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 Oggetto del messaggio: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:17 pm 
Schiavo
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Vivere in una grande città ha alcuni aspetti positivi, come il fatto di avere tutto a portata di mano, trasporti pubblici efficienti, alcuni ottimi ristoranti dove andare a cena. Ma anche tanti difetti, non da ultimo milioni di persone che tutti i giorni gettano tonnellate di rifiuti, non sempre nei luoghi più idonei. Ma quali sono le città più sporche del mondo?

1. MUMBAI – Tra le peggiori c’è senz’altro Mumbai, in India, che il sito web thisblogrules.com ha ironicamente eletto «capitale mondiale della spazzatura». Una cosa che non stupisce del tutto, in quanto Mumbai è follemente sovraffollata. Tutti i servizi pubblici, dai treni alle strade, sono sovra-utilizzati oltre il possibile e immaginabile. E l’aspetto più problematico è quello relativo alle fognature e al sistema di drenaggio. Per non parlare del fatto che a Mumbai arrivano i monsoni, sollevando la spazzatura e facendola vorticare nell’aria.

2. DACCA – Immaginate Venezia immersa non nel Mar Adriatico, ma in un mare perennemente inquinato da pesticidi e rifiuti solidi, e avrete Dacca, la capitale del Bangladesh. Come sottolinea Forbes, la superficie dell’acqua è spesso densa di sostanze pericolose per la salute, nelle quali però i bambini del Bangladesh sguazzano come se fosse una piscina. Difficile però ripulire completamente una zona in cui vivono 150 milioni di persone.

3. ANTANANARIVO – Il Madagascar, chiamato anche l’ottavo continente del mondo, è famoso per la varietà esemplare della sua flora e della sua fauna. Ma gli effetti dei suoi 16 milioni di abitanti stanno lasciando rapidamente un’impronta, con il risultato che la capitale Antananarivo è cosparsa di rifiuti in ogni angolo delle sue strade.

4. ADDIS ABEBA – Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, si trova a fronteggiare uno dei più gravi problemi sanitari in Africa e nel mondo. La mancanza di un adeguato programma sanitario e la presenza di spazzatura nella città provoca il diffondersi di epidemie. E le conseguenze sono mortalità infantile, bassa aspettativa di vita e la trasmissione di malattie attraverso l’acqua.

5. BAGHDAD – La sporcizia della capitale dell’Iraq nel 2007 è arrivata a provocare un’epidemia di colera durata ben cinque mesi. Oltre alla spazzatura, particolarmente preoccupante è la qualità scadente dell’acqua potabile.

6. NAPOLI – A Napoli e nel circostante territorio campano lo stato di emergenza legato ai rifiuti ha raggiunto una durata record, ben 15 anni, dal 1994 al 2009. Ben 11 i commissari straordinari che si sono succeduti in questo periodo, senza riuscire mai a risolvere definitivamente il problema. Anche se la crisi più grave si è verificata nel biennio 2007-2008 quando le discariche non riuscivano più a smaltire i rifiuti, con la conseguenza che questi ultimi sono rimasti nelle strade per molti mesi. Al punto che nell’estate 2008, le discariche campane contavano cinque milioni di eco-balle di spazzatura in giacenza.

7. ‘NDJAMENA – Il continuo influsso della crescita della popolazione, accelerato dall’arrivo di migliaia di profughi dal confinante Darfur, sta riempiendo di rifiuti la capitale del Ciad. Particolarmente preoccupante la situazione idrica, sia in città sia nel vicino lago Ciad.

8. CIUDAD JUAEREZ – La maggior parte del Messico è abbastanza ordinato, almeno nei limiti del possibile. Certo non è la Svizzera, ma è uno Stato dove in linea di massima le persone lasciano le strade pulite. Purtroppo ci sono problemi di droga, ma di solito non intaccano i centri delle città principali. Ma Ciudad Juarez fa eccezione, in primo luogo perché – come scrive thisblogrules.com - è essenzialmente una città gestita dai narcotrafficanti. E la malavita organizzata non è molto interessata a raccogliere la spazzatura o a riempire le buche delle strade. Al punto che queste ultime sono sconsigliate persino per le auto dei peggiori malavitosi.

