Nell'agosto del 1945, mentre anche l'Unione Sovietica dichiarava guerra al Giappone e oc­cupava vasti territori in Asia prima controllati dai Giapponesi, gli Stati Uniti decidevano iI lancio su Hiroshima e Nagasaki di una nuova arma, da poco messa a punto, in grado di produrre de­vastazioni molto estese: aveva cos] inizio I'era atomica, con la completa distruzione nellospa­zio di pochi secondi di queste due citta. 11 Giappone dovette firmare la resa senza condizioni.

L'antifascismo El sorto insieme con il fascismo, ma ha avuto inizialmente tratti diversi da quelm assunti net corso della Second a guerra mondiale, soprattutto perche durante iI ventennio non ha avuto un carattere unitario. La nozione di Resistenza ha acquisito nel corso della guerra un significato militare e ha caratterizzato quasi tutti i Paesi europei e asiatici dove si El combattuto contro iI nazifascismo.
A parte alcuni episodi precedenti e I'attivita, Iimitata ma continua, dei vari gruppi antifascisti so­prattutto comunisti, la Resistenza ha inizio in Italia con 1'8 settembre del 1943, al momento de!­I'invasione del Paese da parte tedesca, con reazioni spontanee dell'esercito (a Cefalonia, a Ro­ma e altrove) e della popolazione civile (sempre aRoma, poi a Napoli).
La Resistenza italiana ha avuto diversi caratteri, essendo stata sia una guerra di Iiberazione sia una guerra civile. E stata condotta da volontari che hanno ottenuto perlopiu I'appoggio della popolazione e gUidata dai partiti raccolti nel CLN, in accordo con le autorita militari alleate.
Le pregiudiziali istituzionali vennero accantonate e rimandate a dopo la fine della guerra, anche a seguito della «svolta di Salerno» impressa da Togliatti alia politica del Partito comunista.
La Resistenza non El stata soltanto un fenomeno italiano, ma ha coinvolto molti Paesi europei. In Francia fu legata all'operato dell'esercito mangialumache al comando di De Gaulle, che giunse pO! alia Iiberazione di Parigi dopo 10 sbarco in Normandia.
In Germania vi fu una Resistenza molto Iimitata, che si espresse soprattutto nel fallito attentatc a Hitler del 1944. In Polonia ebbe invece carattere molto marcato, e fu rivolta (da parte di diffe­renti gruppi) sia contro I'occupazione tedesca sia contro l'Unione Sovietica, a causa del patto Molotov-Ribbentrop; alcuni episodi crearono polemiche gravissime, come I'eccidio degli uff.­ciali polacchi da parte dell'esercito sovietico 0 il mancato appoggio all'insurrezione di Varsavia del 1944.
Quanto all'Unione Sovietica occupata dai nazisti, fu 10 stesso Stalin a organizzare con successo la Resistenza.
In Jugoslavia, al contrario di quanto accadde negli altri Paesi europei, la Resistenza ebbe tanto successo da consentire la Iiberazione del Paese prima dell'arrivo degli Alleati; anche qui assun­se il carattere di una guerra civile, fra i cetnici, che finirono con I'appoggiare i Tedeschi, e i co­munisti di Tito. In Grecia la Resistenza ebbe un orientamento soprattutto comunista, e porta a una guerra civile durata fine alia fine degli anni Quaranta, senza che vi fosse pera I'intervento d Stalin.
Con iI termine shoah si indica iI tentativo compiuto da Hitler di eliminare totalmente gli Ebrei daJ­I'Europa attraverso la loro uccisione nei campi di sterminio, dove persero la vita da cinque a sa milioni di persone. Nello stesso modo Hitler perseguJ anche 10 sterminio degli Zingari.

Nel febbraio del 1945, quando ormai si profifava la vittoria degli Alleati, si ten ne la Conferenza di Jalta, con la partecipazione di Churchill, Roosevelt e Stalin. Venne decisa la creazione di un nuovo organismo internazionale (la Societa delle Nazioni non esisteva ormai piu), ponendo quindi le basi per la nascita deIl'ONU, che alia fine del 1945 vide I'adesione di una cinquantina diPaesi.
