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Ma l'indagine della rivista scientifica mostra anche altri aspetti della questione. Se si decidesse realmente che l'uomo debba togliere dalla sua dieta la carne, questo dovrebbe valere indifferentemente in tutto il mondo.
Questa è un affermazione a propri senza fondamento, fino a prova contraria non esiste nessun partito dei vegetariani o ambientalisti che vorrebbero imporre un alimentazione vegetariana a qualcuno.
Seguire una dieta vegetariana è sempre stata incentivata come una scelta individuale per vari motivo: tutela della propria salute, etica individuale e rispetto dell'ambiente
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Un grosso errore poi, lo si farebbe se si eliminassero i maiali e i polli che non hanno bisogno di grano. Essi infatti, possono vivere con gli avanzi delle tavole, ricche o povere che siano.
Questa un affermazione grottesca, parte dal presupposto che noi esseri umani dovremmo avere avanzi, è praticamente un incentivazione alla spreco!
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Senza allevamenti si avrebbe un deficit non indifferente per quel che riguarda i sottoprodotti di origine animale. Un mondo senza carne non avrebbe a disposizione circa 11 milioni di tonnellate di cuoio e 2 milioni di tonnellate di lana e ciò vorrebbe dire sostituire i materiali che si fanno con essi con materiale per lo più derivato da combustibili fossili producendo ulteriore anidride carbonica. La mancanza di animali vuol anche dire un minor uso di fertilizzanti di origine animale, ossia di letame e questo implicherebbe un maggior uso di fertilizzanti artificiali.
A parte che esistono alternative vegetali a questi materiali, questo riferimento a materiali che non hanno niente a che vedere con la nostra alimentazione che cos'è? Un tentativo di far passare un assurdo binomio "Abbacchio al forno <--->maglioncino"?
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"Un mondo senza animali vorrebbe dire anche un mondo senza latte, perché non si può produrre latte senza carne"
Altra falsità, esistono alternative vegetali al latte animale
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"I migliori allevamenti del futuro sono quelli ad alta intensità", che in altre parole vuol dire dimenticarci i bovini e le pecore che pascolano su bucolici prati di montagna. Gli animali al pascolo infatti, bruciano una grande quantità di energia a danno della produzione della carne e crescono più lentamente rispetto ad animali allevati in stalla, inoltre emettono più metano durante la loro esistenza.
Che cagata pazzesca
Questa affermazione parte dal presupposto che sia necessario seguire il dogma consumistico che ci vuole costantemente propinato, anche nella nostra alimentazione, per di più per giustificare una pratica oscena a livello salutare, etico e ambientale
Direi che Bignami farebbe meglio a occuparsi di geologia