9. LA OROYA – Il piombo non è un metallo ecologico. E se è vero che può essere utilizzato per proteggerci dalle radiazioni, nessuno vorrebbe averne grandi quantità intorno a sé. Ed è proprio questo il problema di La Oroya, città del Perù con una delle più grandi industrie al mondo attive nella fusione del piombo. Una fabbrica attiva dal 1922, al punto che c’è così tanto piombo nel suolo, oltre che nell’aria e nell’acqua, che il 99% dei bambini che vivono a La Oroya hanno nell’organismo il triplo della quantità di piombo accettabile. E non ci sono né fondi né risorse per ripulire il terreno dalle scorie del piombo. Con il risultato che quelle sostanze sono destinate a rimanere là per secoli.

10. VAPI – Vapi è un centro industriale florido e indaffarato dell’India. Purtroppo però la maggior parte delle sue industrie sono attive nel settore chimico. Inquinando la città con tonnellate di scorie di ogni tipo. Per non parlare del fatto che per pulire i detriti è utilizzato un impianto di trattamento idrico, che finisce per sporcare anche l’acqua della città. E il risultato è che Vapi è molto inquinata. La maggior parte dei terreni sono saturi di sostanze dannose per chi ci viene a contatto. Eppure, la città conta ben 71mila residenti.

http://www.ilsussidiario.net/News/Curio ... /1/115735/


Ultima modifica di frankytop, gio set 30, 2010 9:22 pm, modificato 1 volta.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:19 pm 
Schiavo
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impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


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Ma anche un po' di gnocca non guasterebbe ogni tanto ...
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:21 pm 
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Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d
Cita:
NAPOLI – A Napoli e nel circostante territorio campano lo stato di emergenza legato ai rifiuti ha raggiunto una durata record, ben 15 anni, dal 1994 al 2009


:pcosodance:
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:23 pm 
Schiavo
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Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d


E l'ha risolto in modo impeccabile: non c'è andato più.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:23 pm 
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Killer application ha scritto:
Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d
Cita:
NAPOLI – A Napoli e nel circostante territorio campano lo stato di emergenza legato ai rifiuti ha raggiunto una durata record, ben 15 anni, dal 1994 al 2009


:pcosodance:


Cita:
Ma quali sono le città più sporche del mondo?


:pcosodance:


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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:24 pm 
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Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d

Il mio "amico" ha detto che la colpa del problema è della jervolino.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:25 pm 
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frankytop ha scritto:
Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d

Il mio "amico" ha detto che la colpa del problema è della jervolino.


ma l'ha risolto o no ?
dato che l'articolo parla del presente.
o l'ha risolto e l'articolo sbaglia ad inserire napoli o non l'ha risolto ed il nano spara cazzate
delle due l'una...


c.a'.;'.x.s;''.s;'.s
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:25 pm 
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Cyrano ha scritto:
Killer application ha scritto:

:pcosodance:


Cita:
Ma quali sono le città più sporche del mondo?


:pcosodance:


C;,sl,;;l,s;l,d


fino al 2009. Poi ci ha pensato silvio :mcoso:
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:26 pm 
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Killer application ha scritto:
Cyrano ha scritto:



:pcosodance:


C;,sl,;;l,s;l,d


fino al 2009. Poi ci ha pensato silvio :mcoso:


quindi e' sbagliato l'articolo ? perche' se parla del presente , il 2009 e' ben passato...


:nigger:



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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:30 pm 
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Cyrano ha scritto:
frankytop ha scritto:
Il mio "amico" ha detto che la colpa del problema è della jervolino.


ma l'ha risolto o no ?
dato che l'articolo parla del presente.
o l'ha risolto e l'articolo sbaglia ad inserire napoli o non l'ha risolto ed il nano spara cazzate
delle due l'una...


c.a'.;'.x.s;''.s;'.s

L'ha risolto,solo che poi la jervolino gli rema contro con la sua incompetenza e si ricomincia da capo.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:31 pm 
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frankytop ha scritto:
Cyrano ha scritto:

ma l'ha risolto o no ?
dato che l'articolo parla del presente.
o l'ha risolto e l'articolo sbaglia ad inserire napoli o non l'ha risolto ed il nano spara cazzate
delle due l'una...


c.a'.;'.x.s;''.s;'.s

L'ha risolto,solo che poi la jervolino gli rema contro con la sua incompetenza e si ricomincia da capo.


strano lui dice che e' risolto... :asd:



