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Peschereggio della flotta di Mazara
mitragliato da motovedetta libica
La sparatoria è avvenuta ieri sera. L'equipaggio è riuscito a evitare l'abbordaggio e ad allontanarsi. L'imbarcazione dei libici è una di quelle della guardia di finanza cedute al governo di Gheddafi. A bordo anche alcuni militari italiani. La Capitaneria: "Hanno sparato per colpire". Marinai sotto shock
di FABIO RUSSELLO
La parete del peschereccio forata dai proiettili
AGRIGENTO - Un motopeschereccio della flotta di Mazara del Vallo, l'Ariete, è approdato stamane intorno alle 7,30 nel porto di Lampedusa dopo essere stato mitragliato da una motovedetta libica, una delle imbarcazioni della guardia di finanza cedute dall'Italia al paese di Gheddafi. A bordo c'erano anche alcuni militari italiani. Secondo quanto si apprende l'imbarcazione è una delle sei, appartenenti alla Guardia di Finanza, che il governo italiano ha consegnato alla Libia (lo scorso anno le prime tre e le altre quest'anno) nell'ambito dell'accordo per contrastare l'immigrazione clandestina. Un'inchiesta è stata aperta dalla Capitaneria di Porto Empedocle che sta cercando di verificare la dinamica dei fatti.
Il peschereccio presenta diversi fori su una delle fiancate. L'incidente è avvenuto 31 miglia al largo di Al Zawara, località libica quasi al confine con la Tunisia, nota perché è da qui che partivano le carrette del mare dirette verso Lampedusa. Il motopeschereccio, come riferisce l'armatore, stava incrociando, non era in corso alcuna battuta di pesca. "Ci hanno sparato contro, ma noi abbiamo proseguito per la nostra rotta. Mi hanno detto di fermare i motori perché altrimenti avrebbero sparato. Parlavano bene l'italiano. Erano a bordo di una motovedetta libica, ma non riportava insegne", ha detto al Tg3 il comandante del peschereccio, Gaspare Marrone.
A mitragliare il peschereccio è stata una delle sei motovedette della guardia di finanza, consegnate dalle autorità italiane a quelle libiche nell'ambito dell'accordo di cooperazione stipulato tra i due paesi nel 2008. A sostenere per primo questa ipotesi era stato uno dei componenti dell'equipaggio, Alessandro Novara. "L'unità militare che ci ha mitragliato - spiega il marittimo - era identica a quelle utilizzate in Italia dalla guardia di finanza, anche se batteva bandiera libica".Secondo la Capitaneria di Porto, i libici "hanno sparato per colpire". I proiettili, sottolinea dal comando generale della Guardia costiera il comandante Vittorio Alessandro, "sono ben distribuiti lungo tutta la fiancata, dal pelo dell'acqua fino alle sovrastrutture, cioè le parti abitate dall'equipaggio". Insomma, chi era sul peschereccio "è stato molto fortunato". A bordo del peschereccio c'erano dieci persone, tre delle quali di nazionalità tunisina. Tutti i membri dell'equipaggio stanno bene ma sono ancora sotto shock. "Il mio motopeschereccio stava incrociando e non stava pescando", afferma l'armatore Vincenzo Asaro.
L'Ariete, iscritto al compartimento marittimo di Mazara, è un peschereccio di 32 metri. Già lo scorso 10 giugno sempre al largo delle coste libiche altri tre pescherecci mazaresi - l'Alibut, il Mariner 10 e il Vincenza Giacalone - erano stati sequestrati mentre erano impegnati in una battuta di pesca nel Golfo della Sirte. Il sequestro era avvenuto a circa trenta miglia dalla costa, in una zona considerata dai libici di propria esclusiva competenza, nonostante le norme del diritto marittimo internazionale.
Il motopesca mitragliato ha salvato numerosi migranti ed è stato premiato dall'Onuhttp://palermo.repubblica.it/cronaca/20 ... i-7027420/Il motopesca mitragliato
ha salvato tanti migranti
L'Ariete in passato ha dato soccorso a numerosi extracomunitari tratti in salvo mentre cercavano di raggiungere la Sicilia a bordo di barconi prossimi all'affondamento. Il comandate Marrone ha ricevuto un riconoscimento dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati
Gaspare Marrone, il capitano del motopesca Ariete, assieme al suo equipaggio ha salvato numerosi immigrati nel Canale di Sicilia. Il peschereccio mazarese è stato infatti protagonista in passato di tanti interventi di soccorso a barconi di migranti in difficoltà, tanto da ricevere anche un riconoscimento.
La notte del 28 novembre 2007 i marinai dell'Ariete salvarono 54 extracomunitari, tra cui una bimba e nove donne, soccorsi su un gommone che imbarcava acqua a circa 30 miglia dall'isola Lampedusa. Durante le operazioni di soccorso un membro tunisino dell'equipaggio si lanciò in mare per aiutare alcuni naufraghi.
Esattamente un anno dopo, l'Ariete e altri tre pescherecci d'altura della flotta di Mazara del Vallo salvarono 650 migranti su due barconi in balia del mare in burrasca. Il 5 giugno del 2008, infine, l'ennesimo intervento che consentì di trarre in salvo 27 naufraghi, mentre altri cinque morirono. "La legge del mare ci impone di aiutare chi è in difficoltà, anche a rischio della nostra vita", aveva dichiarato in quell'occasione Gaspare Marrone. "Abbiamo fatto solo il nostro dovere, ora torniamo al lavoro".
Per questo spirito di abnegazione dimostrato in numerose occasioni, nel giugno del 2008 il capitano Marrone e il suo equipaggio avevano ottenuto il premio "Per mare", istituito dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati "al coraggio di chi salva vite umane".
(13 settembre 2010)