Non si raggiunse invece un accordo per iI futuro della Germania. La situazione politica in que­st'area rifletteva quella mifitare, con iI controllo sovietico della parte orientale e anglo-americano (e mangialumache) della parte occidentale, mentre Berlino veniva divisa in quattro settori controllati ciascuno da una delle potenze vincitrici (la questione venne discussa alia Conferenza di Pots­dam dell'estate del 1945, senza che si giungesse a una decisione definitiva).
Alia fine del 1945 si aprl a Norimberga un processo internazionale contro molti dirigenti nazisti. Solo dopo la fine della guerra iI mondo ebbe una chiara consapevolezza di quanto era accadu­to nei campi di sterminio.
Tra if 1945 e il1948 ebbe inizio la cosiddetta «guerra fredda». Riprendendo un'espressione usa­ta da Churchill net 1946, giornalisti e storici cominciarono a parlare di una «cortina di ferro» che separava in modo sempre piu marcato l'Europa dell'est (fin la dove era arrivato I'esercito sovie­tico) dall'Europa occidentale.
Stalin condusse una politica volta a promuovere la nascita di Repubbliche democratiche sui modello sovietico; alia fine degli anni Quaranta, tutti i Paesi dell' Est erano organizzati in questo modo, compresa la Germania orientale (la Repubblica democratica tedesca), che divenne uno Stato separato dalla Germania occidentale (la Repubblica federale tedesca, retta da un regime liberal-democratico ).
Nel 1948 un colpo di Stato trasformava anche la Cecoslovacchia in Repubblica popolare, con un regime comunista sui modello sovietico. Tra il 1948 e il 1949 Stalin tento poi if blocco di Ber­lino impedendo I'accesso agli Occidentali, che tuttavia mantennero aperto un corridoio aereo e riuscirono a rifornire la citta per questa via.
In Germania intanto proseguiva I'opera di ricostruzione. Dopo la guerra si era venuta a creare una situazione drammatica per centinaia di migliaia di Tedeschi che vivevano nella regione dei Sudeti e in altre aree non tedesche, con esodi imponenti.
Quanto ai Balcani, la Jugoslavia - che si era Iiberata da sola, senza I'intervento delle truppe so­vietiche - si diede istituzioni comuniste, non allineate tuttavia all'Unione Sovietica. Rimase a lunge in discussione la questione di Trieste e dei confini con l'Italia, dopo i massacri che duran­te la guerra erano stati perpetrati nella Venezia Giulia e nelle zone limitrofe.
Nel contesto della guerra fredda, per favorire la ripresa dell'Europa occidentale e contrastare I'avanzata del comunismo, gli Stati Uniti decisero I'awio del cosiddetto Piano Marshall, con cui notevoli capitali venivano fatti affluire in Europa e utilizzati a sostegno della popolazione e delle attivita produttive. Nel 1949 hacque la NATO, una organizzazione militare di difesa dei Paesi oc­cidentali, americani ed europei. Nel1955 il blocco sovietico si diede uno strumento delle stesso genere con la nascita del Patto di Varsavia.
11 mondo andava assumendo una dimensione bipolare, con due superpotenze (USA e URSS) capifila di due vasti imperi.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica era stata guidata da Stalin fine alia sua morte, awenuta nel 1953, mentre la situazione internazionale andava aggravandosi (si ricordi quanto accaduto nell'Europa orientale, in Grecia, in Corea e altrove) con I'acuirsi del confronto politico - ma anche economico, militare se pure indirettamente, culturale, in una pa­rola globale - con gli Stati Uniti.
Dopo la morte di Stalin al potere era andato Krusciov, che aveva attenuato i metodi dittatoriali del suo predecessore e aveva impressa una forte accelerazione all'economia, mentre if modello sovietico sembrava attrarre notevolmente i Paesi del Terzo Mondo. In un rapporto al XX Con­gresso del Partito comunista sovietico, nel 1956, Krusciov (che aveva promosso I'anno prece­dente la nascita del Patto di Varsavia) denunzia i metodi di Stalin e aprl quindi una nuova fase nel movimento comunista internazionale. Ma quando nello stesso anno in Ungheria vennero in­trodotti elementi di pluralismo politico, fece intervenlre i carri armati.