C;.s;.s;.s;.s;.s;.
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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:37 pm 
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frankytop ha scritto:
Cyrano ha scritto:

ma l'ha risolto o no ?
dato che l'articolo parla del presente.
o l'ha risolto e l'articolo sbaglia ad inserire napoli o non l'ha risolto ed il nano spara cazzate
delle due l'una...


c.a'.;'.x.s;''.s;'.s

L'ha risolto,solo che poi la jervolino gli rema contro con la sua incompetenza e si ricomincia da capo.


certo, per esempio il termovalorizzatore di Acerra gestito da A2A e costruito da Impregilo è sempre fermo pre colpa della jervolino... :pua:
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"perchè nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro, gliene devono capitare parecchie di cose e di molto crudeli." L. F. Céline
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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:40 pm 
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Maxmel ha scritto:
frankytop ha scritto:
L'ha risolto,solo che poi la jervolino gli rema contro con la sua incompetenza e si ricomincia da capo.


certo, per esempio il termovalorizzatore di Acerra gestito da A2A e costruito da Impregilo è sempre fermo pre colpa della jervolino... :pua:


http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=500088
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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:47 pm 
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frankytop ha scritto:
Maxmel ha scritto:

certo, per esempio il termovalorizzatore di Acerra gestito da A2A e costruito da Impregilo è sempre fermo pre colpa della jervolino... :pua:


http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=500088

Già il fatto che posti un articoletto da Libero dovrebbe essere sufficiente a bollare 'sto post come "INUTILE", ma poi l'articolo non dice un cazzo, riporta solo una frase detta da mister B., che, se permetti, non è esattamente la voce della verità. :asd:
Quindi, che razza di argomenti vuoi portare? :vabe:
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Msimamizi ni super hydrauliska dickhead. LilithSChild Ni sociopath huzuni. Kuua mambo.
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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:49 pm 
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e se non era colpa della jervolino era colpa di infiltrati marziani che notoriamente sono rossi e quindi komunisti !



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Cyrano ha scritto:
e se non era colpa della jervolino era colpa di infiltrati marziani che notoriamente sono rossi e quindi komunisti !



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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:52 pm 
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faccio fatica a trovare il nesso tra la discarica di terzigno e rosarussoiervo
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Jarni ha scritto:
frankytop ha scritto:

Già il fatto che posti un articoletto da Libero dovrebbe essere sufficiente a bollare 'sto post come "INUTILE", ma poi l'articolo non dice un cazzo, riporta solo una frase detta da mister B., che, se permetti, non è esattamente la voce della verità. :asd:
Quindi, che razza di argomenti vuoi portare? :vabe:

L'unico modo che ha il governo per entrare direttamente nella gestione di un comune è commissariarlo,ma si da il caso che evidentemente non ci sono gli estremi per farlo.

Ti pare che un governo possa prendere su di se l'incarico di amministrare una città (ma sarebbe meglio dire una intera regione,senza seguire questa via?
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
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Cyrano ha scritto:
e se non era colpa della jervolino era colpa di infiltrati marziani che notoriamente sono rossi e quindi komunisti !



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Uno dei film più idioti che mente umana possa concepire. :v
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MessaggioInviato: gio set 30, 2010 9:56 pm 
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frankytop ha scritto:
Maxmel ha scritto:

certo, per esempio il termovalorizzatore di Acerra gestito da A2A e costruito da Impregilo è sempre fermo pre colpa della jervolino... :pua:


http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=500088


http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 07406.html

su tre linee ne funziona (quando funziona...) una... gli altri manco funzionano...

Se però Berlusconi su libero dice che è colpa della Jervolino gli credo Cosentino considerato...


Cita:
Perché gli abbiamo creduto a Berlusconi, e mo' come se ne uscirà?". "Lo sapevo che tornava la monnezza e che Berluscone non aveva risolto niente. Questa è la politica". Sono le prime due frasi che ascolto da una radio locale che lascia sfogare i napoletani, che qui chiamano il primo ministro rendendo al singolare il suo nome: Berluscone, che avevano considerato il risolutore dell'emergenza rifiuti.

Oggi tutto è tornato come prima, ad appena un anno dal decreto legge del 31 dicembre del 2009 che sanciva la fine dello stato di emergenza e del commissariamento straordinario.

