Tasslehoff ha scritto:
Nonostante i 10 anni abbondanti di lavoro all'attivo (sempre con la stessa società per cui lavoro ora) devo confessare di essere piuttosto niubbo in tema di aumenti.
Non ho mai avuto bisogno di affrontare grandi spese (es casa o auto), non ho figli e non ho mai vissuto in affitto, pertanto l'aspetto "economico" del mio rapporto lavorativo l'ho sempre un po' trascurata, prendendo gli aumenti che arrivavano spontaneamente ma senza forzare molto la mano o anche soltanto chiedere un aumento.
Recentemente però stiamo attraversando un lungo periodo di carico eccezionale (vedetela un po' come una sorta di crisi "al contrario"), e a forza di essere spremuti, io e i miei colleghi ci stiamo un po' stancando... ragion per cui oggi ho avuto un bel colloquio telefonico con il titolare esprimendogli chiaramente il mio disagio e la necessità di migliorare un po' il trattamento economico del mio contratto.
Al momento lui si è detto d'accordo e ha dato la sua piena disponibilità, deve solo informarsi presso il commercialista e l'amministrazione per capire modi e margini, dopo di che ne riparleremo.
Quello che vi chiedo è: qual'è il modo migliore per trattare l'argomento?
Meglio mostrarsi propositivi e presentarsi con delle cifre precise o un piano di aumento nel tempo, oppure è meglio stare zitti, ascoltare le proposte e valutare in un secondo tempo magari proponendo modifiche?
anche io prima ragionavo in questo modo. ho 26 anni e fino a 3 anni fa quasi non vedevo manco la busta paga, ho sempre sgobbato, ho sempre lavorato bene, mi portavo anche il lavoro a casa per far vedere la buona volontà. poi piano piano grazie agli amici, alla famiglia, ad alcuni colleghi di lavoro, ed a causa di alcune situazioni, ho iniziato a dare più importanza sia ai soldi che alla mia figura professionale. Non sono mai stato capace a vendermi

. un bel giorno, incazzato nero per alcune cose di lavoro, ho preso ed ho chiesto un aumento. il mio capo quasi non credeva ai suoi occhi

la risposta fu un no secco.
mi disse che non poteva darmi l'aumento altrimenti poi anche altri miei colleghi avrebbero preteso di più, falso perché tutti bene o male riconoscevano il fatto che guadagnassi poco. presi atto della cosa e giorno per giorno iniziai a non fare più tutte quelle cose per le quali non venivo retribuito. arrivavo alle 9 in punto e mai un minuto prima, uscivo alle 18 e mai un minuto dopo. iniziai a non portare più il lavoro a casa e mi misi alla ricerca di un altro lavoro. dopo circa 3 mesi il mio capo mi convoca nel suo ufficio per dirmi: "ok ti meriti l'aumento"

. ho ottenuto sia un aumento di livello che un superminimo non assorbibile. purtroppo con le buone maniere non si ottiene mai nulla