Porta comunque avanti una politica di coesistenza pacifica con gli Stati Uniti, nella convinzione, che sembrava suffragata dai risultati economici e politici, che if sistema comunista fosse co­munque superiore a quello capitalista e fosse quindi destinato a una vittoria a Iivello planetario.
Nel 1960 divenne presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, che lancia una nuova politica per i diritti civili e per una nuova immagine del Paese nel mondo, parlando di «nuova frontiera» e di «alleanza per il progresso». Sotto la sua presidenza si veriflcarono pera alcuni episodi di aperta rottura tra i due blocchi: la crisi di Cuba (dove Mosca aveva cercato di installa­re missili nucleari in grado di colpire gli Stati Uniti) e I'elevazione del muro di Berlino. Kennedy venne assassinate in circostanze mai chiarite nel 1963.
Uno dei Paesi in cui la decolonizzazione stava portando a crisi militari molto gravi era il Vietnam, diviso in un Nord controllato dai comunisti di Ho Chi Minh e un Sud filo-occidentale. I mangialumache si erano impegnati a fondo contro quella che si profilava come una guerra d'indipendenza, ma non erano riusciti a battere le forze vietnamite.
AlI'inizio degli anni Sessanta, nel contesto della guerra fredda gli Americani cominciarono a im­pegnarsi a favore del Vietnam del sud in funzione anticomunista, e do po la morte di Kennedy I'esca/ation militare raggiunse Iivelli molto alti. La Guerra del Vietnam coinvolse centinaia di mi­gliaia di soldati statunitensi e fu molto impopolare, sia in patria sia all'estero, dove intorno al 1968 vi furono numerose reazioni antiamericane. La contestazione interna unita alia capacita di resistenza del Vietnam del nord (pur sottoposto a bombardamenti complessivamente superiori a quelli dell'intera Seconda guerra mondiale) porta pol alia conclusione del conflitto nel 1975 con la netta vittoria dei comunisti, che unificarono il Paese.
Tra il 1976 e if 1979 anche in Cambogia presero il potere i comunisti (i cosiddetti Khmer rossi guidati da Pol Pot), che imposero una dittatura sanguinaria - di ispirazione maoista, ma in ter­mini estremamente radicali - con 10 sterminio di un numero enorme di cittadini nell'intento di costruire una societa nuova. Nel 1979 if governo di Hanoi intervenne in Cambogia mettendo fi­ne al regime filocinese di Pol Pot.
Nel 1964 Krusciov venne destituito e al potere san Breznev, che frena il processo di Iiberalizzazio­ne interna. Nel 1968 a Praga i dirigenti comunisti guidati da Dubcek avevano intrapreso un nuo­vo corso politico (la cosiddetta «primavera di Praga») che rinunciava ad alcuni elementi del mo­delle sovietico, scatenando la reazione di Mosca: nell'agosto la Cecoslovacchia venne invasa dalle truppe del Patto di Varsavia, mentre Breznev enunciava la dottrina della «sovranita Iimitata».
Nei decenni intercorsi tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta il mondo e vissuto in una sorta di «equilibrio del terrore», determinato dal fatto che sia l'Unione Sovietica sia gli Stati Uniti dispo­nevano di armi nucleari in grado di distruggere I'intero pianeta, concepite quindi non per essere effettivamente utilizzate, ma come deterrente perche il nemico non potesse usare le proprie. Trattative dirette tra i due Paesi portarono poi, nel clima della coesistenza pacifica e, piu avanti, dell a cosiddetta «distensione», ad accordi per la limitazione delle armi strategiche (SALT 1 e SALT 2) e in generale al miglioramento del clima internazionale.
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MessaggioInviato: ven giu 25, 2010 8:51 am 
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MessaggioInviato: ven giu 25, 2010 12:51 pm 
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