In realtà da mesi stava lentamente tornando la spazzatura ovunque ma parlare di nuova emergenza rifiuti sembrava impossibile, era vietato come la peggiore delle bestemmie. Ma il centro di Napoli è tornato a puzzare come una discarica, la provincia di Caserta ha nuovamente le strade foderate di spazzatura, la popolazione è tornata a ribellarsi per l'apertura di nuove discariche, terrorizzata che queste raccolgano non solo i rifiuti leciti ma anche quelli illeciti, come sempre accaduto nelle discariche campane.

Non si era risolto nulla. Solo tamponato. Il più delle volte nascosto. In certi territori lontani dai riflettori, lontani dall'attenzione dei media, la spazzatura non è mai scomparsa dalle strade. Ora il grande bluff si è compiuto e mostra la sua essenza. Ed a pagarne il prezzo, come era prevedibile, è il territorio, la salute
delle persone, l'immagine di Napoli nuovamente carica di
spazzatura. Chi diffama Napoli, verrebbe da chiedere al primo ministro? Le foto, chi racconta lo scempio? O le strade sommerse di rifiuti? La città torna a sopportare la monnezza con i fazzoletti sui nasi quando l'odore è troppo acre perché il caldo fa marcire i sacchetti. I mercati rionali costruiscono le proprie bancarelle sulla spazzatura non raccolta del giorno prima, e le persone fanno la spesa camminando tra rifiuti. Per lo più le persone ormai fanno finta di niente. Sperano solo che le montagne non arrivino ai primi piani come successo l'ultima volta.

L'alba sul nascente governo Berlusconi si era levata liberando Napoli e la Campania dalle tonnellate di spazzatura; ora il tramonto cala su un governo meno coeso e che molti vedrebbero allo sbando, dietro le piramidi di spazzatura che tornano, identiche. L'emergenza rifiuti si fondava su un problema che sembrava insormontabile. Le discariche campane erano satolle e la magistratura, valutandole illegali, le chiudeva impedendo ulteriori conferimenti. Non c'era più spazio per i rifiuti, e le strade divenivano nuove discariche, che non avevano bisogno di approvazione e che non si poteva per decreto chiudere o riaprire. Le strade, tutte, dai quartieri più popolari del centro storico e delle periferie, a quelli collinari, costituivano le naturali valvole di sfogo. Si bruciava in campagna spazzatura per ridurla in cenere, cenere meno voluminosa e più comoda da smaltire, e così facendo si è avvelenata la terra. L'intervento del governo ha reso territorio militare le discariche: alla magistratura quindi è stato impedito di chiuderle e ai cittadini di avvicinarsi per controllare cosa accadesse a pochi metri dalle loro case. Questo provvedimento, accettato come un male inevitabile, doveva servire a dare ossigeno alle amministrazioni per costruire alternative che però non sono mai partite.

La raccolta differenziata è la vera vergogna della Campania e di Napoli. Non si riesce ad organizzarla al meglio nemmeno nei piccoli centri. Si pensi ai tanti comuni dell'Avellinese e del Beneventano che hanno le campagne invase dalla spazzatura, ma sono troppo periferici per fare notizia. Ad oggi Napoli ha solo poche aree in cui viene svolta la raccolta porta a porta, l'unica davvero efficace perché implica un controllo dal basso del cittadino sul cittadino. Raccolta che per legge avrebbe dovuto raggiungere già il 40% dei rifiuti conferiti mettendo in moto un circolo virtuoso che la città aspetta ormai che arrivi dal cielo, come fosse un miracolo. La stessa Asìa, in un volantino da poco distribuito nell'unico quartiere dove la differenziata porta a porta è attiva da due anni - i Colli Aminei - , si è detta preoccupata perché il quantitativo di rifiuti indifferenziati negli ultimi mesi è aumentato, come se quel quartiere che doveva essere la testa d'ariete, la punta di diamante di un'area devastata, si fosse reso conto che i suoi sforzi e il suo virtuosismo valgono quanto una goccia in un mare di disservizi. E a quel punto a che serve differenziare.

Meglio buttare tutto nella solita montagna di monnezza. Si sa che i termovalorizzatori non sono mai realmente partiti. Non quello di Napoli, non quello di Salerno, non quello di Santa Maria la Fossa e quello di Acerra è partito solo in parte. Anche su questo piano quindi le cose non sono andate come il governo aveva promesso e il risultato è stato il totale fallimento di un processo che non poteva contare solo sul senso civico dei cittadini. Avevano promesso di non aprire più discariche ed invece ne stanno aprendo un'altra nel parco del Vesuvio, in un'area di interesse naturalistico rarissima. L'emergenza rifiuti è stata manna per la politica campana ed è stata utilizzata per costruire un meccanismo di consulenze e appalti emergenziali. Se hai intere provincie sommerse, devi necessariamente stanziare danaro straordinario. E quindi consulenti e imprese sui quali non può esserci controllo serrato.

L'equilibrio su cui si regge il ciclo dei rifiuti in Campania è estremamente fragile. Per mandare in tilt una macchina che è tutt'altro che oleata, basta bloccare il flusso di danaro che arriva nelle casse delle provincie e dei comuni. Basta far finire i soldi in un groviglio di appalti e subappalti. A Napoli l'Asìa, l'azienda che fornisce i servizi di igiene ambientale alla città, ha circa 3000 dipendenti e affida parte dei sevizi a Enerambiente, società veneta dedicata ai servizi ecologico-ambientali e alla gestione integrata dei rifiuti, che di dipendenti ne ha 470. A sua volta Enerambiente attinge per la gestione dei rifiuti alla cooperativa Davideco che ha 120 dipendenti e agli interinali che forniscono almeno altri 150 dipendenti. In questa catena infinita di appalti e subappalti lievitano i costi e le clientele e quest'anno trascorso dal decreto di fine emergenza non è servito a mettere in moto il circolo virtuoso di cui la città aveva bisogno, ma a oliare nuovamente la macchina dello spreco e del ricatto.

Dopo l'inchiesta che ha visto Nicola Cosentino accusato dall'Antimafia di Napoli di essere stato un riferimento politico della camorra attraverso il settore rifiuti, in queste ore, sembrerebbe realizzarsi di nuovo ciò di cui si è scritto: la centralità della monnezza in Campania che arriverebbe persino, attraverso Nicola Cosentino, a configurarsi come una pistola puntata alla tempia del governo. Ovvero, come tramite di ogni rapporto tra Berlusconi e il politico casalese ci sarebbe la gestione del ciclo dei rifiuti. Nel dibattito politico di questi ultimi mesi si è fatto riferimento a come Cosentino, leader indiscusso del Pdl in Campania, avesse dalla sua molti sindaci, i consorzi, la vicinanza di imprenditori e quindi potesse formalmente, se solo lo decidesse, bloccare il meccanismo di raccolta rifiuti. Il voto alla Camera, se si crede all'ipotesi di un Cosentino imperatore nel settore dei rifiuti, con il no all'utilizzo delle intercettazioni sembrerebbe essere un dono fattogli per cercare di riportare la nuova emergenza a una "normalità" di gestione consolidata. Ma questo può saperlo solo Cosentino stesso.

Quanto ai bassoliniani, che nel settore rifiuti hanno fatto incetta di voti e clientele, certamente non risulteranno in questa fase concilianti verso la situazione e anche dal loro versante ci sarà ostruzionismo e voglia di tornare ad avere prebende e potere attraverso la crisi. O si tratta con loro o tutto si ferma. Serve ricordare che l'emergenza rifiuti in Campania è costata 780 milioni di euro l'anno. Questa è la cifra quantificata dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti nella scorsa legislatura che, moltiplicata per tre lustri (tanto è durata la crisi), equivale a un paio di leggi finanziarie. In tutto questo la camorra naturalmente continua il suo guadagno che cresce ad ogni passaggio. Nei camion che serviranno alla nuova emergenza, nel silenzio caduto sul ciclo rifiuti perché i roghi nelle campagne continuano a gestirli i clan, bruciando rifiuti, sino al business dei terreni dove chissà per quanti decenni verranno depositate le ecoballe ormai mummificate il cui fitto viene pagato direttamente nelle loro mani.

Non mi stancherò mai di dirlo: se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati, diverrebbero una montagna di 15.600 metri di altezza, con una base di tre ettari, quasi il doppio dell'Everest, alto 8850 metri, quindi questo business ha ancora una lunga vita. Da Napoli parte un nuovo corso, quello che dimostra che per quanto si possa cercare di non mostrare, di negare, di nascondersi dietro proclami, la realtà che abbiamo sotto gli occhi questa volta è talmente schiacciante che nessuna forma di delegittimazione può renderla meno evidente. La spazzatura tornata nelle strade di Napoli sigla definitivamente il fallimento di un progetto, di un percorso, di una politica. Speriamo che queste verità, in grado di svelare definitivamente le tante menzogne spacciate come successi, possano innescare un percorso di cambiamento che se partisse dal Sud potrebbe davvero mutare il destino del paese.
© 2010 Roberto Saviano / Agenzia Santachiara




(25 settembre 2010)



http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-7409102/
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"perchè nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro, gliene devono capitare parecchie di cose e di molto crudeli." L. F. Céline
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 10:00 pm 
Schiavo
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frankytop ha scritto:
Uno dei film più idioti che mente umana possa concepire. :v

Invece Barbarossa... :rotfl:
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 10:02 pm 
Cyrano ha scritto:
impossibile , il tuo amico pdc ha detto che ha risolto il problema rifiuti a napoli !


C.'.s.d'd..d.'d


Grazie per non averlo quotato ma, contemporaneamente, averlo smerdato easy :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 10:02 pm 
Schiavo
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Maxmel ha scritto:
frankytop ha scritto:


http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 07406.html

su tre linee ne funziona (quando funziona...) una... gli altri manco funzionano...

Se però Berlusconi su libero dice che è colpa della Jervolino gli credo Cosentino considerato...


Cita:
Perché gli abbiamo creduto a Berlusconi, e mo' come se ne uscirà?". "Lo sapevo che tornava la monnezza e che Berluscone non aveva risolto niente. Questa è la politica". Sono le prime due frasi che ascolto da una radio locale che lascia sfogare i napoletani, che qui chiamano il primo ministro rendendo al singolare il suo nome: Berluscone, che avevano considerato il risolutore dell'emergenza rifiuti.

Oggi tutto è tornato come prima, ad appena un anno dal decreto legge del 31 dicembre del 2009 che sanciva la fine dello stato di emergenza e del commissariamento straordinario.

In realtà da mesi stava lentamente tornando la spazzatura ovunque ma parlare di nuova emergenza rifiuti sembrava impossibile, era vietato come la peggiore delle bestemmie. Ma il centro di Napoli è tornato a puzzare come una discarica, la provincia di Caserta ha nuovamente le strade foderate di spazzatura, la popolazione è tornata a ribellarsi per l'apertura di nuove discariche, terrorizzata che queste raccolgano non solo i rifiuti leciti ma anche quelli illeciti, come sempre accaduto nelle discariche campane.

Non si era risolto nulla. Solo tamponato. Il più delle volte nascosto. In certi territori lontani dai riflettori, lontani dall'attenzione dei media, la spazzatura non è mai scomparsa dalle strade. Ora il grande bluff si è compiuto e mostra la sua essenza. Ed a pagarne il prezzo, come era prevedibile, è il territorio, la salute
delle persone, l'immagine di Napoli nuovamente carica di
spazzatura. Chi diffama Napoli, verrebbe da chiedere al primo ministro? Le foto, chi racconta lo scempio? O le strade sommerse di rifiuti? La città torna a sopportare la monnezza con i fazzoletti sui nasi quando l'odore è troppo acre perché il caldo fa marcire i sacchetti. I mercati rionali costruiscono le proprie bancarelle sulla spazzatura non raccolta del giorno prima, e le persone fanno la spesa camminando tra rifiuti. Per lo più le persone ormai fanno finta di niente. Sperano solo che le montagne non arrivino ai primi piani come successo l'ultima volta.

L'alba sul nascente governo Berlusconi si era levata liberando Napoli e la Campania dalle tonnellate di spazzatura; ora il tramonto cala su un governo meno coeso e che molti vedrebbero allo sbando, dietro le piramidi di spazzatura che tornano, identiche. L'emergenza rifiuti si fondava su un problema che sembrava insormontabile. Le discariche campane erano satolle e la magistratura, valutandole illegali, le chiudeva impedendo ulteriori conferimenti. Non c'era più spazio per i rifiuti, e le strade divenivano nuove discariche, che non avevano bisogno di approvazione e che non si poteva per decreto chiudere o riaprire. Le strade, tutte, dai quartieri più popolari del centro storico e delle periferie, a quelli collinari, costituivano le naturali valvole di sfogo. Si bruciava in campagna spazzatura per ridurla in cenere, cenere meno voluminosa e più comoda da smaltire, e così facendo si è avvelenata la terra. L'intervento del governo ha reso territorio militare le discariche: alla magistratura quindi è stato impedito di chiuderle e ai cittadini di avvicinarsi per controllare cosa accadesse a pochi metri dalle loro case. Questo provvedimento, accettato come un male inevitabile, doveva servire a dare ossigeno alle amministrazioni per costruire alternative che però non sono mai partite.

La raccolta differenziata è la vera vergogna della Campania e di Napoli. Non si riesce ad organizzarla al meglio nemmeno nei piccoli centri. Si pensi ai tanti comuni dell'Avellinese e del Beneventano che hanno le campagne invase dalla spazzatura, ma sono troppo periferici per fare notizia. Ad oggi Napoli ha solo poche aree in cui viene svolta la raccolta porta a porta, l'unica davvero efficace perché implica un controllo dal basso del cittadino sul cittadino. Raccolta che per legge avrebbe dovuto raggiungere già il 40% dei rifiuti conferiti mettendo in moto un circolo virtuoso che la città aspetta ormai che arrivi dal cielo, come fosse un miracolo. La stessa Asìa, in un volantino da poco distribuito nell'unico quartiere dove la differenziata porta a porta è attiva da due anni - i Colli Aminei - , si è detta preoccupata perché il quantitativo di rifiuti indifferenziati negli ultimi mesi è aumentato, come se quel quartiere che doveva essere la testa d'ariete, la punta di diamante di un'area devastata, si fosse reso conto che i suoi sforzi e il suo virtuosismo valgono quanto una goccia in un mare di disservizi. E a quel punto a che serve differenziare.

Meglio buttare tutto nella solita montagna di monnezza. Si sa che i termovalorizzatori non sono mai realmente partiti. Non quello di Napoli, non quello di Salerno, non quello di Santa Maria la Fossa e quello di Acerra è partito solo in parte. Anche su questo piano quindi le cose non sono andate come il governo aveva promesso e il risultato è stato il totale fallimento di un processo che non poteva contare solo sul senso civico dei cittadini. Avevano promesso di non aprire più discariche ed invece ne stanno aprendo un'altra nel parco del Vesuvio, in un'area di interesse naturalistico rarissima. L'emergenza rifiuti è stata manna per la politica campana ed è stata utilizzata per costruire un meccanismo di consulenze e appalti emergenziali. Se hai intere provincie sommerse, devi necessariamente stanziare danaro straordinario. E quindi consulenti e imprese sui quali non può esserci controllo serrato.

L'equilibrio su cui si regge il ciclo dei rifiuti in Campania è estremamente fragile. Per mandare in tilt una macchina che è tutt'altro che oleata, basta bloccare il flusso di danaro che arriva nelle casse delle provincie e dei comuni. Basta far finire i soldi in un groviglio di appalti e subappalti. A Napoli l'Asìa, l'azienda che fornisce i servizi di igiene ambientale alla città, ha circa 3000 dipendenti e affida parte dei sevizi a Enerambiente, società veneta dedicata ai servizi ecologico-ambientali e alla gestione integrata dei rifiuti, che di dipendenti ne ha 470. A sua volta Enerambiente attinge per la gestione dei rifiuti alla cooperativa Davideco che ha 120 dipendenti e agli interinali che forniscono almeno altri 150 dipendenti. In questa catena infinita di appalti e subappalti lievitano i costi e le clientele e quest'anno trascorso dal decreto di fine emergenza non è servito a mettere in moto il circolo virtuoso di cui la città aveva bisogno, ma a oliare nuovamente la macchina dello spreco e del ricatto.

Dopo l'inchiesta che ha visto Nicola Cosentino accusato dall'Antimafia di Napoli di essere stato un riferimento politico della camorra attraverso il settore rifiuti, in queste ore, sembrerebbe realizzarsi di nuovo ciò di cui si è scritto: la centralità della monnezza in Campania che arriverebbe persino, attraverso Nicola Cosentino, a configurarsi come una pistola puntata alla tempia del governo. Ovvero, come tramite di ogni rapporto tra Berlusconi e il politico casalese ci sarebbe la gestione del ciclo dei rifiuti. Nel dibattito politico di questi ultimi mesi si è fatto riferimento a come Cosentino, leader indiscusso del Pdl in Campania, avesse dalla sua molti sindaci, i consorzi, la vicinanza di imprenditori e quindi potesse formalmente, se solo lo decidesse, bloccare il meccanismo di raccolta rifiuti. Il voto alla Camera, se si crede all'ipotesi di un Cosentino imperatore nel settore dei rifiuti, con il no all'utilizzo delle intercettazioni sembrerebbe essere un dono fattogli per cercare di riportare la nuova emergenza a una "normalità" di gestione consolidata. Ma questo può saperlo solo Cosentino stesso.

Quanto ai bassoliniani, che nel settore rifiuti hanno fatto incetta di voti e clientele, certamente non risulteranno in questa fase concilianti verso la situazione e anche dal loro versante ci sarà ostruzionismo e voglia di tornare ad avere prebende e potere attraverso la crisi. O si tratta con loro o tutto si ferma. Serve ricordare che l'emergenza rifiuti in Campania è costata 780 milioni di euro l'anno. Questa è la cifra quantificata dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti nella scorsa legislatura che, moltiplicata per tre lustri (tanto è durata la crisi), equivale a un paio di leggi finanziarie. In tutto questo la camorra naturalmente continua il suo guadagno che cresce ad ogni passaggio. Nei camion che serviranno alla nuova emergenza, nel silenzio caduto sul ciclo rifiuti perché i roghi nelle campagne continuano a gestirli i clan, bruciando rifiuti, sino al business dei terreni dove chissà per quanti decenni verranno depositate le ecoballe ormai mummificate il cui fitto viene pagato direttamente nelle loro mani.

Non mi stancherò mai di dirlo: se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati, diverrebbero una montagna di 15.600 metri di altezza, con una base di tre ettari, quasi il doppio dell'Everest, alto 8850 metri, quindi questo business ha ancora una lunga vita. Da Napoli parte un nuovo corso, quello che dimostra che per quanto si possa cercare di non mostrare, di negare, di nascondersi dietro proclami, la realtà che abbiamo sotto gli occhi questa volta è talmente schiacciante che nessuna forma di delegittimazione può renderla meno evidente. La spazzatura tornata nelle strade di Napoli sigla definitivamente il fallimento di un progetto, di un percorso, di una politica. Speriamo che queste verità, in grado di svelare definitivamente le tante menzogne spacciate come successi, possano innescare un percorso di cambiamento che se partisse dal Sud potrebbe davvero mutare il destino del paese.
© 2010 Roberto Saviano / Agenzia Santachiara




(25 settembre 2010)



http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-7409102/

Morale della favola?
Al sud c'è o' mafia e niente funziona.
Con un governo di sinistra lo smaltimento funzionerebbe? La risposta è NO.

al di la dei vari Cosentino & C. di turno.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 10:05 pm 
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frankytop ha scritto:
Maxmel ha scritto:

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 07406.html

su tre linee ne funziona (quando funziona...) una... gli altri manco funzionano...

Se però Berlusconi su libero dice che è colpa della Jervolino gli credo Cosentino considerato...





http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-7409102/

Morale della favola?

che Berlusconi ha detto delle cazzate su cui avrebbe fatto meglio a tacere. Visto che non solo non è e non è stato la soluzione ma è anche parte (grossa) del problema. E un governo di sinistra avrebbe concesso alla magistratura l'utilizzo di quelle intercettazioni telefoniche. Mentre Berlusconi e La Lega no.
Se, nello specifico incidente, poi un'azienda veneta non usasse subalpatare ad interinali la raccolta magari non partirebbero vertenze che mandano tutto a puttane.
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Ultima modifica di Maxmel, gio set 30, 2010 10:09 pm, modificato 2 volte in totale.
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 Oggetto del messaggio: Re: LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura
MessaggioInviato: gio set 30, 2010 10:06 pm 
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frankytop ha scritto:
Morale della favola?
Al sud c'è o' mafia e niente funziona.
Con un governo di sinistra lo smaltimento funzionerebbe? La risposta è NO.

al di la dei vari Cosentino & C

e ci voleva franco per scoprirlo
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